Premesso che io non sono un esperto del campo e che, quindi, non sono titolato ad esprimere, sull'argomento, pareri dotati di alcuna specifica valenza professionale, volevo fare solo qualche considerazione da semplice utente del forum:
1) Gli esempi di domande dei questionari così come sono state riportate mi sembrano, semplicemente, delle enormi stupidaggini: sia di quello di cui stiamo discutendo che di quello dell'ISTAT.
2) La violenza, sia essa fisica che psicologica, esercitata da una persona su di un'altra è SEMPRE cosa da condannare e credo che ci debbano essere ( in parte ci sono... ) leggi severe che la combattano e la puniscano, chiunque sia la vittima e chiunque sia il carnefice;
3)
Credo però che ci sia bisogno di un "plus" di attenzione per quelle forme di violenza aventi per oggetto le, o comunque, collegate alle, specificità sessuali dei due individui, vittima e carnefice.
E questo per il "plus" di odiosità che queste forme di violenza suscitano ( o dovrebbero suscitare... ) in un normale osservatore di questi fenomeni.
Attenzione: non mi riferisco solo alla circostanza che che i due "attori", attivo e passivo della violenza, abbiano diversa identità sessuale ( esempio: mobbing di una capoufficio donna su un sottoposto uomo... ), ma, bensì, al fatto che sia PROPRIO la diversa identità sessuale ad essere ALLA BASE della violenza stessa: ne sia, cioè, causa, origine e/o fine...
Da questo punto di vista, lo dico da uomo, a mio avviso
non c'è, per mille motivi ( fisici, sociali, culturali... )
parità tra i due sessi: non c'è, cioè, la stessa capacità e opportunità di esercitare violenza.... Senza con questo voler, evidentemente, negare alla radice la possibilità che ci possa essere, tout court, violenza esercitata da una donna su un uomo: ma nella realtà di tutti i giorni, quella che prescinde dai discorsi più o meno fumosi e dai pareri di più o meno dotti studiosi, non c'è, non ci può essere "par condicio" tra i due sessi...
Ma anche qui non vorrei essere frainteso: una donna può sicuramente fare del male ad un uomo, molto male ( come in alcuni degli esempi che sono stati citati... ).
Male psicologico, intendo, visto che i casi, che pure esistono, di violenza fisica sono da catalogare nell'ambito delle "curiosità", dello "strano ma vero" della Settimana Enigmistica e non di una seria indagine scientifica.
Ma è un tipo di violenza "diverso" da quello che un uomo può fare ad una donna: ed è inutile che io stia a spiegare qui i motivi di questa differenza, basta guardare la realtà con un minimo di obiettività per capirlo.. E, comunque, non è il tipo di violenza psicologico che una donna può fare ad unh uomo ( il "rapporto interrotto" per esempio... ) che può essere considerato bisognoso di una protezione "specifica" da parte della comunità... Così come non vedo la necessità per un uomo di predisporre misure legislative SPECIFICHE per la violenza sessuale da parte di una donna, che vada, cioè, "oltre" quelle contro la "normale" violenza...
3) Fare differenze tra bambini e bambine è, invece, semplicemente assurdo: tutti hanno ugualmente diritto ad una speciale protezione indipendentemente dal sesso perchè non è affatto detto che i bambini di sesso maschile siano meno a rischio di subire violenza, anzi... Ne parlo, sia pure di sfuggita, con una certa cognizione di causa, essendo stato oggetto, quando avevo 6-7 anni, di un tentativo di molestia. E' stato solo un tentativo ( non riuscito perchè sono riuscito a scappare.. ) e neanche di abuso ma di "semplice" molestia, ma, purtuttavia, mi ha messo in profondo disagio per molto tempo... Per cui nessuna distinzione tra maschietti e femminucce da questo punto di vista, è abominevole anche solo solo il pensarlo...
P.S. Qualora non fosse sufficientemente chiaro, sono completamente d'accordo con le posizioni di Benedetta...
