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  1. #16
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    @ Faustino67

    Il Prof. Manlio Merolla è avvocato Si, avevo visto l'abbreviazione Avv.davanti al nome: Le chiedevo in che ambito esercita, se penale, civile o entrambi, perché avevo avuto l'impressione che si occupasse di diritto familiare e quindi, in ambito civilistico, anche di separazioni. Può delucidarmi in merito? e docente universitario di criminologia in quale Facoltà?, nonché direttore della rivista Lex et Jus La Psicologia on line. Corsi psicologia, scuole di psicoterapia, master psicologia, facoltà psicologia, esame stato psicologia, libri psicologia... Le segnalo che anche questo link (come quello del Centro Documentazione Violenza Donne (CDVD) riportato nell'altro post non collegano ai relativi siti. Comunque dal blog del questionario (questo correttamente linkato), continuando a leggere l'articolo sulla sinistra “Introduzione e note metodologiche” scorrendo in basso si trovano i link (questa volta corretti) dell'Istituto degli Studi Giuridici Superiori del Prof. Merolla e del Centro Documentazione Violenza Donne. Nel sito dell'Istituto del Prof. Merolla si fa riferimento ad un Osservatorio sulla famiglia e sui diritti dei minori, il che mi conferma ancora di più l'impressione della specializzazione (o comunque una particolare sensibilità) in diritto di famiglia. Sul sito del Centro Documentazione e Violenza Donne, invece, clickando su “chi siamo” non riesco a trovare né il responsabile, direttore, presidente o simili, né un riferimento a sede o numeri telefonici. e specializzata in psicologia giuridica e criminologia familiare Mi sfugge il concetto di specializzazione in “criminologia familiare”.Può darmi qualche riferimento?

    Nel comitato scientifico della rivista figurano magistrati, statistici, psicologi forensi, avvocati e pedagogisti. Si, ho letto nel sito dell'Istituto che ci sono circa 1.800 collaboratori (vengono chiamati “persone fisiche”...perché non professionisti?), ma non sono elencati i nomi, così come non sono elencati (benché sia prevista una sezione “Organi”) i nomi delle cariche di tal Istituto.

    Le contromisure legislative sono bipartisan solo sulla carta, nella realtà escludono ogni soggetto maschile dalla possibilità di tutelarsi dalla violenza domestica. Ah, allora occorre che Lei riformuli il primo post, in quanto sosteneva che occorreva arrivare alle contromisure legislative: in realtà ci sono già, dunque. Inoltre da cosa deduce che nella realtà esse escludono ogni soggetto maschile dalla possibilità di tutelarsi? Ha dei dati al riguardo o è solo una Sua percezione?

    Il numero verde antistalking 1255 (ma non è il numero di informazioni della Wind ????), ad esempio, istituito per iniziativa governativa a valle del varo della legge, rifiuta di accogliere le denunce degli uomini.

    Anche recandosi in commissariato gli uomini hanno scarse possibilità di essere “presi sul serio”., con livelli di comprensione ed accoglienza infinitamente inferiori rispetto alle donne. Gli uomini (come le donne) hanno i mezzi per tutelarsi anche in questo caso: esiste un reato di cui all'art. 328 c.p.per omissioni di atti di ufficio: se in commissariato gli uomini si vedono negata la possibilità di esporre denuncia, possono denunciare il pubblico ufficiale che si rifiuta di accoglierla.

    La donna che denuncia di aver subito una violenza ad opera del proprio partner acquista lo status di “vittima”. Un uomo che denuncia di aver subito una violenza psicologica, fisica o sessuale ad opera della propria partner viene declassato con commiserazione allo status di “inetto”. Questo sulla base di cosa? Sue percezioni personali?

    A tutti i livelli, ad iniziare dall'appuntato dei Carabinieri che riceve la denuncia. Che l'uomo si tuteli secondo legge, come ho già scritto.


    Questa è la prima parte di risposte al suo secondo post. Le mie osservazioni sono in grassetto. Proseguirò.
    Buona serata.
    Ultima modifica di benedetta14 : 02-02-2010 alle ore 10.50.01

  2. #17
    Partecipante
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    30

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Rapidamente perché lavoro. Le risponderò comunque con calma.
    Solo una cosa importante. I casi che lei riporta (é notizia di ieri ecc....) mancano di fonte. Il Centro Documentazione e Violenza Donne nel suo sito non riporta né una sede, né la direzione scentifica, amministrativa, o quant'altro sembra che sia un fantasma, per cui, non posso controbattere su fatti che non reputo tali perché non suffragati da adeguata documentazione.
    Portate argomentazione più valida.
    Ma ci tornerò su.
    Saluti


    Gentile "benedetta14", intanto grazie per la risposta calma promessa (scherzo).
    questo il link alla notizia riguardante la donna di 150kg:
    Obesa, uccise compagno. Ci si era seduta sopra - Video - RepubblicaTv - la Repubblica.it
    oppure se vuole:
    Mia Landingham accused of killing her boyfriend in Cleveland | Metro - cleveland.com - cleveland.com
    Per l'altra notiziaicchia marito, lo chiude in cantina e riceve amanti
    Picchia marito, lo chiude in cantina e riceve amanti - Cronaca - ANSA.it

    Gentile "benedetta14" al Suo opposto, io non ritengo che un interlocutore (o altra fonte di confronto), debbano dimostrare crediti; titoli; onorificenze e curriculum. Prova ne sia che una anonima "benedetta14" merita tutta l'attenzione e stima se riesce a portare idee e argomentazioni costruttive nel confronto; anzi, spesso il confronto delle idee, senza "l'inquinamento" delle
    personalizzazioni, può essere garanzia di una maggiore obiettività.
    cordialmente
    vinsinox
    ma per Lei eccezzionalmente
    Vincenzo

    p.s.
    Se cercate il numero di telefono delle pari opportunutà (si fa per dire), esso è il 1522 e non il 1255:
    YouTube - Telefonata al call-center 1522
    Ultima modifica di vinsinox : 01-02-2010 alle ore 23.36.58

  3. #18

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Solo un commento veloce vista l'ora (mi riservo poi di commentare i suoi commenti): è chiaramente una svista. Si parla del 1522, il numero antiviolenza.

  4. #19
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Egregio "vinsinox",
    La ringrazio per aver finalmente citato una fonte ragguardevole. Vede, il confronto in anonimato su idee personali è più che auspicabile, come stiamo facendo in questo forum, ma quando si citano dei fatti di tale gravità occorre prendersi le responsabilità di quanto viene pubblicato ed un centro che si dichiara di "documentazione", a mio avviso, dovrebbe prendersi le responsabilità di quanto pubblicato.
    I casi che riporta sono due, di cui uno riguardante gli Stati Uniti; per quello in Italia si parla di una donna indagata e non condannata. Le assicuro che ci sono migliaia e migliaia di denunce di violenza domestica, per cui poi gli indagati non vengono riconosciuti colpevoli. Al dunque, al momento, per confrontare i dati emersi dall'Indagine Istat questi due fatti non confermano un "fenomeno di violenza domestica subita dagli uomini italiani". (E comunque mi sembra che l'uomo italiano abbia esposto denuncia, senza sentirsi intimorito o deriso dalle autorità).

    Con questo, io ritengo che non esista una VIOLENZA DI GENERE. Esiste solo violenza.
    Le leggi nel nostro paese, per il momento, si rivolgono ai cittadini, non ad un genere, per cui, ripeto, se un uomo subisce violenza da una donna si può tutelare grazie alle stesse leggi poste a tutela della donna. Poi, siete liberi di fare ogni sorta di indagine, purché rispettiate la verità, senza diffondere notizie false e tendenziose (non mi riferisco ai fatti da lei prodotti) su altre indagini. Rispetto, tutto qui.
    Riportare dati, impressioni, considerazioni non vere contribuisce solo a generare un clima di indifferenziazione del problema, a danno, come al solito, del debole.
    Una domanda vorrei porle però: se il Ministero delle Pari Opportunità ha commissionato all'Istat un'indagine sulla violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia (questo è il corretto titolo dell'indagine), con tanto di aiuto e patrocinio del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale e del Ministero dell'Interno Dipartimento Sicurezza Pubblica, se emerge uno scenario di violenza contro le donne, com'è possibile che possa esistere la stessa diffusione della violenza contro gli uomini? Dove sono i dati relativi alle denunce, ai fatti di cronaca (non sporadici!!!!) per presupporre tale scenario?

    La violenza domestica non è una bazzecola da strumentalizzare per biechi motivi: i figli osservano le dinamiche familiari.

    Se ponete la questione in termini di violenza di genere (cosa che io non condivido), allora portate rispetto per tutte le forme di violenza su tutte le vittime.

    Esiste un problema di sofferenza sommersa? Avete una minima idea di quanto lavoro, quanto tempo, quanti piccoli passi hanno fatto le associazioni di volontariato per arrivare all'Indagine del 2006? Perché partite dall'indagine e non dall'istituzione di centri antiviolenza che possano aiutare gli uomini in difficoltà nei loro processi di ricostruzione e di denuncia, esattamente come hanno fatto le donne?

    Cordiali saluti
    Ultima modifica di benedetta14 : 02-02-2010 alle ore 00.30.18

  5. #20
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Premesso che io non sono un esperto del campo e che, quindi, non sono titolato ad esprimere, sull'argomento, pareri dotati di alcuna specifica valenza professionale, volevo fare solo qualche considerazione da semplice utente del forum:
    1) Gli esempi di domande dei questionari così come sono state riportate mi sembrano, semplicemente, delle enormi stupidaggini: sia di quello di cui stiamo discutendo che di quello dell'ISTAT.
    2) La violenza, sia essa fisica che psicologica, esercitata da una persona su di un'altra è SEMPRE cosa da condannare e credo che ci debbano essere ( in parte ci sono... ) leggi severe che la combattano e la puniscano, chiunque sia la vittima e chiunque sia il carnefice;
    3) Credo però che ci sia bisogno di un "plus" di attenzione per quelle forme di violenza aventi per oggetto le, o comunque, collegate alle, specificità sessuali dei due individui, vittima e carnefice.
    E questo per il "plus" di odiosità che queste forme di violenza suscitano ( o dovrebbero suscitare... ) in un normale osservatore di questi fenomeni.
    Attenzione: non mi riferisco solo alla circostanza che che i due "attori", attivo e passivo della violenza, abbiano diversa identità sessuale ( esempio: mobbing di una capoufficio donna su un sottoposto uomo... ), ma, bensì, al fatto che sia PROPRIO la diversa identità sessuale ad essere ALLA BASE della violenza stessa: ne sia, cioè, causa, origine e/o fine...
    Da questo punto di vista, lo dico da uomo, a mio avviso non c'è, per mille motivi ( fisici, sociali, culturali... ) parità tra i due sessi: non c'è, cioè, la stessa capacità e opportunità di esercitare violenza.... Senza con questo voler, evidentemente, negare alla radice la possibilità che ci possa essere, tout court, violenza esercitata da una donna su un uomo: ma nella realtà di tutti i giorni, quella che prescinde dai discorsi più o meno fumosi e dai pareri di più o meno dotti studiosi, non c'è, non ci può essere "par condicio" tra i due sessi...
    Ma anche qui non vorrei essere frainteso: una donna può sicuramente fare del male ad un uomo, molto male ( come in alcuni degli esempi che sono stati citati... ).
    Male psicologico, intendo, visto che i casi, che pure esistono, di violenza fisica sono da catalogare nell'ambito delle "curiosità", dello "strano ma vero" della Settimana Enigmistica e non di una seria indagine scientifica.
    Ma è un tipo di violenza "diverso" da quello che un uomo può fare ad una donna: ed è inutile che io stia a spiegare qui i motivi di questa differenza, basta guardare la realtà con un minimo di obiettività per capirlo.. E, comunque, non è il tipo di violenza psicologico che una donna può fare ad unh uomo ( il "rapporto interrotto" per esempio... ) che può essere considerato bisognoso di una protezione "specifica" da parte della comunità... Così come non vedo la necessità per un uomo di predisporre misure legislative SPECIFICHE per la violenza sessuale da parte di una donna, che vada, cioè, "oltre" quelle contro la "normale" violenza...
    3) Fare differenze tra bambini e bambine è, invece, semplicemente assurdo: tutti hanno ugualmente diritto ad una speciale protezione indipendentemente dal sesso perchè non è affatto detto che i bambini di sesso maschile siano meno a rischio di subire violenza, anzi... Ne parlo, sia pure di sfuggita, con una certa cognizione di causa, essendo stato oggetto, quando avevo 6-7 anni, di un tentativo di molestia. E' stato solo un tentativo ( non riuscito perchè sono riuscito a scappare.. ) e neanche di abuso ma di "semplice" molestia, ma, purtuttavia, mi ha messo in profondo disagio per molto tempo... Per cui nessuna distinzione tra maschietti e femminucce da questo punto di vista, è abominevole anche solo solo il pensarlo...

    P.S. Qualora non fosse sufficientemente chiaro, sono completamente d'accordo con le posizioni di Benedetta...
    -



    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  6. #21
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Egregio "vinsinox",
    La ringrazio per aver finalmente citato una fonte ragguardevole. Vede, il confronto in anonimato su idee personali è più che auspicabile, come stiamo facendo in questo forum, ma quando si citano dei fatti di tale gravità occorre prendersi le responsabilità di quanto viene pubblicato ed un centro che si dichiara di "documentazione", a mio avviso, dovrebbe prendersi le responsabilità di quanto pubblicato.
    I casi che riporta sono due, di cui uno riguardante gli Stati Uniti; per quello in Italia si parla di una donna indagata e non condannata. Le assicuro che ci sono migliaia e migliaia di denunce di violenza domestica, per cui poi gli indagati non vengono riconosciuti colpevoli. Al dunque, al momento, per confrontare i dati emersi dall'Indagine Istat questi due fatti non confermano un "fenomeno di violenza domestica subita dagli uomini italiani". (E comunque mi sembra che l'uomo italiano abbia esposto denuncia, senza sentirsi intimorito o deriso dalle autorità).


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    Con questo, io ritengo che non esista una VIOLENZA DI GENERE. Esiste solo violenza.
    Le leggi nel nostro paese, per il momento, si rivolgono ai cittadini, non ad un genere, per cui, ripeto, se un uomo subisce violenza da una donna si può tutelare grazie alle stesse leggi poste a tutela della donna. Poi, siete liberi di fare ogni sorta di indagine, purché rispettiate la verità, senza diffondere notizie false e tendenziose (non mi riferisco ai fatti da lei prodotti) su altre indagini. Rispetto, tutto qui.
    Riportare dati, impressioni, considerazioni non vere contribuisce solo a generare un clima di indifferenziazione del problema, a danno, come al solito, del debole.
    Una domanda vorrei porle però: se il Ministero delle Pari Opportunità ha commissionato all'Istat un'indagine sulla violenza e maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia (questo è il corretto titolo dell'indagine), con tanto di aiuto e patrocinio del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale e del Ministero dell'Interno Dipartimento Sicurezza Pubblica, se emerge uno scenario di violenza contro le donne, com'è possibile che possa esistere la stessa diffusione della violenza contro gli uomini? Dove sono i dati relativi alle denunce, ai fatti di cronaca (non sporadici!!!!) per presupporre tale scenario?

    La violenza domestica non è una bazzecola da strumentalizzare per biechi motivi: i figli osservano le dinamiche familiari.

    Se ponete la questione in termini di violenza di genere (cosa che io non condivido), allora portate rispetto per tutte le forme di violenza su tutte le vittime.

    Esiste un problema di sofferenza sommersa? Avete una minima idea di quanto lavoro, quanto tempo, quanti piccoli passi hanno fatto le associazioni di volontariato per arrivare all'Indagine del 2006? Perché partite dall'indagine e non dall'istituzione di centri antiviolenza che possano aiutare gli uomini in difficoltà nei loro processi di ricostruzione e di denuncia, esattamente come hanno fatto le donne?

    Cordiali saluti

    X Benedetta14
    Gentile Benedetta, avevo capito che Lei ha poco tempo, credo questo sia il motivo per il quale non ha letto con sufficiente attenzione. La donna che picchiava il marito e lo rinchiudeva in cantina al digiuno, per ricevere gli amanti, risulta solo “indagata”, è vero, ma se avesse continuato a leggere
    si accorgeva che non è stata ancora rinviata a giudizio solo perché il magistrato (donna) vuole capire se è “pazza” o “mezza pazza”. Come nella tradizione, quando a delinquere è una donna, si è portati a voler pensare che “era depressa”; “non in sé”; “non in grado di intendere e di volere”, guardi che è quasi una costante; giusto un paio di giorni fa ho letto du una avvocatessa che difende una stalker (se vuole le trovo il link tramite un motore di ricerca, così come ho fatto per le prime due notizie) vuole impostare la difesa sul fatto che la perseguitatrice era rimasta “traumatizzata” dall’interruzione del rapporto, quindi, non lucida e non in sé, insomma, al momento non in grado di intendere e di volere.
    Lei scrive:
    “Le assicuro che ci sono migliaia e migliaia di denunce di violenza domestica, per cui poi gli indagati non vengono riconosciuti colpevoli.”
    Lo sapevo:
    La denuncia di una Giudice (Carmen Pugliese)
    Bergamo, 1 febbraio 2009
    oggetto: false e premeditate dalle ex. mogli l'80%
    delle denuncie di maltrattamenti nelle separazioni.
    dalla prima pagina de - L'ECO DI BERGAMO –

    Lei dice che basta denunciare…..Temo che molte delle poche denuncie che gli uomini sono disposti a fare finiscono con delle archiviazioni, non so quanto motivate….
    Eccole un esempio di questa mattina: Una donna di 28 anni di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è stata condannata per stalking ai danni del suo ex marito di Sorrento. Lui l'aveva lasciata, lei non se ne faceva una ragione e ha iniziato a perseguitarlo,a tartassarlo di telefonate, di lettere anonime. Così l'ex marito, 32 anni, ha sporto 45 denunce nei confronti della donna.:
    Stalking, sportello per difendere uomini molestati dalle donne - Style.it

    Ha capito bene 45 QUARANTACINQUE DENUNCIE per essere finalmente preso sul serio! E ci credo….qualsiasi giudice avrebbe alla fine ceduto a siffatta mostruosa perseveranza! Le suggerirei di andare a controllare che fine avevano fatto le prime decine di denuncie……
    In un punto del Suo intervento, sembra che Lei sarebbe stata d’accordo con la necessità dell’indagine se un numero “congruo “ di fatti violenti donna >uomo venissero fuori; mi riservo di fargliene un piccolo elenco.Tenga però presente che i casi riportati dai giornali, riguardano solo le violenze fisiche, Lei sarà d’accordo che la maggioranza delle di violenze, specialmente quelle psicologiche nessuno le pubblica, eppure esistono eccome (anche peggiori del dire alla moglie che la minestra era troppo salata).
    Se le fa piacere
    A presto e. cordiali saluti
    Vinsinox /Vincenzo

  7. #22
    Partecipante
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da doctor2009 Visualizza messaggio
    Premesso che io non sono un esperto del campo e che, quindi, non sono titolato ad esprimere, sull'argomento, pareri dotati di alcuna specifica valenza professionale, volevo fare solo qualche considerazione da semplice utente del forum:
    1) Gli esempi di domande dei questionari così come sono state riportate mi sembrano, semplicemente, delle enormi stupidaggini: sia di quello di cui stiamo discutendo che di quello dell'ISTAT.
    2) La violenza, sia essa fisica che psicologica, esercitata da una persona su di un'altra è SEMPRE cosa da condannare e credo che ci debbano essere ( in parte ci sono... ) leggi severe che la combattano e la puniscano, chiunque sia la vittima e chiunque sia il carnefice;
    3) Credo però che ci sia bisogno di un "plus" di attenzione per quelle forme di violenza aventi per oggetto le, o comunque, collegate alle, specificità sessuali dei due individui, vittima e carnefice.
    E questo per il "plus" di odiosità che queste forme di violenza suscitano ( o dovrebbero suscitare... ) in un normale osservatore di questi fenomeni.
    Attenzione: non mi riferisco solo alla circostanza che che i due "attori", attivo e passivo della violenza, abbiano diversa identità sessuale ( esempio: mobbing di una capoufficio donna su un sottoposto uomo... ), ma, bensì, al fatto che sia PROPRIO la diversa identità sessuale ad essere ALLA BASE della violenza stessa: ne sia, cioè, causa, origine e/o fine...
    Da questo punto di vista, lo dico da uomo, a mio avviso non c'è, per mille motivi ( fisici, sociali, culturali... ) parità tra i due sessi: non c'è, cioè, la stessa capacità e opportunità di esercitare violenza.... Senza con questo voler, evidentemente, negare alla radice la possibilità che ci possa essere, tout court, violenza esercitata da una donna su un uomo: ma nella realtà di tutti i giorni, quella che prescinde dai discorsi più o meno fumosi e dai pareri di più o meno dotti studiosi, non c'è, non ci può essere "par condicio" tra i due sessi...
    Ma anche qui non vorrei essere frainteso: una donna può sicuramente fare del male ad un uomo, molto male ( come in alcuni degli esempi che sono stati citati... ).
    Male psicologico, intendo, visto che i casi, che pure esistono, di violenza fisica sono da catalogare nell'ambito delle "curiosità", dello "strano ma vero" della Settimana Enigmistica e non di una seria indagine scientifica.
    Ma è un tipo di violenza "diverso" da quello che un uomo può fare ad una donna: ed è inutile che io stia a spiegare qui i motivi di questa differenza, basta guardare la realtà con un minimo di obiettività per capirlo.. E, comunque, non è il tipo di violenza psicologico che una donna può fare ad unh uomo ( il "rapporto interrotto" per esempio... ) che può essere considerato bisognoso di una protezione "specifica" da parte della comunità... Così come non vedo la necessità per un uomo di predisporre misure legislative SPECIFICHE per la violenza sessuale da parte di una donna, che vada, cioè, "oltre" quelle contro la "normale" violenza...
    3) Fare differenze tra bambini e bambine è, invece, semplicemente assurdo: tutti hanno ugualmente diritto ad una speciale protezione indipendentemente dal sesso perchè non è affatto detto che i bambini di sesso maschile siano meno a rischio di subire violenza, anzi... Ne parlo, sia pure di sfuggita, con una certa cognizione di causa, essendo stato oggetto, quando avevo 6-7 anni, di un tentativo di molestia. E' stato solo un tentativo ( non riuscito perchè sono riuscito a scappare.. ) e neanche di abuso ma di "semplice" molestia, ma, purtuttavia, mi ha messo in profondo disagio per molto tempo... Per cui nessuna distinzione tra maschietti e femminucce da questo punto di vista, è abominevole anche solo solo il pensarlo...

    P.S. Qualora non fosse sufficientemente chiaro, sono completamente d'accordo con le posizioni di Benedetta...
    Egregio doctor 2009, condivido molte delle sue osservazioni; sa qual'è il problema?
    Il problema è che di fronte ad una colossale "bufala" quale è stata quella indagina del 2006 (7 a volte 14 milioni di donne fatte oggetto di violenza da parte degli uomini boia) nessuno si sia indignato; nessuno abbia contestato; MOLTI PER CONTRO CI HANNO SGUAZZATO E CI SGUAZZANO PER INTERESSE!
    credo (ma risulta anche abbastanza chiaramente espresso) che la ragione
    di questa indagine a ruoli invertiti, sia proprio quella di provocare una critica.
    saluti
    Vinsinox

  8. #23
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Continuo a portare contributi all'interessante discussione.
    Riporto, ma potete verificarlo voi stessi clickando su Arma dei Carabinieri - Home - Il Cittadino - Consigli - Tematici - Questioni di vita - Violenza e abuso: chi, come, quando, perché
    ciò che l'Arma dei Carabinieri riporta come "Violenza domestica". Si può notare come gli stessi Carabinieri che raccolgono le denunce considerino vittime sia uomini che donne, contrariamente a quanto affermato da Faustino67 (almeno questa è la posizione ufficiale dell'Arma, se poi un Carabiniere deride un uomo che denuncia una violenza domestica, non credo possa essere indicativo della realtà).
    Inoltre riportano altri dati oltre all'Indagine Istat del 2006: parlano di un rapporto EURES-ANSA del 2005 che ha portato alla luce un'altra grave conseguenza della violenza domestica; si è scoperto che un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l'autore è un uomo (questo per dimensionare il fenomeno).


    Violenza domestica
    Secondo l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la violenza domestica è un fenomeno molto diffuso che riguarda ogni forma di abuso psicologico, fisico, sessuale e le varie forme di comportamenti coercitivi esercitati per controllare emotivamente una persona che fa parte del nucleo familiare. Può portare gravi conseguenze nella vita psichica delle donne, degli uomini e dei bambini che la subiscono perché può far sviluppare problemi psicologici come sindromi depressive, problemi somatici come tachicardia, sintomi di ansia, tensione, sensi di colpa e vergogna, bassa autostima, disturbo post-traumatico da stress e molti altri. Le condizioni di chi subisce la violenza sono tanto più gravi quanto più la violenza si protrae nel tempo, o quanto più esiste un legame consanguineo tra l'aggressore e la vittima. Dal punto di vista fisico le violenze domestiche possono generare gravi danni permanenti e portare difficoltà del sonno o nella respirazione. Le conseguenze della violenza domestica protratta nel tempo lasciano segni anche sul piano relazionale perché le vittime che la subiscono spesso perdono il lavoro, la casa, gli amici e le risorse economiche di sostentamento.

    Il fenomeno della violenza domestica risulta essere diffuso in tutti i paesi e in tutte le fasce sociali; gli aggressori appartengono a tutte le classi e a tutti i ceti economici, senza distinzione di età, razza, etnia. Le vittime sono uomini, donne e bambini che spesso non denunciano il fatto per paura o vergogna.

    RIFLESSIONI SUI DATI ISTAT

    In una indagine ISTAT (2006) condotta su un campione di 25.000 donne tra i 16 e i 70 anni sono emersi dati allarmanti. Sono più di 6 milioni le donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito abusi fisici o sessuali nell'arco della loro vita. Sono 2 milioni le donne che hanno subito violenza domestica dal partner attuale o da un ex partner, mentre 5 milioni di donne hanno subito violenza fuori dalle mura domestiche. Gli autori delle violenze sono sconosciuti (15,3%), o persone conosciute superficialmente (6,3%), a volte apparentemente insospettabili come amici (3%), colleghi di lavoro (2,6%), parenti (2,1%), partner (7,2%) o ex partner (17,4%).

    In realtà non è possibile sapere il numero esatto delle donne che hanno subito queste terribili esperienze, perché questi dati sono relativi soltanto al numero esiguo di donne che hanno denunciato il fatto alle autorità. Si è stimato che oltre il 90% delle vittime non denuncia il fatto; precisamente si è stimato che le donne che hanno subito una violenza da un "non partner" senza denunciare il fatto sono state il 96%, mentre il 93% è la percentuale di donne che non ha denunciato la violenza subita da parte del partner.

    Un rapporto EURES-ANSA del 2005 ha portato alla luce un'altra grave conseguenza della violenza domestica; si è scoperto che un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l'autore è un uomo.

    IMPARARE A RICONOSCERE L'ABUSANTE…

    Per difendersi da situazioni di abuso domestico è necessario prima di tutto imparare a riconoscere i comportamenti tipici dell'abusante. Occorre sapere che dalle ricerche condotte sulla problematica è emerso che, al contrario del pensiero comune, la violenza domestica non èsempre legata a patologie o al consumo cronico di sostanze alcoliche e di stupefacenti. I dati ci confermano che fra i casi sottoposti ad indagine solo il 10% degli abusanti era affetto da disturbi patologici e abusava normalmente di sostanze tossiche.

    Chi commette ripetutamente azioni violente fra le mura domestiche di solito ha un unico obiettivo: desidera porre la sua vittima in uno stato di "sudditanza" perché vuole sentirsi potente e perché esercitare azioni di comando e di controllo su un membro della famiglia lo fa sentire appagato e sicuro di sé. I suoi comportamenti hanno sempre come unico scopo quello di controllare tutto il vissuto del partner per rafforzare il suo personale sentimento di potere; per raggiungere questo obiettivo sente che deve eliminare tutto ciò che potrà ostacolare il rafforzamento di questo senso di sicurezza. Di solito gli abusanti sono soggetti estremamente insicuri nella vita sociale, non hanno grandi possibilità di sfogo e relazioni sociali appaganti. Trovano più facile colpire gli appartenenti al nucleo familiare, soprattutto se i membri della famiglia hanno bisogno di loro per il sostentamento. Per fuggire dalla responsabilità delle proprie azioni, l'abusante tenta con qualunque mezzo di favorire l'oblio e il segreto perché vuole impedire che si creino attorno alla vittima relazioni sociali rassicuranti.

    Nelle storie raccontate dalle vittime di violenza domestica, si apprende che la vittima nel tempo impara a "sopportare" eventi orribili, iniziando così a soffrire di problemi psichici che la spingono alla chiusura e ad una riduzione drastica della sua personale autostima ossia ad avere un atteggiamento eccessivamente critico verso se stessa e a sentirsi costantemente insoddisfatta delle proprie qualità.

    Uscire da questo problema è possibile. Prima di tutto la vittima deve rendersi conto che quello che sta accadendo fra le mura domestiche è un reato. Per arrivare a questa consapevolezza deve osservare e analizzare quello che le accade attorno, imparare ad essere obiettiva e giudicante nei confronti di chi sta abusando.

    Analizzando le esperienze attraverso i racconti di chi ha vissuto questo dramma è emerso che chi abusa:

    ■controlla i movimenti, i progetti e le attività della vittima generando isolamento sociale. La vittima così prende le distanze dal mondo, diventa più introversa e inizia a non amare più il contatto con gli altri;
    ■per generare la paura spesso distrugge cose e oggetti ai quali la vittima tiene particolarmente e se ci sono animali in casa prenderà di mira anche loro;
    ■in situazioni sociali, come nei locali pubblici o in ambienti all'aperto frequentati da altre persone, l'abusante cerca in tutti i modi di umiliare pubblicamente la vittima. Una delle frasi che gli viene facile pronunciare in tali ambiti e che è stata spesso riferita dalle vittime è "Sei un/a pazzo/a". Questa espressione, proprio per la forza che contiene, aumenta psicologicamente la percezione di debolezza della vittima e la pone immediatamente in una condizione di passività;
    ■spesso accompagna alle violenze fisiche minacce verbali, parole che hanno un forte senso dispregiativo finalizzate a far sentire la vittima "invisibile" e che portano a ridurre l'autostima. Frasi tipiche possono essere: "Sei una stupido/a", oppure "Non capisci niente", "Non sei intelligente" oppure "Non fai mai niente che possa andare bene!";
    ■teme l'autonomia della vittima. Di fronte ai comportamenti che manifestano il desiderio di autonomia del/la partner, ricorre a stratagemmi psicologici finalizzati ad annullare le sue volontà. Se la vittima lavora e gode di una certa autonomia cerca in tutti i modi di ostacolare la sua serenità nei rapporti di lavoro. La vittima può così sviluppare atteggiamenti negativi verso i colleghi di lavoro, sentirsi in difficoltà di fronte alle nuove attività, ha problemi di concentrazione. Venendo meno il supporto familiare, lavora in continua tensione e con senso di oppressione;
    ■rinforza nella vittima comportamenti servili ripetendole che lui/lei è la persona che comanda nel nucleo e che per questo deve essere sempre rispettato/a;
    ■l'abusante usa i figli per raggiungere i suoi scopi minacciando di portarli via qualora la vittima manifestasse la volontà di lasciare la casa;
    ■se durante una lite la vittima rimane ferita e tenta di mettere l'abusante di fronte all'evidenza delle violenze inflitte egli tende a negare i fatti di violenza;
    ■di fronte ai tentativi della vittima di voler parlare con altri dei fatti che accadono fra le mura domestiche l'aggressore le dice che sta esagerando e minimizza l'accaduto affermando che "si trattava solo di una banale lite" e che "simili liti sono normali in ogni rapporto di coppia".
    …E POI…

    In caso di violenza domestica è importante rompere l'isolamento e trovare il coraggio di parlare con qualcuno di ciò che avviene fra le mura domestiche. Ci si deve rivolgere alle Forze dell'Ordine oppure si può individuare una persona vicina con la quale si ha confidenza.

    Nella fase critica è importante individuare testimoni, se ci sono dei referti in casa vanno portati dove ci si reca per sporgere denuncia.

    LA LEGGE TUTELA DALLE FORME DI VIOLENZA

    La violenza fisica e psicologica può essere legata a forme di reato descritte da molti articoli del Codice Penale. Alcuni vengono riportati di seguito:

    ■art. 570 -Violazione degli obblighi di assistenza familiare;
    ■art. 571 -Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina;
    ■art. 572 -Maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli;
    ■art. 575 -Omicidio;
    ■art. 580 -Istigazione o aiuto al suicidio;
    ■art. 581 -Percosse;
    ■art. 582 -Lesione personale;
    ■art. 583-bis -Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili;
    ■art. 594 -Ingiuria;
    ■art. 595 -Diffamazione;
    ■art. 605 -Sequestro di persona;
    ■art. 609-bis -Violenza sessuale;
    ■art. 609-octies -Violenza sessuale di gruppo;
    ■art. 610 -Violenza privata;
    ■art. 612 -Minaccia;
    ■art. 616 -Violazione, sottrazione e soppressione di corrispondenza;
    ■art. 617 -Cognizione, interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche;
    ■art. 617-bis -Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche;
    ■art. 660 -Molestia o disturbo alle persone.


    Saluti.

  9. #24
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da vinsinox Visualizza messaggio
    Ha capito bene 45 QUARANTACINQUE DENUNCIE per essere finalmente preso sul serio! E ci credo….qualsiasi giudice avrebbe alla fine ceduto a siffatta mostruosa perseveranza!
    Esistono altresì casi di denunce ripetute non prontamente ascoltate da parte di donne molestate dai propri ex. Donne che sono state uccise, nonostante si trattasse di una morte annunciata.
    Sono più i casi di uomini che uccidono donne o donne che uccidono uomini?

  10. #25
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    X vinsinox

    Mi fa davvero piacere colloquiare con lei: mi accompagna sempre un bel sorriso quando leggo i suoi post.
    Non so se considerarla una sua premura nei miei confronti o no: in comunicazione si dice che quando la discussione si pone sul personale è perché si sono finiti gli argomenti.
    Comunque, le assicuro di aver letto l'articolo fino in fondo e francamente non capisco la sua insistenza: al momento, sul caso, non esiste sentenza di colpevolezza.
    Altra cosa che mi fa sorridere è la sua enfasi sul fatto che la difesa della signora si sia spostata sul piano psicologico e sulla capacità di intendere e di volere. Sembrerebbe che pensasse che la signora non possa essere considerata “pazza”, come dice lei, ma semplicemente una violenta. Ebbene questo mi suona tanto da “due pesi e due misure”, se è lei stesso, di fronte ad un'immagine di (presunta da lei) violenza da parte di una donna verso un uomo la considera pazza. Se non ricorda ciò che ha scritto, glielo riporto:



    "Mettiamo il caso una donna inviti un uomo a cena, gli apre la porta affabilmente e gli presenta un bel tavolo apparecchiato per due a lume di candela.
    Conversando amabilmente tira fuori le pietanze e le sistema sul tavolo. Cominciano a degustare i manicaretti, ma improvvisamente e senza nessun motivo apparente la donna si alza dal tavolo, fa cenno all'uomo di seguirla alla porta, apre la porta e gli dice: basta, adesso te ne devi andare!.
    Non so lei, ma credo che qualsiasi uomo rimarrebbe incerto se chiamare il 118 sezione neuro o scppare via felice di aver conosciuto per tempo un aspetto "sui generis" e "non bellissimo" di quella donna.
    Forse lei ritiene il comportamento di quella donna giusto e morale e non una violenza, ma ragioniamo, però tornando al punto: l'amplesso interrotto."

    Allora, decidiamoci: una donna è pazza o è violenta quando sceglie di non continuare un rapporto sessuale?
    Sa, ora che scrivo di questo, mi torna alla mente quanto riportato nel sito dell'Arma dei Carabinieri:


    "Analizzando le esperienze attraverso i racconti di chi ha vissuto questo dramma è emerso che chi abusa:

    in situazioni sociali, come nei locali pubblici o in ambienti all'aperto frequentati da altre persone, l'abusante cerca in tutti i modi di umiliare pubblicamente la vittima. Una delle frasi che gli viene facile pronunciare in tali ambiti e che è stata spesso riferita dalle vittime è "Sei un/a pazzo/a". Questa espressione, proprio per la forza che contiene, aumenta psicologicamente la percezione di debolezza della vittima e la pone immediatamente in una condizione di passività"

    Sarà mica che considerare una donna che dice di NO da ricovero al 118 neuro sia un abuso?

    Quanto alle considerazioni della giudice Pugliese.....lo sapevo che andavamo sulle separazioni!!
    Beh certamente conoscerà le argomentazioni della giudice, tra le quali il fatto che le donne poi ritirano le denunce, per cui non rientrano nel novero delle denunce in essere. Se una denuncia viene ritirata è falsa? Mah chi lo sa, forse si, forse no. Si può parlare di falsa denuncia solo quando c'è una condanna di diffamazione o calunnia per controquerela.
    Cerchiamo di non fare falsa informazione, per cortesia.

    Saluti
    Ultima modifica di benedetta14 : 02-02-2010 alle ore 15.29.44

  11. #26
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    "Cerchiamo di non fare falsa informazione, per cortesia."

    Guardi Benedetta 14, questo a me non dovrebbe proprio dirlo. Potrei aver pensato la stessa cosa di Lei e non averlo detto perché convinto della Sua buona fede.
    Se volesse passare alle denigrazioni, La saluterei definitivamente.

    Per il resto, visto la mole di "carne messa al fuoco" da Lei ed altri utenti, ho da rispondere su molte cose, ma devo farlo anche io "con calma".
    x ora saluto
    vinsinox

  12. #27
    Partecipante
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Saluti[/QUOTE]
    Gentile Benedetta14
    In un suo interventi precedente Lei ha scritto:
    “Al dunque, al momento, per confrontare i dati emersi dall'Indagine Istat questi due fatti non confermano un "fenomeno di violenza domestica subita dagli uomini italiani".
    Mi sembra chiaro che Lei qui sopra ha messo in dubbio l’esistenza della violenza domestica subita dagli uomini italiani.

    Successivamente riporta:
    …..l'Arma dei Carabinieri riporta come "Violenza domestica". Si può notare come gli stessi Carabinieri che raccolgono le denunce considerino vittime sia uomini che donne.
    Qui invece sembra che i carabinieri l’hanno convinta.

    “un omicidio su 4 in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche: il 70% delle vittime sono donne e in 8 casi su 10 l'autore è un uomo (questo per dimensionare il fenomeno).”
    Questo dato si avvicina alquanto alla mia percezione della realtà, però occorre ricordare che il dato si riferisce unicamente ad un solo tipo di violenza, quella “fisica”. Ci sarebbe da notare anche che gli autori-donna sono una minoranza ma non una rarità insignificante. Per quanto riguarda le violenze psicologiche e sessuali, come da Lei ricordato non meno “devastanti”, spero converrà: nessuno si può arrogare il diritto di escludere che le proporzioni siano del tutto diverse o addirittura opposte; allora, per fare chiarezza su noi stessi, sia benvenuto ogni stimolo a studiare seriamente il problema. Anche una indagine provocatoria (dovrei dire come quella ISTAT del 2006) può essere uno stimolo a fare le cose seriamente.

    Mi conceda di porle una domanda e, proporre uno spunto di riflessione:
    domanda:
    Perché secondo Lei le violenze fisiche maschili sono prevalenti rispetto a quelle femminili? Forse perché l’uomo è più violento o più cattivo?
    Riflessione:
    La prevalenza delle violenze fisiche maschili, non potrebbe spiegarsi semplicemente col fatto che fisicamente l’uomo è (generalmente) più forte, quindi “vigliaccamente” profitta di ciò?questa tesi, non potrebbe trovare conforto nel fatto che a compiere violenze fisiche contro neonati, bambini ed anziani sono prevalentemente donne?
    (se mi contesta quest’ultima affermazione mi costringe a consegnarLe molto materiale). Allora, qual è la differenza uomo-donna? A mio avviso nessuna:
    ciascuno usa la violenza che gli è più congeniale: fisica/sessuale/psicologica.

    Dati ISTAT 2006
    Precedentemente Le ho scritto motivando le ragioni di una contestazione assoluta di quei dati per me tendenziosi-ascientifici-di parte ( se vuole aggiunga pure “disonesti”); dove un marito, per aver detto una sola volta:cara la minestra era scotta viene catalogato violentatore e la moglie vittima vi violenze domestiche; lo stesso se il marito NON SI ACCORGE della nuova acconciatura della moglie) e, Lei che fa? mi fa il copia-incolla di quei risultati! Scusi, ma a che gioco giochiamo?


    “Allora, decidiamoci: una donna è pazza o è violenta quando sceglie di non continuare un rapporto sessuale?”
    La scenetta della cena interrotta……

    Lei sa benissimo che l’uomo messo alla porta non avrebbe mai chiamato la neuro, né si sarebbe istantaneamente convinto che la donna era pazza, ciò nonostante Lei vuole enfatizzare e profittare di una ipotetica contraddizione. Non mi sembra il Suo un ottimo contributo al dialogo per capire.
    In realtà Lei sa benissimo che sia nel caso della cenetta interrotta, come nel caso dell’amplesso interrotto, la violenza consiste nell’aver causato una doppia sofferenza: fisica e morale.
    Tanto per capirci, anche a me è capitato di dover interrompere per evidenti
    dolori sopraggiunti alla partner, però:
    -una cosa è avere di fronte una partner che si mostra dispiaciuta e ti spiega, ben altra è quando ti fa spallucce o magari manco quelle! Il dolore fisico resta uguale, ma se ne aggiunge un altro peggiore: il dolore che il tuo dolore risulta del tutto indifferente. Ma è proprio necessario che le spieghi tutto questo?

    Informazione e disinformazione
    “ le argomentazioni della giudice (ricordo: 80% delle denuncie false), tra le quali il fatto che le donne poi ritirano le denunce, per cui non rientrano nel novero delle denunce in essere. Se una denuncia viene ritirata è falsa? Mah chi lo sa, forse si, forse no. Si può parlare di falsa denuncia solo quando c'è una condanna di diffamazione o calunnia per controquerela.
    Cerchiamo di non fare falsa informazione, per cortesia.”


    Lei ha dimenticato di riportare le parole esatte della giudice; forse questa Lei la chiama informazione, io la chiamerei in altro modo……
    Giudice:
    [..] Molte volte le versioni fornite dalle presunte vittime (donne) sono gonfiate ad arte. Solo in 2 casi su 10 si tratta di maltrattamenti veri analizza la PM - il resto sono querele enfatizzate e usate come ricatto nei confronti dei mariti durante la separazione. "Se non mi concedi tot benefici, io ti denuncio" è la minaccia che fanno alcune mogli. Tanto che, una volta ottenuto quello che volevano, tornano in Procura a chiedere di ritirare la denuncia. L'impressione è che alcune mogli tendano a usare PM e Polizia Giudiziaria.

    p.s. spero che un padre separato, (quale potrei non essere) possa eventualmente proporre degli spunti di riflessione, ed essere considerato per quello che dice non meno degli altri.
    saluti
    Ultima modifica di vinsinox : 06-02-2010 alle ore 18.30.55

  13. #28
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Citazione Originalmente inviato da vinsinox Visualizza messaggio
    Gentile Benedetta14
    In un suo interventi precedente Lei ha scritto:
    “Al dunque, al momento, per confrontare i dati emersi dall'Indagine Istat questi due fatti non confermano un "fenomeno di violenza domestica subita dagli uomini italiani".
    Mi sembra chiaro che Lei qui sopra ha messo in dubbio l’esistenza della violenza domestica subita dagli uomini italiani.

    Successivamente riporta:
    …..l'Arma dei Carabinieri riporta come "Violenza domestica". Si può notare come gli stessi Carabinieri che raccolgono le denunce considerino vittime sia uomini che donne.
    Qui invece sembra che i carabinieri l’hanno convinta
    Solo l'inizio, perché potrei scrivere un romanzo nel risponderle a tutto (ma lo farò).

    Primo paragrafo: chiaro esempio di falsa informazione. Io parlo di "fenomeno" di violenza domestica subita dagli uomini italiani, ma lei accuratamente sembra tralasciare la prima parola. Non mi dilungo oltre, perché chi legge questa discussione ha già capito come la penso in proposito.

    Altro esempio di opera di disinformazione: se secondo lei nessun uomo avrebbe chiamato il 118 neuro nel caso della scenetta, perché allora l'ha scritto? Qual è il reale intento dello scrivere una cosa e poi ritrattarla perché controribattuta?(perché le ricordo che fino a quando non gliel'ho fatto notare lei si è ben guardato di smentirlo).

    Ma solo per mettere dei punti fermi alla discussione:

    Secondo lei, una donna che interrompe un amplesso senza giustificarsi al compagno è pazza o è violenta?

    Una cosa vorrei chiederle: si è mai chiesto quale giustificazione uno stupratore si dà quando compie il suo gesto violento? Io a volte si, ed ho letto pure le argomentazioni difensive dei processi per stupro.
    Conceda anche a me una scenetta.
    Lei si veste con minigonna mozzafiato e si muove in modo molto sensuale. Lui, alla vista di lei, come l'ha chiamato......beh, la natura fa il suo corso. Dal momento che lei si rifiuta, lui ha talmente tanta sofferenza, che non capisce perché debba tanto soffrire per una cosa talmente naturale e provocata da Lei. Perché lei si rifiuta? Se non mi dà motivi sufficientemente validi, allora perché io dovrei soffrire per una cosa causata da lei?
    Secondo lei perché un uomo stupra una donna?

    La campagna denigratoria non la sto compiendo io, ma certe affermazioni false anche riguardo al rapporto Istat 2006 (che dimostrerò) e....a proposito...come lo ha definito lei? "bufala", se non sbaglio. Non è denigratorio questo?

    Mi accorgo sempre più che è difficile per tutti avere la percezione degli atti abusanti che si compiono.

    A presto

  14. #29
    Postatore Epico L'avatar di doctor2009
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    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Mi permetto sommessamente di rientrare nel thread con un piccolo contributo che vorrebbe anche avere l'ambizione di, come dire, "raffreddare" la discussione... Anche se so, per esperienza, che quando il fuoco della vis polemica si accende, non c'è pompiere che tenga, si va avanti ad libitum pur sapendo che, in questo modo, si rischia fortemente che anche i lettori più interessati si perdano per strada lasciando i due contendenti a discutere da soli...
    Io, l'ho già scritto e non lo rinnego, sono più propenso, per natura, ad essere vicino agli argomenti esposti da Benedetta: a mio parere la violenza sulle donne è uno dei crimini più orrendi che si possano commettere, peggiore persino ( non sembri un'iperbole... ) dello stesso omicidio: perchè il dolore che si infligge non si esaurisce nell'atto della violenza stessa, ma si prolunga per tutta la vita, riverberandone gli effetti anche sulle persone che vivono vicino alla donna oggetto di quella violenza...
    Detto questo, capisco anche alcune delle cose che sostiene Vincenzo.. Perchè è sicuramente vero che una donna può essere cattiva, anche molto cattiva, nei confronti di un uomo, in modo particolare del suo ex-uomo, e può commettere atti sicuramente ripugnanti nei suoi confronti... Ho conoscenza diretta, come credo molti di noi, dell'uso spesso strumentale dei figli fatto da donne separate per "fargliela pagare" all'ex-compagno... Con conseguenti sofferenze "vere" patite dai "padri negati" ( e, probabilmente, anche dai figli usati come strumento di vendetta... ).
    Così come sono a conoscenza dell'avidità e della mancanza di scrupoli che alcune di loro dimostrano quando si tratta di discutere di questioni economiche inerenti, appunto, la separazione....
    Ma tutto questo, seppur riprovevole, non è, a mio parere, tale da richiedere la definizione di una tipologia di abuso "ad hoc", appunto la "violenza commessa da donne su uomini"... E' cosa diversa, radicalmente diversa, dalla violenza sessuale, fisica e/o psicologica, commessa dagli uomini sulle donne... E, in quanto tale, sempre a mio parere, i due concetti dovrebbero essere distinti: senza che questo implichi automaticamente una derubricazione degli abusi commessi da donne su uomini e/o una loro eventuale assoluzione "a prescindere".
    Forse su queste concetti si potrebbe trovare una base comune di discussione, no?...
    Ultima modifica di doctor2009 : 03-02-2010 alle ore 11.50.28
    -



    PRESIDENTE DEL CLUB DEL GIALLO!

  15. #30
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: Indagine online sulla violenza domestica ai danni di soggetti maschili

    Sono d'accordo con te, doctor2009.
    Infatti ho sempre sostenuto di dividere il tema delle separazioni (che comunque dovrebbe essere approfondito, non è così lineare come si pensa) da quello della violenza domestica.
    Negare il fatto che la violenza domestica venga compiuta nella stragrande maggioranza dei casi contro la donna (non dimentichiamo i dati ufficiali: il 70%, senza considerare i bambini), contribuisce a creare ancora maggiori difficoltà per la stessa donna di potersi difendere legittimamente.

    La questione non è in termini di genere: l'uomo e la donna sono parimenti capaci di compiere atti delittuosi.

    La violenza domestica, però, non si può negare che sia a tutt'oggi un fenomeno che si riversa principalmente contro la donna.
    Strumentalizzare certe argomentazioni per fini pratici è (sia da parte dell'uomo che della donna) irrispettoso verso la realtà.
    E la violenza inizia dalla mancanza di rispetto.

    Se volete possiamo continuare con le argomentazioni, altrimenti - se ci troviamo d'accordo su questo punto - per me la discussione può anche terminare.

    Saluti

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