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  1. #286
    Neofita
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    8

    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    ... io credo quando hai raggiunto un obiettivo o microobiettivo concordato con lo/la psicoterapeuta o anche quando sei pronto a rivedere gli obiettivi fissati prima e fissarne altri ....

  2. #287
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    21-03-2008
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da lalangue
    La psicoanalisi non produce nulla. Si auspica che sia il paziente a produrre. Questo è il terreno su cui poggia il "sapere" psicoanalitico. Lo psicoanalista conduce a produrre.
    Ora ci stiamo avvicinando finalmente al punto che a me non è affatto chiaro, uno psicoanalista si auspica che il paziente o l'utente produca che cosa?

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 20-03-2010 alle ore 09.55.20

  3. #288
    Partecipante Esperto
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    305

    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    A me vien da dire “se stesso”.

    Che non è ciò che crede di voler essere, ma semplicemente ciò che è. Se lo fosse già, non starebbe in quella stanza, o non si domanderebbe forse in modo quasi maniacale cosa fa’ la psicanalisi. O non userebbe innumerevoli volte, in un singolo messaggio, il verbo “ottenere”, e quasi mai “essere”.

    Ma tanto questa mia personale visione delle cose so che ti passerà addosso come l'acqua fresca...

    Giulietta. O

  4. #289
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    21-03-2008
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da giulietta.o
    A me vien da dire “se stesso”.

    Che non è ciò che crede di voler essere, ma semplicemente ciò che è. Se lo fosse già, non starebbe in quella stanza, o non si domanderebbe forse in modo quasi maniacale cosa fa’ la psicanalisi. O non userebbe innumerevoli volte, in un singolo messaggio, il verbo “ottenere”, e quasi mai “essere”. o non si domanderebbe forse in modo quasi maniacale cosa fa’ la psicanalisi. O non userebbe innumerevoli volte, in un singolo messaggio, il verbo “ottenere”, e quasi mai “essere”.
    Cioé lo psicoanalista si auspica che la persona produca ciò che la persona è? O magari che sia quel che è? Ma che significa? E' impossibile non produrre ciò che si è, o non essere quel che si è. Qualsiasi cosa si faccia saremo sicuramente noi come organismi a produrla grazie anche all'ambiente. Questo "ciò che si è" di cui parli non è "quel che si è" perciò non è un qualcosa che andrà a prodursi necessariamente, visto che ci vuole l'intervento dello psicoanalista per favorire questo esito, rappresenta una direzione specifica, un qualcosa di potenziale, ma io perché dovrei essere interessato a divenire questo "ciò che sono" secondo la visione di uno psicoanalista e non piuttosto qualcos'altro?
    Insomma questo "ciò che sono" è solo uno dei possibili esiti della mia esistenza, perché dovrei preferirlo ora, adesso, rispetto ad un altro? Per il nome che gli si è dato? Siccome qualcuno dice che "si è così" (un nostro modo specifico e potenziale di essere definito dallo psicoanalista) allora quello "è il luogo naturale" dove dovremmo voler andare adesso?

    E comunque in ogni caso, di nuovo, anche per decidere se voglio divenire "ciò che sono" devo pur sapere questo "ciò che sono" in cosa consiste, se adesso non mi piace e non mi interessa divenire "ciò che sono" (se mi si riuscirà mai a spiegare cosa sia questo "me stesso" ed in cosa consiste) magari ora preferirei non divenirlo proprio, mentre invece una volta divenuto così poi preferirò restare così, però io devo decidere prima cosa divenire perché dopo sarò cambiato e così facendo può darsi cambieranno anche le mie preferenze rispetto a quel che voglio essere o vorrei essere.

    Comunque si è messa in mezzo di nuovo una cosa che non si riesce ad afferrare cos'è. Questo ""ciò che si è"" che la psicoanalisi si auspica che noi dovremmo divenire in cosa consiste? Adesso non siamo "noi stessi" perché? Perché non siamo contenti della nostra esistenza?
    Perciò in qualsiasi modo si cambi, nel divenire individui contenti dell'esistenza, si diviene sé stessi?
    Si vuol dire questo? O altro? Si continua a mettere in mezzo espressioni il cui riferimento non si riesce minimamente ad afferrare. Poi dite tutti che la colpa è mia se non vi capisco, che non voglio capire, che mi scivolano addosso le risposte, perché le risposte sono state esaurienti.

    Ma poi voi perché continuate a cercare di rispondere se alle domande che faccio già pensate di aver dato delle risposte esaurienti?

    Insomma abbiamo tradotto quel "permette di far cosa" di cui chiedevo in "la psicoanalisi permette di divenire ciò che si è" ora bisogna però ancora spiegare questo "ciò che si è" in cosa consiste per uno psicoanalista. Si è tradotta un'espressione praticamente priva di riferimento in un'altra espressione priva di riferimento. Un po' come quelle definizioni di Dio, "Dio è l'assoluto"... cose del genere insomma, si avrebbe qualche informazione in più se questo assoluto si riuscisse ad afferrare cosa dovrebbe essere.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 20-03-2010 alle ore 13.17.18

  5. #290
    Partecipante Affezionato L'avatar di Saoshyant
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    87

    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Sperando di esserti utile.

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Cioé lo psicoanalista si auspica che la persona produca ciò che la persona è? O magari che sia quel che è? Ma che significa? E' impossibile non produrre ciò che si è, o non essere quel che si è. Qualsiasi cosa si faccia saremo sicuramente noi come organismi a produrla grazie anche all'ambiente. Questo "ciò che si è" di cui parli non è "quel che si è" perciò non è un qualcosa che andrà a prodursi necessariamente, visto che ci vuole l'intervento dello psicoanalista per favorire questo esito, rappresenta una direzione specifica, un qualcosa di potenziale, ma io perché dovrei essere interessato a divenire questo "ciò che sono" secondo la visione di uno psicoanalista e non piuttosto qualcos'altro?
    Insomma questo "ciò che sono" è solo uno dei possibili esiti della mia esistenza, perché dovrei preferirlo ora, adesso, rispetto ad un altro? Per il nome che gli si è dato? Siccome qualcuno dice che "si è così" (un nostro modo specifico e potenziale di essere definito dallo psicoanalista) allora quello "è il luogo naturale" dove dovremmo voler andare adesso?
    Ogni essere umano è un sistema che genera conoscenza sulle cose del mondo e su se stesso, una conoscenza in continuo mutamento che nel tempo produce discorsi con diversi gradi di convinzione e credenza.
    Se io aumento la mia consapevolezza riguardo me stesso: in un certo senso non cambio poichè sono sempre io ma in un certo senso cambio perchè ogni nuova informazione che ho su di me influisce sulla mia vita.
    Ovviamente tale fenomeno avviene naturalmente nella vita di tutti i giorni e secondo diverse modalità. L'approccio psicologico/psicoterapico/psicoanalitico ha generato un metodo che si poggia sul metodo scientifico.
    PS: giusto per... non sto dicendo che la psicologia/psicoterapia/psicoanalisi si riduce solo a ciò.

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    E comunque in ogni caso, di nuovo, anche per decidere se voglio divenire "ciò che sono" devo pur sapere questo "ciò che sono" in cosa consiste, se adesso non mi piace e non mi interessa divenire "ciò che sono" (se mi si riuscirà mai a spiegare cosa sia questo "me stesso" ed in cosa consiste) magari ora preferirei non divenirlo proprio, mentre invece una volta divenuto così poi preferirò restare così, però io devo decidere prima cosa divenire perché dopo sarò cambiato e così facendo può darsi cambieranno anche le mie preferenze rispetto a quel che voglio essere o vorrei essere.
    Comunque si è messa in mezzo di nuovo una cosa che non si riesce ad afferrare cos'è. Questo ""ciò che si è"" che la psicoanalisi si auspica che noi dovremmo divenire in cosa consiste? Adesso non siamo "noi stessi" perché? Perché non siamo contenti della nostra esistenza?
    Perciò in qualsiasi modo si cambi, nel divenire individui contenti dell'esistenza, si diviene sé stessi?
    Si vuol dire questo? O altro? Si continua a mettere in mezzo espressioni il cui riferimento non si riesce minimamente ad afferrare. Poi dite tutti che la colpa è mia se non vi capisco, che non voglio capire, che mi scivolano addosso le risposte, perché le risposte sono state esaurienti.
    Ma poi voi perché continuate a cercare di rispondere se alle domande che faccio già pensate di aver dato delle risposte esaurienti?
    Insomma abbiamo tradotto quella cosa che produce la psicoanalisi in cosa si è ora bisogna però ancora spiegare questo cosa si è in cosa consiste per uno psicoanalista.
    Saluti
    Ogni essere umano tende verso qualcosa. Tutti sentono l'esigenza di aumentare la propria consapevolezza e aumentare la propria consapevolezza rispetto a ciò che si è; usare questa impostazione non rende le persone migliori, semplicemente è una scelta. In fondo la 'mission' è stare bene e c'è chi sta bene guardando un film su cui poi ha l'opportunità di riflettere o che ancora più semplicemente gode della propria emozione. Fino a che un soggetto sta bene con la propria vita, di felicità e sofferenze, questo percorso interiore nelle modalità di ricerca rimane una scelta di vita personale e intima; se però il soggetto soffre di un particolare malessere allora una delle possibilità, non l'unica certamente, è provare ad affidarsi alla psicologia/psicoterapia/psicoanalisi che sulla base di un metodo scientifico propone un percorso che prevede anche ciò di cui sopra scritto.
    Ultima modifica di Saoshyant : 20-03-2010 alle ore 13.28.20
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  6. #291
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    questo "ciò che si è" in cosa consiste per uno psicoanalista?

    Ma ti rendi conto della contraddizione? Come può consistere in qualcosa il tuo "essere te stesso" per uno psicanalista, se non solo e unicamente essere "te stesso"...che vuoi che gli freghi lui in che cosa consista? Credi che uno psicanalista voglia farti essere un "te stesso" secondo un suo qualche parametro? Un te stesso come lui stesso? O come il se stesso di suo zio?

    Ma cosa sono queste, manie di persecuzione?

  7. #292
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Eh, ma qui ha ragione, scusate.

    e' un po' un luogo comune essere se stessi.

    Infatti, ma che ci frega a noi.
    Che questioni di lana caprina.

  8. #293
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    No, mi spiace ma non mi trovi d’accordo sul fatto che sia un luogo comune.

    Certo l’espressione in sé non rende giustizia al contenuto, è abusata, svuotata del suo senso, e soprattutto viene riferita sempre ed esclusivamente all’IO nel linguaggio comune: ma la consapevolezza di ciò che siamo e non ciò che vorremmo essere, o che gli altri si aspettano da noi che fossimo – e incosciamente: questo è centrale – e dunque tutte le frustrazioni che ciò si tira appresso, le sofferenze, i disagi per non riuscire mai a capire dove si sbaglia, cosa c’è che non va’, perchè le cose vanno sempre a finire allo stesso modo, cos’è che ci fa sentire così eternamente insoddisfatti e alla ricerca di chissà che cosa...beh, andiamo, non sherziamo su questo.

  9. #294
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    io dico che siamo noi stessi quando arriviamo a non chiederselo neanche più se lo siamo, del perchè le cose funzionano in un certo modo.
    Ecco, io conosco persone molto tranquille, in questo senso..poi sai, può essere apparenza.

    voglio dire, capita che si vada in terapia perchè siamo afflitti da mille domande, e queste sono un po' parte del problema, secondo me.

    Ora, se riguardano il proprio campo di studi, va bene, si può dire che uno è interessato a come funziona il mondo.
    Se queste domande riguardano la propria sfera personale, sarebbe bello essere capaci di viversele senza l'aiuto di un terapeuta, no?

    ah, una domanda ingenua: ma i terapeuti stanno sempre a farsi, come si dice, autoanalisi, o ogni tanto se ne liberano? Come fanno?
    Ultima modifica di complicata : 20-03-2010 alle ore 15.01.16

  10. #295
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    ah, una domanda ingenua: ma i terapeuti stanno sempre a farsi, come si dice, autoanalisi, o ogni tanto se ne liberano? Come fanno?
    Non la fanno mai. Non possono farla mai. Tentano per tutta la vita in alcuni casi.
    Ma è decisamente senza senso la parola autoanalisi.

    ciaz.

  11. #296
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Ah!
    Veramente?!

    Ma, per esempio, quando sognano, se sognano...mah?
    Ma sognano?
    Ultima modifica di complicata : 20-03-2010 alle ore 15.23.43

  12. #297
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Beh, ma mi sembra evidente che se queste domande non riesci a vivertele serenamente è il problema. Sarebbe bello non ci fosse, ma se c’è...

    Io non sono mai andata in analisi con tante domande, manco un millesimo di quelle che si fa Charlie per esempio. Ma con un forte disagio sì, e il disagio era dato dal fatto di come mi sentivo in certe situazioni nelle quali avrei dovuto sentirmi non a disagio, ma perfettamente a mio agio, visto che, tra l’altro, erano buone situazioni, alcune delle quali frutto di un impegno personale intenso e che mi avevano dato soddisfazioni per molto tempo. Eppure, all’improvviso, mi ci sentivo a disagio, non ne facevo più parte, pur facendone parte a tutti gli effetti e agli occhi degli altri, ma non dei miei.

    Hai voglia a dirti cosa sarebbe bello che fosse.

    Quindi c’era un prima, nel quale tutto più o meno filava, vista da fuori la mia vita era anche molto invidiabile sotto certi punti di vista, e per la quale avevo fatto sì degli sforzi, ma con sincera passione, dunque neanche così pesanti: io stessa ero una persona sempre molto accolta e riconosciuta per ciò che facevo.
    Poi, c’è un dopo. Dove tutto questo diventa da un certo punto in poi fastidio, quel riconoscimento e quell’accoglienza mi mettevano a disagio, un fortissimo disagio. E ha inizio un disastro interiore. Non domande, ma uno stare malissimo e un perdersi di vista completamente.

    Credo di essere completamente morta durante la prima parte dell’analisi. Nel senso di ciò che pensavo di essere. Ed è stato doloroso, faticoso, immane in certi momenti, pura disperazione.
    Poi, è stata rinascita, o una nascita a tutti gli effetti, non saprei. Qualsiasi cosa sia, non tornerei mai più indietro, non mi sarebbe proprio possibile.
    Non è che ora sia meglio di quello che c’era prima, non nel senso che intende Charlie. E’ però più “giusto” a me, lo sento, mi appartiene. Prima decisamente no, malgrado da fuori ciò che avevo per esempio ottenuto nella vita era molto rispetto ad altri (e con fatica Charlie) ma non era mio. Oggi, la mia vita non è cambiata radicalmente, anzi, è più o meno simile a prima, a parte qualche piccola rivoluzione ma niente di pazzesco.
    Ma la sento, e questo è davvero altra cosa.

    Buon we
    Giulietta

  13. #298
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Bellissimo mex, come sempre, giulietta.
    Buon weekend a te, speriamo faccia bel tempo.

  14. #299
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Qui (Milano) fa' ca...are... Alla prossima

    G.

  15. #300
    Partecipante Super Esperto L'avatar di lalangue
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Non la fanno mai. Non possono farla mai. Tentano per tutta la vita in alcuni casi.
    Ma è decisamente senza senso la parola autoanalisi.

    ciaz.
    Infatti la psicoanalisi è cresciuta anche attraverso l'autoanalisi di Freud, cosa che di per sè dovrebbe sollevare qualche perplessità.

    Cosa significhi "essere se stessi" l'ha già spiegato bene giulietta.o, almeno per la sua parte.

    Char_Lie, lo vedi dall'intervento di A_rita75: ci sono delle terapie fatte su misura per chi vuole degli obiettivi (non per te, perché tu, ovviamente, non hai bisogno di terapie: tu dai risposte, non fai domande).

    Lo psicoanalista si aspetta che il paziente produca (libere associazioni). Queste non saranno mai così "libere", ma vincolate ai vari nodi del paziente stesso, che non ha la libertà desiderata. Ce l'hai un amico "disco rotto"? Non c'è bisogno di essere psicoanalisti per capire questa cosa. Lì si va a sciogliere il nodo e a capire perché si è formato. Poi il paziente riallaccia il tutto come gli viene, e si vede se per lui funziona meglio o se si attorciglia ancora.
    Certo, tu proponi la soluzione alessandrina, ma vedi mai che si riesca a sciogliere senza recidere
    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Ma per caso la reincarnazione di Freud è Tinto Brass?
    La descrizione calzerebbe a pennello, manca solo il cubano..
    Sorella Psicoanalisi e Il Piccolo Mondo Antico

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