
Originalmente inviato da
ikaro78
Ma credi che le cose siano tanto diverse oggi? Cioè, voglio dire, sicuramente ad un certo livello -quello del discorso sociale, come accennavo, e comunque non del tutto- sì, qualcosa è cambiato. Ma non è di questo livello che l'analisi rende conto (anche se chiaramente non può prescindere da esso, visto che il soggetto è comunque preso dentro un discorso sociale, cosa che Freud aveva ben colto), è questo che è più difficile da capire, a livello del godimento inconscio pensi che ci sia parità e/o simmetria tra uomo e donna, solo perchè oggi ci sarebbe una presunta parità di diritti? O ancora, che cosa pensi che sia cambiato dai tempi di Freud a quel livello? E' di questo che secondo me bisognerebbe discutere e rispondere, se si suppone un'incidenza del discorso sociale sull'inconscio. Se 'il disagio della civiltà' non è più quello freudiano, questo che incidenze ha a livello inconscio (e di quale inconscio parliamo?). Ne ha o no? E se sì, come incide? Chiaramente tutto questo implica un giro molto più ampio che metta anche in discussione la nozione stessa di inconscio e che, al tempo stesso, renda conto delle scoperte freudiane o le sostituisca (spiegando però quegli stessi fenomeni che Freud ha spiegato) di ciò che intendiamo con maschile e con femminile (partendo dal dato di partenza che, per l'essere umano, non è l'anatomia a fare il sesso). Francamente non credo di essere in grado di fare un discorso così complesso, sono temi veramente troppo vasti per essere affrontati con un minimo di serietà, certo non si può risolvere la questione riducendola solo "all'essere figli del proprio tempo", è troppo facile e non permette affatto di avanzare secondo me, perchè non ci permette di distinguere tra struttura e fenomeno, e allora in base a quale logica orientiamo una cura analitica?
Ma che cos'è il 'riconoscimento identitario', in psicoanalisi? E' specifico della psicoanalisi? E' specifico? A me non sembra. Che Dora si sentisse "un prodotto della volontà altrui e che stesse cercando la propria identità" è il dramma di ogni comune mortale (nevrotico), non mi sembra una grande intuizione. Ma questo cosa ci apporta di nuovo rispetto al tentativo di Freud di interpretare il sintomo isterico (e non solo isterico, e non solo il sintomo) e di svelarne i meccanismi? E' una teoria capace di spiegare il sintomo isterico e di risolverlo, e se sì come? Il sintomo non ha un significato sessuale, allora che significato ha? Perchè si forma quel sintomo lì e non un altro? Che rapporto c'è tra questa formazione e l'inconscio? Vorrei capire queste cose, ecco ciò che non mi torna. Perchè si può anche superare Freud, è quello che dovrebbe cercare di fare ogni psicoanalista, ma nel campo di Freud e non in un altro, altrimenti anche un cognitivista potrebbe dire la sua su Dora e va pure bene, però quella è un'altra cosa, bisogna dirlo.
Poteva anche essere, che ne so, non sto mica dicendo che non poteva esserci anche questo, né che Freud avesse ben chiara la cosa su Dora, in effetti non si può certo parlare di un caso riuscito, ma l'impasse che ha incontrato in quel fallimento è stata molto feconda per gli sviluppi della psicoanalisi.
Sì, è un punto importante questo anche secondo me.
Non riesco in questo momento a riassumere la questione del femminile in Lacan, dovrei pensarci un po' su, sinceramente. Bisogna comunque distinguere l'uomo e la donna dal genere (anatomia) e dal ruolo (discorso sociale) ed ovviamente è un discorso che concerne le posizioni a livello dell'inconscio (sessuazione): in questo senso, il godimento maschile sarebbe un godimento fallico (e qui dovrei aprire una parentesi su che cos'è questo godimento fallico, è meno pruriginoso di quel che può sembrare...), mentre L/a donna ha un godimento "non-tutto" preso nella logica fallica, per questo Lacan può dire che "La donna" non esiste, e la barra (L/a donna), proprio perchè va presa in una singolarità irriducibile, questo godimento altro è precisamente ciò che concerne l'enigma della femminilità, per cui ogni donna è chiamata ad una singolare invenzione. Si tratta anche di quel che, secondo Lacan, l'isterica rifiuta, per questo "fa l'uomo", si colloca cioè dal lato del godimento fallico. Questa differenza tra godimento "fallico" e godimento "non-tutto" è anche ciò che permette a Lacan di dire che "non c'è rapporto sessuale". Ma si tratta di cose che non ho ancora chiare, quindi mi scuso in anticipo per la confusione. Quanto alla seconda domanda: credo di sì, in quel caso però non potremmo parlare di un'isteria. Non tutte le donne sono isteriche, lì Freud tentava di isolare un certo meccanismo tipico dell'isteria, e comunque dovremmo seguire lo sviluppo nelle elaborazioni successive. Si trattava in effetti di uno dei primi casi, ma ciò non toglie che la questione della sessualità resta il cuore della psicoanalisi, direi forse uno dei punti che la distingue da qualsivoglia psicologia (che ne fa invece una questione tra le altre). E' una domanda interessante comunque, mi riservo di pensarci su.
Un saluto,
ikaro