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Discussione: Autismo

  1. #286
    Partecipante Affezionato L'avatar di Fudomiyoo
    Data registrazione
    18-01-2007
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    In mezzo ai bricchi in provincia di Milano
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    Originariamente postato da tarabramanu
    Ciao a tutti/e!

    Continuo a vedere che gli utenti con cui ho a che fare forse sono dei fini conoscitori della relazione e delle modalità relazionali.
    Conoscono perlomeno le reazioni individuali risultanti dal loro comportamento, sanno valutare fino a che punto possono spingersi con ciascun operatore e studiano i limiti di ciascuno (operatori e utenti)...Tutte capacità relazionali che non credevo possibili ma che continuo a vedere in atto!
    Infatti, molto spesso ho notato che anche le più piccole variazioni comportamentali o "spostamenti" si sono verificati in concomitanza alla variazione dello stile relazionale più che in conseguenza di una modifica nella modalità o tecnica di rinforzo!
    D'altronde, considerata la loro età, hanno imparato molto bene a "manipolare" le dinamiche familiari attraverso il comportamento per ottenere quanto volevano...E spesso continuano a riuscirci!
    D'accordissimo: è proprio perché sono adulti, perchè hanno sperimentato, per molti anni, che il loro comportamento determina certi effetti , che lo stile relazione è così importante; dove lavoro io è pressoché uguale.
    Ma, in qualche maniera, non è rientra anche questo nello schema comportamento-rinforzo? Ciò che cambia è la natura del rinforzo. Aggiungici che, per quanto ci si sforzi di adottare uno stile relazione il più possibile uniforme e impersonale, ciò non sarà mai veramente possibile, e le "sbavature" diventano più importanti della "prassi".
    Infine, basta una visita dei familiari di poche ore per rovinare tutto!

  2. #287
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
    Data registrazione
    07-03-2006
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    Originariamente postato da Fudomiyoo
    D'accordissimo: è proprio perché sono adulti, perchè hanno sperimentato, per molti anni, che il loro comportamento determina certi effetti , che lo stile relazione è così importante; dove lavoro io è pressoché uguale.
    Ma, in qualche maniera, non è rientra anche questo nello schema comportamento-rinforzo? Ciò che cambia è la natura del rinforzo. Aggiungici che, per quanto ci si sforzi di adottare uno stile relazione il più possibile uniforme e impersonale, ciò non sarà mai veramente possibile, e le "sbavature" diventano più importanti della "prassi".
    Infine, basta una visita dei familiari di poche ore per rovinare tutto!
    Credo comunque che lo stile relazionale sia importantissimo e sia la base di tutto, anche per i bambini piccoli: i neonati basano le loro risposte sulla sintonizzazione affettiva, non solo quelli normali, ma anche gli autistici. Tra l'altro gli autistici, meglio di chiunque altro sentono le emozioni degli altri e le agiscono. Chiunque lavori con loro sa che se il terapista è agitato il bambino quel giorno "combina poco". Cosa dire quindi quando una mamma che non si sente "capace" come educatrice si rivolge a suo figlio autistico? Oppure una nonna che va a trovare il "povero" nipotino handicappato: il bambino sente tutto!!! Poi certo, sono d'accordo con te se tutto questo si vuole leggere con la tecnica comportamentale: tutti i rapporti e le nostre reazioni "reagiscono" all'esperienza, è proprio così che si struttura ad esempio l'autoefficacia o meno, il locus of control esterno o interno, sono tutte cose che seguono lo stimolo-risposta, ma...le emozioni hanno un ruolo di primo piano. Ovviamente tutto questo...è quello che penso, liberi di pensarla differentemente!

  3. #288
    tarabramanu
    Ospite non registrato
    Ciao!

    Infatti credo che una delle cose più difficili da gestire sia il rischio della "collusione" (passatemi questo termine), cioé di reagire come loro si aspettano quando mettono in atto un dato comportamento (problematico ad esempio) così da ritualizzare la modalità relazionale: io ci sono cascato e forse continuerò a cascarci nei casi in cui non si sa più a che Santo votarsi...

    Una relazione impersonale fondata meramente sulla tecnica forse aiuta a non correre questo rischio ma é vero che come dici tu, sono le "sbavature" in molti casi ad aiutare la comprensione della persona e della relazione.

    Io credo (in base alla mia piccola esperienza) che anche in questo tipo di attività si entri in gioco con tutta la propria persona, ed alla fine, al di là della tecnica, noi interagiamo con loro anche attraverso i nostri punti di forza e di debolezza...E' rischioso ma vi é anche una contropartita notevole, quando ci si accorge che i cambiamenti avvengono proprio perché ci si é relazionati a loro e a loro volta comprendono che comunque li si accetta senza però giustificare comportamenti manipolatori o disfunzionali (con questo intendo l'evitamento della collusione).

  4. #289
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
    Data registrazione
    07-03-2006
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    Originariamente postato da tarabramanu
    Ciao!

    Infatti credo che una delle cose più difficili da gestire sia il rischio della "collusione" (passatemi questo termine), cioé di reagire come loro si aspettano quando mettono in atto un dato comportamento (problematico ad esempio) così da ritualizzare la modalità relazionale: io ci sono cascato e forse continuerò a cascarci nei casi in cui non si sa più a che Santo votarsi...

    Una relazione impersonale fondata meramente sulla tecnica forse aiuta a non correre questo rischio ma é vero che come dici tu, sono le "sbavature" in molti casi ad aiutare la comprensione della persona e della relazione.

    Io credo (in base alla mia piccola esperienza) che anche in questo tipo di attività si entri in gioco con tutta la propria persona, ed alla fine, al di là della tecnica, noi interagiamo con loro anche attraverso i nostri punti di forza e di debolezza...E' rischioso ma vi é anche una contropartita notevole, quando ci si accorge che i cambiamenti avvengono proprio perché ci si é relazionati a loro e a loro volta comprendono che comunque li si accetta senza però giustificare comportamenti manipolatori o disfunzionali (con questo intendo l'evitamento della collusione).
    Completamente d'accordo con te! Tra l'altro usando solo te tecniche comportamentali spesso si "collude" con le fantasie dei genitori che tutto dipende da un deficit di abilità cognitive e sociale e si "mettono fuori" dalla relazione con il figlio .. non pensando che anche loro, come qualsiasi altro genitore di qualsiasi bambino, sono fondamentali per il loro figlio che ha un forte bisogno di loro!

  5. #290
    tarabramanu
    Ospite non registrato
    E' vero!

    In relazione alla gestione dei rapporti con i genitori (problema che per il momento e fortunatamente non mi tocca in quanto gestione), l'atmosfera che percepisco e che respiro la generalizzo così...Ditemi se siete d'accordo...

    - iper-valutazione delle tecniche educative e degli operatori come panacea di ogni problema, soprattutto nei casi in cui il figlio non può essere tollerato nell'ambiente domestico, e si compensa così il proprio senso di fallimento e di colpa (come per dire: solo voi siete in possesso delle abilità e delle tecniche riabilitative tali da saper gestire mio figlio, noi con tutto il nostro bene e le migliori intenzioni, non possediamo però questi metodi). Non mi dilungo su cosa implichi nel profondo questo meccanismo in quanto difese e cosa possono nascondere in realtà...

    - iper-svalutazione dell'ambiente educativo e degli operatori con iper-valutazione delle abilità del figlio (della serie "Rain Man") e "deliri di onnipotenza" sulle proprie...(...Ho scoperto questo...Dovete fare così...Possibile che non riuscite a capirlo!?...Ecc.). Dinamica perfettamente introiettata dal figlio dopo il suo rientro da casa, tra l'altro...

    - Deresponsabilizzazione dalla figura e dal ruolo genitoriale (in quanto tanto c'é la Struttura che si occupa di mio figlio)...

    - Alla fine, il dono del "cibo" come abbuffate consentite al figlio e vizi vari, forse é l'unico gesto compensatorio del genitore verso il proprio senso di colpa, mantendo la percezione fantastica del proprio ruolo primario ed indispensabile legato al nutrimento (e questa dinamica l'ho osservata anche in altri contesti)

    Inoltre tengo a precisare che il mio non é né un giudizio né una critica nei confronti di nessuno ma é quello che mi sembra di percepire...Infatti sono ben conscio dell'immane sofferenza che ci si può portare dentro in questi casi...E spero di non dovermi trovare mai nei loro panni...Purtroppo però queste dinamiche i figli le percepiscono fin troppo bene!

  6. #291
    Partecipante Esperto L'avatar di LePleiadi
    Data registrazione
    21-11-2006
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    324
    Originariamente postato da tarabramanu
    E' vero!

    In relazione alla gestione dei rapporti con i genitori (problema che per il momento e fortunatamente non mi tocca in quanto gestione), l'atmosfera che percepisco e che respiro la generalizzo così...Ditemi se siete d'accordo...

    - iper-valutazione delle tecniche educative e degli operatori come panacea di ogni problema, soprattutto nei casi in cui il figlio non può essere tollerato nell'ambiente domestico, e si compensa così il proprio senso di fallimento e di colpa (come per dire: solo voi siete in possesso delle abilità e delle tecniche riabilitative tali da saper gestire mio figlio, noi con tutto il nostro bene e le migliori intenzioni, non possediamo però questi metodi). Non mi dilungo su cosa implichi nel profondo questo meccanismo in quanto difese e cosa possono nascondere in realtà...

    - iper-svalutazione dell'ambiente educativo e degli operatori con iper-valutazione delle abilità del figlio (della serie "Rain Man") e "deliri di onnipotenza" sulle proprie...(...Ho scoperto questo...Dovete fare così...Possibile che non riuscite a capirlo!?...Ecc.). Dinamica perfettamente introiettata dal figlio dopo il suo rientro da casa, tra l'altro...

    - Deresponsabilizzazione dalla figura e dal ruolo genitoriale (in quanto tanto c'é la Struttura che si occupa di mio figlio)...

    - Alla fine, il dono del "cibo" come abbuffate consentite al figlio e vizi vari, forse é l'unico gesto compensatorio del genitore verso il proprio senso di colpa, mantendo la percezione fantastica del proprio ruolo primario ed indispensabile legato al nutrimento (e questa dinamica l'ho osservata anche in altri contesti)

    Inoltre tengo a precisare che il mio non é né un giudizio né una critica nei confronti di nessuno ma é quello che mi sembra di percepire...Infatti sono ben conscio dell'immane sofferenza che ci si può portare dentro in questi casi...E spero di non dovermi trovare mai nei loro panni...Purtroppo però queste dinamiche i figli le percepiscono fin troppo bene!
    Io non sono d'accordo.
    Nessun genitore dei mei bimbi si comporta in questo modo a me sembra che la tua "analisi" sia superficiale.
    Io vedo genitori che sopportano un grande carico emotivo, genitori che a volte vorrebbero fare di più per i propri figli ma non hanno le competenze e davanti a un figlio che sbatte la testa contro il muro non sanno cosa fare (è solo una delle cose he mi hanno chiesto), vedo bimbi che non sono "presi in carico" in modo adeguato, vedo genitori stanchi di lottare perchè con il taglio dei fondi che c'è stato fanno fatica a darti le ore di sostegno..."chicca" capitata alla mia bambina,l'asilo ha chiamato al lavoro dicendo di venirsela a prendere perchè non anno i soldi del sostegno
    Io vedo solo genitori stanchi che chiedono agli operatori che seguono i loro bambini di essere capiti ascoltati e aiutati.

  7. #292
    Partecipante Esperto L'avatar di LePleiadi
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    A volte vedo atteggiamenti come quelli che hai descritto tu ma dietro non ci sono genitori che se ne fregano io vedo genitori che soffrono.
    Scusate gli errori di ortografia sono di fretta

  8. #293
    Partecipante Super Figo L'avatar di paroletta
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    Sono d'accordo con Tarabramanu! Ho conosciuto più di 100 famiglie con bambini con autismo .. e molte (non tutte, ma la maggior parte) corrispondono a quelle che descrive Tara! Purtroppo è così. Inoltre, in questo periodo con l'avanzare delle tecniche comportamentali e del Protocollo DAN! si arriva a dichiarare (da parte di esperti) la guarigione completa dall'autismo! Quindi, il professionista collude con il genitore! Ciò comporta il fatto che non c'è (neanche minimamente) l'elaborazione del lutto del figlio ideale! Comunque, nessuno, e ripeto, nessuno dice che questi genitori non soffrano, anzi, soffrno molto, ma sono seguiti male!

  9. #294
    tarabramanu
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti!

    Chiarisco alcuni concetti perché penso di essere stato frainteso da Lepleiadi ma meno male che esistono esperienze diverse!

    - le mie sono generalizzazioni proprio perché non gestisco di persona tali rapporti ma ne sono comunque a conoscenza. Essere sintetici non vuol dire essere superficiali...

    - ribadisco che quanto espresso non é un giudizio ma é un prendere atto della situazione "reale" e non "ideale".

    - il carico di sofferenza quando si parla di "figli" non é mai stato in discussione...Anzi, é proprio la sofferenza o la disperazione che danno vita a queste dinamiche e si aggiunga pure in alcuni casi (del mio contesto) un substrato familiare già disastrato.

    - il discorso sui "fondi sociali" é quello che é...In questo sono d'accordo con Lepleiadi.

    - l'utenza cui facciamo riferimento é simile a livello diagnostico ma non a livello di contesto...Pensiamo alla differenza di età e a tutto ciò che può comportare: le risorse cui hanno avuto accesso le famiglie al tempo in cui si sono accorti dei problemi dei loro figli non é paragonabile a quelle a disposizione attualmente credo...Se per l'utenza infantile esiste un margine realistico di miglioramento, per quella adulta le aspettative devono essere ridimensionate, anche in conseguenza di problematiche sintomatologiche e relazionali ormai "ossidate" nel tempo perché non trattate tempestivamente

    ...Tutto qui...Sembrerò fatalista ma nel contesto che ho descritto di "roseo" non scorgo nulla, ma di "eroico" c'é proprio il fardello che un genitore si porta alle spalle.

  10. #295
    Partecipante Super Figo L'avatar di ritz_puk_jin
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    ragazze anke a me interessa molto l'argomento autismo..in realtà se mi sn iscritta a psicologia è stato unicamente per questo..sn ancora al primo anno,seguo scienze e tecniche psicologiche per la persona e lacomunità d caserta..però m è giunta una voce..è vero che per poter lavorare cn persone autistiche dovevo farmi per forza i 5 anni d medicina e poi prendere la specialistica in psichiatria??
    spero di no...davvero

  11. #296
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    ciao ritz-puk....
    beh..non direi proprio che devi essere un emdico per lavorare con l'autismo....qui siamo tutte o quasi psicologhe e come vedi, con eseprienze diverse molte di noi ci lavoriamo...........
    certe è che bisogna vedere COME vuoi lavorarci...insomma lo psicologo fa diagnosi, terapie, consulenze.....un medico forse (dico forse perchè non ho le competenze necessarie x esserne sicura) ci lavora in modo diverso.....
    Io lavoro da 3 abnni con una bimmba autistica, seguira anche da un m,edico (neuropsichiatra.). quando andimao da lui, la visita, la osserva, le da gli psicofarmaci( ).ma poi la terapia spetta a me!!! .

    comunque una cosa mi fa pensare..ti sei iscritta a psicologia solo perchè ti poace l'autismo? io a psicologia2, La Sapienza aRoma ho fatto un solo esame in cui si parlava di questa patologia.... strano eh? .comunque se ti interessa leggi bene tutta la discussione, ci sono tesi, e corsi che potresti eventualemnte fare........... ciao ciao e apresto!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  12. #297
    Violinfrau
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    Infatti, anch'io ho avuto dall'universita' pochissime informazioni sull'autismo, almeno a Pavia non abbiamo fatto neanche un esame su questo argomento!!
    Invece a Parma mi sembra che sia stato affrontato in piu' esami.
    Comunque visto che mi interessava l'ho sempre studiato per conto mio, ma di sicuro nella facolta' di psicologia (almeno nella triennale) non e' un argomento che viene trattato spesso.

  13. #298
    Partecipante Super Figo L'avatar di ritz_puk_jin
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    grazie 1000 per le informazioni!!mo sn iscritta psicologia perchè mi interessava come facoltà e poi anke perchè pensavo cn la lauera d psicologo potessi lavorare cn le persone autistiche;poi mi hanno detto questo fatto di medicina e mi un po ero demotivata però adesso con quello che m hai detto tu nn vedo l'ora d laurearmi e fare pratica!!grazie ancora e in bocca al lupo x tutto
    saluti alla tua bimba che hai in cura
    baci

  14. #299
    Partecipante Esperto L'avatar di LePleiadi
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    Il dott.Micheli che ha scritto tanti libri sull'autismo e sul TEACCH è uno psicologo

  15. #300
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    volevo segnalare alcuni seminari sull'autismo...

    giovedì 27 settembre, Roma - CNR di piazzale A.Moro - ore 8,30-18,30 (seminario avanzato)

    giovedì 27 settembre, Roma - Istituto Superiore di Sanità - ore 8,30-18,30 (seminario di base)

    venerdì 28 settembre, Viterbo - Sala Conferenze Parrocchia del Murialdo -ore 8,30-18,30

    venerdì 28 settembre, Rieti - Sala dei Cordari - ore 15-19

    Seguiranno, sabato 29 settembre a Latina, tutto il giorno, presso la sede di Armonia, un seminario progredito e uno di base, cui saranno invitati anche gli operatori di Frosinone e di Formia.



    ...chi sa dove si trova la sede di Armonia a Latina? non sono riuscitaa trovarla e vorrei andare!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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