[QUOTE=luigi '84;2101496ho sempre sottolineato la necessità di una coscienza clinica che sappia districarsi non solo nei significati personali ma anche in quella area a cui questi significati necessariamente rimandano.
Saluti,
Luigi[/QUOTE]
non necessariamente. addirittura io osserverei che i significati simbolici a cui penso tu stia facendo riferimento sono ultimi prodotti del nostro mondo autocosciente. la ricerca narrativa delle nostre origini e della nostra condizione come essere umano rimanendo affascinante rimane fuori la porta del nostro lavoro clinico. a meno che si faccia una terapia di tipo esistenziale, se ne può parlare. bisogna vedere a cosa può servire al paziente, potrebbe benissimo farla in un contesto di ricerca, con degli amici, con degli appassionati.
insomma, la disposizione a cui fai riferimento del terapeuta deve fermarsi sul mondo autorganizzativo problematico del pz. a prescindere intanto dal livello semantico/simbolico.
è una ricerca, secondo me, molto più affascinante.
potrei allora addurre la proposta che la disposizione fondamentale verso cui dilatare la propria "anima" (accidenti, ma stiamo parlando davvero di "anima"?) sono temi propri della paleontologia, dell'evolutionismo, ect ect. temi per me fondamentali, ma cosa ci faccio in clinica se non come bagaglio imprescindibile epistemologico?
ciaz.







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, non ti sei redento dunque non sei lucido e non puoi scrivere su OPS 