....e meno male complicata! Non c'è cosa più bella che tu possa dirmi. Ti ringrazio vivamente.
(io ci metto la musica, tu mettici il tè)http://www.youtube.com/watch?v=Cp0-FVuLtOk&feature=fvst
Buon week end
....e meno male complicata! Non c'è cosa più bella che tu possa dirmi. Ti ringrazio vivamente.
(io ci metto la musica, tu mettici il tè)http://www.youtube.com/watch?v=Cp0-FVuLtOk&feature=fvst
Buon week end
Hai mai pensato il contrario? Se non possa essere tu a negare quella possibilità ad altri, pur di essere tutto te stesso, come ti piace e ti fa star bene? Oppure questo è un aspetto che non ti interessa perchè gli altri a sè stessi devono pensarci da soli?O riesco a stare con gli altri volentieri senza dover negare me stesso, o non si risolve nulla.
Perciò per me non è detto che abbia davvero senso crescere in qualche modo stabilito da qualcuno. Ma mi serve comunque uno spazio per esistere,
Poi, una domanda: cosa ti ha convinto che per stare con gli altri devi negare te stesso? Bisogna accettare dei compromessi, in determinate situazioni che significa "saper scegliere", il che é diverso dal negare sè stesso.
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Ovvero, la piovra che allunga i suoi tentacoli ovunque (sugli altri, cercando di inviaschiarli nella spirale) per il proprio piacere.Il polpo e la diavola sono entrambe figure abbastanza mostruose e ambigue. Avrete visto qualcuno di quei cartoni animati erotici giapponesi (almeno qualche spezzone) in cui certi alieni provvisti di tentacoli, che ricordano proprio quelli di questi animali, li infilano un po' dappertutto .
A queste cose qua dite la verità che non ci avevate pensato, questi animali hanno suggerito l'idea di tutt'altro agli autori di questo genere di produzioni
Come detto ab initio, qualche pagina fa![]()
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Guarda tanto se viceversa io non fossi tutto me stesso e, come mi è stato suggerito qui crescessi e mi trovassi un lavoro da qualche parte, magari toglierei spazio a qualcun altro come giulietta che non vuol proprio andare in pensione. Forse chissà probabilmente più si è sé stessi, più lo spazio che si andrà ad occupare, se esiste, non potrà andar bene ad altri che hanno altre caratteristiche specifiche diverse. Già a diversi di voi non tolgo la cosa che vi piace tanto... Il lavoro, ve lo lascio volentieri, a me questo non manca affatto, per esempioOriginalmente inviato da RosadiMaggio
. Ho detto anche che non invidio altre posizioni nelle quali mi sentirei appunto costretto a far certe cose e perciò nemmeno qua sono di intralcio ad altri che a quanto pare da quello che sostengono fanno volentieri quel che fanno. Io sono di intralcio nella misura in cui non rientro nei desideri di altri e questi altri vogliono farmi entrare a forza in questi desideri facendoli divenire miei.
Siamo sullo stesso piano, io sono fastidioso per altri, altri sono fastidiosi per me in questo. Ma se ognuno non s'è autonegato va bene così, sono conflitti reali tra individui e nessuno ha ragione e nessuno torto, semplicemente le relazioni risultano spezzate e conflittuali in questo contesto, non c'è accordo ma comunque nessuno si lascia irretire, le persone non possono costruire rapporti di amicizia o di amore. Se qualcuno cede negando certe sue esigenze si potrebbe costruire qualche relazione Servo/Padrone o qualcuna più equilibrata ma lo stesso il prezzo delle autonegazioni produce una forma di odio sottostante per l'altro concreto con cui si sta insieme.
Solo quando due persone riescono ad incontrarsi naturalmente senza dover negare dei pezzi importanti di sé per poter stare in quel frangente con l'altro si produce una qualche relazione di amicizia, si sta con l'altro volentieri senza doversi sforzare troppo. Qualcosa del genere per me è l'amicizia, autocostringersi ad un qualche livello e scendere a compromessi forti per poter mantenere una relazione in piedi non può produrre alcuna relazione di amicizia per me. Sono solo rapporti di potere se da entrambi i lati non vale la cosa, l'assenza di sforzo per frequentarsi.
Io comunque non mi lamento del fatto che un altro specifico e concreto (una persona esistente che conosco) non diviene come voglio io, ma del fatto che quest'altro è assente per me, cerco uno spazio relazionale nel quale star bene, ma mica è detto che debba essere costituito da persone in carne ed ossa già conosciute che si trovano già fortemente in conflitto con me per vari motivi?!
Se io non ho intenzione di far certe cose di sicuro non starò bene con delle persone che si sono messe in testa che io dovrei farle e che se non le faccio risulto un inetto. In un contesto così io bene non posso stare, ora se questo contesto fosse allargato a tutta l'umanità non ci sarebbe scampo per me.
Comunque la possibilità che due esseri debbano cercare ognuno di negare l'esistenza dell'altro materialmente per continuare ad esistere c'è, e la natura lo mostra chiaramente questo. Questo gioco al massacro non l'ho messo di certo su io.
Qua mi riferivo soprattutto alle relazioni con l'altro sesso... A scegliere si sceglie di sicuro qualcosa ma non è detto che poi sia consona ai propri gusti ed aspettative.Originalmente inviato da RosadiMaggio
Poi perché bisogna accettare dei compromessi? E se non li sentiamo comunque adatti a noi i compromessi disponibili che abbiamo ideato?
Capisci che si può cadere nella negazione di sé se si assume in assoluto che si devono accettare i compromessi disponibili. Dipende sempre dai compromessi quali sono, perciò questa legge per me la si può anche cancellare.
Se si arriva ad una scelta consona ed adatta a noi stessi bene, se no non c'è compromesso che regga.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 11-03-2011 alle ore 21.56.51
Bel ginepraio, eh?
In effetti, non deve essere facile conoscere una donna per te. Prima o poi sai che arriverà la fatidica domanda: e tu, che fai nella vita?
Panico.
Suppongo che la scelta sia quella di non mettercisi neanche in quelle condizioni. Più che comprensibile.
Vorresti trovare una donna che non te la faccia, la domanda? E’ questo il problema, alla fine?
Chi ama dice "Ti amo perché mi piace stare proprio con te"
questo per me è amore Benedetta. Dev'essere reciproca la cosa però.
Le dico la verità, che non faccio nulla per cui vengo pagato da qualcuno o raggiungo un qualche guadagno tramite qualche attività se è questo che voleva sapere, se poi invece la domanda è rivolta a come impiego il tempo, le rispondo raccontandole un po' come vivo, cosa mi piace fare, cosa faccio e cosa non faccio. Se è fatta proprio come te (visto che intuisco come la pensi) scapperà via a gambe levate, ma io non credo di voler diventare come un'altra persona desidera che io diventi per stare con qualcuno.Originalmente inviato da giulietta.o
Un'altra strategia usata da diversi uomini e spararle grosse, visto che spesso il lavoro pure a cercarlo non lo si trova ed anche quando c'è delle volte è davvero preferibile non farlo sapere cosa si fa davvero conoscendo un po' le reazioni dell'altro sesso... Come faceva Carlo Verdone in Borotalco (Manuel Fantoni, vita avventurosa, architetto ecc. ecc.) ma non è che mi riesca tanto e poi è difficile sostenere una parte, a me non va, significherebbe comunque far amare un personaggio.
A conoscerle ho difficoltà è vero, ma spesso sono anche le occasioni che non ci sono, poi comunque è come dici tu se dico la verità scappano via, e un po' di panico questa cosa me la crea perché comunque desidererei che non fuggissero quando dico come stanno le cose, la verità.
Loro scappano perché sono fatte così, io sono fatto in un altro modo, non c'è compatibilità, certo a me piacerebbe ci fosse questa compatibilità, ma comunque non voglio forzarla in alcun modo né voglio creare qualcosa di fittizio.
O trovo una persona che accetti queste parti scabrose di me (scabrose per molte donne) e che mi piaccia (ci sia un'accettazione ed un amore reciproco), oppure starò da solo e male (o viceversa accompagnato e male), non è che esistano alternative reali per me in mezzo a quel che conosco, insomma quelle che conosco già non mi stanno tanto bene. Il problema è questo
A chiedere possono chiedere tutto le persone, quel che mi potrebbe infastidiere sono le motivazioni per cui si chiede qualcosa. Se lo chiede un investigatore ad un ladro se ha rubato la tal cosa è chiaro che non sta chiedendo di certo per curiosità quel che chiede o per conoscere la pesona che ha di fronte, l'informazione è al servizio di una forma di giudizio... Se hai rubato cattivo dritto in cella senza passare dal via (), altrimenti buono... Per l'altro che sta giudicando ovviamente.
Questo lo avverto già in tipi di persone come te giulietta e non sono affatto proiezioni mie visto che hai afferrato tutto benissimo essendo tu una donna fatta così, certe cose le capisco e le avverto al volo. Una domanda è innocua se viene fatta per curiosità in altri casi diviene tutt'altro. Ora tu sei fatta in un modo io in un altro, non ho niente contro di te, nel senso che non ti auguro niente di male, ma non posso di certo cercare di far qualcosa per poter rispondere alle tue domande come tu desideri risponda una persona buona.
La mia risposta vera ti dà fastidio, ma è questa la verità, tu provi fastidio per l'esistenza di persone come me, io provo fastidio per il tuo giudizio negativo che tu esprimi nei miei confronti, siamo in conflitto realmente, sia tu che io possiamo cambiare per appianare le cose (tu potresti modificare il tuo giudizio nei miei confronti accettandomi positivamente così come sono, io potrei cercare di accontentare il tuo desiderio "un uomo dovrebbe..." facendo quel che desideri tu oppure dicendoti sì hai ragione io dovrei far questo e quest'altro...) ma nessuno dei due ha intenzione di farlo, c'è un conflitto di fondo e non sta nella testa di una persona sola, a seconda di come si spostano le cose può stare nella mia, nella tua o di qualcun altro. Un "ladro" ed un "tutore della legge" come fanno ad andare d'accordo? Uno di questi dovrebbe cambiare per eliminare il conflitto di fondo... Ma "chi dovrebbe farlo" se nessuno alla fin fine ha intenzione di farlo?
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 12-03-2011 alle ore 13.47.25
Nonostante tutti i tuoi titanici sforzi per negarlo, in più post, il vero conflitto è dentro di te e non con giulietta o chi per lei; solo che ti rifiuti di sentirlo perchè costerebbe impegno e fatica, mentre spostarlo all'esterno é molto più comodo. In apparenza. Perché seppure sembra sussistere nell'interazione tra te ed altri, in realtà, anche in questi casi, lo utilizzi per negartene la possibilità.
"Giro giro tondo, casa la Terra, TUTTI giù per terra..." ....."No, Io, no io..."![]()
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
Nuuoooo…ma quali proiezioni? Tu proiettare? Ma quando maaaiii…
Il problema nasce quando la risposta alla domanda è “niente”. “Niente” è diverso, ma molto diverso, da altre risposte tipo, che so: “un lavoro x (ma che non mi piace); “ho perso il lavoro”; “mi sono licenziato, anche se non so più cosa voglio fare nella vita veramente”; “cerco lavoro disperatamente”; “ho mollato tutto per cercare me stesso”; “ho denunciato il padrone per mobbing”; “cambio lavoro ogni sei mesi perché sennò mi annoio”; “aiuto i bisognosi e me la cavo con quel che ho”… ecc.
Charlie, “niente” è niente!
Qui non è questione di soldi, di successo, di carriera come pensi tu (e come pensi che noi donne tutte pensiamo). Che poi, se c’è uno che parla ossessivamente di soldi, quello sei proprio tu…
“Niente” apre a uno scenario di mancata ricerca di realizzazione di sè, o di interessi e curiosità – e non mi venire a dire che ne hai, perché c’è differenza tra il creare qualcosa, o cercare di farlo, e l’andare al cinema – “niente” è anche solo mancanza di buon senso: chi ti manterrà quando mammà non ci sarà più?
Non è questione di arrivismo - quello che tu mi attribuisci solo in virtù del fatto che io faccia ciò che mi piace fare, e malgrado non abbia mai parlato di carriera in questo forum in vita mia, anzi: come molti, conto nel mio carnet assai più sconfitte e rinunce che successi – “niente” parla di mancanza di obiettivi di qualsiasi tipo, di tensioni verso qualcosa, di ricerca, di aspirazioni umane.
“Niente” è abbastanza disumano, se non fosse che in realtà dietro c’è un problema (il che lo rende molto umano).
Un problema per il quale infatti tu chiedi soluzione continuamente, salvo chiedere una soluzione al problema senza possibilmente risolverlo…
Ne vedi il lato materiale del tuo problema, ma ti stai anche rendendo conto che questo ti causa un problema con le donne. Peccato che anche alle donne attribuisci la stessa lettura, ossia che sia un problema materiale il tuo.
Ed è qui che ti sbagli. E’ proprio il vuoto vertiginoso che comunica quel “niente”, il problema.
Sai Char_lie, se tu fossi laureato in ingegneria degli armamenti nucleari ma per mantenerti, dovessi fare l'impiegato o lo spazzino presso un ufficio per la raccolta urbana dell'immondizia, difficilmente una donna a cui tu piaci così come sei, scapperebbe da te, perchè gli dici che fai un lavoro al di sotto delle tue qualifiche e valore economico sul mercato.Ne vedi il lato materiale del tuo problema, ma ti stai anche rendendo conto che questo ti causa un problema con le donne. Peccato che anche alle donne attribuisci la stessa lettura, ossia che sia un problema materiale il tuo.
Ed è qui che ti sbagli. E’ proprio il vuoto vertiginoso che comunica quel “niente”, il problema.
Forse, al contrario, potrebbe "addirittura" ammirarti.
Pensa un pò.
complicata, qualche tua buona riflessione?![]()
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
Guardiana Radar del Gruppo insieme a Chiocciolina4
vi dirò, va bene tutto, dal nucleare al pulibagni della stazione, PURCHE' sia una persona abbastanza serena e sappia tenersi un po' i problemi per sè, soprattutto, senza scaricarteli addosso a fine giornata, ecco.
Il lavoro si sa, è quel che passa il convento, e fare un lavoro che non piace, per esempio, è una delle più grosse disgrazie che possano capitare, come dice una poetessa, mi pare di averla già citata una volta.
Chi ha la fortuna e la bravura di farlo anche con piacere e passione, è più contento senz'altro, anche nelle altre cose extralavoro, secondo me.
Perchè bisogna anche averci una vita di cose extra, a me quelli fissati che vedono solo il lavoro non mi sembrano tanto equilibrati. E' un po' una fissa dei Nordici, questa del lavoro, noi per esempio qua dove c'è il mare, il lavoro lo consideriamo nella giusta misura, tanti a metà giornata sono sugli scogli a pesca stivaloni e tutto.
Ah,e non so se avete notato, c'è una marea di gente che fa un lavoro e che però pratica l'hobby, la passione diversa, che non è fonte di reddito, ma anzi di spese.
Lavoro sopravvivenza, hobby gratificazione e piacere.
BISOGNA GRATIFICARSI IN QUALCHE MODO.
Insomma, una donna non lo vuole un uomo frustrato accanto, l'importante è questo, certo se questo è un filosofo che dice "Io guardo le nuvole e mi ci realizzo" va beh, che voi fa.
Basta che si mantenga da sè.
Ultima modifica di complicata : 12-03-2011 alle ore 21.31.48
Char_Lie, il lavoro parla di noi. Anche il modo di vestire, l'attenzione al particolare, la cura dell'aspetto e l'eleganza nei modi e nei movimenti. Se Meg non si sconvolge troppo, potrei anche dire che trovo molto poco freudiano l'analista in grigio, perché trasmette la freddezza di un morto, ed io non mi metterei mai nelle mani di un personaggio simile. Una cosa è una sobria eleganza, un'altra un analista insipido e scialbo.
A proposito delle interpretazioni come difesa e di un vecchio discorso, potrei dire che anche alcuni interventi dell'analista possono essere delle evacuazioni: quando non riesce a contenere la propria angoscia e deve per forza mettere ordine, in un certo senso evacua la sua angoscia per l'attesa del senso (mancanza di capacità negativa).
.
Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
Jacques Prevert
Gaia
Tessera n° 15 Club del Giallo
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