posto questo, ma non lo affronto adesso perchè sono un po' stanco.....leggerò i commenti domani mattina!
"Si presenta allo studio un signore di 48 anni, seguendo il suggerimento del suo medico di base, al quale si era rivolto per un infiammazione ai tendini del braccio, trattati con farmaci e laser terapia con scarso successo. È coniugato, ha due figli di 20 e 17 anni; la moglie casalinga.
Occupa un posto di capo reparto presso una ditta di servizi; ne è molto soddisfatto anche se esprime il desiderio di essere più tranquillo (cioè senza troppe responsabilità).
Durante il colloquio cita un “esaurimento nervoso” di undici anni prima, curato con psicofarmaci e risolto in breve tempo.
L’episodio è comparso in concomitanza con lo sfratto, la ricerca di un nuovo alloggio, dopo molte battaglie burocratiche e la sistemazione della nuova casa, a cui aveva provveduto da solo lavorando anche la notte.
Passato il momento di crisi il paziente aveva ripreso la sua vita con gli stessi ritmi frenetici d sempre: turni lavorativi, attività sportiva intensa (pratica calcio e soprattutto tennis), lavori manuali in casa per sé e per i parenti. Nell’ultimo periodo l’infiammazione ai tendini lo ha costretto a sospendere l’attività sportiva e a una forzata immobilità.
Il paziente associa questa immobilità a sintomi di “sudorazione, panico e fuga” quando deve uscire di casa per recarsi in qualche posto, soprattutto posti affollati o quando sa che può relazionarsi a persone che lo possono giudicare. Utilizza le manifestazioni somatiche dell’ansia per non affrontare certe situazioni impegnative, una delle quali dovrebbe essere la conoscenza prossimamente dei suoceri della figlia maggiore. Riferisce che sta già immaginando la scena e comincia a sudare.
Dentro casa e a letto si sente a proprio agio. È da notare come i sintomi si attenuino o scompaiano quando il paziente affronta la situazione che ritiene problematica".