Ciao grazie della risposta RosadiMaggio,...perchè categorica e assiomatica, è possibile in psicoanalisi che questo rischio sia maggiore rispetto alle altre terapie se la si applica in modo "ortodosso".
Ciao grazie della risposta RosadiMaggio,...perchè categorica e assiomatica, è possibile in psicoanalisi che questo rischio sia maggiore rispetto alle altre terapie se la si applica in modo "ortodosso".
Ultima modifica di ludovicamaria : 22-03-2011 alle ore 10.50.29
Si, anch'io mi son fatta quest'idea.
Tempo fa lalangue parlava dell'eleganza nel vestire dell'analista. La vera eleganza non si nota, è l'abito elegante a non farsi notare perchè sta talmente "a pelle" da dare risalto alla persona.
Ecco, secondo me un percorso d'analisi dovrebbe essere elegante, dovrebbe dare bellezza alle parti più scabrose ed inconfessabili, senza isolare ed astrarre in setting rigidi che inducono in regressioni che mal si coniugano con la richiesta di investimenti ingenti in termini di impegno e lavoro. Ma qualcuno direbbe che ciò non sarebbe psicoanalisi. E sia. A me però sembra che ciò che muova non sia la dura fatica del lavoro, ma la forza profusa dalla bellezza di ciò che accade.
Saluti
Bellezza, bellezza...
non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
certo se all'analista girano i maroni e pure al paziente, doventa tutto brutto.
Dipende con che occhio e umore le guardi, anche le terapie.
Oggi ti fa venire la depressione, anima in depression, come dice Zucchero, domani porti l'analista in palmo di mano come se fosse chissacchie.
tutto molto aleatorioo..
ecco, proprio, ti coinvolge, e questo è un guaio, quando sei così coinvolto.
guarda, ti dirò, io ora sono coinvolta anche in altro, ma non mi riesce di dimenticare la terapia, del tutto, tutt'al più, toh, rimando le sedute per far spazio a quest'altro coinvolgimento, non ce la fai a far posto proprio a tutti...
qualche scelta la devi fare,purtroppo, ti costa, ma è necessario.
prima la vita e poi pensarci su, dopo, ecco.
Priorità.
certo, quando senti la voce del terapeuta, è sempre un'emozione, anche se telefoni per dire che non ci vai, ti tocca fare l'indifferente, ma non lo sei, manco per niente.
(Benedetta) Ecco, secondo me un percorso d'analisi dovrebbe essere elegante, dovrebbe dare bellezza alle parti più scabrose ed inconfessabili, senza isolare ed astrarre in setting rigidi che inducono in regressioni che mal si coniugano con la richiesta di investimenti ingenti in termini di impegno e lavoro. Ma qualcuno direbbe che ciò non sarebbe psicoanalisi. E sia. A me però sembra che ciò che muova non sia la dura fatica del lavoro, ma la forza profusa dalla bellezza di ciò che accade.
Che qualcuno dica pure che non è psicoanalisi. Ma la mia esperienza d’analisi e il suo nocciolo sono descritti perfettamente dalle tue parole. Talmente bene che non mi viene proprio d’aggiungere altro.
Complicata, le montagne russe - oggi in palmo di mano e domani nella polvere - alla lunga non solo provocano la nausea, ma ti impediscono di vedere l’altro per come è. Né Dio né l’ultimo degli stronzi, di solito.
Lo so, lo so, è giusto, però le forti emozioni non sono da buttar via.
Quando ci si innamora, è l'esempio tipico.
Come lo vedi l'altro?
Un dio, un essere favoloso, speciale, unico, bellissimo, persino.
E si sprecano le coccole, gli appellativi, i nomignoli, i complimestoli:9, come li chiamo io.
E poi ci sono i grandi litigi, ma graandi, drammatici, epici.
Tutto ciò sono le passioni umane!
L'equilibrio è stufante, noioso, non trovate?
Il brivido è più bello.
Troppi equilibri, c'è l'analista che vuole spengere l'incendio, sempre, fa il contrappeso, ma a me non piace mica.
se è una cosa brutta, va bene, ma se si tratta di innamoramento voglio bruciare.
Baci
Ultima modifica di benedetta14 : 22-03-2011 alle ore 18.28.11
E' vero, ho un sacco di unici, Benedettaaa.
Ma dalla cenere risorge la Fenice. ( pia illusione)
Certo sono nella predisposizione di innamorarmi di tutti, ma no, via, rifiuto l'idea.
Come sarebbe a dire che leggo i tuoi sogni?))))))))))
Ma si finisce per amare l’amore, non chi te lo suscita!
Mica vero che è meno eccitante la scoperta di qualcuno. Chiama in causa l’attesa, la sensibilità, la curiosità, l’apertura: una “distanza” che avvicina molto, sai? Lascia spazio al perturbante, all’imprevedibile, al rischio, al coinvolgimento profondo, ma quello profondo per davvero. E’ così che ci si trova legati a qualcuno, ma legati a doppio filo! Altro che fiammate!
Dai Comply, amalo davvero sto tizio! Non incenerircelo!
Lo amerò con la mia musica, Giuliè.
Come ho amato l'analista.)
Cara Ludovicamaria,
ti do il mio benvenuto in questo forum, trovo interessante l'interrogativo che sollevi; mi piacerebbe sapere da quale posizione stai parlando: sei psicoterapeuta? Se si di quale indirizzo? Stai facendo un’analisi? L’hai già fatta? Semplice e colta curiosità?
Riguardo alla tematica in sé, io ribalterei la questione. Non pensi anche tu che proprio le terapie brevi sintomatiche possano essere quelle che più di altre ti facciano perdere il senso della realtà, della TUA realtà? Cos'è in definitiva quella depressione, quell'angoscia, quel senso di vuoto di cui pretendono di liberarti se non una parte di te, se non ciò che sta al posto di una impossibilità del soggetto di abitare una delle tante prospettive che la vita stessa ti offre e che il tuo stesso desiderio aveva già ipotecato, vi aveva cioè già gettato la sua ombra sopra? Togliere il sentimento è stradicare (o meglio spostare altrove) tutto il problema, ad un livello più sotterraneo e più imprendibile.
La psicoanalisi, se ben condotta, serve a riconciliarti con la tua realtà, con la tua autenticità, in altre parole a farti divenire ciò che sei.
Parli di depressione,e su questo ti ha già risposto bene RosadiMaggio, io aggiungerei che non sempre la depressione è qualcosa di negativo quando interviene in una analisi, potrebbe essere un momento di transizione molto proficuo all’interno del processo analitico, talvolta un passo quasi obbligato verso il fine analisi.
Un saluto
Ragazze,
voi mi riconciliate con questo forum, mi date il piacere di parteciparvi, è un piacere leggervi, siete divertite, interessanti, leggere e profonde. Vi invidio. Dopo pipì in piedi, pipì acrobatiche, dopo self-discosure charl_liane riguardo alle sue attività sessuali, dopo "fapipì", inni evacuativi ... sentivo la necessità della vostra leggerezza e della vostra profondità.
Un grande abbraccio a tutte voi quattro.
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Ultima modifica di Megiston Matema : 22-03-2011 alle ore 21.34.38 Motivo: Il messaggio è partito doppio
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Ultima modifica di complicata : 23-03-2011 alle ore 11.52.03 Motivo: il messaggio era partito in orario, però nun so icchè scrivere, megiston ci fa troppi complimestoli