
Originalmente inviato da
complicata
Il problema pratico e non teorico, è quello di investirci dei soldi, nella scuola, ma non in progetti, ma in risorse umane, nel personale.
Poichè ritengo che il fattore educativo e formativo della persona nella sua interezza, venga prima del fattore degli apprendimenti come dire cognitivi, bisogna sopperire a carenze maggiori, nella nostra società che propone modelli di un certo tipo.
Se le famiglie non recepiscono più che imparare la matematica, l'italiano o l'inglese servirà ai propri figli, che imparare a imparare è importante, che le nozioni tutto sommato serviranno a qualcosa, e purtroppo è difficile fare un discorso del genere, perchè guadagna più un muratore e un elettricista albanese analfabeta, o un pizzaiolo romeno analfabeta, di un ingegnere italiano, ( ammesso che l'ingegnere trovi occupazione), bisogna cambiare qualche altra cosa, il sistema dei valori.
Prima l'istruzione serviva, era strumento di riscatto, ora non si sa.
Io li capisco, i genitori che se ne fregano della scuola.
Meno capisco chi se ne frega di come sta venendo su un figliuolo dal punto di vista umano, ma comunque..
se si vuole un'istituzione educativa, bisogna sopperire alle carenze di valori che vengono inculcati, e senza risorse umane, senza esempi, è impossibile.
Non ci crediamo più neanche noi, che sia importante il rispetto, il rispetto della legalità, il rispetto degli altri, la convivenza civile..
I ragazzi ce lo contestano, salvo emozionarsi e piangere di fronte a un film sulle violenze dei nazisti e sugli ebrei buttati nei campi di concentramento, perchè gli viene paura e si identificano, e ci tocca soccorrerli.
come si fa?
ma chi lo rispetta un'insegnante che insegna poesie, ti fanno, senta, ma a me a cosa servono?
Scusi, ma lei ci mangia, con le poesie?