[QUOTE=_stella marina_;2757604]Ragazzi quanto tempo avremo per il progetto?...[/QUOT
è probabile che i tempi siano:
1 ora 1/2 per la II prova e
1 ora per la III
[QUOTE=_stella marina_;2757604]Ragazzi quanto tempo avremo per il progetto?...[/QUOT
è probabile che i tempi siano:
1 ora 1/2 per la II prova e
1 ora per la III
Solo?!?!?!?
http://www.youtube.com/watch?v=1MlfMOO2BkM
"Ed è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità, ho bendato i miei occhi da tempo per non vederla"
Ma davvero così poco tempo? Io pensavo che ogni prova fosse di due ore.........
Ragazzi, nella scaletta del progetto ci viene richiesto di indicare il "modello teorico di riferimento", ma io non ho ben capito che cosa dobbiamo scrivere a proposito...... dobbiamo citare delle teorie, dobbiamo indicare l'approccio (cognitivo-comportamentale, sistemico, psicodinamico ecc.) o cosa?... bò sono un pò confusa.... voi che mi sapete dire?
http://www.youtube.com/watch?v=1MlfMOO2BkM
"Ed è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità, ho bendato i miei occhi da tempo per non vederla"
(clinica)
Va indicato l'approccio nella parte "Metodologia, attività e fasi". Giusto un rigo, es: L'approccio sarà prevalentemente sistemico-relazionale, volto a....
(lavoro-sociale)
Nei casi di progettazione con le caratteristiche delle persone e i talenti, è richiesto di restare ancorati a una teoria di riferimento e citare il modello di analisi. es. prevenzione in materia di mobbing: nella premessa si potrebbe dare una definizione del fenomeno (es. Einarsen), nella fase 1 - step 3 (dopo analisi del contesto, organigramma, raccolta dati oggettivi dell'org.), far presente che l'analisi si potrebbe svolgere secondo il Modello (es) di Zapf (1999) che considera cause del mobbing a livello org, di gruppo lavoro e caratteristiche personali (per giustificare la procedura del progetto)
Ultima modifica di VIRGINIA5 : 08-12-2014 alle ore 19.43.30
Poichè ciò che ci viene richiesto è sempre di essere coerenti, sono un pò confusa sulla metodologia e strumenti idonei per ciascun approccio teorico... ad esempio, tecniche come "focus group", "role playing", "circle time", "peer education", "problem-solving" ecc. li trovo veramente in molti tipi di intervento, specialmente nel contesto scuola, ma a me sembrano piuttosto trasversali ai vari approcci... da come li sto interpretando io, la differenza sta nelle finalità per cui li adoperiamo e che esplicitiamo nel nostro progetto,, ovvero che si voglia agire sulla alla cognizione, emozione, percezione (e quindi, approccio cognitivo-comportamentale ma anche sociocostruttivista), oppure sulle relazioni e sulla comunicazione (quindi approccio sistemico-relazionale) e così via.... oppure sto dicendo un sacco di boiate e si tratta di tecniche che appartengono ad approcci specifici???... bò...
http://www.youtube.com/watch?v=1MlfMOO2BkM
"Ed è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità, ho bendato i miei occhi da tempo per non vederla"
ho saputo anche io che in alcune sedi vengono date meno di due ore e anche secondo me è un tempo disumanospero non sia vero, ma informatevi presso colleghi o chiedete direttamente alla segreteria edS!!
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Proviamo a confrontarci?
Intanto, premetto che la mia scelta in merito al progetto, è orientata verso l'area clinica e lavoro-sociale. Ho iniziato a studiare la parte di struttura della progettazione e mi sono resa conto che ogni "area" ha impostazione differente, quindi diventa necessario fare una scelta di indirizzo.
Il Focus group è un intervista di gruppo al fine di raccogliere informazioni di tipo qualitativo, va organizzata nella fase preliminare dell'intervento, prima della progettazione. Credo possa essere utilizzata a prescindere dal Modello teorico scelto.
Il role plaiyng è un particolare metodo attivo, quindi uno strumento, utilizzato spesso nei gruppi di formazione/o altri contesti che, se ritenuto opportuno, va indicato nella parte "attività e fasi". Il suo obiettivo in termini di apprendimento è riconducibile a tre diverse centrature: Centratura sul problema, centratura sui ruoli, centratura sul mondo interno.
LE TIPOLOGIE DI PROGETTAZIONE SONO 3
1) approccio sinottico-razionale (quello che noi usiamo comunemente)
2) approccio concertativo-partecipante
3) approccio euristico
In base all'approccio scelto e alle caratteristiche dello stesso, si struttura il progetto (finalità, fasi...) NON è NECESSARIO NOMINARLO.
Nella parte "Attività-Strumenti", si inserisce la metodologia che può essere mista o di singolo orientamento (tecniche dinamiche, sistemiche e comportamentali..)
Nella parte "Modello teorico di riferimento, che personalmente inserisco con un rigo nella premessa, possiamo indicare un MODELLO TEORICO (es. prevenzione dei comportamenti a rischio nell'ambito della sessualità: modelli socio cognitivi per il cambiamento dei comportamenti. Chi vuole, potrebbe indicare di preciso quale (es. Self-Efficacy, Bandura; Locus of control, Rotter...ecc)
Chiaramente, questo è quello che ho capito io!
Ultima modifica di VIRGINIA5 : 09-12-2014 alle ore 14.50.44
OK ma la scelta della metodologia e degli strumenti dev'essere coerente col modello teorico di riferimento?... É per questo che ho posto la questione su cosa s'intenda di preciso con "modello teorico..." e se, appunto, esistessero tecniche e strumenti tipici di ognuno di essi...
http://www.youtube.com/watch?v=1MlfMOO2BkM
"Ed è forte quello che ho dentro, distante dalla mediocrità, ho bendato i miei occhi da tempo per non vederla"
scusa ambito sviluppo ed evolutivo, non sono gli stessi?
Gentili colleghi,
C'e' qualcuno di voi che sta preparando la seconda prova dell'esame con indirizzo lavoro? Ho necessità di confrontarmi e provare a svolgere insieme dei progetti e dei casi.