E' come dire ad un condannato a morte, "la vita è tua e sei liberissimo di scegliere se morir ghigliottinato esposto al sole oppure se morire all'ombra"

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Magari queste alternative non scalfiscono nemmeno lontanamente la corazza di quel di cui si lamenta un condannato a morte in questa situazione.
Ogni persona minimamente intelligente lo capisce cosa vorrebbe
questo condannato (non morire!

) e che non gli interessa mica come è esposta rispetto al sole la ghigliottina: o al sole o all'ombra la testa la ghigliottina gliela taglierà comunque

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Certo scegliendo
consapevolmente tra le due alternative si godrà un po' di sole o un po' di ombra in attesa di schiattare (a seconda dei suoi gusti), ma quel che lo preoccupa davvero è il dover sottostare a questo giogo al quale non ha scelto di sottostare, e non a come è esposto il suo strumento di morte.
D'altra parte
spostare un problema ben più complicato e radicato verso la scelta tra il sole e l'ombra dà l'impressione al condannato di poter controllare la situazione, ma quel che vuol controllare davvero, se uno ci riflette bene, sfugge ancora al condannato, la mancanza non è stata davvero colmata.
Insomma non è nello scegliere tra l'ombra e il sole il vero dilemma che pongo, bisognerebbe proprio andare oltre, ma per andare oltre bisogna pensare in maniera talmente diversa che bisogna per forza andare a finire nel pensiero magico (da cui deriva quello scientifico) in cui si riescono ad infrangere alcune premesse
reali da cui si parte tipo "il condannato non può far nulla per evitare la ghigliottina", è a questo livello che una persona cerca aiuto, a me sembra ovvio.
La premessa reale problematica è proprio questa per me "Per aver questo e quest'altro bisogna soffrire e rinunciare a queste altre cose" e tu stesso continui ad alimentarla Megiston, anche per te questo è
un assioma invalicabile che non può venir meno (ma è questo che in fin dei conti sembra anche a me ed in questo consiste in ultima analisi quello di cui mi lamento sempre).
Se è questo
il problema la tua constatazione (c'è una ghigliottina che taglierà via qualcosa) lascia tutto così com'è, la "ghigliottina" insomma è ancora là e scegliere tra il tagliare qualcosa esposta al sole o all'ombra non risolve
il vero problema di fondo, che consiste nel fatto che non si vuole e si desidera che si tagli via qualcosa (in particolar modo, per il condannato, la sua testa).
Se davvero non si possono modificare certe cose agevolmente, sarò rigido e quello che vuoi, ma per me è davvero una iattura. E contro questa iattura ci vorrebbe solo una forma di "magia" che funzionasse davvero: se non esiste proprio questa forma di "magia", la iattura di cui mi lamento resterà e nessuna consapevolezza potrà aggiungere altro di pertinente ed utile se questa non ha alcun potere di attaccare
direttamente questo assioma di fondo.
Saluti