Se c'erano strade che conoscevo e non le ho imboccate è perché non volevo e non voglio imboccarle questo mi è chiaro, l'unica cosa su cui potrei essermi sbagliato è nel valutare se le strade che ho preso in considerazione sono realmente tutte le strade possibili. A me serve che qualcuno mi mostri strade alternative e non capire perché non voglio imboccare quelle che conosco già, occhio e croce so perché non voglio fare certe cose, a certe spiegazioni analitiche poi io non ci credo più di tanto, anche se alcune le potrei comunque anche accettare come plausibilili, ma poi?
Cioé se dico che certe cose non le faccio perché sono faticose già per voi la cosa rappresenta una specie di scandalo, questo motivo non è un buon motivo? Ma allora i motivi per cui si fa o non si fa qualcosa chi li dovrebbe decidere, sempre voi?
Ai tempi di Freud bisognava fidarsi ciecamente riguardo a spiegazioni come "non fai questo perché hai intenzione di far l'amore con tua madre" ma poi ammesso che sia così, capiti i motivi per cui non si fa qualcosa cosa ce ne facciamo? Prima non conoscevamo i "veri motivi", adesso li conosciamo... Dunque?
Questo sistema che effetti dovrebbe avere? Modificare la nostra volontà di non fare certe cose?
Io penso che delle strade non le ho imboccate perché non le conoscevo proprio, le strade che cerco io probabilmente non le dovrei aver viste proprio, se queste non esistono e non mi sono sbagliato, i problemi che pongo risultano irrisolvibili, però non è detto che la cosa debba portare la pace, per quale motivo dovremmo auspicare la pace se quello che in fondo vogliamo risulta inaccessibile?
Si rimane semplicemente in una situazione conflittuale, perché dovrebbe essere più giusta una situazione non conflittuale di serena accettazione?
E' ovvio che è la nostra stessa volontà che produce conflitti con quel che abbiamo intorno, ma perché dovrebbe essere "giusto" modificarla in funzione di questo?
E se una persona non desiderasse affatto cambiare questi aspetti di sé?
Io queste domande vi pongo e mi pongo.