credo ve la siate cavata tutti molto bene, ho letto come avete impostato le tracce e vi faccio i miei complimenti.
Non possiamo - soprattutto per un esame come questo - essere così rigidi da pensare che debba sempre e comunque esserci una corrispondenza perfetta tra, ad es., capitolo di un manuale e traccia. E' per questo che lo studio dev'essere il più possibile ampio, ma soprattutto CRITICO. Che non significa aprire i libri e mandare a memoria, ma riflettere, ipotizzare, collegare, immaginare che ricadute possa avere, nella pratica, quel dato costrutto con quelle date variabili. Questo è studiare da Psicologi, non più da studenti universitari. Così come, quando (se) avrete davanti un paziente, non dovrete mai cercare pedissequamente in lui uno dei disturbi che avete letto nel DSM o pensare (per chi studierà da terapeuta) sia possibile "trattarlo" con le stesse identiche tecniche del manuale di psicoterapia che avete sottomano. Sarebbe superficiale e riduttivo.
Ovviamente queste sono solo le mie opinioni, e come tali vi prego di prenderle. Non è oro colato.
C'è chi si trova meglio con uno studio molto "scolastico"; secondo me, però, i rischi che si prende sono più elevati.
p.s. di tutte le cose che avete scritto, solo su una ho una puntualizzazione da fare: non volermene, ma DEVO dirtelo

!
Questo è il lavoro dello psicoterapeuta (mi specializzo quest'anno in psicoanalisi relazionale... conosco a fondo l'argomento) ...spero tu non lo abbia scritto in modo così perentorio, perché
1. non esiste un "cattivo" stile di attaccamento ma "diversi" stili di attaccamento e
2. i MOI non necessariamente vanno - né è sempre utile o possibile farlo - "modificati" - ma certamente compresi e, di certo,
non è compito dello psicologo lavorare su questa sfera. Lo psicologo può fare consulenza, valutazione, sostegno (parliamo di un nr. ristretto di incontri, sul breve termine) non terapia... e ti basti pensare a cosa sono i MOI, a come si radicano nella personalità, da cosa scaturiscono... per capire che solamente un trattamento a lungo termine potrebbe anche solamente intravederli, analizzarli ed, eventualmente, "riassestarli" laddove lo si ritiene auspicabile per il paziente.
Nel caso specifico, se vogliamo fare un esempio rimanendo in tema, lo psicologo poteva somministrare l'AAI
Lo scrivo non per romper le scatole, ma affinché passino informazioni corrette, quindi scusami ancora l'appunto ma dev'essere utile a chiunque legga queste righe.

In bocca al lupo a tutti!