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  1. #346
    Partecipante Affezionato L'avatar di ninettas9
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    29-06-2009
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    87

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    AIUTOOOOO!!!!! Mi sto confondendo le idee da sola...sto studiando sul Gabbard...per la diagnosi differenziale sto usando il DSM IV TR...poi l'ABC della psicopatologia di Falabella che tratta in fondo pochi disturbi (forse troppo pochi) e poi sto leggendo il libro di casi clinici del DSM .......ora mi chiedo ma quanti e quali disturbi bisogna studiare?... io che sono di clinico e farò il caso per adulti (probabilmente) come posso selezionare le cose da studiare?????.... sto dventando stupida su questi libri....sto per avere un disturbo psicotico
    mi chiedo ma riuscirò mai ad arrivare a fare il mio mestiere?
    Ultima modifica di ninettas9 : 22-09-2009 alle ore 16.28.45

  2. #347
    paoletta81
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ciao! io non sono del tuo stesso indirizzo (sono di sviluppo) ma se posso darti un consiglio..
    che sto seguendo anche io.. di limitarti ai disturbi principali, non è necessario entrare troppo nello specifico.. non credo possano mai chiedere niente di pazzesco!
    comunque capisco perfettamente il tuo stato d'animo!!! pensa che io sogno tutte le notti l'esame, pero' sotto forma di incubo in cui ci sono io che mi agito nella sedia perchè il tempo sta per finire e io non so' cosa scrivere!!! sono da ricovero, quest'esame non mi sta facendo bene

  3. #348
    Matricola
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    21-11-2008
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    17

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Ciao ragazzi!
    Anch'io sono del clinico e anch'io sono un pò confusa sulle cose da studiare.. le demenze vanno studiate? in realtà quello che mi preoccupa di più è capire quanto spazio dare alla diagnosi differenziale e al trattamento considerando che abbiamo due pagine..
    ma quanto tempo ci viene dato per la prova?
    Ultima modifica di elisa_ops : 22-09-2009 alle ore 18.47.49

  4. #349
    Bambi82
    Ospite non registrato

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ragazze come vi capisco!!!!!!!!ho una paura e i risultati della seconda prova nn sono neanche usciti....e se nn l'ho passata??????????????

  5. #350
    Partecipante
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    25-10-2008
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ma quali avete disturbi avete fatto voi per il caso adulti?
    io ho fatto: psicotici, umore, ansia, somatofrmi, alimentazione, personalit, disspciativi e tossicodipendenze; e già mi sembra di non ricordare più niente! e poi scusate, mi sembro stupida ma ve lo chiedo lo stesso: nella diagnosi differenziale si tratterebbe di indicare, che so, se ci sono sintomi che orientano verso una diagnosi ma che possono anche far pensare ad altro? per es. difficoltà a concentrarsi c'è nei disturbi dell'umore ma anche in quelli d'ansia, e come lo differenzio? non ci sto capendo più niente............

  6. #351
    Partecipante Affezionato L'avatar di ninettas9
    Data registrazione
    29-06-2009
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    87

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    ...vi dico come sto facendo io...un mio amico mi ha dato un esempio di stesura del caso clinico e dice così:
    Primo passo leggere attentamente il caso perchè ogni parola non è scritta a caso (esempio.....arriva una signora "vestita bene".....) e comprendere il tipo di orientamento scelto dalla commissione (per esempio se nel caso compare la famiglia del paziente forse si aspetta un approccio di tipo sistemico),
    svolgere il compito in questo modo:

    1) apertura: dichiarare il modello diagnostico utilizzato nella maggior parte dei casi si utilizza il DSM nelle versioni IV o IV-TR. Così inizieremo a dichiarare “per le finalità diagnostiche richieste ci riferimento prevalentemente al manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali quarta edizione (DSM-IV)”.

    2) ipotesi diagnostiche e diagnosi differenziale Ciò che viene richiesto non è “indovinare” una diagnosi. Quello che conta è dimostrare di aver capito il processo diagnostico. È come pensare di risolvere una espressione aritmetica, di quelle con parentesi graffe, quadre e tonde tipiche nelle scuole medie inferiori. Se abbiamo capito il processo è probabile che il risultato sia 99 volte su 100 quello giusto (una volta su cento si può sbagliare!). Mentre se non conosciamo il processo possiamo solo “indovinare” (99 volte su 100 sarà sbagliato!).

    Il processo diagnostico differenziale rappresenta la parte sostanziale del nostro elaborato. Dall'analisi attenta del testo emergeranno più possibilità diagnostiche, spesso nessuna di tali possibilità esclude aprioristicamente le altre. Pertanto procederemo nel modo seguente:
    2.1) elencare le sintomatologie descritte
    2.2) creare una gerarchia tra i sintomi più evidenti per primi fino a quelli apparentemente meno rilevanti
    2.3) associamo ogni sintomo ad uno o più disturbi dei quali il sintomo rappresenti un criterio diagnostico
    esempio: "il paziente racconta di sentire spesso il posto dove si trova come estraneo".
    Nel nostro esempio questo sintomo può far pensare ad episodi di "derealizzazione" o più in generale ad un sintomo "dissociativo". Non sappiamo nulla di più, quindi ci rendiamo conto che si ha la necessità di altre informazioni. Ma di quali informazioni bisogno? Per saperlo occorre procedere con il processo diagnostico differenziale. Il sintomo dissociativo descritto può essere un tratto di più disturbi. Prenderemo in considerazione almeno due-tre ipotesi generali che secondo noi sono principali, descrivendo prima la categoria più ampia in cui i sintomi sono contenuti e successivamente andremo nello specifico dei singoli disturbi.
    a) disturbi dissociativi (amnesia dissociativa, fuga dissociativa, disturbo dissociativo dell'identità)

    b) disturbi d'ansia (disturbo da attacchi di panico, disturbo acuto da stress, disturbo post-traumatico da stress)
    c) disturbi di personalità (disturbo borderline di personalità)
    d) disturbi somatoformi (somatizzazione, ipocondria, conversione)
    Ora abbiamo una scaletta da seguire. Dobbiamo quindi fare lo stesso per ogni altro sintomo che emerge nella lettura del testo d'esame. Questa operazione non va scritta immediatamente quindi dovremmo tenerla in mente. Appena sono stati trovati sia la categoria generale di appartenenza di ogni sintomo descritto che la categoria specifica, andremo semplicemente a sommare stilando una classifica. Ci saranno quindi sintomi che convergeranno in uno stesso disturbo. Il disturbo in grado di giustificare la maggior parte dei sintomi diverrà l'ipotesi diagnostica principale (ma non quella certa, ricordiamolo sempre) a seguire nella classifica tutte le altre. Prendiamo quindi in considerazione le prime tre (comunque mai meno di due) ipotesi diagnostiche.
    3) altri dati e fonti di informazione Analizziamo tutti gli altri dati del testo che non rappresentano direttamente un sintomo ma che sono rilevanti per le finalità diagnostiche (es. relazioni del paziente, personaggi implicati e fonti di informazione, abbigliamento, lavoro, scuola, ecc.). Questi dati dovranno essere quanto più coerenti con i disturbi presi in considerazione. I dati ricavati dal testo daranno quindi conferma di uno o più possibilità diagnostiche. Tra le ipotesi avanzate quella che riesce a spiegare meglio i sintomi e che sia anche coerente con gli altri dati rilevanti sarà la nostra ipotesi principale definitiva (di nuovo non escluderemo le altre). Le altre diagnosi diverranno le possibili comorbilità (o comorbidità) che andranno sempre tenute in considerazione o diagnosi secondarie.
    4) eventuali test psicodiagnostici Rispetto all'ipotesi principale quindi dichiareremo quali altri dati sono necessari al fine di confermarla oppure quali test psicodiagnostici potremmo consigliare per risolvere eventuali dubbi diagnostici. Questo è essenzialmente il processo diagnostico differenziale, che ci permetterà di offrire una diagnosi principale, valutare eventuali comorbilità e indicare diagnosi secondarie. Ricordiamo che se viene richiesto nel testo d'esame una valutazione diagnostica, noi dobbiamo sempre fornire una risposta adeguata alla domanda posta. Quindi anche nel caso di un elemento sintomatico in un contesto familiare disfunzionale, se nella domanda è richiesta la diagnosi di questo elemento sarà necessario proporla. Mentre il trattamento può seguire le ipotesi che il problema sia di tipo relazionale familiare.
    5) il trattamento Ora passiamo all'indicazione del piano di trattamento. Tutto il resoconto sarà descritto con cautela rimanendo sempre possibilisti rispetto ad altre diagnosi. Utilizzeremo quindi, nella stesura del testo, un linguaggio ipotetico (“nel caso in cui fosse dimostrato... allora...”, “dai dati emersi sarebbe ipotizzabile...”, “sembrerebbe che...”). Una volta concluso il processo diagnostico differenziale e valutati i dati mancanti in grado di migliorare la nostra diagnosi si procede nel definire un breve consiglio di trattamento. Diremmo quindi "qualora fosse confermata attraverso ulteriori colloqui ed altri eventuali strumenti diagnostici l'ipotesi principale si potrebbe orientare il paziente verso un tipo di trattamento X..." tutto questo sarà seguito da una brevissima spiegazione degli obiettivi del trattamento indicato. E' consigliabile proporre anche un'alternativa di trattamento, ma molto brevemente visto che lo spazio disponibile sarà praticamente terminato.

    Che ne dite??? PS: per i disturbi forse conviene studiare bene quelli del libro Falabella più qualcun altro come ADHD Disturbi pervasivi dello sviluppo et similia!?!?!?
    Ultima modifica di ninettas9 : 23-09-2009 alle ore 10.58.40

  7. #352

    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    sono usciti i risultati seconda prova prima commissione.

  8. #353
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    BEH...allora come sono andati???? forza e coraggio!!!!!!!!!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  9. #354
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    a me benoneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!111
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  10. #355
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    Citazione Originalmente inviato da Arascanfly Visualizza messaggio
    a me benoneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!111
    non avevo dubbi!!!!!!!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  11. #356
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    Citazione Originalmente inviato da MEMOLEMEMOLE Visualizza messaggio
    non avevo dubbi!!!!!!!
    grazieeeeeee!!!!!
    Sorridi se vuoi che ti sorridano

  12. #357
    paoletta81
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    è andata anche per me! complimenti ragazze!!

  13. #358
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    Io sono della 2 commissione...e ci hanno dato da inventare un caso!!!!E' assurdo!!!Che incubo!

  14. #359
    Bambi82
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    andataaaaaaaaaaaaaaaa

  15. #360
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    Riferimento: seconda prova esame di stato n.o

    COMPLIMENTI!!!!
    E..IN BOCCA AL LUPO A CHI ANCORA DEVE CONOSCERE IL RUISULTATO!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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