esattamente, mi trovi assolutamente d'accordo! Unica traccia, ma fattibile per tutti!![]()
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." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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Scusate cosa significa? 😅 Cioè al massimo possono uscire più tracce per essere fattibili per tutti,giusto? Perché se ad esempio esce un caso sul bambino...come può svolgerlo chi si è concentrato soprattutto sul caso clinico dell'adulto? 😅 Quindi magari sarebbe più logico se facessero 3 tracce a scelta tra bambino,adulto e Riabilitazione...ho capito bene? 😅😅😅
"Non andremo mai tanto oltre,tanto come quando non si sa più dove si vada..."
mi riferivo alla seconda e prima prova!
e come diceestrella, se per le altre due hanno dato tracce fattibili..secondo me si comporteranno allo stesso modo..senza pensalizzare, quindi si secondo me (e mia uguro sia così) daranno le tracce per ogni idnirizzo!
." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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secondo me sarebbe opportuno fare una serie di colloqui: colloqui con la bambina da sola, colloqui in cui ci sono anche i genitori e colloqui solo con i genitori. Ovviamente il tutto sarebbe possibile solo in caso di assenso dei genitori trattandosi un minore.
-Nei colloqui con la bambina si dovrebbero approfondire le difficoltà di linguaggio (capire se trattasi di un vero e proprio disturbo neuropsicologico o se dovuto ad un ambiente povero di stimolazioni) le relazioni con madre e padre, con il gruppo dei pari, con gli insegnanti e le modalità con cui ha vissuto ed elaborato il trasferimento che l'ha costretta a cambiare paese, casa, scuola, amici. Sarebbe opportuno somministrare una WISC III per escludere in ogni caso la presenza di ritardo mentale e per comprendere quali sono i punti di forza e debolezza della bambina e quali relazioni potrebbero avere con il contesto socio-culturale di provenienza;
-nei colloqui bambina e genitori si potrebbero osservare e indagare le relazioni effettivamente presenti tra genitori e figlia e lo stile di attaccamento.
-nei colloqui con i soli genitori invece si potrebbe indagare la relazione di coppia (per vedere se ci sono eventuali ricadute psichiche sulla figlia), il livello socio-culturale, l'atteggiamento verso la difficoltà della bambina e le aspettative nei suoi confronti, le relazioni extrafamiliari, le relazioni con la scuola e il corpo docenti.
Si potrebbe trattare di un disturbo dell'adattamento in cui l'agente stressante per la bambina sarebbe stato il trasferimento di scuola e in ragione del quale la bambina avrebbe sviluppato una inibizione intellettiva.
Si potrebbe prospettare un intervento di counselling per i genitori allo scopo di imparare a notare i segnali di disagio emessi dalla bambina ed aprire un dialogo con la scuola al fine di promuovere congiuntamento il benessere della piccola. Si potrebbe consigliare inoltre un supporto psicologico per la bambina per favorire lo sblocco dell'inibizione intellettiva e l'inserimento nel gruppo classe, ampliando le relazioni con i pari.
Premetto che finora non ho svolto nè studiato nessun caso evolutivo e che sono del ramo cognitivo. Qualsiasi critica o consiglio è gradito! :-)
Ciao!
Io mi sto esercitando sul caso clinico dell'adulto.Volevo chiedervi se quando si ipotizza la diagnosi è opportuno fare una diagnosi precisa ad es. "Disturbo di personalità" o è meglio definire in maniera molto più genetica in assi? Del tipo "potrebbe sembrare un disturbo di tipo Asse II"
Voi che mi consigliare di fare???
E poi volevo chiedere quali test pensate di usare per la diagnosi differenziale.Sbaglio se uso sempre MMPI II che cmq mi può dare una visione generale della personalità del soggetto?
Grazie per le risposte !!!
Ciao. Io credo che non solo devi dire che si tratta di un dist. di personalità (che necessariamente è categorizzato in asse II), ma anche il tipo di disturbo: un evitante sarà fenomenologicamente molto diverso da un narcisista. Puoi anche utilizzare SCID I e SCID II che rispettivcamente dovrebbero rilevare i disturbi dell'asse I e II. Ciao!!
"Non andremo mai tanto oltre,tanto come quando non si sa più dove si vada..."
4 traccie. io ho scelto la prima ,la mia potenziale diagnosi è stata attacco di panico o distrurbo di panico senza e con agorafobia ,e distrubo depressivo maggiore.
Io ho fatto la seconda.... che disturbi avete ipotizzato?
Quattro tracce:un caso adulto,uno evolutivo,uno organizzativo ed uno di neuro.
Riporto la traccia del caso adulto perché è quella che ho fatto e che quindi ricordo,così ci confrontiamo meglio... era più o meno così:
"Una donna di 32 anni lavora da due anni,si reca in consultazione e racconta che un giorno mentre mangiava una mela ha avuto una sensazione di gola chiusa,si è sentita soffocare e le è mancato il respiro; non riuscendo ad urlare,è corsa giù dalla sorella che l'ha fatta sedere dandole un cortisone. Ha fatto vari esami ma i medici le hanno sempre detto che non ha nulla. Dal momento in cui teme che le possa ricapitare,non mangia più come prima,rifiuta anche una caramella: in due settimane ha perso 5 kg. Da allora evita di uscire con gli amici per andare a mangiare fuori,preferisce stare a casa sul suo divano a vedere la televisione oppure a dormire,non lavora più come prima ma solo saltuariamente. Un mese prima dell'evento ha rotto la relazione col suo fidanzato."
(Ah,ora che ricordo la traccia terminava con un'esclamazione della donna:"Voglio solo dormire!")
Il candidato indichi:
A-Quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione;
B-Quali metodi e quali strumenti utilizzerebbe per giungere a tale diagnosi;
C-Quali approfondimenti sarebbero necessari per avvalorare tale diagnosi e per formulare una diagnosi differenziale;
D-Quale piano di intervento prenderebbe in considerazione.
Ultima modifica di DafneRiefoli86 : 10-09-2013 alle ore 22.54.00
Dafne hai dimenticato il soffocamento che, se non erro, era uno dei sintomi più evidenti (nel senso che era quello che più ricordo)
Alla fine è emerso che la maggior parte di coloro che hanno scelto questa traccia (la n.1) ha formulato un'ipotesi diagnostica di Fobia Specifica... ho cercato in rete ed in effetti esiste una fobia specifica di "Altro tipo" (per es., paura di soffocare, vomitare o contrarre una malattia; nei bambini paura dei rumori forti o dei personaggi in maschera).
Se è però vero che il Prof. ha confermato che non si trattava di fobia specifica, come hanno ribadito diverse colleghe... poteva in effetti trattarsi di DPTS, pensandoci bene infatti e confrontandomi con una collega esperta in disturbi d'ansia i criteri risultavano in parte soddisfatti (da precisare che in nessuna traccia erano soddisfatti tutti i criteri per uno specifico disturbo):
Disturbo Post Traumatico da Stress - Criteri diagnostici
A) La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti:
La persona ha vissuto, ha assistito, o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all'integrità fisica propria o di altri;
La risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore
Un boccone che provoca soffocamento può davvero condurre alla morte (ultimamente si parla molto di addestrare personale per le manovre contro il soffocamento) e risultare un evento traumatico.
C) Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi
... ed anche questo c'era. Che dire... forse nel punto c del compito, quando chiedevano quali informazioni sarebbero servite per avvalorare tale ipotesi, sarebbero bastate quelle relative al criterio B) L'evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi... che mi pare fosse l'unico mancante, e che forse per questo ha portato un po' tutti fuori strada essendo quello più caratteristico per il DPTS!
Forse a questo punto la fobia specifica sarebbe stata da valutare con la diagnosi differenziale
Ovviamente dico la mia in quanto si tratta appunto di ipotesi, tra l'altro io non ho scelto questa traccia![]()
Ultima modifica di zio jack : 10-09-2013 alle ore 15.58.51
Dott. Armando Cozzuto
Ordine Psicologi Campania n° 5509
nelle fobie specifiche , altro tipo c'é quella di soffocamento ed evitamento delle situazioni di soffocamento. Quindi io ho pensato a questa. Non mi sembra che le sia andato il boccone di traverso,pare più che abbia avuto sintomi tipo panico.
Ultima modifica di giuuuuuuuuu : 10-09-2013 alle ore 23.34.19 Motivo: errore
[QU731449]Io ho fatto la seconda.... che disturbi avete ipotizzato?[/QUOTE]
disturbo post traumatico da stress . . Te??
Vi riporto le altre tracce in maniera sintetica e con quello che ricordo.... aggiungete voi il resto.
La traccia numero 2 riguardava un bambino, se non erro di 8 anni, che presentava sintomi quali Tic al capo e al tronco superiore, con difficoltà nella fonazione, balbuzie e conseguente calo del rendimento scolastico. Il tutto dopo un ricovero ospedaliero per una polmonite. La famiglia era presente ma (se non erro) era sotto la morsa dei comportamenti del bambino.
La traccia numero 3 riguardava una scuola in cui c'era un problema di comunicazione tra insegnati e genitori dei bambini immigrati a causa della difficoltà di linguaggio, in seguito alle quali diversi genitori stavano pensando di far cambiare classe ai propri figli. In pratica bisognava analizzare il contesto organizzativo per capire come intervenire per favorire la comunicazione.
La traccia numero 4 riguardava un uomo di 62 anni, ingegnere, con alto livello di istruzione e con un ruolo dirigenziale, sposato e padre di due figli. La femmina si era sposata un anno prima, il figlio sei mesi prima era andato anch'esso fuori per lavoro.
La segnalazione allo psicologo arriva dai colleghi di lavoro che segnalano ai familiari come negli ultimi due anni L. abbia commesso diversi errori sul posto di lavoro, che ultimamente sono poi diventati gravissimi. L. è inoltre soggetto a diverse dimenticanze, che i familiari credevano sporadiche, ed ultimamente evita le situazioni di confronto sociale. I familiari hanno deciso di recarsi dallo psicologo solo dopo un grave episodio di disorientamento in seguito al quale L. si è perso ed è stato riaccompagnato a casa da estranei. Negli ultimi due anni (o un anno non ricordo) i sintomi non si sono presentati. Non sono presenti altri sintomi comportamentali. Il candidato indichi (motivando ogni punto):
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione
b) quali metodi e strumenti (informazioni) utilizzerebbe per giungere a tale diagnosi
c) quali informazioni e approfondimenti sarebbero necessari per avvalorare tale diagnosi, e quali sarebbero necessari per una diagnosi differenziale.
d) indicare i possibili piani di intervento
Io ho fatto diagnosi di Demenza (dopo consulenza neurologica con esami del sangue, EEG ed esame neuropsicologico) specificando però che non sussistevano le informazioni necessarie per esserne sicuri o per specificarne il tipo.
Tenendo infatti conto dei sintomi più evidenti (iniziale compromissione del funzionamento sociale e lavorativo, dimenticanze, disorientamento, evitamento sociale come primo sintomo depressivo...) si poteva asserire con una certa probabilità che si trattasse di Demenza nella Malattia di Alzheimer in fase iniziale, per la cui conferma bisognerebbe però aspettare e valutare il decorso nel tempo (picco a 85 anni, compromissione graduale e tardiva) e la possibile presenza di Afasia, Agnosia e Aprassia.
In tutto questo bisognava però fare una diagnosi differenziale con la Demenza Multi Infartuale (che ha proprio l'esordio a 60 ani) valutando malattie cardiache, diabete ecc... e soprattutto escludere la possibilità che si potesse trattare di Pseudodemenza, in quanto la sindrome demenziale potrebbe essere limitata in corso di depressione a causa dell'allontanamento dei figli. A tale riguardo non c'erano però informazioni sufficienti (nulla sulla moglie, sul rapporto in famiglia....) ho quindi specificato che sarebbe stato necessario indagare più a fondo il contesto familiare ecc...
Ho usato il colloquio clinico, il test MMSE, ho previsto un approccio terapeutico multidisciplinare integrato con medico internista, neurologo/psichiatra ed inviato da uno psicoterapeuta cognitivo-comportamentale con terapia supportivo-espressiva. In caso di conferma di sintomi di demenza nel tempo avrei inviato il soggetto per una Rot, la Terapia di orientamento alla realtà, prevedendo al tempo stesso un sostegno psicologico ai familiari.
Più o meno è tutto, scusate per eventuali errori ma ho riportato tutto d'un fiato, prima che l'oblio abbia la meglio :p
Ma qualcuno ha poi chiesto quando usciranno i risultati? In bocca al lupo a tutti noi![]()
Ultima modifica di zio jack : 10-09-2013 alle ore 16.07.17
Dott. Armando Cozzuto
Ordine Psicologi Campania n° 5509