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  1. #361
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    10-09-2008
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Caspiterina, che tracciona, mi sembra davvero impegnativa. Queste tracce di Padova mi sembrano piuttosto difficiline, rispetto a quelle di Roma. Nello specifico, si tratta di un progettone: potrebbe durare 3 anni o c'è un limite? Magari l'ultimo triennio della scuola superiore, visto che poi si conslude anche con una scelta importante, quella universitaria, che si presume venga compiuta con suffiente autonomia. E gli strumenti di valutazione? Infatti mi verrebbe in mente un progetto di stampo psicodinamico, oppure sistemico, però poi con gli strumenti di valutazione ci si impiccherebbe . D'altronde, anche impostandolo in modo cognitivo-comportamentale, magari prevedendo l'acquisizione di abilità di decision making, problem solving e compagnia cantante , gli strumenti di valutazione sarebbero un bel grattacapo, è difficile "misurare" l'avvenuta separazione individuazione dalla famiglia (per ora uso un'espressione psicodinamica). Ma visto che sono implicate anche le famiglie, si potrebbero fare due sottoprogetti, uno rivolto ai ragazzi, uno alle famiglie, oppure la commissione ci mena?

    Un'ultima cosa: ma tutta quella "manfrina" iniziale (termine tecnico ) sull'opinione pubblica e i mass media e amenità varie, come mai hanno voluto precisarla?
    Cosa vogliono "suggerirci"? Immagino sia un messaggio subliminale
    La tracciona sarà anche stata una tracciona, ma la domandona è proprio una domandona! E questa è la rispostona...

    Andiamo in ordine.
    1) Le tracce di Padova più difficili di quelle di Roma? Qualcuno ha detto che è facile ciò che si sa e difficile ciò che non si sa...
    2) Nelle tracce a volte viene specificata la durata di un progetto, a volte no. Quando non è specificata, il candidato può senza alcun problema proporre la sua tempificazione, purché sia motivata. Spesso ci sono progetti che durano due o tre anni. E' anche possibile strutturare sottoprogetti. Non dimentichiamo però che il progetto non deve essere campato in aria: bisogna tener conto dei vincoli oggettivi (ad esempio la necessità di inserirsi in una scuola all'interno di una struttura organizzativa definita, la disponibilità delle famiglie di partecipare compatibilmente con gli orari di lavoro, ecc.)
    3) Generalmente le tracce sono studiate in modo che i candidati possano affrontare la tematica dal punto di vista teorico che preferiscono. E' anche possibile creare "contaminazioni" che, peraltro, nella vita professionale sono comuni ed anzi auspicabili. Anche in questo caso, è bene precisare nello svolgimento che si preferisce adottare più approcci motivando la scelta, come ha fatto in questa occasione, del resto.
    4) per quanto riguarda la "manfrina" sui mass media... non faccia troppo la psicologa! Serve solo ad introdurre la tematica come argomento di carattere generale.

    In bocca al lupo!

  2. #362
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da mariacoelli Visualizza messaggio
    Salve Prof,
    approfitto ancora della sua preziosa presenza sul forum per chiederle una cosa, che è stato oggetto di questo forum ma su cui ci sono opinioni divergenti.
    Ci si chiedeva se nella risoluzione del caso clinico (seconda prova) fosse errato proporre una diagnosi basata su concetti psicodinamici (magari ad esempio per un disturbo depressivo maggiore) e poi proporre come test per l'approfondimento diagnostico un test quale il Beck Depression Inventory di stampo cognitivista. D'altro canto è anche vero che certe volte alcuni test sono più indicati di altri negli approfondimenti, per cui non sempre è facile avere un'assoluta corenza teorica tra test utilizzato per l'approfondimento e termini in cui viene formulata la diagnosi. La commissione sarebbe clemente su ciò o vuole un'assoluta coerenza tra strumento di approfondimento diagnostico e ipotesi interpretative inerenti la diagnosi?

    Grazie mille e buon fine settimana.

    Maria
    Non è sbagliato, va solo argomentato adeguatamente, come ha fatto lei in quest'occasione. Se la commissione vede l'utilizzo di due approcci diversi senza che vi sia una precisazione, potrebbe presumere che il candidato faccia confusione, ma se motiva la scelta, viene anzi apprezzata l'apertura mentale di utilizzare prospettive differenti.
    Fate solo attenzione alla diagnosi, generalmente è quella che può generare interpretazioni errate, nell'eds come nella pratica quotidiana...

    Sempre, in bocca al lupo!

  3. #363
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Grazie Prof per il continuo sostegno, e i numerosi chiarimenti che ci sonsentono di affontare questo momento impegnativo della nostra vita con più serenità...Allora crepi il lupo!

    Maria
    mary

  4. #364
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Salve Prof.,
    non ne abbia a male per la domanda che le voglio porre in quanto simile ad una precedente (coerenza tra strumenti diagnostici e termini in cui viene formulata la diagnosi), sebbene con una sfumatura diversa, solo che è un dubbio che ho bisogno di chiarire completamente.
    Per la seconda prova (caso clinico) sto studiando sul Falabella e sul Gabbard (oltre che sul DSM IV-TR), sebbene reputo molto più chiaro ed efficace il primo libro e a volte dispersivo il secondo.
    Il Falabella ad esempio nel disturbo borderline di personalità (ma anche in altri disturbi tipo dell’umore, alimentari ecc..) fa approfondimenti diagnostici secondo l'ottica psicodinamica (es. parla di relazione oggettuale, introiezione dell'imago materna ecc..) e poi spesso propone una terapia sistemica facendo anche riferimento a concetti psicodinamici.
    Mi chiedevo dunque se affrontando un caso clinico in questa maniera, non rischiavo di far pensare alla commissione che confondo orientamenti diversi e se fosse dunque necessaria una coerenza tra i concetti che esprimo negli approfondimenti diagnostici e la terapia che poi propongo o se invece, come accade nella pratica (o almeno così ho visto al tirocinio) è possibile parlare in termini dinamici e praticare una terapia sistemica.

    Lo stesso dubbio mi si è riproposto per quanto riguarda la coerenza teorica tra gli strumenti diagnostici per fare gli opportuni approfondimenti, e l'orientamento della terapia, anche se a mio parere la scelta degli strumenti psicodiagnostici è più legata al caso e alla sintomatologia che all'orientamento teorico del trattamento che poi vado a proprorre (es per un disturbo borderline potrei proporre una terapia sistemica familiare ma come test per gli approfondimenti un Rorschach di matrice psicoanalitica).

    Lo so, sono un po' contorta, ma volevo fugare anche questi dubbi per essere sicura che posso affidarmi più alla mia razionalità in relazione al caso, che alla
    assoluta coerenza teorica tra approfondimenti diagnostici, test somministrati e terapia proposta!

    Grazie mille davvero....

    Maria
    mary

  5. #365
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Salve professore le volevo chiedere anche io una cosa relativa al caso clinico. Di solito i casi proposti trattano di nevrosi o diventano più difficili presupponendo un disturbo di personalità o psicotico?

  6. #366
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da mariacoelli Visualizza messaggio
    Salve Prof.,
    non ne abbia a male per la domanda che le voglio porre in quanto simile ad una precedente (coerenza tra strumenti diagnostici e termini in cui viene formulata la diagnosi), sebbene con una sfumatura diversa, solo che è un dubbio che ho bisogno di chiarire completamente.
    Per la seconda prova (caso clinico) sto studiando sul Falabella e sul Gabbard (oltre che sul DSM IV-TR), sebbene reputo molto più chiaro ed efficace il primo libro e a volte dispersivo il secondo.
    Il Falabella ad esempio nel disturbo borderline di personalità (ma anche in altri disturbi tipo dell’umore, alimentari ecc..) fa approfondimenti diagnostici secondo l'ottica psicodinamica (es. parla di relazione oggettuale, introiezione dell'imago materna ecc..) e poi spesso propone una terapia sistemica facendo anche riferimento a concetti psicodinamici.
    Mi chiedevo dunque se affrontando un caso clinico in questa maniera, non rischiavo di far pensare alla commissione che confondo orientamenti diversi e se fosse dunque necessaria una coerenza tra i concetti che esprimo negli approfondimenti diagnostici e la terapia che poi propongo o se invece, come accade nella pratica (o almeno così ho visto al tirocinio) è possibile parlare in termini dinamici e praticare una terapia sistemica.

    Lo stesso dubbio mi si è riproposto per quanto riguarda la coerenza teorica tra gli strumenti diagnostici per fare gli opportuni approfondimenti, e l'orientamento della terapia, anche se a mio parere la scelta degli strumenti psicodiagnostici è più legata al caso e alla sintomatologia che all'orientamento teorico del trattamento che poi vado a proprorre (es per un disturbo borderline potrei proporre una terapia sistemica familiare ma come test per gli approfondimenti un Rorschach di matrice psicoanalitica).

    Lo so, sono un po' contorta, ma volevo fugare anche questi dubbi per essere sicura che posso affidarmi più alla mia razionalità in relazione al caso, che alla
    assoluta coerenza teorica tra approfondimenti diagnostici, test somministrati e terapia proposta!

    Grazie mille davvero....

    Maria
    Essere contorti è un vizietto degli psicologi...

    Vale quanto detto precedentemente: è possibile (aggiungerei auspicabile) utilizzare strumenti e approcci diversi, purché lo si faccia con cognizione di causa e venga chiaramente spiegato che si ha ben chiaro in testa ciò che si sta illustrando e facendo. Ovviamente ci deve essere coerenza nell'esposizione e nelle proposte di intervento, sia pur con approcci differenti.

  7. #367
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da klaudia82 Visualizza messaggio
    Salve professore le volevo chiedere anche io una cosa relativa al caso clinico. Di solito i casi proposti trattano di nevrosi o diventano più difficili presupponendo un disturbo di personalità o psicotico?
    Cara Claudia, comprendo l'ansia da esame ma... quello che viene richiesto è di fare una diagnosi, se la diagnosi è già chiara o limitata, che compito è? E' possibile che vengano trattate diverse patologie, nevrotiche, psicotiche, più o meno gravi: questo aspetto è di esclusiva competenza della singola commissione.
    In bocca al lupo!

  8. #368
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da Eugenio Rollo Visualizza messaggio
    Essere contorti è un vizietto degli psicologi...

    Vale quanto detto precedentemente: è possibile (aggiungerei auspicabile) utilizzare strumenti e approcci diversi, purché lo si faccia con cognizione di causa e venga chiaramente spiegato che si ha ben chiaro in testa ciò che si sta illustrando e facendo. Ovviamente ci deve essere coerenza nell'esposizione e nelle proposte di intervento, sia pur con approcci differenti.
    Grazie prof.,
    ora mi è tutto più chiaro, la ringrazio davvero per la sua pazienza!!!!

    Maria
    mary

  9. #369
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Ciao a voi,
    in facoltà ho visto un avviso che dice che i tutor hanno intenzione di fare degli incontri o seminari i giorni 14, 21, 28 maggio, intitolati 'Il progetto in psicologia'... Siccome quelli del tutorato ai tempi dei corsi mi sembravano persone serie forse è un'occasione per entrare nell'argomento e capirci qualcosa... Credo che il contenuto del seminario sia circa lo stesso, solo che lo ripetono in tre occasioni. Cmq forse è meglio sentirli per capire se occorre aderire prima. Ovviamente gratis.

  10. #370
    Partecipante Assiduo L'avatar di balubina
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    salve a tutti, non saprei dove chiedere e sicuramente qualcun'altro l'avrà già fatto...però non avendo trovato la risposta pongo la domanda qui...:
    il 23 c'è la prima prova ed il 24 la seconda e la terza? ho capito bene?
    grazie a tutti!

  11. #371
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Ciao Balubina!
    Il calendario delle prove d'esame uscirà a partire da domani 20 maggio mentre le Commissioni d'esame verranno pubblicate verso il 10 giugno.
    Università degli Studi di Padova - Calendario delle prove

    Cmq in teoria dovrebbe essere come hai scritto: 24 giugno 2 e 3 prova!!


  12. #372
    Partecipante Assiduo L'avatar di balubina
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    Riferimento: Pubblicazione del testo per l'Eds: Il progetto in psicologia

    Citazione Originalmente inviato da minniy89 Visualizza messaggio
    Ciao Balubina!
    Il calendario delle prove d'esame uscirà a partire da domani 20 maggio mentre le Commissioni d'esame verranno pubblicate verso il 10 giugno.
    Università degli Studi di Padova - Calendario delle prove

    Cmq in teoria dovrebbe essere come hai scritto: 24 giugno 2 e 3 prova!!



    grazie mille minniy89!

  13. #373
    Partecipante Assiduo
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    Salve Prof.,
    l'asia dell'esame inizia a farsi sentire e si incominciano così a insinuare dubbi anche stupidi, ma magari utili per capire cosa passa nella mente della commissione che ci valuterà...

    Per la risoluzione dei casi clinici (seconda prova) mi sto attenendo ad una scaletta proposta dal Dott. Baranello che ho trovato semplice ed efficace, e che mi aiuta a ragionare:

    1. diagnosi principale sulla base della maggior parte dei sintomi
    2. diagnosi differenziali sulla base dei sintomi residui
    3. approfondimenti attraverso il colloquio sulla base della diagnosi
    principale indicata e delle varie notizie fornite dal caso
    4. strumenti psicodiagnostici da somministrare
    5. trattamento proposto con relativi obiettivi

    Tuttavia ho visto che alcune tracce proposte a Padova richiedono tali punti in un ordine diverso (es. “Il/la candidato/-a indichi i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di colloqui psicodiagnostici finalizzati all’esame del caso descritto di seguito, motivando l’utilizzo degli eventuali test psicologici somministrati e formulando infine un’ipotesi diagnostica”) e inoltre a volte non chiedono la diagnosi differenziale e nemmeno il possibile trattamento con obiettivi.

    Per cui mi chiedevo se risolvere i temi come sto facendo (e dunque secondo l’indicazione di baranello) può essere controproducente, perché svolgo i punti con un ordine diverso da quello indicato e propongo alcuni punti che non sono richiesti (come ad esempio la diagnosi differenziale (ove naturalmente è possibile) e il trattamento da proporre con relativi obiettivi).

    Secondo lei è meglio attenersi in maniera rigorosa ai soli punti proposti dalla commissione e all’ordine di svolgimento degli stessi indicato?

    Grazie mille per la sua continua presenza sul forum....

    Maria
    mary

  14. #374
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Citazione Originalmente inviato da minniy89 Visualizza messaggio
    Ciao Balubina!
    Il calendario delle prove d'esame uscirà a partire da domani 20 maggio mentre le Commissioni d'esame verranno pubblicate verso il 10 giugno.
    Università degli Studi di Padova - Calendario delle prove

    Cmq in teoria dovrebbe essere come hai scritto: 24 giugno 2 e 3 prova!!

    Sì, le date sono giuste, come avrete già visto. Premetto che nelle sessioni del 2008 per la seconda e terza prova è stata data un'ora e mezza di tempo, per cui l'inizio della terza prova era stato anticipato alle 11. Ovviamente quest'ultimo elemento è a discrezione della commissione, quindi non so dire cosa accadrà quest'anno, e sarà comunicato il giorno stesso della prova.

  15. #375
    Partecipante Assiduo L'avatar di Eugenio Rollo
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    Citazione Originalmente inviato da mariacoelli Visualizza messaggio
    Salve Prof.,
    l'asia dell'esame inizia a farsi sentire e si incominciano così a insinuare dubbi anche stupidi, ma magari utili per capire cosa passa nella mente della commissione che ci valuterà...

    Per la risoluzione dei casi clinici (seconda prova) mi sto attenendo ad una scaletta proposta dal Dott. Baranello che ho trovato semplice ed efficace, e che mi aiuta a ragionare:

    1. diagnosi principale sulla base della maggior parte dei sintomi
    2. diagnosi differenziali sulla base dei sintomi residui
    3. approfondimenti attraverso il colloquio sulla base della diagnosi
    principale indicata e delle varie notizie fornite dal caso
    4. strumenti psicodiagnostici da somministrare
    5. trattamento proposto con relativi obiettivi

    Tuttavia ho visto che alcune tracce proposte a Padova richiedono tali punti in un ordine diverso (es. “Il/la candidato/-a indichi i temi e le aree di approfondimento che tratterebbe nel corso di una serie di colloqui psicodiagnostici finalizzati all’esame del caso descritto di seguito, motivando l’utilizzo degli eventuali test psicologici somministrati e formulando infine un’ipotesi diagnostica”) e inoltre a volte non chiedono la diagnosi differenziale e nemmeno il possibile trattamento con obiettivi.

    Per cui mi chiedevo se risolvere i temi come sto facendo (e dunque secondo l’indicazione di baranello) può essere controproducente, perché svolgo i punti con un ordine diverso da quello indicato e propongo alcuni punti che non sono richiesti (come ad esempio la diagnosi differenziale (ove naturalmente è possibile) e il trattamento da proporre con relativi obiettivi).

    Secondo lei è meglio attenersi in maniera rigorosa ai soli punti proposti dalla commissione e all’ordine di svolgimento degli stessi indicato?

    Grazie mille per la sua continua presenza sul forum....

    Maria
    Prima di tutto una domanda: che cos'è l' "asia" dell'esame?!? (ah, i cari vecchi lapsus...).

    Rispondo al quesito. L'ordine logico è corretto, ma non fondamentale. E' chiaro che la traccia richieda alcuni elementi che vanno sviluppati, poi se ce ne sono altri, vanno ad arricchire la trattazione (purché siano coerenti!).
    L'analisi del caso e la formulazione di un'ipotesi diagnostica sono ovviamente subordinati agli elementi in possesso del candidato, per cui non sempre sono richiesti tutti gli elementi correttamente riportati dallo schema da lei proposto.
    E' comunque bene avere un riferimento metodologico e quello di Baranello è certamente adeguato.

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