Mia sorella accompagna me e i miei genitori verso il parco, dove c'è una gatta molto bella e docile, che tuttavia si nasconde sotto ad una siepe: troppe persone di domenica, la rendono inquieta. Il primo piano della struttura è caratterizzato ancor più degli altri da corridoi a serpentina, più stretti in alcuni punti. Lì c'è il reparto per neurolesi. Incontriamo un ragazzo, bello, bellissimo con qualche orecchino e qualche piercing, su una sedia a rotelle, espressione arrabbiata, molto. Lo rivediamo al bar: offre la sua bottiglia di tea appena comprata, al suo amico, che a differenza sua non muove nemmeno le braccia, reggendogliela e mettendoci una cannuccia. Questo poi si avvia con la sedia computerizzata, dice al suo amico si attaccarsi stretto e si allontanano, come due amici in moto...piccoli grandi esempi di affettuosa complicità.
Poi un signore, un uomo, sulla sessantina, immagino. Bello, anche lui, nonostante la malattia. Ha sicuramente il Parkinson, i sintomi motori ci sono tutti e l'espressione e la mimica. Si ferma ogni volta che trova una sedia cui appoggiarsi, spiega a tutte le persone cui si trova ad avvicinarsi che deve fare così, per ristabilire l'equilibrio e immaginarsi l'azione di riprendere il passo per poi dare il via alla marcia, l'aspetto più difficile. Gli chiedo se posso aiutarlo, non se lo aspetta e mi sorride, gli occhi suoi diventano un po' più umidi, leggermente rossi ma non è imbarazzato, è felice. Mi da un buffetto sulla guancia, io gli accarezzo affettuosamente il capo.
Qualche occhiata storta di qualche parente dei pazienti della clinica mi induce a chiedermi se questa mia modalità sia opportuna, se non dovessi contenermi e poi il pensiero vaga...ma cazzo, mi preoccupo di che? Mica sono lì a fare lo psicologo, sono un libero civileche va a trovare sua sorella e per un gesto di affetto non credo sia mai morto nessuno. Poi, gli stessi che hanno commentato col loro non verbale continuano a guardare quell'uomo che si da lo slancio e riprende a camminare, per tornare nella sua stanza, muovendosi con sincinesie pendolari che ricordano tantissimo le marce militari...e ridono. Mi guardo attorno, mi accorgo che questo mio scambio con quest'uomo è stato accolto dal benevolo sorriso di tutti e dal nostro, reciproco...e mi devo andare a focalizzare su quei due bifolchi? Ma poveretti loro...
P.S. scusate, non voglio trasformare il thread in un diario di bordo eh, sono solo pensieri legati ad una esperienza particolare![]()







che va a trovare sua sorella e per un gesto di affetto non credo sia mai morto nessuno. Poi, gli stessi che hanno commentato col loro non verbale continuano a guardare quell'uomo che si da lo slancio e riprende a camminare, per tornare nella sua stanza, muovendosi con sincinesie pendolari che ricordano tantissimo le marce militari...e ridono. Mi guardo attorno, mi accorgo che questo mio scambio con quest'uomo è stato accolto dal benevolo sorriso di tutti e dal nostro, reciproco...e mi devo andare a focalizzare su quei due bifolchi? Ma poveretti loro...

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...Prima mail inviata...
penalizza chi vuole lavorare e lascia sopravvivere i parassiti. Ho troppa rabbia dentro.
forse non è un caso!...

Styrofoam Crown