Char_Lie... dovresti fare il maiale.
Per te sarebbe la fine del mondo.
Ma vuoi mettere la soddisfazione di una salsiccia con salvia e vino bianco?
Buona notte
Guglielmo
Char_Lie... dovresti fare il maiale.
Per te sarebbe la fine del mondo.
Ma vuoi mettere la soddisfazione di una salsiccia con salvia e vino bianco?
Buona notte
Guglielmo
Dott. Guglielmo Rottigni
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
Beh...hai colto il punto allora. Ok, siamo a posto. Essendo la psicoanalisi terapia delle nevrosi ed essendo le nevrosi classicamente riscontrabili in un plesso di sintomi è ovvio che essa risponde ad una domanda di cura. Ma non mi sembrava tanto difficile sinceramente (pensavo tu la stessi mettendo su di un piano diverso): la psicoanalisi è la più potente teoria eziologica delle nevrosi dalla quale deriva una specifica cura. Intendiamo dire con ''nevrosi'' qualsiasi composizione sintomatica che investe e assedia l'individuo fino a farlo ''morire'' (in senso lato e magari lentamente) quindi, in questa situazione, egli si rivolge ad uno specialista a dovere addestrato. Generalmente i sintomi se ne vanno e abbastanza subito. Il punto è: dove inizia la nevrosi? Dove un uomo qualunque può (è un suo sacrosanto diritto per dio!) fare domanda di cura? Se questo ipotetico individuo non sente nessun tipo di spinta alla domanda io ''devo'' concludere che è ''sano'' (non lo conosco o non lo conoscerò mai quindi sano o no non importa)...ma se sente il bisogno di fare una domanda, allora quell'individuo, e lo ammetterà con difficoltà magari, è 'sintomatico' nel senso che è assediato (non importa in che misura), che è abitato da un dubbio...insomma, ha ''sintomi'' (non si rivolgerebbe a me cavolo!). Allora, per rispetto, io devo assumere come ''sintomo'' la sua stessa domanda, così come si presenta. Per il resto il procedimento è lo stesso, non cambia molto. Certo, un conto è avere di fronte una angoscia disgregante e un conto una domanda ''indifferenziata'' o poco definita. Io rispondo con i mezzi che ho a quella domanda, a qualsiasi domanda ''clinica'', di qualunque uomo o povero cristo che ha l'esigenza di ''dire'' la sua questione. E' anche mio compito indirizzare altrove una domanda che non mi compete. Ma mi permetti di fare il mio lavoro? E permetti che un uomo o una donna possano rivolgersi serenamente ad uno specialista? Spero di si. Penso che la questione sia ormai conclusa.
Saluti,
Luigi
Ultima modifica di luigi '84 : 28-03-2010 alle ore 03.26.01
Blog: Spazio di Psicoanalisi
No, ma Luigi, qui il giochino è chiaro. E’ quello di poter dire che l’analisi cura solo chi è troppo grasso, o magro, o ha attacchi di panico, o vuole smettere di fumare. Attraverso questo mette in atto, dal suo punto di vista, uno svilimento della disciplina, senza neanche rendersi conto che quelli sono peraltro problemi serissimi.
D’altronde, per Charlie, il problema esistenziale consisterebbe nel non essere ricco e non avere un mucchio di fighe che gli corrono dietro tra le quali scegliere, ed è terrorizzato che qualcuno lo induca a mettere in discussione questo come un desiderio legittimo, e neanche si rende conto che lo sta facendo lui per primo.
Saprà bene che l’unica strada – messe così le cose e visto che non ha voglia di faticare, cosa che di per sé non garantisce comunque la possibilità di ricchezza – sarebbe quella di giocare alla lotteria tutti i giorni e andare da un chirurgo plastico. Ma non lo fa. Sta qui disperato a chiedere invece cosa fa la psicanalisi, che ovviamente non rende ne ricchi ne belli – e questo lui lo sa benissimo – al massimo può farti accettare il fatto che non lo sei e ti fa vivere meglio e meno stressato rispetto a questo, permettendoti di amare, amandoti, e godere di quello che hai; o di migliorarti anche, ma non per grazia ricevuta.
Attraverso il continuo svilimento della pratica analitica, e degli analisti e degli analizzati, nobilita se stesso e la sua domanda. Infondo è terapia anche questa, ma non ci arriva.
O sì?
G.
Non ho capito.
Luigi ha detto per caso che andare dal terapeuta è il sintomo principale?
Cioè, che il fatto che si vada dal terapeuta dimostra che si è nevrotici?
Insomma, se si dovesse fare una statistica, ci sarebbero tanti nevrotici accertati quanti sono i pazienti in cura.
Se ne deduce che il resto del mondo è "sano".
Però tante volte ho letto, detto dai terapeuti ai non addetti ai lavori, che andarci significa tante cose.
C'è chi dice avere avviato la "guarigione", questa è la frase più frequente..
Che significato ha la "domanda di cura?"
Qualcuno lo sa?![]()
Ultima modifica di complicata : 28-03-2010 alle ore 13.40.06
Ma dov'è che ho svilito una terapia che è efficace nell'attenuare certi sintomi, se nei primi post ho detto anche che una terapia farmacologica, se funziona, ed è quello che una persona cerca, può andar bene?!Originalmente inviato da giulietta.o
Anche chi svilisce una terapia farmacologica preferendo l'analisi sbaglia. Quello che voglio difendere è la libertà nella scelta di quel che una persona ritiene che serva nei confronti del proprio disagio, in cosa consiste il disagio ognuno lo decide da solo, non ci può essere alcun esperto.
Per scegliere bisogna conoscere questa o quella terapia a cosa servono, cosa modificano, cosa permettono di ottenere.
Sono terrorizzato e parlo con voi che lo mettete continuamente in discussione?Originalmente inviato da giulietta.o
Se fossi davvero terrorizzato da questo o avessi anche soltanto un po' paura di questa cosa me la sarei già data a gambe levate e qua non ci sarei venuto più, non mi conosci tanto bene....
E' vero sono molto attaccato a delle cose, diciamo così, materiali, mi piace aver soldi da spendere e un bel po' di libertà, e per me non avere abbastanza soldi (soldi da poter spendere, non sono attaccato al feticcio, ma al potere economico) e libertà rappresenta un problema abbastanza serio.
A me guarda basterebbero anche un 1500 euro al mese senza dover far nulla ed il 50% dei problemi potrei dire che sarebbe risolto. Perciò non è che voglia diventare ricco, voglio solo poter essere libero.
Ma come fai a sapere che non gioco alla lotteria? Ci gioco... Per sperare di vincere, per quanto la possibilità sia remota, bisogna pur provare a giocarsi qualche euroOriginalmente inviato da giulietta.o
.
E poi perché devo andare dal chirurgo plastico?
Sono stressato proprio perché voglio di più, se non volessi di più vivrei già bene con quello che mi offre la vita. Ma tu sei contenta di quello che hai ottenuto con l'analisi? Sì o No, perché questo non si riesce a capire bene. Io forse rompo le palle, mi lamento, ma almeno non faccio finta di essere contento e soddisfatto là dove non lo sono affatto, se al massimo può far questo l'analisi, e me lo confermate, allora perché non posso dire che proprio per questo già lo so che non riuscirà a soddisfare le mie aspettative. In cosa mi sbaglio? E' in questo punto che non riesco più a seguirti.Originalmente inviato da giulietta.o
Ma io perché non posso esser libero di desiderare quel che voglio?Originalmente inviato da giulietta.o
Io posso giudicare in cosa consiste un miglioramento per me, se c'è lo noterò se non c'è non è che me lo può venire a dire qualcun altro.
Lo vedete che però c'è una sorta di giudizio esterno riguardo a quali debbano essere i sensi giusti da dare all'esistenza, tu sei andata in analisi ed hai raggiunto quel che volevi? Giusto?
Probabilmente quel che chiedevi tu e quel che ti è stato offerto coincidevano abbastanza. La mia domanda non è nobile e non mi interessa nemmeno nobilitarla, però è mia, ed è questo che la rende importante per me.
Io non credo che ci sia un qualcosa di nobile da qualche parte ed è questa la differenza forse tra me e voi, e perciò non c'è niente da nobilitare, perché "nobile" non ha alcun senso in generale.
Gli esseri umani, da quel che ho osservato, sono in lotta da sempre per accaparrarsi fette di potere e chi ha maggior potere può riuscire a costringere altri ad adattarsi.
Ci sono scontri politici, scontri bellici, scontri tra diverse classi sociali, orientamenti religiosi, scontri tra i sessi maschile e femminile che sono spinti da motivazioni differenti che spesso confliggono e spesso tutte queste persone non sono affatto d'accordo su come sia giusto e conveniente far qualcosa, su quali debbano essere gli scopi più nobili.
C'è qualcuna tra queste fazioni in lotta i cui intenti dovrebbero risultare più nobili rispetto agli altri?
Io proprio perché non c'è un modo di giudicare quale sia la posizione giusta preferisco seguire l'istinto, quel che sento e stabilire in fin dei conti io a monte con quel che provo cosa è giusto e preferisco davvero.
Io ho i miei scopi, le mie preferenze, i miei gusti, se un film ad esempio mi piace, anche se tutto il resto del mondo afferma che è una sciocchezza, qualcosa di brutto, qualcosa da eliminare, ma se io sento che a me piace, non desisto e non vedo perché dovrei desistere.
Io seguo il mio istinto e talvolta questo agli occhi di questo o quell'individuo può risultare brutale, assurdo, cattivo, ma quando sento che qualcosa mi lascia insoddisfatto non ho nient'altro con cui far corrispondere quel che avverto essendo proprio questo modo di sentire mio, se un'altra persona mi dicesse che "non dovrei" sentire questo, in base a cosa il suo giudizio può porsi davvero al di sopra del mio?
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 28-03-2010 alle ore 18.12.11
ecco, ma se stai bene, perchè sei qui acchattone?
Ce lo spieghi?
Intendiamoci, nemmeno io me lo spiego, c'ho una qualche idea..)
Ultima modifica di complicata : 28-03-2010 alle ore 14.18.00
Non si sa mai complicata, può darsi che in mezzo a tante cose dette può darsi che qualcosa di utile per me la raccatto davvero. Qualche post fa quando si parlava di come "provarci" per me poteva rappresentare qualcosa di abbastanza utile.
Però non mi va che qualcuno mi venga a dire cosa è giusto per me perseguire, voglio mezzi e non indicazioni di fini.
Io cerco tecniche e strategie abbastanza semplici da applicare, cose paradossalmente che dovrebbero risultare proprio comode da usare.
Da quel che leggo invece ho l'impressione che alcuni qui vorrebbero e chiedono che qualcuno li "aiuti" ad abituarsi a dormire su tavole di marmo felicemente, io invece è proprio qualcosa di molto più comodo che cerco e che vorrei trovare, se non c'è proprio, beh non mi si può aiutare, ma mi sta anche bene. Comunque potete continuare la discussione senza "incendi", se nessuno attizza più il mio fuocherello gettando altro combustibile per alimentarlo questo vi assicuro che se ne starà ad ardere tranquillo nel suo angoletto.
Così leggo anche con più attenzione.
Saluti
Beh, sicuramente, secondo me, avere tecniche e strategie per affrontare meglio un problema d'ansia, ad esempio, può avere un senso.
Tecniche e strategie per esprimere sentimenti nei confronti di altre persone, specie dell'altro sesso, non hanno molto senso, invece, perchè perdi la genuinità, la spontaneità, non sei più te stesso.
Esempio, se non ti sembra adatto a te regalare fiori o cioccolatini, o essere brillante, o serioso, a seconda dell'interlocutore, non lo farai, non ti verrà naturale, nessuno psicologo potrà insegnartelo.
Potrà forse farti capire la ragione per cui non ti resta naturale, ma altro...
ti potrà dire perchè sei così, e alla fine potrai accettarti o meno..
Da donna, ti posso dire che non è il singolo gesto a destare attenzione, ma la persona in generale.
Per il resto, gli psicologi sono d'amianto, non c'è da preoccuparsi.![]()
Per me il sintomo principale è la stessa domanda (sintomo non in senso medico ovviamente). Per il resto non saprei cosa dire: posto che bisognerebbe mettere in dubbio lo stesso costrutto di ''nevrosi'', in linea di massima (e analiticamente), intendo con nevrosi una particolare struttura e, per quanto mi riguarda, non può esistere una non-struttura. Significherebbe un qualcosa di indefinibile che non soggiace a determinate leggi (quelle della psiche inconscia); significherebbe, per me, una struttura esauribile in una descrizione ''manifesta'' (per esempio ciò che l'Io stesso dice di se stesso): mi pare impossibile. E per il semplice fatto che il livello ''organizzante'', ''sacrificante'', ''autonomo'' è l'Inconscio ed è rispetto a questo 'strato' che i vari componenti della struttura dell'individuo si dispongono. Per Jung la struttura sono i complessi; e c'è di più: l'uomo esiste solo in un mondo ''complessuale'' l'al di là del quale non compete alla sua forma di vita. Ci sono complessi ormai più o meno ben descritti ma la rete complessuale è pressochè irrangiungibile da una descrizione ''completa'' e la sua organizzazione muta in relazione alla composizione sempre mutevole del ''complesso primario'' (il più importante, l'Io). E l'Io che può 'significare' il mondo inconscio degli altri complessi che, in linea di massima, sono chiusi, autoreferenziali, autonomi, e profondamente radicati nel corpo (cioè nel livello biologico che, direttamente, non è vivibile dall'Io, non è ''simbolizzabile'' per il resto della psicoanalisi). Considera che le prime ricerche di Jung sui ''complessi autonomi a tonalità affettiva'' sono sperimentali, nel senso di una rilevazione abbastanza accurata fatta durante gli esperimenti associativi su soggetti sani e malati. In verità, non so se ti ho risposto nè se il mio discorso sia stato sufficientemente chiaro...in caso ci ritorno!
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
Andiamo bene.
Ora sì che non ho capito niente.
Non importa, non importa!![]()
Con ordine:
- sì, sono più che soddisfatta della scelta di fare analisi, e non capisco IO come tu non l’abbia capito dai miei post: chi è che fa orecchie da mercante qui? Uhm?
- nessuno delegittima la tua domanda, ma è ridicolo che tu pensi – dopo tutto quello che ti è stato risposto – che l’analisi possa darti degli strumenti e delle strategie per diventare ricco e amato dalle donne: altro che idealizzazione dell’analista, tu lo consideresti Dio in persona...ti piglierebbe transfert grosso come una casa a te!
- sei terrorizzato sì, altrimenti non staresti qui a fare il disco rotto: e sei terrorizzato non che qualcuno metta in discussione la legittimità della tua domanda, ma di farlo proprio TU in persona, con le tue stesse mani.
Infatti cerchi continuamente conferme che lo sia – legittima – questa domanda. Se fossi così convinto, che ti fregherebbe di sapere l’opinione altrui? Ma ti frega, ti frega...su questo punto, cioè sulla legittimità della tua domanda, ruota ogni tuo post: e in ogni risposta che ti è arrivata ti è stato detto che nessuno mette in discussione la legittimità della tua domanda, né che un analista abbia questo come scopo. Menti, e sai di mentire.
- sul raccattare strategie su come acchiappare una donna, e vincere al lotto, beh, con poca spesa (meno che un trattamento analitico sicuro) se vai in libreria ci sono interi scaffali su come conquistare una donna e vincere al lotto. Strategie, metodi e tecniche di seduzione infallibili, e sistemi sicuri per scegliere i numeri giusti. Ma non ti convincono, eh?
G.
PS Luigi, sei un "Giobbe", chapeau...
Continuo il tuo pensiero con una più che attuale considerazione:
''Oggi si vuol sentire parlare di grandi piani politici ed economici, ossia proprio di quelle cose che hanno condotto i popoli a impantanarsi nella situazione attuale; ed ecco che uno viene a parlare di sogni e di mondo interiore, tutto ciò è ridicolo! Cosa crede di ottenere di fronte a un gigantesco programma economico, di fronte ai cosiddetti problemi della ''realtà''? Ma io non parlo alle nazioni, io mi rivolgo solo a pochi uomini: se le cose grandi vanno male è solo perchè i singoli individui vanno male...perchè io stesso vado male! Perciò, per essere ragionevole, l'uomo dovrà iniziare con l'esaminare se stesso. E poichè l'autorità non riesce a dirmi più nulla io ho bisogno della conoscenza delle intime radici del mio essere soggettivo''. (Jung)
Saluti,
Luigi
Blog: Spazio di Psicoanalisi
Ogni mio post ruota su questa cosa perché persone come te dicono che io desidero altro. Questa cosa mi dà fastidio così come dà fastidio a te ed a chiunque altro credo. E' come se qualcuno dicesse ad un omosessuale che si sente tale che inconsciamente non vuol essere omosessuale. Vedi tu, è ovvio che poi rispondo con rabbia e stizza. Comunque non sono mai stato così sincero riguardo a quello che desidererei in fondo ottenere.- sì, sono più che soddisfatta della scelta di fare analisi, e non capisco IO come tu non l’abbia capito dai miei post: chi è che fa orecchie da mercante qui? Uhm?
- nessuno delegittima la tua domanda, ma è ridicolo che tu pensi – dopo tutto quello che ti è stato risposto – che l’analisi possa darti degli strumenti e delle strategie per diventare ricco e amato dalle donne: altro che idealizzazione dell’analista, tu lo consideresti Dio in persona...ti piglierebbe transfert grosso come una casa a te!
- sei terrorizzato sì, altrimenti non staresti qui a fare il disco rotto: e sei terrorizzato non che qualcuno metta in discussione la legittimità della tua domanda, ma di farlo proprio TU in persona, con le tue stesse mani.
Infatti cerchi continuamente conferme che lo sia – legittima – questa domanda. Se fossi così convinto, che ti fregherebbe di sapere l’opinione altrui? Ma ti frega, ti frega...su questo punto, cioè sulla legittimità della tua domanda, ruota ogni tuo post: e in ogni risposta che ti è arrivata ti è stato detto che nessuno mette in discussione la legittimità della tua domanda, né che un analista abbia questo come scopo. Menti, e sai di mentire.
In ogni caso se attribuisci a me quel che penso ed io ti dico di no, non posso fare più nulla, se io ti dico "vedo blu" e tu mi dici non è così, che io in realtà "vedo viola" e che mento, non saprei come fare per convincerti visto che stiamo parlando di quel che provo e sento io, non tu.
Qua per la verità, se vuoi la verità, vengo per lamentarmi un po', per sfogare una certa rabbia contro delle persone come te che in continuazione nella mia vita hanno cercato di impormi come dovevo essere, questo è uno sfogo e perciò anche l'idea di lalangue riguardo ad un mio ipotetico trattenere non so quanto sia corretta, sto buttando fuori di tutto e non sto trattenendo proprio nulla, se non altro lo faccio qui e non fuori di qui, visto che la cosa può peggiorare la situazione.
Io sento di volerle davvero certe cose perché il vivere senza (senza quella libertà dalla fatica di cui vi ho parlato) mi rende davvero fortemente arrabbiato e frustrato, per me questi sono degli indicatori che mi mostrano quel che voglio davvero. Spesso mi sento come un cane che ringhia quando gli viene sottratto il pasto, secondo voi ringhia perché inconsciamente desidera mangiare altro?
Se lavoro in modo coatto esplodo come un animale che proprio non vuol restare in gabbia, secondo te questo perché capita? Secondo me capita perché in fondo io certe cose non le voglio fare.
La mia insoddisfazione di fronte a certi tipi di risposte resta tale, ma devo essere contento e felice e soddisfatto di tutto quel che mi suggerisce uno psicoanalista o altri anche se alla fine quando vado ad osservare bene quel che provo nei confronti di quel che mi viene proposto non è così?
Comunque proseguite voi con la discussione, se non mi citate più, non intervengo più.
Saluti
Ultima modifica di Char_Lie : 28-03-2010 alle ore 21.37.39
Qua per la verità, se vuoi la verità, vengo per lamentarmi un po', per sfogare una certa rabbia contro delle persone come te che in continuazione nella mia vita hanno cercato di impormi come dovevo essere.
Ohhh...e ci siamo finalmente!
Io ti avrei imposto come dovresti essere...perfetto. E come, se è lecito saperlo? Sono tua madre? Tua sorella? Il tuo analista? Il tuo professore? Il tuo datore di lavoro? O i miei post avrebbero davvero questo straordinario potere?
Eh no, caro, sono un’emerita sconosciuta che nella tua vita non conta proprio niente.
Ma sei tu che mi fai contare, e vedendomi come qualcuno che “in continuazione nella tua vita ha cercato di importi come dovevi essere”.
Fatti aiutare. E ti auguro, ma davvero e di tutto cuore, il più grosso in bocca al lupo del mondo.
Un abbraccio
Giulietta. O
Provo a dirti quello che mi è venuto in mente leggendo i tuoi ultimi interventi, Char_Lie. Se la percepisci come una "intrusione" (il dialogo mi sembra già serrato e consolidato con altri utenti) puoi anche ignorare quello che scrivo, non mi offendo
Non rispondo come psicoanalista perché non lo sono. Se una persona venisse da me con l'intenzione di ottenere qualcosa di impossibile di ottenere, innanzitutto mi (e gli) chiederei: in base a cosa reputi che è impossibile da ottenere? Cosa ti impedisce di ottenerlo?
Non si tratta di modificare i desideri e le intenzioni, che come dici tu sono tuoi e come tali vanno rispettati nella loro unicità. Non c'è bisogno di sospettare che tu stia nascondendo qualcosa, che ti stia autoingannando etc. L'unico presupposto da cui partirei è che dato che sei venuto a chiedere una mano ad un professionista, probabilmente è perché reputi che da solo non riesci a risponderti.
So che il focus del confronto è la psicoanalisi, non voglio "depistare" la discussione, ma dai diversi interventi che ho letto, io vedrei più opportuno un approccio di tipo logoterapeutico, nel quale si lavora sul bisogno di senso individuale.