“Per quanto riguarda la seconda reazione emotiva che non si rivolge più contro di me ma, nel caso io abbia ragione, contro la paziente, ritenendo orrido il carattere perverso delle fantasie, vorrei sottolineare che una simile passionalità di giudizio non si addice a un medico. Trovo tra l’altro superfluo che il medico, che nei suoi scritto si occupa delle aberrazioni della pulsione sessuale, colga ogni occasione per intercalare nel testo l’espressione del suo orrore personale per cose tanto ripugnanti. Qui si tratta di realtà a cui spero che, reprimendo i nostri gusti particolari, riusciremo a fare l’abitudine. Di ciò che chiamiamo perversioni sessuali – prevaricazioni della funzione sessuale relativamente alla zona corporale e all’oggetto sessuale – dobbiamo saper parlare senza indignazione. I troppo zelanti dovrebbero calmarsi sol che considerassero l’indeterminatezza dei confini della vita sessuale cosiddetta normale rispetto alle diverse razze e alle diverse epoche. Non dobbiamo dimenticare che quella che è per noi la più ripugnante delle perversioni, l’amore carnale dell’uomo per l’uomo, era, in una civiltà assai superiore alla nostra, come la greca, non soltanto tollerata, ma anzi investita di importanti funzioni sociali. Ciascuno di noi oltrepassa di un breve tratto nella sua vita sessuale, in una direzione o in un’altra, i ristretti confini normali. Le perversioni non sono né bestialità né degenerazioni nel senso passionale della parola. Esse costituiscono lo sviluppo di germi, tutti contenuti nella disposizione sessuale indifferenziata del bambino, la cui repressione o volgimento verso fini asessuali più alti – la “sublimazione” – è destinata a fornire le energie per gran parte dei nostri contributi alla civiltà. Quando dunque un soggetto sembra divenuto grossolanamente e manifestamente perverso, è più giusto dire che esso è rimasto tale, che esso rappresenta uno stadio di inibizione evolutiva. Gli psiconevrotici sono tutte persone dalle tendenze perverse fortemente marcate, ma rimosse e rese inconsce nel corso dello sviluppo. Le loro fantasie inconsce presentano pertanto esattamente lo stesso contenuto delle azioni autentiche dei perversi, anche se non hanno letto la Psychopathia sexualis di von Krafft-Ebing che, secondo alcuni ingenui, avrebbe tanta colpa nella formazione delle tendenze perverse. Le psiconevrosi costituiscono, per così dire, la negativa delle perversioni. La costituzione sessuale, in cui sono incorporati i fattori ereditari, agisce nel nevrotico insieme alle influenze accidentali della vita che turbano lo svolgimento della sessualità normale. Le acque che trovano un ostacolo nel letto di un fiume rifluiscono in corsi più antichi, già destinati ad essere abbandonati. Le forze motrici per la formazione dei sintomi isterici vengono fornite non soltanto dalla sessualità normale rimossa, ma anche dai moti perversi inconsci”. (OSF, vol. 4, Frammento di un’analisi d’isteria (Caso clinico di Dora), 1901, p. 341-342).
Un fiore? Che non sia un crisantemo però .... ultimamente sto vedendo certi chiari di luna ....Sei di un ottimismo iperbolico se, constatato il miracolo, chiedi ancora di più; perché è un autentico miracolo che un lacaniano faccia una citazione con tanto di autore, opera e numero di pagina, per la fatica titanica è ancora ko nel suo angolo di ring, dove i suoi secondi cercano di ventilarlo con l’asciugamano, di pulire il sudore e rinfrescarlo con la spugna
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Un lacaniano non cita, accenna, lascia intendere; un ortodosso avrebbe sospettato chissà quali recondite motivazioni sessuali alla base della richiesta e ti avrebbe messa di fronte alla tua polimorfia perversa; un kohutiano, invece, avrebbe empatizzato profondamente con te e con i tuoi bisogni autentici, e poi ti avrebbe rimandato col copia-incolla il link di Lalangue; un bioniano ti avrebbe guardata “senza memoria e senza desiderio” e ti avrebbe chiesto:”Chi è lei, come si chiama?”, e tu avresti risposto:”Benedetta, caspita, sono dieci anni che vengo qui e mi tocca ripeterglielo tutte le volte”. Solo un relazionale ti trascrive la pagina e te la manda.
Un saluto








Sei di un ottimismo iperbolico se, constatato il miracolo, chiedi ancora di più; perché è un autentico miracolo che un lacaniano faccia una citazione con tanto di autore, opera e numero di pagina, per la fatica titanica è ancora ko nel suo angolo di ring, dove i suoi secondi cercano di ventilarlo con l’asciugamano, di pulire il sudore e rinfrescarlo con la spugna
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