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  1. #391
    Matricola
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    E' come se qualcuno dicesse ad un omosessuale che si sente tale che inconsciamente non vuol essere omosessuale.

    In ogni caso se attribuisci a me quel che penso ed io ti dico di no, non posso fare più nulla.
    Ecco, rispondendo alla domanda dalla quale è nata la discussione ("quando funziona una psicoterapia?), io direi che queste osservazioni che hai fatto siano molto significative: uno dei presupposti imprescindibili per una psicoterapia efficace è il rispetto.
    Una psicoterapia funziona se non si cerca di adattare il cliente ai propri schemi teorici, ma si comprende ideograficamente chi è e di cosa ha bisogno. Non è l'unica condizione, ovvio, ma è una delle più importanti.

    In che modo? Ogni psicologo o psicoterapeuta ha i propri strumenti concettuali e di intervento. Lo psicoanalista ne utilizzerà alcuni, il cognitivo-comportamentale altri, il gestaltico altri ancora. Ma l'obiettivo o, meglio, il punto di partenza è sempre il rispetto dell'unicità del cliente. Questa, almeno, è quella che io reputo una psicoterapia funzionante.

  2. #392
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Ogni mio post ruota su questa cosa perché persone come te dicono che io desidero altro. Questa cosa mi dà fastidio così come dà fastidio a te ed a chiunque altro credo. E' come se qualcuno dicesse ad un omosessuale che si sente tale che inconsciamente non vuol essere omosessuale. Vedi tu, è ovvio che poi rispondo con rabbia e stizza. Comunque non sono mai stato così sincero riguardo a quello che desidererei in fondo ottenere.
    Partiamo da qui?

    "Io" chi?
    E' una domanda che ti ho già posto diverse volte, ed alla quale non hai mai tentato di rispondere. Ora, con tutto l'apprezzamento che ho per la maieutica ed il dialogo socratico, forse varrebbe la pena di costruire un dialogo "tout-court". Un'interazione nella quale non ci si limitia fare domande, ma si cerchi anche di dare risposte alle domande dell'interlocutore.
    Altrimenti è un soliloquio. Secondo me.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    In ogni caso se attribuisci a me quel che penso ed io ti dico di no, non posso fare più nulla, se io ti dico "vedo blu" e tu mi dici non è così, che io in realtà "vedo viola" e che mento, non saprei come fare per convincerti visto che stiamo parlando di quel che provo e sento io, non tu.
    Ritorniamo su quell' "Io"? Ancora una volta, chi è che "vede"? La tua coscienza? Il Char-Lie cosciente? E questo definisce l'intero Char_Lie? Non c'è spazio per altri Char_Lie? E, in fondo, come fai a sapere che altri Char_Lie non sono possibili, non esistono?
    Con un microscopio elettronico posso osservare alcuni aspetti dei materiali che non riuscirei mai ad osservare ad occhio nudo, o con i raggi X. Nel tempo, si è venuto a costruire un dispositivo, quello dell'analisi, che consente di vedere alcune cose di noi stessi. Non tutto. Alcune cose.
    E, però, quel che si può vedere con questo dispositivo non lo si può vedere in altro modo.
    Poi, santo cielo, nessuno è obbligato a credere che esista un inconscio psicoanalitico. Tante persone, oggi come oggi, mi pare vivano senza. Ma non mi pare che vivano bene, senza. Tant'è che sei qui a chiedere.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Qua per la verità, se vuoi la verità, vengo per lamentarmi un po', per sfogare una certa rabbia contro delle persone come te che in continuazione nella mia vita hanno cercato di impormi come dovevo essere, questo è uno sfogo e perciò anche l'idea di lalangue riguardo ad un mio ipotetico trattenere non so quanto sia corretta, sto buttando fuori di tutto e non sto trattenendo proprio nulla, se non altro lo faccio qui e non fuori di qui, visto che la cosa può peggiorare la situazione.
    E come si potrebbe imporre qualcosa a qualcuno, su un forum?
    Qui non mi pare che nessuno ti abbia messo un cappio al collo.
    Tu chiedi, altri cercano di rispondere.
    E ricorda una cosa: puoi chiedere quel che vuoi, e io, per parte mia, proverò a rispondere a qualsiasi domanda. Ma non è scritto da nessuna parte che le risposte che ti darò saranno quelle che ti piacerebbero, o che vorresti sentirti dire. Perché, come le tue domande sono le tue, così le mie risposte saranno le mie.


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Io sento di volerle davvero certe cose perché il vivere senza (senza quella libertà dalla fatica di cui vi ho parlato) mi rende davvero fortemente arrabbiato e frustrato, per me questi sono degli indicatori che mi mostrano quel che voglio davvero. Spesso mi sento come un cane che ringhia quando gli viene sottratto il pasto, secondo voi ringhia perché inconsciamente desidera mangiare altro?
    E allora?
    Cos'è? E vietato (sbagliato, negativo, inutile, ecc. ecc. ecc.) essere arrabbiato e frustrato?
    Qual'è la domanda? "Voglio quelle cose", oppure: "Non voglio essere arrabbiato e frustrato?"
    Perché, se si vuole ottenere una risposta chiara e univoca, occorre imparare a porre domande chiare ed univoche.

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Se lavoro in modo coatto esplodo come un animale che proprio non vuol restare in gabbia, secondo te questo perché capita? Secondo me capita perché in fondo io certe cose non le voglio fare.
    E, se non vuoi, perché le fai? Perché lavorare "in modo coatto", dato che è perfettamente possibile lavorare in altri modi?


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    La mia insoddisfazione di fronte a certi tipi di risposte resta tale, ma devo essere contento e felice e soddisfatto di tutto quel che mi suggerisce uno psicoanalista o altri anche se alla fine quando vado ad osservare bene quel che provo nei confronti di quel che mi viene proposto non è così?
    E perché mai "devi"? A me,che tu sia o meno contento o felice, non potrebbe importare meno. La tua felicità è affar tuo, non mio. Io mi limito a cercare di rispondere, a modo mio, alle domande che mi fai.


    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
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  3. #393
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da willy61
    E come si potrebbe imporre qualcosa a qualcuno, su un forum?
    Con delle forme di autorità accettate socialmente: così semplicemente così. Alla fine se tu dici "tu sei così" ed hai autorità in un contesto sociale puoi influenzare tutto il contesto sociale. Una notizia che viene fuori su un giornale in cui si dice che tu sei un pedofilo non può influenzare la verità della cosa ma può influenzare quel che credono tutti gli altri, e questa cosa può lo stesso danneggiarti. Per questo ci si difende dalle affermazioni di qualcuno anche quando si sa bene che sono false.
    Non puoi influenzare direttamente quel che provo io o quel che credo io se io so che dici qualcosa di falso visto che la notizia ha a che fare con me, ma puoi influenzare tutto l'atteggiamento sociale circostante nei miei confronti perché queste persone non hanno un accesso diretto a quel che sento io, io magari lo so che non mi sento attratto sessualmente dai bambini ma gli altri no.
    Infatti non mi si può imporre cosa pensare o sentire, ma avere una persona costantemente accanto a te che ti dice che tu non senti qualcosa mentre tu la senti eccome o viceversa può dar fastidio, questo volevo dire quando ho parlato di imposizione.


    Citazione Originalmente inviato da willy61
    "Io" chi?
    E' una domanda che ti ho già posto diverse volte, ed alla quale non hai mai tentato di rispondere. Ora, con tutto l'apprezzamento che ho per la maieutica ed il dialogo socratico, forse varrebbe la pena di costruire un dialogo "tout-court". Un'interazione nella quale non ci si limitia fare domande, ma si cerchi anche di dare risposte alle domande dell'interlocutore.
    Altrimenti è un soliloquio. Secondo me.
    L'organismo, la persona che scrive alla tastiera.

    Ritorniamo su quell' "Io"? Ancora una volta, chi è che "vede"? La tua coscienza? Il Char-Lie cosciente? E questo definisce l'intero Char_Lie? Non c'è spazio per altri Char_Lie? E, in fondo, come fai a sapere che altri Char_Lie non sono possibili, non esistono?
    A vedere è sempre lo stesso organismo, se parlo di "io" mi riferisco a tutto me stesso, lo uso col senso comune che si dà usualmente al pronome: "io sono caduto", "io sono andato a scuola", "io mi sono arrabbiato", "io ho visto un amico". Il "sentire" è una funzione che svolge l'organismo Char_Lie, se avessi detto "mangio" avrei detto un'altra cosa che era accessibile anche ad altri. Se dico di provare dolore e un'altra persona inizia a dirmi che non è così o a farmi domande del genere...

    "Ancora una volta, chi è che "vede"? La tua coscienza? Il Char-Lie cosciente? E questo definisce l'intero Char_Lie? Non c'è spazio per altri Char_Lie? E, in fondo, come fai a sapere che altri Char_Lie non sono possibili, non esistono?"

    la cosa mi ricorda il dialogo di un'astronauta con una bomba per convincerla a non fare quello per cui era stata programmata a fare

    YouTube - Bomba intelligente 2/2

    Quel che desidero io, in fin dei conti penso che soltanto io lo possa sentire, le preferenze sessuali, il mio gusto e cose del genere sono io ad avvertirle, "sento un gusto dolce e mi piace in quel momento sentirlo", chi può sostituirsi a me e sapere meglio di me queste cose?
    Ho provato svariate cose non è che quel che dico è venuto fuori da un semplice pregiudizio, quando dico che proprio non mi piace faticare e mi sento in opposizione a questo è perché mi conosco e certe cose le ho già provate a fare.
    Non è vero nemmeno quel che dice Megiston riguardo al fatto che la fatica con l'esercizio dovrebbe tendere ad attenuarsi per me. Io per mantenere anche solo l'igiene personale faccio sempre fatica, già questo è faticoso per me, e comunque lo faccio regolarmente per ottenere altro, il ripetere e far regolarmente qualcosa non attenua affatto questa fatica.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-03-2010 alle ore 10.26.08

  4. #394
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    ..L'organismo, la persona che scrive alla tastiera.
    ..
    Saluti
    Consigli di lettura: Marcuse, Herbert. "L'uomo ad una dimensione".

    Buona lettura
    Guglielmo
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  5. #395
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    ...L'organismo, la persona che scrive alla tastiera.
    ...
    A vedere è sempre lo stesso organismo, se parlo di "io" mi riferisco a tutto me stesso, lo uso col senso che si dà usualmente al pronome: "io sono caduto", "io sono andato a scuola". Il "sentire" è una funzione che svolge l'organismo Char_Lie, se avessi detto "mangio" avrei detto un'altra cosa che era accessibile anche ad altri. Se dico di provare dolore e un'altra persona inizia a dirmi che non è così o a farmi domande del genere...
    Ma se buona parte di te stesso non solo non la conosci, ma non puoi nemmeno conoscerla. Come fai a rispondere in quanto "intero organismo"?
    Sei forse cosciente dei percorsi che portano dallo stimolo luminoso alla percezione cosciente di un oggetto?
    Sei cosciente in continuazione delle variazioni dei parametri fisiologici?
    Se non lo sei, come puoi rispondere "come organismo"?

    Al massimo, potrai rispondere come "quella parte di me stesso che è cosciente di A, B, C...". Il resto, è ancora te stesso. Ma non puoi parlare per lui.

    Buona vita
    Guglielmo
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  6. #396
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Ma se buona parte di te stesso non solo non la conosci, ma non puoi nemmeno conoscerla. Come fai a rispondere in quanto "intero organismo"?
    Cioé Willy qua si gira intorno, se mangio una mela ad esempio, come faccio a dire che la mela è mangiata dall'intero organismo? Fai domande del genere...

    Mangiare per me è una funzione che svolge l'organismo, è ovvio poi che non tutte le parti partecipano alla cosa (un piede ad esempio non addenta nulla), desiderare è una funzione che svolge l'organismo ed a seconda di cosa significano queste cose si può dire che le svolga quell'organismo.
    Non è che se dico "hai mangiato una mela" rivolgendomi a te poi tu inizi a dirmi, "ma a chi ti riferisci con quel tu?", "alla mia coscienza a questo o a quell'altro?" Io mi riferisco semplicemente al fatto che l'unità organica che chiamo Willy s'è ingurgitata una mela, s'è pappata un frutto. Non conosco come funziona nei particolari la cosa ma che Willy s'è mangiato la mela posso saperlo. Poi per capire se "desideravi mangiare la mela" bisogna andare a capire che significa "desiderare" applicato all'organismo, per me significa che un organismo "sente qualcosa di positivo nei confronti di una situazione ipotetica", questo sentire è una funzione che svolge l'organismo.
    Un organismo lo si può suddividere in parti: mente, corpo, coscienza e così via, ma questo non riesco a capire cosa c'entra.
    Mi dite di provare paura, mi dite che desidero questo e quell'altro, ma queste sono cose che mi dite voi, ma che io provi paura, provi desiderio lo devo pur sapere meglio di voi, o no?

    Se provo paura come dice Giulietta, io come faccio a saperlo? Come dovrei fare a verificare la cosa?

    Se non è un qualcosa che dovrei sentire io, non saprei più che altro senso dare a queste espressioni che si riferiscono a questi sentimenti (li avranno chiamati così per qualche motivo o no?). I gruppi di sintomi da soli non producono un sentimento di paura, ad esempio puoi aver mal di pancia, un eccesso di sudorazione, battito accelerato e così via, ma tutto questo ancora non lo si può chiamare paura, bisogna pur sentire un qualcos'altro (non so bene cosa però) che accorpa tutto questo e lo fa divenire per noi un sentimento di paura. A questa cosa ci ho pensato ed io sono arrivato a questa conclusione. Come facciamo a sapere così velocemente spesso che si tratta di paura e non di una specie di collasso causato da quel che abbiamo mangiato ieri a cena?

    Se i sentimenti ci sono inaccessibili e dobbiamo ogni volta interpretare gruppi di sintomi per capire quale sentimento c'è associato, per scappare in una situazione di pericolo un animale ci metterebbe ore ed ore... I sentimenti per definizione sono un qualcosa che si sente.

    Ma comunque se voi non siete convinti che dico la verità riguardo a quel che desidero, cioé che sento qualcosa e dico di sentire tutt'altro, possiamo anche provare a fare un esperimento. Se riuscite a darmi proprio quello che dico di desiderare ed io continuo a lamentarmi avete ragione voi, altrimenti credo di aver ragione io.

    Esperimento costoso .

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-03-2010 alle ore 13.32.43

  7. #397
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Cioé Willy qua si gira intorno,
    A me pare che l'unico che gira intorno sei tu.

    Ti ho posto una domanda precisa: dato che buona parte di te stesso non è accessibile alla tua coscienza, come fai a parlare per tutto te stesso?

    Prova a rispondere, poi continuiamo.
    ...

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Un organismo lo si può suddividere in parti, mente, corpo, coscienza e così via, ma questo non riesco a capire cosa c'entra.
    Non preoccuparti di capire. Rispondi. E' sufficiente, per me.

    Buona vita
    Guglielmo
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  8. #398
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da willy61
    Ti ho posto una domanda precisa: dato che buona parte di te stesso non è accessibile alla tua coscienza, come fai a parlare per tutto te stesso?
    A parlare sono io come organismo, "parlare per tutto me stesso" non significa niente per me se non mi chiarisci cosa vuoi dire, così come "mangiare per tutto me stesso" non significa niente.
    Riformula la domanda meglio e provo a risponderti.
    "Io sto parlando" significa che l'organismo "Char_Lie" emette suoni articolati in un linguaggio. Così la interpreto la cosa.
    Se mi dici che "Scrive alla tastiera tutto me stesso" che significa?
    Ti ho risposto riguardo alla domanda su "Io scrivo" ora sei tu che hai messo in mezzo l'espressione "tutto me stesso" non io.
    Se riesco a capire ti rispondo.

    Saluti

  9. #399
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Non preoccuparti di capire.

    Chi risponde scrivendo sulla tastiera lo fa coscientemente. Ed è il Char_Lie che scrive.
    E il Char_Lie di cui chi scrive non è cosciente che fa, secondo te? Scrive anche lui? E scrive le stesse cose? E il primo Char_Lie, come fa a parlare per una totalità, se non è una totalità?

    Rispondi, e non menare il can per l'aia. Bastano poche parole. Anche un "non ne ho la più pallida idea" è sufficiente.

    E fregatene di capire. Io faccio il mio mestiere. Tu accontentati di fare il tuo.

    Buona vita
    Guglielmo
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  10. #400
    Partecipante Affezionato L'avatar di Giovanna73
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Mi vengono in mente gli esperimenti di Bargh sulla maleducazione/educazione e sullo stereotipo della vecchiaia. Ora non avevo tempo di andare a recuperarli nei libri e farne il riassunto, per cui li riporto da un sito Internet:

    Qualche giorno fa abbiamo parlato del priming, ovverosia la riattivazione di uno schema cognitivo che produce determinati esiti cognitivi e/o comportamentali. Quello che vi riporto di seguito fu il primo articolo che dimostrò come la riattivazione dello schema era del tutto inconsapevole e che gli esiti comportamentali erano autentici, cioè non contaminati da eventuali pensieri coscienti dei soggetti.
    Bargh, Chen, e Burrows della New York University condussero degli esperimenti molto ingegnosi e concepiti in maniera tale che la vera osservazione comportamentale avvenisse fuori dal laboratorio, nella hall, quando i soggetti erano certi di non essere più sotto osservazione.
    Nel primo esperimento i soggetti arrivavano in laboratorio, attendevano nella hall, gli veniva detto che sarebbero stati sottoposti a dei test che misuravano le loro abilità linguistiche e venivano distribuiti a caso nelle tre manipolazioni di priming con il classico scrambled-sentence test (metti in ordine queste parole per formare una frase di senso compiuto): il primo test però conteneva parole che riattivavano il concetto di EDUCAZIONE, il secondo di MALEDUCAZIONE, il terzo era neutro.
    Una volta finito il test i soggetti venivano fatti aspettare uno alla volta in una hall con la consegna di attendere un attimo prima di farne un secondo. In quella hall lo sperimentatore intratteneva una futile conversazione con uno studente, la conversazione proseguiva ad oltranza fino a quando il soggetto si spazientiva e diceva qualcosa come “mi scusi ma…io dovrei fare il secondo test”.
    La variabile misurata era il tempo che ci metteva a spazientirsi e a fare questa domanda.
    I risultati mostrarono che quelli che avevano avuto il priming MALEDUCAZIONE interrompevano la conversazione prima di quelli che avevano avuto il priming neutro, e molto prima di coloro che avevano avuto il priming EDUCAZIONE.

    Il secondo esperimento fu ancora più sconcertante.
    Lo schema attivato per alcuni dei soggetti sperimentali fu VECCHIO- PERSONA ANZIANA.
    La variabile misurata era il tempo che i partecipanti ci mettevano a percorrere il tragitto fra il laboratorio e l’uscita (circa 10 metri), e, incredibilmente, quelli che avevano avuto il priming di VECCHIO rallentavano significativamente la propria andatura, come se fossero loro stessi divenuti vecchi in quel momento…
    La riattivazione dello schema cognitivo, senza la mediazione emotiva, era sufficiente a realizzare questa sorta di immedesimazione e ad elicitare un comportamento coerente.


    Forse questi spunti possono essere utili a Char_Lie per capire ciò che intendiamo dire, cioè che non tutto ciò che accade nella nostra mente è pienamente accessibile alla coscienza...

    Ma ora rispondi pure a Willi61, Char_Lie. Non voglio interrompere questo vostro interessante colloquio (non lo dico con ironia: è veramente interessante e non era mia intenzione interromperlo o introdurre elementi di disturbo, ma solo uno spunto che mi è venuto in mente).

    Ciao,
    G.

  11. #401
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da willy61
    Chi risponde scrivendo sulla tastiera lo fa coscientemente. Ed è il Char_Lie che scrive.
    E il Char_Lie di cui chi scrive non è cosciente che fa, secondo te? Scrive anche lui? E scrive le stesse cose? E il primo Char_Lie, come fa a parlare per una totalità, se non è una totalità?
    Beh adesso non sto dormendo, sono un po' assonnato è vero, diciamo che scrivo in uno stato non proprio cosciente al 100%, magari potrei essere all'80% va.
    Ma la coscienza per me è uno stato mentale, non è che ci sono più Char_Lie, c'è sempre lo stesso Char_Lie che assume diversi stati di coscienza.
    Non è che se mi metto a dormire Char_Lie non c'è più, altrimenti non userei l'espressione "oggi pomeriggio mi sono fatto un sonnellino". O dovrei pensare che c'è un Char_Lie che dorme ed un altro Char_Lie che è sveglio?

    Poi se vuoi sapere se so che sto scrivendo, posso dirti di sì ma è un qualcosa che ha a che fare con un'azione e non con un mio sentir qualcosa e potrei perciò anche sbagliarmi, però non credo di essermi rimbecillito a tal punto.

    Ora posso dirti che credo di scrivere e sono in uno stato cosciente all'80%: la seconda cosa direi che è certa la prima non so.

    Saluti

  12. #402
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    ...
    Non è che se mi metto a dormire Char_Lie non c'è più, altrimenti non userei l'espressione "oggi pomeriggio mi sono fatto un sonnellino". O dovrei pensare che c'è un Char_Lie che dorme ed un altro Char_Lie che è sveglio?
    Perché no? Che ne sai dell'altro Char_Lie?


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    ...Ora posso dirti che credo di scrivere e sono in uno stato cosciente all'80%: la seconda cosa direi che è certa la prima non so.

    Saluti
    Saluti all'80%.
    E l'altro 20%, che fa nel frattempo?

    Buona vita
    Guglielmo
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  13. #403
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    "Perché no? Che ne sai dell'altro Char_Lie?"

    E' che per come la vedo io non è un altro Char_Lie, sono sempre io che in un momento dormo ed in un altro sono sveglio.
    Ma che non conosco certe cose riguardo al mio organismo è ovvio, ma è anche ovvio che riguardo ad altre informazioni sono abbastanza certo, la conoscenza può inserirsi là dove c'è questo spazio aperto, se io vi dico di essere certo di desiderare certe cose e voi mi dite di no, che non ho paura, e mi dite di no, ci troviamo in contrasto su dei giudizi base rispetto al mio sentire in quel momento. Se invece mi dite che ad esempio nel campo visivo c'è un punto cieco ed io non so questa cosa, me lo potrete mostrare che è così e la osserverò io stesso.
    Ma non è una questione di coscienza questa, è una questione proprio di informazione, prima mi mancava l'informazione vera dell'esistenza di un punto cieco nel campo visivo ora so che esiste.
    Posso fingere di non sentire qualcosa con voi, ma io non posso fingere di non sentire qualcosa con me stesso. Se in un momento non sento o non conosco, non sento e non conosco davvero, in altri momenti forse potrò sentire qualcosa e conoscere qualcosa, ma prima era vero che non sentivo nulla e non conoscevo quel che mi è stato detto poi. Ad esempio non sapevo che c'era un buco così vistoso nel campo visivo, non sapevo della visione stereoscopica, non conoscevo la forma delle ossa, non sapevo tante cose rispetto al mio organismo ma quando andiamo ad un altro livello posso dirvi di essere certo di veder qualcosa, di sentir qualcosa e così via. Magari sono sicuro di veder qualcosa ma non possiedo tutte le informazioni rispetto a quel che vedo, se mi danno una foto con tanti oggetti sparsi su di un tavolo e ben distinti e mi chiedono improvvisamente "quanti sono?", io per estrapolare l'informazione devo contarli ed al termine del conteggio, se sono molti, può darsi anche che mi sbagli, ma da questo non si può dedurre che non sapevo con certezza di vedere degli oggetti sparsi su di un tavolo, non so con certezza quanti sono e magari svariate altre informazioni che si potrebbero in linea di principio estrapolare ma gli oggetti li vedo.

    Si va da un estremo all'altro, se io vi dico che sono certo di alcune cose che sento, ma perché dovete credere che faccio errori rispetto a questo stesso mio modo di sentire?

    Cioé io mangio un gelato con piacere e magari dopo dico "ah bello mangiare il gelato in questo pomeriggio estivo", in questo caso il mio giudizio riguardo alla bontà della situazione come fa ad essere sbagliato? Rispetto a cosa può annidarsi un errore? Visto che ha a che fare proprio con quel che sentivo?
    Mi posso sbagliare a contare oggetti o cose del genere, ma su altre a me pare proprio di no, sembra che per queste non abbia senso parlare di errori.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-03-2010 alle ore 16.29.28

  14. #404
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    "Perché no? Che ne sai dell'altro Char_Lie?"

    E' che per come la vedo io non è un altro Char_Lie, sono sempre io che in un momento dormo ed in un altro sono sveglio.
    Ah, si? Interessante. Puoi provare a vederla in un altro modo? Facciamo come Galileo nel "discorso sui massimi sistemi del mondo". Facciamo l'ipotesi, giusto per discutere, che - a differenza di quel che pensi tu - ci sia un altro Char_Lie.
    Che conseguenze avrebbe?


    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Si va da un estremo all'altro, se io vi dico che sono certo di alcune cose che sento, ma perché dovete credere che faccio errori rispetto a questo stesso mio modo di sentire?
    Cosa ti fa pensare che io sostenga che stai "compiendo un errore"?

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    "Cioé io mangio un gelato con piacere e magari dopo dico "ah buono questo gelato", in questo caso il mio giudizio riguardo alla bontà del gelato come fa ad essere sbagliato? Rispetto a cosa può annidarsi un errore? Visto che ha a che fare proprio con quel che sentivo?

    Saluti
    Saluti all'80%.
    Che fa il restante 20%, nel frattempo?

    Buona vita
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  15. #405
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    Riferimento: quando funziona una psicoterapia?

    Saluti all'80%.
    Che fa il restante 20%, nel frattempo?
    l'80% è diventato 90% , il 10% comunque credo si possa dire che è disattivo .

    Ah, si? Interessante. Puoi provare a vederla in un altro modo? Facciamo come Galileo nel "discorso sui massimi sistemi del mondo". Facciamo l'ipotesi, giusto per discutere, che - a differenza di quel che pensi tu - ci sia un altro Char_Lie.
    Che conseguenze avrebbe?
    Credo che sarebbe abbastanza spassosa la situazione, faccio un bel furto e nel caso mi becchino e mi stanno per accusare gli dico "eh ma guardate che non sono stato io a rubare, è stato l'altro Char_Lie, dovreste prendervela con lui, io non ne so niente" .
    Oppure qualcuno nel sonno dà all'altro Char_Lie una spinta lo fa cadere dal letto e quando arrivo io ben desto e dolorante a lamentarmi con lui questo si giustifica dicendo che non ce l'aveva con me, ma in realtà con l'altro Char_Lie perché russava e faceva troppo rumore.

    Ah comunque adesso perché chiedi 'ste cose a me, ci sono io a scrivere, l'altro Char_Lie disposto a continuare la discussione l'ho mandato via, adesso ho preso io il suo posto .

    Questo corpo ormai è divenuto abbastanza affollato.
    Ultima modifica di Char_Lie : 29-03-2010 alle ore 16.52.34

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