
Originalmente inviato da
Giulio_MZI
Si era intenzionalmente una predica con toni da papà incazzato..Ma lo vedo che reggi bene alle controargomentazioni.
E si, non è detto che si può vedere questo solo come un problema da educare. Fa parte della tua individualità, merce rara in un mondo di conformisti.
L'unico argomento che deve far presa su chi fa un discorso come il tuo (che ho inteso benissimo) e che chi ci rimette in primo sei tu.
La verità viene etichettata come qualcosa di positivo in generale, ma non è per niente detto che l'uso che se ne fa corrisponde alla sua vera faccia.
La verità può ustionare e distruggere, bloccare, annientare chi la conosce. Sapere che il terapeuta non ha la vera soluzione ad un mio problema o che ha soluzioni a problemi che non sono primari, mi sconforta.
Fino a questo punto ci siano arrivati. Ma, siccome non siamo macchine che possono sopravvivere in ogni condizione, abbiamo bisogno di certe illusioni per andare avanti. Ci si può impuntare su un discorso che si ritorce su chi lo fa solo se questa persona non ne risente in primis. La prima e immediata sconvenienza è per la persona stessa.
Ti comprendo perchè per parecchi mesi ce l'avevo col mondo perchè ho capito che le persone non si possono intendere a pieno nelle loro relazioni. C'è molta più follia e irrazionalità di quanto si pensi. Risultato di questi miei pensieri è stato il logoramento delle mie stesse relazioni col mondo, che hanno cominciato a scricchiolare sotto il peso della verità. Non riescono a reggerla.
Ma io sto nel mondo e mi devo difendere in primis da questo, non sono una variabile da trascurare.
Tutto ciò per dire che si puoi aver ragione di una questione, in questo caso la questione è gigantesca, ma se si continua a spingere per un'insoddisfazione dei rapporti umani si va sulla via o della follia o della misantropia.
Volete la verità, ecco la verità. Ci si presenta come un illustratore di un luogo pericoloso e temibile, tenuto nascosto dal poco valore di chi vuole rimanere cieco. In questa mio differenziarmi dagli altri che temono questo luogo della verità io traggo il mio valore, un eroe che si addentra dove gli altri non osano andare.
Questa è la psicologia del temerario.
Ma ricordati che Dante dall'inferno è tornato, perchè se si sta li non c'è speranza per nessun'uomo.
Bisogna fare buon viso a cattivo gioco, altrimenti la strada è il suicidio, unico posto dove l'uomo abita un altro mondo diverso da quello che tanto l'ha deluso.
Ma è da escludere anche questo, perchè il mondo dove abita il suicida è un non-mondo, creato solo dal vivo e inesistente per il morto, che è solo corpo biologico.
La soluzione è dare meno potere agli argomenti che mantengono il passato in un certo equilibrio, col tempo si costruisce una nuova visione del passato. Anche se sembra incredibile (e questa incredulità è data dalla sanità mentale) che il passato può essere cambiato (perchè questo cambiamento ci dice che non esiste un solo passato), questo può avvenire sotto grandi spinte interiori. La reinterpretazione degli eventi, ad esempio quando finisce un matrimonio decennale.