Ikaro sorry, abbi pasienza! Già so che il discorso che sto per farti accellera la tua fuga x dieci anni!

Il tuo amico Lacan sosteneva che la psicoanalisi è una pratica fatta di chiacchiere, ne ridicolizzava le pretese terapeutiche e affermava che la guarigione è data come un di più, come un gettone di presenza inatteso, o una grazia divina.
E allora, se gli stessi psicoanalisti criticano e polemizzano,...perchè restare ancorati al rigore di una prassi nel cui sottofondo risuona continuamente il ritornello della band:" Freud & Company".
Molti psicoanalisti professionali e coscienziosi hanno dovuto ammettere, loro malgrado, che più ci si allontana dal rigore dell'ortodossia più si ottengono risultati terapeutici.
Perchè voi analisti vi imponete di apparire impenetrabili e irragiugibili emotivamente, mentre invece siete individui sensibili, intuitivi e vi affezionate pure ai pazienti? Perchè tenete sempre un basso regime di emozioni circolanti nel campo analitico? Sarebbe così antiterapeutico scoprire, insieme al paziente, nuove possibili dimensioni emotive? Un sorriso e una battuta azzeccata, una manifestazione sincera di solidarietà, una parola "piena" di affettività, possono attivare consapevolezze e cambiamenti profondi, autentici tsunami che squarciano tutte le resistenze, aprendo spiragli di luce dai quali ripartire per ricostruire sulle macerie del passato e che hanno l'efficacia di produrre un autentico miglioramento.
PS: Più di tante proiezioni, associazioni, silenzi.....
Non me ne volere + di tanto.
Ciao.