Vorrei dirti che 5 minuti a parlare con te mi hanno fatto ritrovare inspiegabilmente il sorriso. Forse perchè sei così diverso da me, una solida terra che assorbe con pazienza il mio flusso d'acqua emotiva, e a volte ho l'impressione che questa tua terra stia bramando di essere annaffiata dalle emozioni che non riesce a trovare altrove. Quante volte mi hai detto parole che si riconducevano al concetto centrale "non ho mai conosciuto nessuno che fosse come te".
E poi c'è il pensiero di Marzo, dell'aereo, di te che cerchi un futuro altrove, perchè qui non c'è futuro.
Io però ho smesso di preoccuparmi troppo del futuro, e se solo mi dicessi che hai paura potrei dimostrarti che non è il momento di avere paura, ma solo di vivere.
Il pensiero dell'intervento mi ha fatto sentire l'urgenza di fare qualcosa. Mi chiedo sempre cosa pensi, quando mi guardi a lungo e ti tocchi i capelli perchè sei nervoso quando mi parli.
Mi sento triste. E tutti i regali che avrei voluto fare, non li ho più fatti. E il mio pianoforte è lì che piange la mia assenza, ma non riesco a toccarlo in questi giorni.
Spesso mi chiedo se davvero senza gli altri non siamo nulla, o se sia nella solitudine stoica la nostra forza più grande.






