
Originalmente inviato da
willy61
Prendiamo il caso dell'insonnia. Abbiamo una persona che non riesce a dormire. Gli diamo dei farmaci adatti all'uopo (e ce ne sono tanti) e, finché prende i farmaci, dorme tranquillo.
Si creano, però, due ordini di problemi:
1) Quando smette di prendere i farmaci, che succede? Continua a dormire regolarmente o ricomincia ad essere insonne?
2) Solitamente vengono utilizzati farmaci che inducono sia tolleranza che dipendenza. Col risultato di rendere difficile l'attuazione del passo 1
La questione è che, solo rarissimamente i sintomi possono essere "sintomi puri", non legati a una qualche struttura di personalità (penso a sintomatologie da trauma, ad esempio; casi nei quali qualunque struttura di personalità verrebbe sopraffatta). E, quindi, la sottovalutazione, o la non valutazione a priori, di questo aspetto, può fare più danni che benefici, alla lunga. E io preferirei evitare i risultati del tipo: "L'operazione è stata un successo. Il paziente è morto".