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  1. #421
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
    Residenza
    Far away from Earth
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    16,004
    Saprai che non t’amo e che t’amo -Pablo Neruda

    Saprai che non t'amo e che t'amo
    perché la vita è in due maniere,
    la parola è un'ala del silenzio,
    il fuoco ha una metà di freddo.

    Io t'amo per cominciare ad amarti,
    per ricominciare l'infinito,
    per non cessare d'amarti mai:
    per questo non t'amo ancora.

    T'amo e non t'amo come se avessi
    nelle mie mani le chiavi della gioia
    e un incerto destino sventurato.

    Il mio amore ha due vite per amarti.
    Per questo t'amo quando non t'amo
    e per questo t'amo quando t'amo.

  2. #422
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
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    05-05-2005
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    1,718
    Adolescente

    In gioventù c'è un sacco di roba da studiare.
    S'insegna la grammatica a scemi e sceme.
    Me, invece,
    hanno scacciato dalla quinta classe.
    Hanno preso a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
    Negli appartamenti
    del nostro piccolo mondo
    crescono ricciuti poeti
    per celebrare le camere da letto.
    Che ci trovi in quelle liriche da cani pechinesi?
    Io
    ho imparato ad amare
    nelle carceri di Butyrki.
    Che m'importa della nostalgia per il Bois de Boulogne?
    Che m'importa dei sospiri del mare?
    Io
    mi sono innamorato
    di un'impresa di pompe funebri
    dallo spioncino della cella 103.
    Chi vede tutti i giorni il sole
    si da delle arie.
    "Che cosa saranno mai quattro raggi!" - egli dice.
    Io, invece,
    per un riflesso giallo
    sul muro
    avrei dato qualunque cosa al mondo.

    Vladimir Majakovskij, da Amo - 1922

  3. #423
    Partecipante Figo L'avatar di VioletApple
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    20-05-2005
    Residenza
    Genova-Bari e dintorni.....e quando mi va...la prima meta raggiungibile...
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    955
    non sono io a comprendere la mia anima
    ma tu
    mentre incidi le sue distese
    con l'iride delle tue speranze
    che sforzano il sorriso
    a sigillare lo smarrimento delle labbra
    cui gli anni di rado
    concedono amorevoli sussurri
    Puoi Tu considerarmi un petalo
    immerso nella tua corolla...

    *Fu un giorno fatale quello nel quale il pubblico scoprì che la penna è più potente del ciottolo,e può diventare più dannosa di una sassata. O.W.
    --------------------------------------------------
    DREAM THEATER
    *"if I die tomorrow,I've been allright because I believe...that after we're gone....The Spirit Carries On....."

    *"Love is an act of blood...I'm bleeding..."

    --------------------------------------------------
    VioletForEverFor
    P E A C E ! ! ! !

  4. #424
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
    Residenza
    Far away from Earth
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    16,004
    La canzone disperata- Pablo Neruda

    Il tuo ricordo emerge dalla notte in cui sono.
    Il fiume riannoda al mare il suo lamento ostinato.

    Abbandonato come i moli all'alba.
    È l'ora di partire, oh abbandonato!

    Sul mio cuore piovono fredde corolle.
    Oh sentina di rifiuti, feroce tana di naufraghi!

    In te si accumularono le guerre e i voli.
    Da te innalzarono le ali gli uccelli del canto.

    Tutto hai inghiottito, come la lontananza.
    Come il mare, come il tempo. Tutto in te fu naufragio!

    Era l'ora felice dell'assalto e del bacio.
    L'ora dello stupore che ardeva come un faro.

    Ansietà di nocchiero, furia di palombaro cieco,
    torbida ebbrezza d'amore, tutto in te fu naufragio!

    Nell'infanzia di nebbia la mia anima alata e ferita.
    Scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

    Tiattaccasti al dolore, ti aggrappasti al desiderio.
    Ti abbatté la tristezza, tutto in te fu naufragio!

    Feci retrocedere la muraglia d'ombra, andai oltre il desiderio e l'atto.
    Oh carne, carne mia, donna che amai e persi, te, in quest'ora umida, evoco e canto.

    Come una coppa albergasti l'infinita tenerezza,
    e l'infinito oblio t'infranse come una coppa.

    Era la nera, nera solitudine delle isole,
    e lì, donna d'amore, mi accolsero le tue braccia.

    Era la sete e la fame, e tu fosti la frutta.
    Erano il dolore e le rovine, e tu fosti il miracolo.

    Ah donna, non so come hai potuto contenermi
    nella terra della tua anima, nella croce delle tue braccia!

    Il mio desiderio di te fu il più terribile e corto,
    il più sconvolto ed ebbro, il più teso e avido.

    Cimitero di baci, c'è ancora fuoco nelle tue tombe,
    ancora ardono i grappoli sbeccuzzati d'uccelli.

    Oh la bocca morsa, oh le baciate membra,
    oh gli affamati denti, oh i corpi intrecciati.

    Oh la copula pazza di speranza e di vigore
    in cui ci annodammo e ci disperammo.

    E la tenerezza, lieve come l'acqua e la farina.
    E la parola appena incominciata sulle labbra.

    Questo fu il mio destino e in esso viaggiò il mio anelito,
    e in esso cadde il mio anelito, tutto in te fu naufragio!

    Oh sentina di rifiuti, in te tutto cadeva,
    che dolore non spremesti, che dolore non ti soffoca.

    Di caduta in caduta ancora fiammeggiasti e cantasti.
    In piedi come un marinaio sulla prua di una nave.

    Ancora fioristi in canti, ancora prorompesti in correnti.
    Oh sentina di rifiuti, pozzo aperto e amaro.

    Pallido palombaro cieco, sventurato fromboliere,
    scopritore perduto, tutto in te fu naufragio!

    È l'ora di partire, la dura e fredda ora
    che la notte lega ad ogni orario.

    Il cinturone rumoroso del mare cinge la costa.
    Sorgono stelle fredde, emigrano neri uccelli.

    Abbandonato come i moli nell'alba.
    Solo l'ombra tremula si contorce nelle mie mani.

    Ah più in là di ogni cosa. Ah più in là di ogni cosa.

    È l'ora di partire. Oh abbandonato!

  5. #425
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    02-11-2004
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    1,509
    “A SATANA” G. Carducci

    A te, de l'essere
    Principio immenso,
    Materia e spirito,
    Ragione e senso;
    Mentre ne' calici
    Il vin scintilla
    Sì come l'anima
    Ne la pupilla;
    Mentre sorridono
    La terra e il sole
    E si ricambiano
    D'amor parole,
    E corre un fremito
    D'imene arcano
    Da' monti e palpita
    Fecondo il piano;
    A te disfrenasi
    Il verso ardito,
    Te invoco, o Satana,
    Re del convito.
    Via l'aspersorio,
    Prete, e il tuo metro!
    No, prete! Satana
    Non torna indietro!
    Vedi: la ruggine
    Rode a Michele
    Il brando mistico,
    Ed il fedele
    Spennato arcangelo
    Cade nel vano.
    Ghiacciato è il fulmine
    A Geova in mano.
    Meteore pallide,
    Pianeti spenti,
    Piovono gli angeli
    Da i firmamenti.
    Ne la materia
    Che mai non dorme,
    Re de i fenomeni,
    Re de le forme,
    Sol vive Satana.
    Ei tien l'impero
    Nel lampo tremulo
    D'un occhio nero,
    O ver che languido
    Sfugga e resista,
    Od acre ed umido
    Pròvochi, insista.
    Brilla de' grappoli
    Nel lieto sangue,
    Per cui la rapida
    Gioia non langue,
    Che la fuggevole
    Vita ristora,
    Che il dolor proroga,
    Che amor ne incora.
    Tu spiri, o Satana,
    Nel verso mio,
    Se dal sen rompemi
    Sfidando il dio
    De' rei pontefici,
    De' re cruenti;
    E come fulmine
    Scuoti le menti.
    A te, Agramainio,
    Adone, Astarte,
    E marmi vissero
    E tele e carte,
    Quando le ioniche
    Aure serene
    Beò la Venere
    Anadiomene.
    A te del Libano
    Fremean le piante!
    De l'alma Cipride
    Risorto amante
    A te ferveano
    Le danze e i cori,
    A te i virginei
    Candidi amori,
    Tra le odorifere
    Palme d'Idume,
    Dove biancheggiano
    Le ciprie spume.
    Che val se barbaro
    Il nazareno
    Furor de l'agapi
    Dal rito osceno
    Con sacra fiaccola
    I templi t'arse
    E i segni argolici
    A terra sparse?
    Te accolse profugo
    Tra gli dèi lari
    La plebe memore
    Ne i casolari.
    Quindi un femineo
    Sen palpitante
    Empiendo, fervido
    Nurne ed amante,
    La strega pallida
    D'eterna cura
    Volgi a soccorrere
    L'egra natura.
    Tu a l'occhio immobile
    De l'alchimista,
    Tu de l'indocile
    Mago a la vista,
    Del chiostro torpido
    Oltre i cancelli,
    Riveli i fulgidi
    Cieli novelli.
    A la Tebaide
    Te ne le cose
    Fuggendo, il monaco
    Triste s'ascose.
    dal tuo tramite
    Alma divisa,
    Benigno è Satana;
    Ecco Eloisa.
    In van ti maceri
    Ne l'aspro sacco:
    Il verso ei mormora
    Di Maro e Flacco
    Tra la davidica
    Nenia ed il pianto;
    E, forme delfiche,
    A te da canto,
    Rosee ne l'orrida
    Compagnia nera
    Mena Licoride,
    Mena Glicera.
    Ma d'altre imagini
    D'età più bella
    Talor si popola
    L'insonne cella.
    Ei, da le pagine
    Di Livio, ardenti
    Tribuni, consoli,
    Turbe frementi
    Sveglia; e fantastico
    D'italo orgoglio
    Te spinge, o monaco,
    Su 'l Campidoglio.
    E voi, che il rabido
    Rogo non strusse,
    Voci fatidiche,
    Wicleff ed Husse,
    A l'aura il vigile
    Grido mandate:
    S'innova il secolo,
    Piena è l'etate.
    E già già tremano
    Mitre e corone:
    Dal chiostro brontola
    La ribellione,
    E pugna e prèdica
    Sotto la stola
    Di fra' Girolamo
    Savonarola.
    Gittò la tonaca
    Martin Lutero;
    Gitta i tuoi vincoli,
    Uman pensiero,
    E splendi e folgora
    Di fiamme cinto;
    Materia, inalzati;
    Satana ha vinto.
    Un bello e orribile
    Mostro si sferra,
    Corre gli oceani,
    Corre la terra:
    Corusco e fumido
    Come i vulcani,
    I monti supera,
    Divora i piani;
    Sorvola i baratri;
    Poi si nasconde
    Per antri incogniti,
    Per vie profonde;
    Ed esce; e indomito
    Di lido in lido
    Come di turbine
    Manda il suo grido,
    Come di turbine
    L'alito spande:
    Ei passa, o popoli,
    Satana il grande.
    Passa benefico
    Di loco in loco
    Su l'infrenabile
    Carro del foco.
    Salute, o Satana
    O ribellione
    O forza vindice
    De la ragione!
    Sacri a te salgano
    Gl'incensi e i voti!
    Hai vinto il Geova
    De i sacerdoti.

  6. #426
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
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    21-12-2004
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    seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
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    Oh, dolcezza, dolceza, dolcezza!
    Calma per un pò i tuoi slanci febbrili, cara mia!
    Anche nel culmine del piacere, a volta - sai - l'amante
    deve avere l'abbandono placido di una sorella.

    Sii languida, concedi la tua lieve carezza!
    sono uguali i sospiri e il tuo calmo sguardo.
    Sì, la morsa gelosa e l'ossessivo spasimo
    non valgono un lungo bacio, anche non sincero.

    Ma nel tuo caro cuore d'oro, mi dici, amore mie,
    selvaggia la pasisone suona l'olifante...
    E lascia che suoni quanto vuole, l'affamata!

    Deponi la tua fronte sulla mia, la tua mano nella mia,
    e giurami cose che tu domani dimenticherai,
    e piangiamo fino all'alba, mia piccola focosa!

    Stanchezza - P. Verlaine

  7. #427
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
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    Far away from Earth
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    16,004
    Il balcone-Baudelaire

    O madre dei ricordi, amante delle amanti, o tu che assommi
    tutti i miei piaceri, tutti i miei doveri. Ricorderai 1a
    bellezza delle carezze, la dolcezza del focolare, l'incanto
    delle sere, madre dei ricordi, amante delle amanti?

    Le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni e le sere al balcone,
    velate da vapori rosa. Come il tuo seno m'era dolce
    il tuo cuore fraterno! Noi abbiamo pronunciato spesso
    imperiture parole, le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni.

    Come sono belli i soli nelle calde sere, come lo spazio è
    profondo, il cuore possente! Curvandomi su di te, regina
    fra tutte le adorate, credevo respirare il profumo del tuo
    sangue. Come sono belli i soli nelle calde sere!

    La notte s'ispessiva come un muro, i miei occhi indovinavano
    al buio le tue pupille e io bevevo il tuo respiro,
    o dolcezza mia, mio veleno, mentre i tuoi piedi s'addormentavano
    nelle mie mani fraterne. La notte s'ispessiva come un muro.

    Conosco l'arte di evocare gli istanti felici: così rividi il
    mio passato, accucciato fra i tuoi ginocchi. Perché cercare
    la tua languida bellezza fuori del tuo caro corpo e del tuo
    cuore così dolce? Conosco l'arte di evocare gli istanti felici.

    Giuramenti, profumi, baci senza fine rinasceranno da un
    abisso interdetto alle nostre sonde così come risalgono al
    cielo i soli, rinvigoriti, dopo essersi lavati nel profondo
    dei mari. O giuramenti, profumi, baci senza fine!

  8. #428
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    15-11-2004
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    nell'orbita di Anarres
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    Nelle grotte marine
    c'è una sete, un amore
    un rapimento,
    rigide cose come le conchiglie
    puoi tenerle nel palmo.

    Nelle grotte marine
    ti guardavo negli occhi giorni interi:
    io non ti conoscevo e non mi conoscevi.

    Giorgio Seferis

  9. #429
    Partecipante Super Figo L'avatar di mircalla
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    05-05-2005
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    Avremo letti pieni di profumi lievissimi,
    Divani profondi come tombe,
    E su scaffali strani fiori,
    Schiusi per noi sotto i cieli più belli.

    Usando poi le estreme fiamme a gara,
    I nostri cuori saranno due fiaccole superbe,
    Che rifletteranno le loro doppie luci
    dentro i nostri spiriti, questi specchi gemelli.

    In una sera fatta di rosa e di un azzurro mistico,
    Ci scambieremo un unico baleno,
    Come un lungo singhiozzo, denso di addii;

    E più tardi un angelo, le porte dischiudendo,
    Verrà, lieto e fedele, a ravvivare
    Gli appannati specchi e le fiamme morte.


    La Morte degli amanti - Charles Baudelaire -

  10. #430
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
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    Il vero amore non lascia tracce

    Come la bruma non lascia sfregi
    Sul verde cupo della collina
    Così il mio corpo non lascia sfregi
    Su di te e non lo farà mai

    Oltre le finestre nel buio
    I bambini vengono, i bambini vanno
    Come frecce senza bersaglio
    Come manette fatte di neve

    Il vero amore non lascia tracce
    Se tu e io siamo una cosa sola
    Si perde nei nostri abbracci
    Come stelle contro il sole

    Come una foglia cadente può restare
    Un momento nell'aria
    Così come la tua testa sul mio petto
    Così la mia mano sui tuoi capelli

    E molte notti resistono
    Senza una luna, senza una stella
    Così resisteremo noi
    Quando uno dei due sarà via, lontano

    Cohen

  11. #431
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    Originariamente postato da mircalla
    Adolescente

    In gioventù c'è un sacco di roba da studiare.
    S'insegna la grammatica a scemi e sceme.
    Me, invece,
    hanno scacciato dalla quinta classe.
    Hanno preso a sbattermi nelle prigioni di Mosca.
    Negli appartamenti
    del nostro piccolo mondo
    crescono ricciuti poeti
    per celebrare le camere da letto.
    Che ci trovi in quelle liriche da cani pechinesi?
    Io
    ho imparato ad amare
    nelle carceri di Butyrki.
    Che m'importa della nostalgia per il Bois de Boulogne?
    Che m'importa dei sospiri del mare?
    Io
    mi sono innamorato
    di un'impresa di pompe funebri
    dallo spioncino della cella 103.
    Chi vede tutti i giorni il sole
    si da delle arie.
    "Che cosa saranno mai quattro raggi!" - egli dice.
    Io, invece,
    per un riflesso giallo
    sul muro
    avrei dato qualunque cosa al mondo.

    Vladimir Majakovskij, da Amo - 1922
    che meraviglia...
    leggi anche Majakovskij, mircalla?!

  12. #432
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    19-12-2004
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    Elizabeth Barrett Browning

    Come ti amo?
    E se mi devi amare per null'altro sia

    Come ti amo? Come ti amo? Lascia che ti annoveri i modi.
    Ti amo fino agli estremi di profondità,
    di altura e di estensione che l’anima mia
    può raggiungere, quando al di là del corporeo
    tocco i confini dell’Essere e della Grazia Ideale.
    Ti amo entro la sfera delle necessità quotidiane,
    alla luce del giorno e al lume di candela.
    Ti amo liberamente, come gli uomini che lottano per la Giustizia;
    Ti amo con la stessa purezza con cui essi
    rifuggono dalla lode;
    Ti amo con la passione delle trascorse sofferenze
    e quella che fanciulla mettevo nella fede;
    Ti amo con quell’amore che credevo aver smarrito
    coi miei santi perduti, - ti amo col respiro,
    i sorrisi, le lacrime dell’intera mia vita! - e,
    se Dio vuole, ancor meglio t’amerò dopo la morte

  13. #433
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    I canti di Maldoror - Lautréamont

    Là, in un boschetto circondato di fiori, dorme l’ermafrodito, profondamente assopito sul prato, bagnato dai suoi pianti. La luna ha sprigionato il suo disco dalla massa di nubi e carezza con i suoi pallidi raggi questo dolce viso d’adolescente. I suoi tratti esprimono l’energia più virile e nello stesso tempo la grazia di una vergine celeste. Niente sembra naturale in lui, nemmeno i muscoli del suo corpo, che si aprono un varco attraverso i contorni armoniosi delle forme femminili. Ha il braccio curvo sulla fronte, l’altra mano appoggiata contro il petto, come per comprimere i battiti di un cuore chiuso a tutte le confidenze e gravato dal pesante fardello di un segreto eterno. Stanco della vita e vergognoso di camminare tra esseri che non gli somigliano, la disperazione ha conquistato la sua anima, e se ne va solo, come il mendicante della valle.

  14. #434
    Postatore Epico L'avatar di RisingStar
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    William Blake (1757-1827)
    Non cercare mai di dire al tuo amore...

    Non cercare mai di dire al tuo amore
    amore che mai non si può dire;
    perché il vento gentile si muove
    silenzioso, invisibile.

    Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
    le ho detto tutto il mio cuore;
    tremante, gelido, in terribili paure-
    ah, se ne va via.

    Non appena se ne fu andata da me
    uno straniero passo' per caso;
    silenzioso, invisibile-
    oh, non ci fu rifiuto

  15. #435
    Partecipante Super Figo L'avatar di Agony
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    Egon Schiele - Bosco di abeti

    Entro nel duomo rossonero del fitto bosco d'abeti, che
    vive senza strepito e mimicamente si osserva.
    Gli occhi dei tronchi, che folti si afferrano ed espirano,
    visibile, umido fiato.
    Come si sta bene!-Tutto è vivo e morto

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