Generazioni
La generazione di quelli nati negli anni '20 e '30 è una generazione epica...
Nati in uno dei periodi più bui della nostra storia, sono stati derubati dei loro anni più belli, travolti da quella mattanza insensata che è stata la Seconda Guerra Mondiale. Alcuni, quelli più grandicelli, sono stati buttati direttamente in prima linea, a sparare e farsi sparare da loro coetanei senza, probabilmente, neanche sapere il perchè... Tutti, in ogni caso, hanno vissuto in prima persona, chi più chi meno, esperienze orribili che noi neanche riusciamo ad immaginare: i bombardamenti, le case crollate, una madre in lacrime per un telegramma che annunciava la morte di un marito, un fratello, un padre...
Hanno subito una selezione fortissima: la fame, la miseria, le malattie infettive che allora non si potevano curare perchè non esistevano gli antibiotici.... Solo i più forti sono sopravvissuti: non c'è da meravigliarsi che poi oggi arrivino a superare tranquillamente gli 80 e i 90 anni....
Finita la guerra, in un Paese trasformato in un cumulo di rovine, si sono rimboccate le maniche e lo hanno ricostruito da cima a fondo... Con tanti errori, certo, ma con una speranza nel cuore: che i loro figli non dovessero più vivere ciò che loro avevano vissuto.
La generazione di coloro che sono nati subito dopo la guerra è, in un certo senso, una generazione di privilegiati: anzitutto hanno dalla loro parte il numero.... Come capita sempre dopo una guerra, ci fu un boom di nuove nascite, quasi ad rappresentare la voglia di un Paese che voleva risorgere dalle sue rovine ( a tutt'oggi, ci sono in Italia molti più 60enni che 20enni... ).
Anche se sono cresciuti in un Paese ancora povero, tuttavia hanno goduto di una atmosfera largamente positiva... L'Italia era in crescita ed aveva bisogno di loro: e loro se ne sono approfittati prendendone in mano le redini ( culturali, economiche e politiche ) fin da quando avevano diciott'anni, prima proclamando la rivoluzione ( anni '60 e '70 ), poi trasformandosi tranquillamente in giovani rampanti ( anni '80 ), e quindi, negli anni '90 assumendo direttamente la guida del Paese, guida che non hanno mai lasciato.
La mia generazione è quella eternamente di mezzo: sempre troppo giovani per fare qualcosa o troppo vecchi per fare qualcosa d'altro, abbiamo mancato tutti gli appuntamenti della storia, con addosso la sensazione di essere una generazione inutile: un peso piuttosto che una risorsa per la Comunità... Che, viene da pensare, starebbe molto meglio se noi sparissimo tutti improvvisamente.
Cresciuti ingozzati di antibiotici e vitamine, non abbiamo subito nessuna selezione naturale, di noi sono sopravvissuti anche quelli più rachitici e malaticci... In compenso, abbiamo mangiato cibo di m...a ( a volte letteralmente ), respirato aria inquinata ( molto più di oggi che, almeno, si è consapevoli del problema e qualcosa si è fatto per tenerlo sotto controllo... ) e ci siamo presi una quantità enorme di radioattività dopo Chernobyl ( quanta esattamente nessuno ce lo dirà mai... ). La conseguenza è che, almeno tra le mie conoscenze dirette, vedo un numero spropositato di persone ancora decisamente giovani che muoiono per cancro o per le malattie tipicamente dovute a pessima alimentazione. Io sono convinto che molto presto la curva della vita media, attualmente ai massimi, comincerà a decrescere, risolvendo alla radice il problema delle pensioni: pochissimi di noi ce la faranno ad arrivare a quel momento, ancor più adesso grazie alla riforma della Fornero.
Le generazioni che sono venute dopo mi fanno un po' tristezza ed un po' paura: i bambini di oggi fanno una tragedia se non hanno il telefonino in terza elementare, a 9 anni hanno già una pagina Facebook e ad 11 vogliono fare sesso, anche se, magari, neanche sanno bene cosa significhi... Hanno perso completamente il gusto del gioco per il gioco: se non hanno un telefonino o una PSP o un Nintendo tra le mani, si annoiano pure se si trovano in una spiaggia bianchissima di fronte ad un mare che più azzurro non si può....
Vivono già fin da piccoli in un mondo virtuale senza neanche aver avuto la possibilità di sviluppare appieno una corretta capacità di socializzazione "vera", immersi, non per colpa loro, nella totale ignoranza della nostra storia recente e di tutto ciò che gli gira intorno.
Il loro futuro lo vedo ancor più nero del nostro, ma almeno loro hanno, per il momento, il vantaggio di non essersene ancora resi conto....
Le Generazioni, per fortuna, non esistono, sono solo un'invenzione dei Mass Media e dei sociologi. Esistono solo individui: giovani, vecchi, bambini, uomini e donne, ognuno con la sua storia, le sue speranze, i suoi sogni... Per cui ci sarà il vecchietto novantenne che durante la guerra è stato una carogna e si è arricchito con la borsa nera o facendo lo strozzino, il sessantenne che ha lavorato duramente e coscienziosamente per tutta la vita, il 40enne che insegna ad Harvard e la ragazza ventenne che ama la poesia del Dolce Stil Novo....
Tutti immersi in un mondo fattosi improvvisamente più piccolo e piu irto di problemi e difficoltà, che attraversa un passaggio stretto, molto stretto, dal quale uscirà non si sa quando e, soprattutto, non si sa come...
Riprendendo il titolo di un vecchio libro, io speriamo che me la cavo....













