Perche' semplicemente non scegli di studiare quello che davvero senti (CON LA PANCIA!) di voler studiare? Io lo rifarei altre 100 volte....
Perche' semplicemente non scegli di studiare quello che davvero senti (CON LA PANCIA!) di voler studiare? Io lo rifarei altre 100 volte....
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
nell'apprendere non c'è nulla di male...per amor di Dio...se non si apprendesse non esisterebbero nemmeno Medici, architetti, ingegneri ecc...ecc...
non esisterebbe nemmeno l'uomo in sè...siamo perchè apprendiamo alla fin fine...altrimenti saremmo esseri amorfi...
però un conto è riempirsi di conoscenze per poi elaborare un proprio sistema che vada anche al di là di ciò che si è studiato, una propria idea personale; un conto è studiare, apprendere conoscenze e stop...
(come ho detto con l'esempio di Einstein)
che non devi prendere tutto per oro colato son felice che tu lo sappia...e insieme a te luigi...
perchè per come me la stavate mettendo mi stavate dando l'immagine della psicologia, ribadisco, del tipo: "2 mele + 3 arance= cestino pieno"...
non c'è bisogno che quoto...basta che rileggi cosa hanno scritto gli altri utenti...
alla domanda "L'aspetto umanisto ha per voi rilevanza?"...le risposte date sono state della serie: "assolutamente...ciò che conta davvero sono gli esami di statistica, di biologia ecc...ecc....se speri che l'aspetto più umano/umanistico abbia qualche rilevanza in ambito psicologico è meglio che cambi idea e fai filosofia"...
che mi sembra del tutto differente da ciò che ora stai sostenendo tu ora: "e cioè che l'aspetto umano ha la sua importanza e non è solo calcolo/metodo scientifico, ma è anche presa di consapevolezza.."
dovessi scegliere con la pancia farei entrambe le cose...perchè ribadisco lego le 2 cose...
e scegliessi filosofia mi ritroverei poi x conto mio a leggermi in biblioteca libri su libri di psicologia; facessi psicologia per com mi è stata buttata qui (semplice stastistica, biologia) e quasi nulla dell'aspetto umano (e io non la vedo così in quanto leggendo libri di psicologia e psicologi ho letto riferimenti che hanno bisogno di un'apertura umanistica per essere compresi) mi ritroverei in biblioteca anzichè studiare solo per statistica/biologia a leggermi tutti i libri di Freud, filosofia morale, filosofia del linguaggio ecc...ecc...
Allora, Marco, sinceramente ora non ho tempo e voglia di andarmi a rileggere quanto scritto dagli altri utenti. Ne posso prendermi la responsabilita' di quanto scritto da altri. Io parlo per me.
All'inizio di questo thread chiedevi, vista la tua indecisione tra filosofia e psicologia (per favore correggimi se sbaglio), quale fosse la facolta' piu' umanistica. Io ti ho subito fatto presente che la psicologia e' una scienza, sicuramente meno perfetta di altre (posto che nessuna scienza e' perfetta...) ma pur sempre una scienza. Il fatto che io abbia puntualizzato questo non significa che prendo in considerazione solo il calcolo e il metodo e le statistiche e gli esperimenti di laboratorio. Ma visto che tu parlavi di "facolta' umanistica" ho pensato (sbagliando visto che sei informato e consapevole ma perdonami leggendo quel primo post era difficile capire fino in fondo cosa intendessi) che ti aspettassi di indagare solo ed esclusivamente l'aspetto umano, da qui credo sia nato tutto il fraintendimento.
Il lato piu' "tecnico" della psicologia esiste ed e' importante. Ma per quello che mi riguarda l'aspetto umano e' altrettanto importante. Guarda, ho un amico psicologo che lavora in due comunita' (una di tossicodipendenti e una che si occupa di abuso di sostanze e doppie diagnosi). Mi racconta sempre che i primi tempi era disperato perche' davvero aveva l'impressione che quello che aveva studiato non gli servisse a niente...e' chiaro che serve. Ma quando poi ti trovi davanti delle persone non puoi pensare di applicare semplicemente quello che hai studiato. Credo che il lato umano affiori quando poi inizi a lavorare sul campo ma e' sbagliato dire che siamo solo infarciti di nozioni...
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
carissimo marco, avere rispetto per il "materiale umano" che ci sta di fronte siginifica anche essere scevri di preconcetti e convinzioni personali, il che significa basarsi su dati il più possibile oggettivi, cioè validati scientificamente.
Anche se ognuno di noi è unico e irripetibile, ci sono delle dinamiche e delle leggi che sono universali: mi spiego: se stai bevendo il caffè e ti scoppia un petardo a 5 metri, la prossima volta che vedi un caffè ti viene l'ansia (lo sappiamo grazie agli esperimenti dei comportamentisti; esistono anche delle fasi con tempi ben precise in questo processo). Questo vale per tutti allo stesso modo. Se devi guarire da una malattia e hai supporto sociale, guarisci più infretta perché il supporto sociale è un fattore protettivo (lo sappiamo grazie agli esperimenti in Psicologia della Salute, osservando anche i livelli di catecolamine nel sangue, ecc...quindi dati oggettivi). Questo vale per tutti allo stesso modo. E' universale.
E' questo ciò a cui alludiamo quando lasciamo intendere 2+2=4 (come dici tu).
Se un cliente chiede aiuto a uno psicologo per leggere le dinamiche in un'azienda o aumentare il benessere organizzativo (psico. del lavoro), o per risolvere un problema emotivo (psico. clinica), e così via....si rivolge ad uno psicologo in quanto esperto di queste "leggi" che governano il comportamento di tutti.
Rispettare il "materiale umano", riepeto, significa anche essere una enciclopedia ambulante (sempre come dici tu).
Per il resto, MAI detto che Freud è un raccontaballe, questo l'hai dedotto tu. Abbiamo solo detto che non è uno psicologo (essendo medico specializzato in neurologia, che poi ha inventato la psicoanalisi). Si occupa di psiche? si. E' psicologo, o è la Psicologia tout court? no.
Fra l'altro, Freud era molto empirico nei suoi studi. Si basava sempre sui riscontri che aveva con i suoi pazienti e non filosofeggiava neanche un po'. Anzi pensa che il suo merito è quello di aver sottoposto lo studio della psiche al metodo scientifico. Lo disse testualmente: "I filosofi e i poeti hanno scoperto l'inconscio prima di me, io l'ho sottoposto allo studio scientifico" (vado a memoria quindi non so se è testualmente così e non ricordo la data...chiedo venia).
ciao
Ultima modifica di Johnny : 24-04-2010 alle ore 17.34.34
eh dunque si credo che il problema sta nel fatto che io lego indissolubilmente le 2 cose e quindi mi viene automatico parlare di più "umanistico" intendendo una facoltà in cui comunque pur ovviamente studiando la psicologia come scienza non ci si dimentichi l'importanza di dare un qualche imput anche umano e non prettamente tecnico...e a tal proposito nasce la mia domanda "quale per voi è la facoltà più "umanistica" (dove per umanistica non intendo ovviamente 15 esami all'anno di filosofia, ma semplicemente non esclusivamente studio di biologia, statistica ecc...ecc...), ma appunto studio di psicologia individuale, dei vari imput emozionali/pensieri, psicologia del linguaggio, la stessa scala con cui si classifica l'ansia che prima è stato citato ecc...ecc.
Mi dispiace per te, Luigi. Davvero.
Dalle tue parole si evince che sei molto deluso da un corso di studi che immagino tu abbia fatto o stia facendo, dal momento che ne parli, altrimenti non avresti titolo per parlarne, lo sai.
Si nota davvero tanta amarezza.
Ah..comunque Freud non era uno psicologo. Sul serio. All'epoca la psicologia come la studiamo oggi non esisteva, stava giusto nascendo come scienza.
Certo se tu contesti che la psicologia sia una scienza, che abbia un metodo scientifico, allora la tua posizione si spiega e puoi dire che all'epoca chiunque si occupava di psiche era uno psicologo.
Ma a quel punto io posso dire che chiunque si occupa di denti è un dentista. Solo che non è vero.
In ogni caso magari hai ragione tu, sai?
Tutto fa schifo, tutto quello che ci stanno facendo studiare è una marea di cazzate, Skinner era un piccionaio e Pavlov e Secenov allevatori di cani, Bowlby si travestiva da bambinaia, mentre Bandura è ...(oddio e Bandura che sarà mai per te? Scusa ma non riesco a banalizzare come fai tu...non ci sono abituata...).
E noi studenti modello? Ah beh...noi siamo dei poveri fessacchiotti che ci caschiamo, mentre tu hai capito tutto e la vita è talmente complicata che trovare dei metodi per sperimentare e capire le cose attraverso la scienza non vale pena.
Tanto vale filosofeggiare a destra e a manca, scorreggiando pensieri allegramente, ma sempre liberamente, senza dimostrare nulla.
Solo questo salva le menti dal decadimento e da un (aspetta che ti cito..."un suicidio lento ma inesorabile".
Se la pensi così non ho nè il tempo nè la voglia di convincerti del contrario.
Sarò una persona semplice, ma a mi ritengo fortunata ad apprezzare quello che studio e non perchè non mi faccio domande, ma perchè le risposte mi soddisfano. Che vuoi... c'è chi si accontenta di capire le cose, senza avere la presunzione di riscrivere la storia della psicologia.
X Marco: Se le risposte non ti soddisfano, iscriviti a psicologia. Auguri caro.
Spero solo tu non ci rimanga male se non sarà come te lo aspettavi.
Spero davvero, credimi, sono sincera, che questo possa accrescere la tua autostima perchè da come ti comporti sembri averne un gran bisogno e te lo dico da "persona umana" e non da studentessa.
Il resto te lo hanno scritto Johnny e Chiara
Luigi e Marco: Che dire?
In bocca al lupo a tutti e due ragazzi.
Sinceramente.
Vedrete che con il tempo riuscire a fare un pò di chiarezza e ad avere almeno un piede sulla terra. In fondo siete così giovani...
P.S.: potete anche rispondermi, ma io non ho più tempo per giocare con voi. Sapete...devo studiare. Ciaooo
Ultima modifica di Patrizia67 : 24-04-2010 alle ore 18.09.21
Io conosco la mia facolta' (Padova), quindi non so darti indicazioni sulle altre. Pero' su questo forum c'e' una sezione dedicata ad ogni facolta' (Psicologia Padova, Roma, Milano ecc). Forse se chiedi informazioni li e' meglio....soltanto chi frequenta puo' darti l'informazione che cerchi.
"Ma io non sono un folle e non sono mai stato ragionevole come ora, semplicemente mi sono sentito all'improvviso un bisogno di impossibile. Le cose cosi' come sono non mi sembrano soddisfacenti...siate realisti domandate l'impossibile."
Camus
si johnny...ho detto di averl letto roba del tipo se prendi il piccione in una scatola chiusa, ogni tot tempo gli dai da mangiare, mentre magari sta alzando l'ala involontariamente....lo fai 1 volta, 2 volte...3 volte...il piccione senza aver altri punti di riferimento inizia a pensare "se alzo l'ala mi vien dato il cibo..."....
e robe simili...
la differenza è che tu la chiami scienza...a me piace chiamarla semplice scienza mi sa di svilirla...come fosse "f= m x a" )
Io più che psicologia come scienza della psiche, la amo più intenderla come filosofia della psiche...tutto qui...
perchè il metodo forse è scientifico, ma il materiale è umano...
non è dunque alla stregua di chessò...della fisica...
analizzi e hai un riscontro scientifico, ma analizzando comportamenti, pensieri, dinamiche della psiche umana...
e per questo per me resta collegato alla filosofia...
cioè se poi x voi non è così pazienza...
significherà che guarderò alal filosofia con aspetto psicologico...vivendo la psicologia per uno scopo differente...
in fondo la psicologia la si insegna anche, si scrive di psicologia o magari la studierò per poi affrontare poi un percorso più filosofico...
patrizia tu sei brava a mettere le cose come più piacciono a te...
il messaggio di luigi era ben altro... non era affatto che skinner era un piccionaio....e simili...ma semplicemente che certi esperimenti hanno un senso se inseriti in un doveroso contesto in cui è un madornale errore eliminare la parte un pelo più umanistica/filosofica...
perchè lo scienza studio la mente, ma poi la parte umana mette in pratica ciò che hai studiato...e per farlo devi avere l'altro lato umano sviluppato...altrimenti resti sempre a metà...e non sei nemmeno in grado di metterti in dubbio e mettere in dubbio ciò che ti viene proposto..
studenti modello? lasciano il tempo che trovano..di studenti modello (sia liceali che universitari) te ne posso trovare molti...anche delle discipline più varie....nel senso che avevano i loro bei 30 e lode...ma semplicemente eprchè studiano...ma di loro nessun contributo e fuori da ciò che hanno studiato 0 capacità analitià, 0 senso della realtà...0 di tutto..
giusto quello che un tempo si definiva un "buon secchione"...ma un bun secchione che non sa buttare l'acqua torbida per quella buona...resta un secchio appesantito e riempito male...
ricordo un ex compagno di classe all'epoca che aveva tutti 10....in tutte le materie....
io (per tanti motivi che non mi hanno fatto restare costante e con la voglia di studiare) invece viaggiavo a volte sui 3-4 a volte su 9...a seconda...della disciplina, della mia voglia di studiare...del mio interesse...
ebbene...la differenza che si riscontrava tra noi (e che oggettivamente si può riscontrare ancora)?...
Lui aveva 10 in matematica perchè studiava come un dannato 10 ore al giorno, faceva 2 mila esercizi e quindi poi anche quando gli veniva assegnato un esercizio dal momento che ne aveva fatti 2mila era scontato che gli capitav auno più o meno simile;
io con la voglia di studiare sotto le scarpe era ovvio che non avendo uno stralcio di base nell'esercizio di un certo livello non sapevo da dove partire;
ma...?
ma...arriviamo ai giochi matematici (qui giochini spastici - nemmeno poi così tanto spastici- che si fanno al liceo con le olimpiadi di matematica...dove più che le nozioni studiate contano le tue capacità di analizzare, di elaborare dal nulla, di trovare soluzioni):
lui aveva risultati scadenti...nettamente inferiori all'altro ragazzo che in classe da me considerato il genio...
io? dal basso dei miei 3 stavo una spanna sopra a questo mio compagno di classe e nei giochi matematici risolvevo gli stessi problemi che risolveva l'altro genio della classe...
Questo per far capire l'antifona....essere studenti modello è fine a se stesso...e quando parlavo di Einstein...
e quando parlo di enciclopedie viventi parlo di questo...
io se mi fossi messo nelle sue stesse discipline con la sua stessa voglia avrei fatto almeno quanto lui, se non molto di più...
e detto questo: non c'è scritto da nessuna parte che l'essere semplici e umili sia la strada giusta...
ripeto Einstein (non mi voglio paragonare assolutamente a lui...anche perchè poi mi sono disinnamorato della matematica e pian piano ho imparato ad odiarla anche se esasperata...mi piace il giusto ora...come a qualsiasi ragazzo)...diceva che "imparare quello che c'era sui libri era stupido" ---> che era molto meglio provare a creare da sè, con le proprie stesse convinzioni, cercando di metterle all'opera....pensando e ripensando...
e non lo ha detto un pinco pallino qualsiasi...EINSTEIN...intendiamoci...esattamente il contrario di ciò che stai affermando "che le convinzioni personali sono un errore..."
...sono un errore se sono errate...son giuste se son esatte (tanto per essere banali ironicamente)
Ora chi è che dice che qui si farnetica solo? sei tu...
sei tu a stabilire che luigi farnetica solo...
ma d'altronde anche luigi dice che tu farnetichi solo...
chi farnetica dei 2? tu? lui? entrambi? anch'io?
Alcuni pensavano che anche Freud farneticasse...eppure qualcosa di giusto e/o importante l'ha detto;
qualcuno pensava la stessa cosa di Einstein...eppure...
Facciamo una scommessa Patrizia? che tu non darai alla psicologia nulla di più di quanto non si era a conoscenza prima di te?
che una volta che non ci sarai più (spero per te tra almeno 80-90 anni) non ci sarai su alcun libro, da nessuna parte, con alcuna deduzione già non conosciuta?
scommettiamo
Ottimo....ora magari mollerò al primo esame, amgari alla fine faccio filosofia davvero e stop; magari invece mi faccio psicologia e poi psicoterapia...e divento pure noto e affermato....
in un caso o nell'altro avrò fatto almeno quanto te (cioè nulla).
Dunque in un caso o nell'altro posso solo guadagnarci e non ho nulla da perdere...
Quando parlo di psicologia ambulante tu sei il più chiaro esempio...niente di tuo, butti avanti solo la tua "cultura" (appresa dai libri) e finito...
Non so se diventerò uno degli psicologi/psicoterapeuta più conosciuto in italia, o il filosofo più conosciuto; non so se sarò viceversa un semplice e ordinario professore e dipendene statale qualsiasi...
in ogni caso...credimi... a leggerti mi vien solo da sorridere
Alla storia come hai ben detto della psicologia non aggiungerai nulla di nuovo...dunque forse sono io che non devo perdere tempo a rispondere a qualcuno che sarà indifferente per la storia...che non sarà mai esistito..
ehh...si...è nel mio discorso c'è anche un pizzico di narcisismo, presunzione ed egocentrismo...
Ultima modifica di marco-89 : 24-04-2010 alle ore 18.14.21
tutte e nessuna (scegli tu la risposta così siamo sicuri che ti va bene).
Ti ripeto, aver rispetto per il materiale umano vuol dire anche dimenticare le nostre categorie mentali e sapere quello che altri ricercatori hanno scoperto prima di noi. In TUTTE le facoltà di psicologia troverai molto materiale dal tuo punto di vista "non umano" (statistica, biologia, ecc..) perché è proprio questo uno degli aspetti che distingue la psicologia dalla filosofia. La filosofia è "amore per il sapere", la psicologia è lo "studio scientifico dei comportamenti e dei processi cognitivi", Se a te non sta bene che sia così, puoi mandare una lettera a Roma dicendo che le 30 facoltà di psicologia attualmente esistenti in Italia non servono a nulla. Forse partendo dall'Italia puoi fare una rivoluzione mondiale e far confluire la psicologia nella filosofia.
A quel punto però la filosofia vorrà trovare metodi più attendibili per "provare" le tue speculazioni, allora fonderanno di nuovo la psicologia e ricominceremmo da capo. L'hanno già fatto, nel 1879 come ti diceva l'altra utente
si johnny...ho detto di averl letto roba del tipo se prendi il piccione in una scatola chiusa, ogni tot tempo gli dai da mangiare, mentre magari sta alzando l'ala involontariamente....lo fai 1 volta, 2 volte...3 volte...il piccione senza aver altri punti di riferimento inizia a pensare "se alzo l'ala mi vien dato il cibo..."....
e robe simili...
la differenza è che tu la chiami scienza...a me piace chiamarla semplice scienza mi sa di svilirla...come fosse "f= m x a" )Quella "roba del tipo" è frutto di studi ampiamente documentati e validati scientificamente al minimo dettaglio, ed è alla base di tutta la terapia cognitivo-comportamentale. C'è gente che guarisce da attacchi di panico, fobie, depressione, dipendenze da sostanze, per "quella roba là". A te potrà sembrare una ca**ata, ma c'è voluto Pavlov (che era un fisiologo) e i suoi cani per scoprirlo, e si è preso anche un bel NOBEL per "quella roba là". Poi è arrivato Skinner e ha ampliato questi studi con i suoi topi, e su queste cose c'hanno fondato la psicologia cognitivo-comportamentale, che è attualmente la più efficace per curare quasi tutti i tipi di psicopatologia. Abbi tu in questo caso la bontà di avere rispetto per il "materiale umano" che beneficia a livello mondiale di "quella roba là", per piacere.
Ultima modifica di Johnny : 24-04-2010 alle ore 20.25.59