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  1. #31
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Ma che delirio è questo?
    E’ quel “delirio” secondo cui le cose (e le parole) non hanno bisogno di essere grandi, copiose o occupare molto spazio per essere importanti, a volte una parola, una frase, può essere la cosa più importante, quella che troviamo più interessante in un discorso anche molto lungo. In poesia una semplice parola può schiuderti un universo intero. Può darsi che pesare le cose un tanto al chilo possa essere utile, con le bistecche di toro e i quarti di manzo ad esempio funziona .... ma con la psiche mica tanto .

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    Ma comunque, i miei complimenti per le psico-DavidCooperfield diagnosi...con sole poche parole la descrizione di un meccanismo (mi ....ni! Davvero analitico!)
    David Copperfield??? Quello di Dickens o l’illusionista? Io semmai so’ Mandrake e sulla sinteticità, bisogna battere le terapie brevi strategiche e le pic-indolor (già fattooo!) sul loro terreno.

    Citazione Originalmente inviato da benedetta14 Visualizza messaggio
    E quello che si sente un toro in un'arena perché una si veste di rosso che meccanismo ha? Una mezza idea ce l'avrei...

    Saluti
    Sono tutto occhi .... Però vedo che questa faccenda del vestito rosso deve aver toccato qualche corda segreta in te, sembra l’unica cosa di cui ti interessi parlare
    Saluti

    P.S.

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    PS Sul transfert potremmo parlarne... in privato, beninteso!
    Attenta che questo ti porta sul “lettino”

  2. #32
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Certo, e rilancio: non è che "esistono ancora casi" di isteria, l'isteria come struttura nevrotica non è mai scomparsa, sono solo cambiati i modi del suo manifestarsi, non sono per niente d'accordo con quel che dice Megiston sull'isteria, non è affatto raro incontrarla nella clinica, come struttura e non come sintomo o meccanismo qua e là...
    E' perché la chiamano disturbo di conversione che sembra che non esista più?

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    PS Sul transfert potremmo parlarne... in privato, beninteso!
    Wow! Come rifiutare?!

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    Sono tutto occhi .... Però vedo che questa faccenda del vestito rosso deve aver toccato qualche corda segreta in te, sembra l’unica cosa di cui ti interessi parlare
    Mah...veramente sei tu che l'hai citato per primo e ci scrivi fiumi di parole, tranne poi defilarti come un'anguilla quando ti viene fatto notare. Cos'è? Un esempio di come si responsabilizza un paziente?

    Citazione Originalmente inviato da Megiston Matema Visualizza messaggio
    P.S. Attenta che questo ti porta sul “lettino”
    Con lui, anche in poltrona va bene!

    Saluti
    Ultima modifica di benedetta14 : 15-06-2010 alle ore 14.58.19

  3. #33
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    E' perché la chiamano disturbo di conversione che sembra che non esista più?
    Sembra che non esista più perchè ha cambiato le forme del suo manifestarsi. Il "disturbo di conversione" potrebbe essere la sua forma classica che ancora resiste, ma resta comunque un "disturbo", cioè si definisce secondo una raccolta di segni e sintomi (seguendo un modello psichiatrico-descrittivo) mentre una diagnosi di struttura (isterica o altra) in psicoanalisi può porsi solo nel transfert, ed è a questo livello che l'isteria può essere riconosciuta come tale, anche quando le sue manifestazioni sono le più diverse.

    Saluti,
    ikaro

  4. #34
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sembra che non esista più perchè ha cambiato le forme del suo manifestarsi. Il "disturbo di conversione" potrebbe essere la sua forma classica che ancora resiste, ma resta comunque un "disturbo", cioè si definisce secondo una raccolta di segni e sintomi (seguendo un modello psichiatrico-descrittivo) mentre una diagnosi di struttura (isterica o altra) in psicoanalisi può porsi solo nel transfert, ed è a questo livello che l'isteria può essere riconosciuta come tale, anche quando le sue manifestazioni sono le più diverse.
    Saluti,
    ikaro
    Si individua meglio in un transfert all'interno di una coppia analitica eterosessuale?

    Saluti

  5. #35
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Si individua meglio in un transfert all'interno di una coppia analitica eterosessuale?
    No, perchè pensi questo?

  6. #36
    Postatore Epico L'avatar di RosadiMaggio
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sembra che non esista più perchè ha cambiato le forme del suo manifestarsi. Il "disturbo di conversione" potrebbe essere la sua forma classica che ancora resiste, ma resta comunque un "disturbo", cioè si definisce secondo una raccolta di segni e sintomi (seguendo un modello psichiatrico-descrittivo) mentre una diagnosi di struttura (isterica o altra) in psicoanalisi può porsi solo nel transfert, ed è a questo livello che l'isteria può essere riconosciuta come tale, anche quando le sue manifestazioni sono le più diverse.

    Saluti,
    ikaro
    Ci sono manifestazione "ipo" ed iper" dell'isteria che potrebbero far pensare alla necessità di una urgenza di "soccorso" all'interno di una psicoterapia psicoanalitica?
    E per le qiuali esso sarebbe invece controproducente, ad es.?
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 17-06-2010 alle ore 12.32.11
    Gaia

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  7. #37
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Ci sono manifestazione "ipo" ed "per" dell'isteria che potrebbero far pensare alla necessità di una urgenza di "soccorso" all'interno di una psicoterapia psicoanalitica?
    E per le qiuali esso sarebbe invece controproducente, ad es.?
    Non ho capito!

  8. #38
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    No, perchè pensi questo?
    E' una cosa che mi sono sempre chiesta. Qualunque sia il tipo di transfert la struttura viene individuata con la stessa facilità, dunque, indipendentemente dai rapporti problematici col padre o con la madre.
    Vorrei chiederti anche un'altra cosa riguardo all'"apparato per sentire e pensare". Riporto un pezzo di un caso clinico:

    " Mi soffermerò su due brevi sequenze cliniche di questa analisi, nel corso della quale avevo registrato momenti di "sconfinamento" emotivo-affettivo particolarmente intenso nella coppia analitica, e mi ero sentita invasa da affetti che la paziente non poteva altrimenti sperimentare.
    Il primo di tali episodi era accaduto nel corso del secondo anno di analisi, durante una seduta nella quale la paziente rievocava l'esperienza traumatica di un aborto, di cui aveva già parlato, e considerava una delle cause della sua infelicità, della cefalea ostinata e del senso di colpa inelaborabile.
    Mentre raccontava gli incubi seguiti all'intervento operatorio, macchie rosse di shock che le invadevano la mente, avevo sentito crescere in me un dolore così intenso da farmi salire le lacrime agli occhi e da farmi temere di avere la voce rotta dal pianto, pur conservando un angolo della coscienza stupito per questo affetto che sentivo non essere mio. Il mio stato emotivo era in breve tempo svanito, senza che la paziente mostrasse di essersene accorta.
    Mi parve chiaro che avevo avuto la funzione di far transitare dentro di me una sofferenza che la paziente non poterva sperimentare se non utilizzando un apparato altrui per sentire e pensare. Dopo quella seduta il racconto dell'aborto non si era più riproposto con l'insistenza e l'angoscia di prima."


    In questo caso la coppia analitica era formata da due donne e l'episodio critico è relativo ad una femminilità non solo psichica ma anche corporea: nella "trasmissione" di questa sofferenza può avere inciso il fatto che l'analista era donna?

    Saluti

  9. #39
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    E' una cosa che mi sono sempre chiesta. Qualunque sia il tipo di transfert la struttura viene individuata con la stessa facilità, dunque, indipendentemente dai rapporti problematici col padre o con la madre.
    Sì, nel senso che i rapporti problematici col padre e la madre di cui parli si riferiscono ad un registro immaginario del paziente (che poi è l'asse immaginario del transfert, quello che Freud individuava come ripetizione), mentre l'asse simbolico del transfert, su cui si fonda una diagnosi di struttura, presuppone in qualche modo il primo, ma va al di là.

    Vorrei chiederti anche un'altra cosa riguardo all'"apparato per sentire e pensare". Riporto un pezzo di un caso clinico:

    " Mi soffermerò su due brevi sequenze cliniche di questa analisi, nel corso della quale avevo registrato momenti di "sconfinamento" emotivo-affettivo particolarmente intenso nella coppia analitica, e mi ero sentita invasa da affetti che la paziente non poteva altrimenti sperimentare.
    Il primo di tali episodi era accaduto nel corso del secondo anno di analisi, durante una seduta nella quale la paziente rievocava l'esperienza traumatica di un aborto, di cui aveva già parlato, e considerava una delle cause della sua infelicità, della cefalea ostinata e del senso di colpa inelaborabile.
    Mentre raccontava gli incubi seguiti all'intervento operatorio, macchie rosse di shock che le invadevano la mente, avevo sentito crescere in me un dolore così intenso da farmi salire le lacrime agli occhi e da farmi temere di avere la voce rotta dal pianto, pur conservando un angolo della coscienza stupito per questo affetto che sentivo non essere mio. Il mio stato emotivo era in breve tempo svanito, senza che la paziente mostrasse di essersene accorta.
    Mi parve chiaro che avevo avuto la funzione di far transitare dentro di me una sofferenza che la paziente non poterva sperimentare se non utilizzando un apparato altrui per sentire e pensare. Dopo quella seduta il racconto dell'aborto non si era più riproposto con l'insistenza e l'angoscia di prima."


    In questo caso la coppia analitica era formata da due donne e l'episodio critico è relativo ad una femminilità non solo psichica ma anche corporea: nella "trasmissione" di questa sofferenza può avere inciso il fatto che l'analista era donna?
    Dal mio punto di vista in questa lettura siamo ancora imbrigliati ad un livello essenzialmente immaginario (il controtransfert appartiene a questo livello), più che il fatto che l'analista fosse donna mi sembra che abbia inciso il fantasma dell'analista, qualcosa che -forse- non è stato del tutto attraversato in analisi. Si tratta -preciso- di pure sopposizioni...

    A presto,
    ikaro

  10. #40
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Sì, nel senso che i rapporti problematici col padre e la madre di cui parli si riferiscono ad un registro immaginario del paziente (che poi è l'asse immaginario del transfert, quello che Freud individuava come ripetizione), mentre l'asse simbolico del transfert, su cui si fonda una diagnosi di struttura, presuppone in qualche modo il primo, ma va al di là.



    Dal mio punto di vista in questa lettura siamo ancora imbrigliati ad un livello essenzialmente immaginario (il controtransfert appartiene a questo livello), più che il fatto che l'analista fosse donna mi sembra che abbia inciso il fantasma dell'analista, qualcosa che -forse- non è stato del tutto attraversato in analisi. Si tratta -preciso- di pure sopposizioni...
    Bisogna vedere che interpretazione ne sia scaturita, insomma se al di là della inevitabile traversata dell'immaginario si sia andati al di là, come scrivevi. Il controtrasfert è un punto di partenza, così come l'accoglimento.

    Saluti
    gieko

  11. #41
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Bisogna vedere che interpretazione ne sia scaturita, insomma se al di là della inevitabile traversata dell'immaginario si sia andati al di là, come scrivevi. Il controtrasfert è un punto di partenza, così come l'accoglimento.
    Beh, però non è affatto inevitabile la traversata, direi che la maggior parte delle analisi non riesce a spingersi che fino ad un certo punto, il che ha poi degli effetti nell'operazione analitica, compresa l'interpretazione e la lettura del caso. Per il resto sono d'accordo, sarebbe interessante vedere l'interpretazione che ne è scaturita, anche se da questo frammento sembra preponderante l'immaginario dell'analista non riconosciuto come tale, ma si tratta appunto di un frammento 'didattico' diciamo così, quindi è difficile da valutare...
    Ultima modifica di ikaro78 : 17-06-2010 alle ore 12.40.42

  12. #42
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Non ho capito!
    Mi riferisco al fatto che in varie forme di isteria, c'é un'alterazione della soglia di reazione, sia sensoriale che percettivo, emozionale, affettiva e, spesso, cognitiva, sia in senso di apparente (ma espererita dal soggetto come reale ed adeguata) esagerazione sia nel senso di una sua notevole diminuizione, fino talvolta ad un'apparente caos.
    Solo che i quadri dell'isteria attualmente, somno inseriti in altre ""categorie diagnostiche ", facendo corrispondere ciò ad una sua -non- reale scomparsa nelle manifestazioni cliniche.
    Ultima modifica di RosadiMaggio : 17-06-2010 alle ore 20.14.09
    Gaia

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  13. #43
    Partecipante Leggendario L'avatar di gieko
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da ikaro78 Visualizza messaggio
    Beh, però non è affatto inevitabile la traversata, direi che la maggior parte delle analisi non riesce a spingersi che fino ad un certo punto, il che ha poi degli effetti nell'operazione analitica, compresa l'interpretazione e la lettura del caso.
    Sì, certo, inevitabile in situazioni di analisi che funzionano. Come dire: perchè l'analisi proceda l'analista deve traversare a sua volta i propri fantasmi. Ma come sono lacaniano oggi nella terminologia...

    Saluti
    gieko

  14. #44
    benedetta14
    Ospite non registrato

    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Citazione Originalmente inviato da gieko Visualizza messaggio
    Sì, certo, inevitabile in situazioni di analisi che funzionano. Come dire: perchè l'analisi proceda l'analista deve traversare a sua volta i propri fantasmi. Ma come sono lacaniano oggi nella terminologia...

    Saluti
    Ah...ecco....infatti mi son persa tra l'immaginario, il simbolico ed fantasmatico...chiederò ripetizioni private

    In realtà la descrizione del caso è molto lunga e prosegue; non so se si può considerare un'interpretazione quella che riporta, dopo il secondo episodio:
    "la mia fantasia in seduta e l' acting che stavo per compiere erano il versante non pensabile dell'eccitamento pulsionale che impediva alla paziente di affrontare la fine dell'analisi".

    Toh! guarda un po' che ti ritrovo....prosegue nella descrizione (giuro che è puramente casuale questo riallaccio):

    "Il diniego della madre, che l'aveva lasciata sola di fronte all'eccitamento del padre (fa riferimento al secondo episodio) era divenuto il vero elemento traumatico (Ferenczi 1933), cioé si era tradotto in un'omissione di soccorso che io avrei ripetuto divenendo cieca ai suoi bisogni, nel momento in cui terminare l'analisi assumeva per la paziente il significato di perdita dell'oggetto e non ancora di separazione vivibile. L'eccitazione, però, anziché seguire la via del sintomo-cefalea, era transitata in quel particolare momento transferale, con tutta la sua virulenza, attraverso la mente "in prestito" dell'analista, che aveva fornito un contenimento e una via di passaggio verso la rappresentazione di parola".

    Saluti

  15. #45
    Partecipante Super Figo L'avatar di ikaro78
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    Riferimento: L'omissione di soccorso in psicoterapia

    Sì, certo, inevitabile in situazioni di analisi che funzionano. Come dire: perchè l'analisi proceda l'analista deve traversare a sua volta i propri fantasmi. Ma come sono lacaniano oggi nella terminologia...
    Sono d'accordo fino a un certo punto, ma credo che dipenda anche dalle differenze di impostazione teorica: il "fantasma fondamentale" o "originario" (Urphantasie) non va confuso con "i propri fantasmi" o con gli scenari fantasmatici dell'analista, che pure ci sono ma che ricoprono quello originario. In questo senso, un'analisi può funzionare, anche piuttosto bene, senza però arrivare ad attraversare il "fantasma fondamentale" e a toccare quel punto-limite. Personalmente credo che molte analisi non si spingano fino a questo punto. E su questo magari chiederei a Gieko se può dirci qualcosa, se ti sembra pertinente, se questo "fantasma fondamentale" può stare in "O" e che ne sarebbe, di questo, in fine analisi. Accenno alla questione della fine analisi perchè è in questi termini che se ne parla nel caso, anche nel seguito che ci riporta Benedetta che comunque ha confermato le mie impressioni: è l'immaginario dell'analista a dominare la scena, e la ripetizione a cui accenna resta inchiodata su questo piano, mi interesserebbe sapere invece quali "rappresentazioni di parola" appartengono alla paziente.

    Saluti,
    ikaro

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