Hai ragione, ho un'anima relazionale, ricoperta di cioccolato e nocciole pralinate; come funzione sono una frana, ma lo sono anche come analista senza memoria né desiderio, per non parlare poi del "supposto sapere", meglio tacere! De nobis ipsis silemus! Col mio algido silenzio, anzi con i miei algidi puntini, volevo sottolineare come del silenzio dell'analista non si dia ermeneutica, non c'è interpretazione del silenzio dell'analista secondo Lacan. Il suo silenzio serve al paziente a fargli rimbalzare la sua parola, il suo dire: ecco la funzione analitica. Credo però che porsi come analista neutrale, analista specchio, analista funzione, supposto sapere o quant'altro, in realtà amplifichi a dismisura la presenza dell'analista all'interno di un'analisi. In quel modo davvero sulla figura dell'analista vengono proiettati i fantasmi del paziente rendendo estremamente alterato e artificiale il rapporto fra i due. Serve all'analisi? A me sembra di no, crea delle situazioni artificiali che allungano di parecchio il percorso, quando non ci smarriamo per via alle prese con problematiche artificiali che magari scambiamo per la vera essenza dei problemi del paziente, col suo nucleo stesso. A volte mi sembra che l'Edipo, a partire forse da una problematica di Freud, sia stato fondamentalmente un artificio creato dal fatto che gli analisti si aspettavano ardentemente di trovarlo e dalla loro "neutralità". Perché se mi bannano sarebbe colpa tua???

P.S. Mi conti i puntini???


