Ciao a tutti,
così a caso mi sono imbattuto in questo thread...direi interessante.
Dopo tante esperienze, qualche successo, speranze, frustrazioni per non dire altro...un'opinione te la fai e con gli anni si acquisisce una chiave di lettura diversa e più realistica della realtà.
Premetto che "più o meno" come Psicologo ci lavoro ancora...ma come secondo o addirittura terzo lavoro. Purtroppo è difficile campare con il fare solo Psicologia.
Capisco la frustrazione di tanti amici e colleghi...dopo tanti anni di studio e soprattutto soldi in Università, eventuale scuola di specializzazione (che per esperienza personale sconsiglio), corsi infiniti... ecc.
Ovviamente, le cause sono molteplici...c'è chi dice è colpa del "sistema"..beh vero ma in parte. Se per "sistema" si intende il mondo universitario e quella ristretta lobby che mangia sui poveri psicologi "sempreverde" allora sì.
Chiamo in causa il mondo universitario perchè sarebbe loro responsabilità fare un serio orientamento in entrata..e non vendere facili illusioni.
Parliamoci chiaro lo studente che si iscrive a Psicologia ( ma anche da altre parti) raramente ha un'idea realistica del suo futuro lavorativo.
Dunque, il mondo universitario dovrebbe mostrare senso di responsabilità e chiedersi: Sto formando centinaia di giovani ma poi? Dove andranno a finire? Ma ovviamente per loro questi non sono problemi loro, la loro preoccupazione è di avere facoltà gremite che pullulano di tasse per pagare i loro stipendi. Se gli fai una domanda del genere, loro ti risponderebbero: Ma noi ad es. facciamo il Placement! da ridere...il Placement? Altro modo per piazzare qualche loro "sponsorizzato"...e semmai ti piazzano chi di mercato del lavoro non ne capisce un tubo.
Cari miei ci sarebbe da continuare per ore e ore...ma mi fermo qui.
Ovviamente nessuno (soprattutto i più giovani) si devono scoraggiare...ma secondo me, ascoltare le esperienze di Psicologi che tanto giovani, purtroppo, non sono più, può essere importante per aprire gli occhi e per accrescere una maggiore consapevolezza sulla strada che si sta intraprendendo...Aldilà del vostro interesse e passione, fatevi anche questa domanda: Questa strada dove mi porterà? Che tipo di offerta potrò dare? Avrò mercato? (ovviamente sono esclusi coloro che per un motivo o per un altro hanno le cosiddette spalle coperte dal genitore, marito o magari moglie facoltosa).
C'è chi dice che, negli studi, bisogna coltivare i propri interessi e passioni....vero ma parzialmente....Un interesse con residue possibilità di concretizzazione professionale perderà con il tempo la sua forza, fino a scemarsi del tutto...fino alla demoralizzazione, fino al rimpianto di aver compiuto una scelta sbagliata....
Lunga vita a tutti! e buona fortuna!!
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