Cos'è la psicoterapia? Nell'accezione convenzionale, è, generalmente parlando, la cura della malattia mentale, in particolare con mezzi psicologici, sociali o ambientali piuttosto che fisici o chimici. In base a questa metafora, la psicoterapia è reale e obiettiva nello stesso senso in cui lo è la prescrizione di penicillina, la rimozione chirurgica di un tumore al cervello o la riduzione di una frattura. Di conseguenza si parla comunemente di psichiatri che "somministrano" e di pazienti che "ricevono" la psicoterapia. A mio avviso questa concezione è completamente falsa. In realtà la psicoterapia si riferisce a quanto due o più persone fanno le une per le altre, e le une alle altre, mediante messaggi verbali e non-verbali! Si tratta, in breve, di una relazione paragonabile all'amicizia, al matrimonio, all'osservanza religiosa, alla tecnica pubblicitaria o all'insegnamento. Quando quindi suggerisco che la psicoterapia è un mito non intendo negare la realtà dei fenomeni a cui tale termine è applicato. Le persone soffrono realmente di ogni genere di disturbi e dolori, paure e sensi di colpa, depressioni e sentimenti d'inutilità, molte di queste persone si rivolgono davvero, o sono costrette a rivolgersi, a esperti chiamati psicoterapeuti, e uno o più dei partecipanti alla transazione che ne consegue può considerarla giovevole, utile o "terapeutica." L'incontrarsi di queste due parti e i risultati dei loro incontri sono convenzionalmente denominati psicoterapia. Tutto ciò esiste e costituisce una parte importante della nostra realtà sociale. Ma proprio in questo consiste la mitologia della psicoterapia: poiché questi incontri non hanno assolutamente niente a che fare con le menti e non sono terapeutici.
Le definizioni, specie il potere di costruire definizioni e d'imporle ad altri, sono di grande importanza in tutti gli aspetti della vita umana. In psichiatria e in psicoterapia, dato che queste discipline trattano di relazioni umane e dell'influenza reciproca di persone e di gruppi, è estremamente importante come le parole sono usate. Sembra quindi opportuno iniziare con una discussione di alcune definizioni della psicoterapia. Il Noyes' Modern Clinical Psychiatry, forse il testo psichiatrico più generalmente accettato e di più ampio impiego in America, definisce la psicoterapia nei seguenti termini:
La cura di disordini emotivi o della personalità mediante sistemi psicologici, benché molte e diverse tecniche psicologiche possano essere impiegate nello sforzo di alleviare difficoltà e disturbi e di rendere il paziente una persona matura soddisfatta e indipendente, un importante fattore terapeutico comune a tutte queste tecniche è il rapporto fra terapeuta e paziente, con le sue esperienze Interpersonali. Attraverso questo rapporto il paziente giunge a sapere che può condividere i suoi sentimenti, atteggiamenti ed esperienze col medico e che questi, col suo calore, la sua comprensione, empatia, accettazione, e col suo appoggio, non lo disprezzerà, censurerà o giudicherà qualsiasi cosa egli possa rivelare, ma rispetterà la sua dignità e il suo valore.
Forse la cosa migliore che si possa dire di questa defìnizione - che offre una "tecnica" tale da rendere il suo oggetto maturo, soddisfatto e indipendente – è che è ingenuamente auto-congratulatoria: essa caratterizza lo psicoterapeuta come ricco di calore umano, comprensivo, empatico, in grado di accettare e di offrire appoggio, e tutto questo indipendentemente da quello che il paziente gli dice! Forse la peggior cosa che si possa dire di questa definizione - secondo cui il medico non disprezzerà, censurerà o giudicherà il paziente - è che è deliberatamente menzognera: essa non si limita a nascondere il complesso carattere morale e politico della psicoterapia dietro una serie di dichiarazioni quasi-mediche, ma all'atto pratico è contraddetta dal fatto molto reale che spesso lo psicoterapeuta disprezza, censura e giudica il suo paziente, e che può anche spingersi molto più in là stigmatizzandolo con etichette psichiatrico-diagnostiche socialmente distruttive e imponendogli l'ospedalizzazione e il trattamento involontari.
Secondo l'Associazione psichiatrica canadese, la psicoterapia è un atto terapeutico mediante il quale un medico, con sedute di comunicazioni verbali o d'altro tipo, studia e cerca d'influenzare il comportamento di un paziente affetto da turbe mentali con l'intento di ridurre la sua infermità. Questa è, naturalmente, una definizione puramente istituzionale: essa non identifica X in termini di Y, come fa, per esempio, la definizione della scala centigrada della temperatura; si limita invece ad affermare e a difendere una sfera d'interessi economici e politici, come fa, per esempio, la definizione dell’ “interesse nazionale" di uno stato moderno. Quali conclusioni possiamo trarre da questa definizione della psicoterapia e dalle altre consuete? Possiamo concludere che sono esercizi puramente verbali, con funzioni incantatorie, ritualistiche e strategiche anziché intese a identificare, come apparentemente fanno, forme distinte di trattamenti medici.' Nel cercar di capire la psicoterapia (o la psicopatologia), ci troviamo di fronte a masse di confusioni e problemi che risultano dall'ostinato e strategico abuso delle parole; come dice Wittgenstein: "I1 vostro concetto é sbagliato. Tuttavia non posso chiarire la cosa lottando contro le vostre parole, ma soltanto cercando di stornare la vostra attenzione da certe espressioni, illustrazioni, immagini, e d'indirizzarle verso l'impiego delle parole." Seguiamo il consiglio di Wittgenstein e concentriamoci sull'uso effettivo del vocabolario della psicoterapia. Per far ciò dobbiamo per prima cosa considerare i modi in cui le vere e proprie cure mediche sono descritte e classificate.