Aggiungo un'altra cosa, poi la pianto con le mie noiose digressioni socio-teologiche: al giorno d'oggi siamo troppo assuefatti dall'idea divina e irraggiungibile del Signore, dimenticandoci che (mi infilo nel gruppo dei Cristiani, sebbene non ne faccia propriamente parte) il Cristo è sceso in terra per liberarci attraverso il suo dolore. Ora, questa è una verità che tutti conosciamo dai tempi del catechismo, ma che è facile dimenticare, specie quando ci ritroviamo la Domenica mattina a inginocchiarci come percoroni (con tutto il rispetto di chi crede nella ritualità, di per sé comunque povera di qualsivoglia religiosa devozione). L'ho già scritto nel mio "papiro", ma è un concetto "tra le righe" che voglio separare e - perché no - ampliare: la Fede non è perseveranza, ma ben altro. Non voglio insegnare a nessuno come vivere la propria Fede, né me ne arrogherei mai il diritto, ma è giusto fare questa precisazione; così posso continuare dicendo che la purezza dell'insegnamento di Cristo vede nel dolore il suo più grande fautore. E' nel dolore terreno, tra gli uomini peccatori, che Cristo ha parlato. Verità, come detto, incontestabile.









(e non solo, della musica e tutto il resto)... criticavo appunto il fatto che per diventare cristiani ci voglia un film quando magari non si è mai aperto il Vangelo... qualcuno dopo lo farà forse, qualcuno avrà voglia di avvicinarsi alla Chiesa, a un padre spirituale, non so... molti sicuramente si riempiranno di gadget-chiodi, impareranno a memoria le battute del film e urleranno al mondo la loro fede... vabbè fatti loro ma personalmente non condivido.
) ke non mi interessano per niente...rimane un film EMOZIONANTE COME POKI.
approvo!