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  1. #31
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Beh, spero proprio che questo post, oltre che uno sfogo/denuncia/ricerca di rassicurazioni, possa servire a capire effettivamente cosa offre e cosa cerca il mercato, vedi mai che riuscissimo a sintonizzarci e a rinnovarci.
    Intanto oggi mi sono letto l'e-book di Nico e in prima istanza sono caduto nello sconforto totale nello scoprire che l'istat conferma che solo la metà dei laurati in psico fattura e solo il 15% (se non ricordo male, ma più o meno era così) della metà che lavora guadagna più di 15 mila euro l'anno.Tutti gli altri viaggiano sotto la soglia di povertà. Insomma è un pò piu facile di vincere il superenalotto, ma siamo lì. Chi fosse interessato a conoscere il mercato troverà un quadro esaustivo, lo consiglio disinteressatamente.

    Comunque evidentemente qualcosa va cambiata e perseverare con le solite strategie (che siano ultraspecializzarsi o lavorare gratuitamente o lavorare al call center aspettando l'onda) non è efficace. Decidiamo cosa fare. secondo me almeno due cose vanno cambiate: l'immagine dello psicologo (la rappresentazione sociale) e come ci inseriamo nel mercato, dato per assodato che non c'è posto per tutti.
    Partire da una indagine di mercato l'ho letto e sperimentato e in linea di massima sono d'accordo, ma facciamo l'esempio di chi come me ha fatto (tra l'altro) un corso in valutazione del danno psichico. ho sbagliato a creedre a chi mi diceva che sarebbe stato un prodotto richiesto o ho sbagliato a non sensibilizzare abbastanza gli avvocati e i loro clienti circa il fatto che avversi del mio contributo avrebbe dato loro dei vantaggi? se è vero che sarebbe stato molto più efficace vedere prima quanti avvocati cercavano questo prodotto e quanti psicologi offrivano questo servizio è pure vero che devo anticipare i tempi perchè nel momento in cui è risaputo che c'è gente disposta a pagare per qualcosa ci sono già migliaia di avvoltoi pronti a improvvisarsi esperti del settore e di formatori senza scrupoli.
    Poi mettiamoci pure un aspetto polemico, sennò non mi riconoscerei: bisogna ribadire che di volta in volta varie sedicenti indagini di mercato promettono che ci sia una enorme richiesta di determinati servizi su cui specializzarsi e solo dopo si scopre che era una proiezione o che qualcun altro si è preso la nostra nicchia. Quindi il suggerimento che condivido maggiormente è quello che tecnicamente identifichi con "appizzare le recchie".
    e poi una seconda considerazione polemica: farsi conoscere secondo le regole del marketing moderno significa attivare delle relazioni, degli scambi non improntati direttamente al profitto ma alla visibilità. Bene fatto anche questo. Su internet ho iniziato ad interagire con genitori di bambini dislessici, in poco tempo sono diventato un referente autorevole, ma nessuno di loro è mai venuto allo studio, nessuno di loro sarebbe mai capitato intorno a Roma. Che c'è a Roma non ci sono bambini dislessici? Ora quegli stessi genitori cercano consigli da parte di altri che si vogliono far conoscere e strumenti compensativi che scaricano gratuitamnte su internet. Insomma se la domanda è quella di avvalersi gratuitamente di un esperto, da una parte non è efficace fornire consulenze gratuite e dall'altra bisogna puntare sulla qualità e sensibilizzare sul fatto che se vuoi avvalerti di un professionista, lo devi pagare come tale. ma prima di tutto ci dobbiamo convincere noi stessi. Altrimenti non si esce mai da questi circoli.

    rispetto al contratto e rispetto al rapporto del cliente ripeto: non funziona così e non è efficace, a lungo termine troppa umiltà ci porta ad una concorrenza sleale ed autodistruttiva tra di noi. Il rapporto deve essere fondato sulla fiducia verso il professionista, che sa quanto vale la sua prestazione. Così è dal dentista, dall'avvocato e dal meccanico pure. Se ti chiede 100 euro per una pulizia dei denti, non pensi "lui comanda...", glieli dai, casomai ne cerchi uno più economico, ma a tuo rischio. Generalmente però si dice che la salute prima di tutto, e che la qualità costa.

  2. #32
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    e allora che senso ha fare un esame di stato ed esse iscritti ad un Ordine Professionale? Si presume che il lavoro dello psicologo richieda questi requisiti perché svolge un lavoro "delicato", per cui i clienti devono essere in qualche modo tutelati.

    Con la logica della concorrenza (chi sa vendersi meglio lavora di più) la gente si affida non a chi è più competente ma a chi "sa vendersi" a suo rischio e pericolo
    sono d'accordo!

  3. #33
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Dalla mia testa non è mai passata l'idea di un contratto a tempo indeterminato.
    Invece accettare che "contratti non ce ne sono, né a tempo indeterminato, né determinato, né altro" significa avere un approccio passivo e poco coeso, peculiare della nostra categoria oltre che della mentalità italiana. In questo caso la comunicazione non verbale non dice che non contiamo niente?

  4. #34
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Un'ultima specificazione, prima che qualcun'altro mi dica che voglio un contratto a tempo indeterminato

    Lo psicologo, come libero professionista può lavorare per un cliente inteso come persona singola che viene a studio, si crea una relazione d'aiuto, ma bisogna scindere questa cosa dal fatto che come tutti stiamo lavorando e non dobbiamo aiutarlo pure a spendere di meno . In quel caso il contratto è solo verbale, non c'è bisogno di mettere per iscritto quanto ci darà quindi non comunichiamo una disparità di potere.
    Però lo psicologo come libero professionista può lavorare anche ad esempio per una azienda, che ad esempio ti chiede di fare un corso di formazione. In questo caso, se vogliamo salvaguardare la relazione è bene chiarire da subito con un contratto quale sarà la prestazione e quale il compenso. Se non lo facciamo, commettiamo già almeno due errori: comunichiamo che siamo approssimativi e rischiamo che poi ci diano meno di quanto stabilito verbalmente, perchè questa è la realtà concreta.

  5. #35
    Partecipante L'avatar di Dadedidò
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Quest'anno sono dieci anni che mi sono laureato, 6 che mi sono iscritto all'albo. Non mi sono mai potuto permettere una specializzazione e, visti i dati di mercato, credo comunque che un investimento da 25 mila euro in qualcosa che al momento attuale non ha alcun seguito mi sembra follia. La mia politica dopo la laurea è sempre stata il "faccio tutto purché del settore". E il settore sono riuscito a non lasciarlo mai. Non ho lavorato nemmeno un giorno in qualcosa che non c'entrasse nulla. Ma in dieci anni ho lavorato in cooperative, onlus, con privati, associazioni, asl come educatore, operatore non meglio identificato, ecc.. ecc.... Ho dato l'esame di stato e mi sono iscritto all'albo. Ho uno studio, una partita iva e faccio counseling. Sto preparando un progetto che un comune mi ha miracolosamente approvato. Ma nel frattempo da 5 anni mi faccio sfruttare sottopagato (7 euro l'ora scarse) dall'ennesima cooperativa maledetta che mi tiene a fare il badante o poco più ai croniconi del Cim, fra passeggiate bar e case popolari. Devo pur mangiare. Eppure se ritornassi indietro il sogno e la passione sarebbero gli stessi, penso. Però a quarant'anni sento che ormai non ne posso più. Fate gli idraulici o i falegnami.

  6. #36
    Ghiotto patato ಠ_ಠ L'avatar di Biz
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    e allora che senso ha fare un esame di stato ed esse iscritti ad un Ordine Professionale? Si presume che il lavoro dello psicologo richieda questi requisiti perché svolge un lavoro "delicato", per cui i clienti devono essere in qualche modo tutelati.

    Con la logica della concorrenza (chi sa vendersi meglio lavora di più) la gente si affida non a chi è più competente ma a chi "sa vendersi" a suo rischio e pericolo
    Non ha nessun senso, infatti chi vuole mantenere l'esame, l'ordine et similia non sono i giovani neolaureati, ma chi il lavoro ce l'ha già. E sopratutto chi, di più alto in grado nel mondo della psicologia, crea l'alibi che non ti basta la laurea, non ti basta il tirocinio gratis, non ti basta l'esame di stato, serve anche l'albo per darti la patente di psicologo. Pagando, naturalmente, sennò come fanno gli organi direttivi a prendere lo stipendio. Ma manco pagando una tantum, annualmente.
    Cioè chi ha il lavoro tenta di segare le gambe il più possibile a chi entra nel mercato, spaventati dalla concorrenza ma con la scusa della tutela.
    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    Dalla mia testa non è mai passata l'idea di un contratto a tempo indeterminato.
    Invece accettare che "contratti non ce ne sono, né a tempo indeterminato, né determinato, né altro" significa avere un approccio passivo e poco coeso, peculiare della nostra categoria oltre che della mentalità italiana. In questo caso la comunicazione non verbale non dice che non contiamo niente?
    Dipende dall'approccio: io non è che leggo la situazione, mi dispero e non faccio nulla aspettando che qualcuno me la risolva. Cerco soluzioni, tento strade diverse, cercando di cambiare la situazione comportandomi in maniera diversa nei confronti di ogni cliente, negoziando di volta in volta, perchè non sono convinto che le cose cambieranno per pressione esterna come potevano cambiare una volta (manifestazioni, proteste, etc.). Credo che possa cambiare solo con l'approccio di ogni professionista che si comincerà a rifiutare di essere pagato uno straccio per fare un lavoro per il quale dovrebbe essere pagato 10 volte tanto (se è in grado di farlo eh, non perchè "ci sono i minimi"). Io su questo sono molto liberale, se uno non è in grado di dare un servizio o di raggiungere gli obiettivi che da solo si è prefissato col cliente può pure essere messo in strada (esagero naturalmente).

    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    Un'ultima specificazione, prima che qualcun'altro mi dica che voglio un contratto a tempo indeterminato

    Lo psicologo, come libero professionista può lavorare per un cliente inteso come persona singola che viene a studio, si crea una relazione d'aiuto, ma bisogna scindere questa cosa dal fatto che come tutti stiamo lavorando e non dobbiamo aiutarlo pure a spendere di meno . In quel caso il contratto è solo verbale, non c'è bisogno di mettere per iscritto quanto ci darà quindi non comunichiamo una disparità di potere.
    Però lo psicologo come libero professionista può lavorare anche ad esempio per una azienda, che ad esempio ti chiede di fare un corso di formazione. In questo caso, se vogliamo salvaguardare la relazione è bene chiarire da subito con un contratto quale sarà la prestazione e quale il compenso. Se non lo facciamo, commettiamo già almeno due errori: comunichiamo che siamo approssimativi e rischiamo che poi ci diano meno di quanto stabilito verbalmente, perchè questa è la realtà concreta.
    Ma su questo sono d'accordo: chi non lo fa arreca un grave danno a tutti. E' vero anche, ma questi problemi ce l'hanno tutti, che farsi firmare un preventivo o un progetto (firma e timbro) è sempre più difficile, malcostume generalizzato credo. Ma dobbiamo farci valere prima come individui, perchè se aspetti che lo facciano "le istituzioni" o l'ordine abbiamo sbagliato generazione.
    Io non dico mica che mi piaccia la situazione ma penso sia ormai fuori dalla realtà pensare ad una situazione di sicurezza come quella che aveva la generazione precedente...ora per un'altra ventina d'anni staremo così, spero di beccarmi io tutta l'insicurezza che c'è e di lasciare ai miei figli un mondo del lavoro migliore di questo (ora vado troppo sul filosofico, scusa )
    Ultima modifica di Biz : 07-10-2011 alle ore 11.33.57
    "Guardatemi, signori...sono un uomo di sessant'anni e ho il corpo di un ragazzino.Ce l'ho in frigo."
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  7. #37
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Grazie della testimonianza Dadoidò
    Ecco, questa è la realtà nuda e cruda. è un esempio "fortunato" appartente alla media di chi è riuscito a vivere di questo lavoro. Poi il resto sono illusioni, che non voglio calpestare, perchè solo credendo nell'impossibile si realizzano i sogni, quindi beato chi se lo può permettere, però non basta credere ai sogni, ma bisogna lottare, per cambiare le cose. Solo un 6,7% (ho controllato meglio) vincerà e guadagnerà bene. Gli altri continueranno ad alimentare questo sistema, pur di non cedere. Qualcuno dirà che i soldi non sono tutto, ma vi assicuro che lavorare in queste condizioni, senza strumenti, senza considerazione alcuna per la professionalità dello psicologo e in progetti vari che durano un anno o meno, con figure che cambiano, ecc. è poco efficace e assolutamente non è gratificante. La maggior parte delle opportunità di lavoro non aiuta le persone. Permette solo di far girare un sacco di soldi che finiscono in tasca dei soliti. Continuare così non ci porterà da nessuna parte, continueremo solo a screditare noi stessi, in un circolo vizioso ormai noto. Questa non è libera professione, è sfruttamento. Dobbiamo cambiare
    Ultima modifica di crazy'njoy : 07-10-2011 alle ore 22.53.59

  8. #38
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da Biz Visualizza messaggio
    Non ha nessun senso, infatti chi vuole mantenere l'esame, l'ordine et similia non sono i giovani neolaureati, ma chi il lavoro ce l'ha già. E sopratutto chi, di più alto in grado nel mondo della psicologia, crea l'alibi che non ti basta la laurea, non ti basta il tirocinio gratis, non ti basta l'esame di stato, serve anche l'albo per darti la patente di psicologo. Pagando, naturalmente, sennò come fanno gli organi direttivi a prendere lo stipendio. Ma manco pagando una tantum, annualmente.
    Cioè chi ha il lavoro tenta di segare le gambe il più possibile a chi entra nel mercato, spaventati dalla concorrenza ma con la scusa della tutela.


    Dipende dall'approccio: io non è che leggo la situazione, mi dispero e non faccio nulla aspettando che qualcuno me la risolva. Cerco soluzioni, tento strade diverse, cercando di cambiare la situazione comportandomi in maniera diversa nei confronti di ogni cliente, negoziando di volta in volta, perchè non sono convinto che le cose cambieranno per pressione esterna come potevano cambiare una volta (manifestazioni, proteste, etc.). Credo che possa cambiare solo con l'approccio di ogni professionista che si comincerà a rifiutare di essere pagato uno straccio per fare un lavoro per il quale dovrebbe essere pagato 10 volte tanto (se è in grado di farlo eh, non perchè "ci sono i minimi"). Io su questo sono molto liberale, se uno non è in grado di dare un servizio o di raggiungere gli obiettivi che da solo si è prefissato col cliente può pure essere messo in strada (esagero naturalmente).


    Ma su questo sono d'accordo: chi non lo fa arreca un grave danno a tutti. E' vero anche, ma questi problemi ce l'hanno tutti, che farsi firmare un preventivo o un progetto (firma e timbro) è sempre più difficile, malcostume generalizzato credo. Ma dobbiamo farci valere prima come individui, perchè se aspetti che lo facciano "le istituzioni" o l'ordine abbiamo sbagliato generazione.
    Io non dico mica che mi piaccia la situazione ma penso sia ormai fuori dalla realtà pensare ad una situazione di sicurezza come quella che aveva la generazione precedente...ora per un'altra ventina d'anni staremo così, spero di beccarmi io tutta l'insicurezza che c'è e di lasciare ai miei figli un mondo del lavoro migliore di questo (ora vado troppo sul filosofico, scusa )
    Pienamente d'accordo su tutto. Siamo noi a dover cambiare atteggiamento. Nessuno lo farà per noi.

  9. #39
    fiona774
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da Dadedidò Visualizza messaggio
    Quest'anno sono dieci anni che mi sono laureato, 6 che mi sono iscritto all'albo. Non mi sono mai potuto permettere una specializzazione e, visti i dati di mercato, credo comunque che un investimento da 25 mila euro in qualcosa che al momento attuale non ha alcun seguito mi sembra follia. La mia politica dopo la laurea è sempre stata il "faccio tutto purché del settore". E il settore sono riuscito a non lasciarlo mai. Non ho lavorato nemmeno un giorno in qualcosa che non c'entrasse nulla. Ma in dieci anni ho lavorato in cooperative, onlus, con privati, associazioni, asl come educatore, operatore non meglio identificato, ecc.. ecc.... Ho dato l'esame di stato e mi sono iscritto all'albo. Ho uno studio, una partita iva e faccio counseling. Sto preparando un progetto che un comune mi ha miracolosamente approvato. Ma nel frattempo da 5 anni mi faccio sfruttare sottopagato (7 euro l'ora scarse) dall'ennesima cooperativa maledetta che mi tiene a fare il badante o poco più ai croniconi del Cim, fra passeggiate bar e case popolari. Devo pur mangiare. Eppure se ritornassi indietro il sogno e la passione sarebbero gli stessi, penso. Però a quarant'anni sento che ormai non ne posso più. Fate gli idraulici o i falegnami.
    Anche io sono stata a lungo nella tua situazione.
    Ma vorrei farti riflettere che quello che svilisce maggiormente a volte non è la difficoltà a far decollare la propria attività da libero professionista, ma più un lavoro "sottopagato" e frustrante come quello dell'operatore con gli utenti gravi dei dipartimenti mentali. Che tralaltro porta via così tante energie a livello emotivo e psicologico, che è difficile mantenere alto l'entusiasmo per gettarsi a capofitto in altre cose, durante le ore libere rimaste dopo i turni da educatore.
    Non so. E' una cane che si morde la coda..ma la vita è una ..boh..magari una soluzione alternativa va trovata oppure..tocca "rischiare" come diceva biz. I lavori da educatore di cooperativa, quando invece sei uno psicologo, sono massacranti e intossicano alla lunga. Si perde il senso delle cose. E francamente c'entra ben poco con il lavoro dello psicologo.
    Io però non mi reputo una "fortunata", ma più che altro una "disperata" che dopo anni ha deciso di gettarsi: o la va o la spacca. E' andata bene. Però ogni storia è diversa e credo che ognuno debba fare il suo percorso.
    (P.S. ed anche io ho tante spese da affrontare e non navigo nell'oro e ho una spec da pagare, l'analista, il mutuo, la famiglia, ecc...).

  10. #40
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Bene Fiona, una boccata d'ossigeno.
    Nel frattempo ho modificato due cose nei miei messaggi:
    - non è detto che non ci sia posto per tutti, piuttosto il problema è che mediamente la maggior parte di noi sgobba tutto il giorno senza vedere riconosciuto il proprio impegno dal punto di vista economico. Insomma il lavoro c'è ma non viene pagato. E in questo dobbiamo essere noi ad apportare un cambiamento.Dobbiamo dare maggior prestigio alla nostra categoria.
    - alle matricole non mi sento di consigliare niente, voglio che sappiano i meccanismi del mercato, che cercherà di sfruttarli fino all'osso, ma saranno loro a valutare cosa fare.

  11. #41
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Comunque, il mercato per certe nicchie, al momento è saturo. E' vero che di clienti ce ne sarebbero a bizzeffe, ma è culturalmente presto in italia per un'utilizzo di massa, stile Usa.
    Ciononostante, numeri chiusi piuttosto aperti per il primo anno di facoltà
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  12. #42
    Partecipante L'avatar di Dadedidò
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Specifico: so benissimo dopo anni (laureato nel 2001, nel 2011 sono ancora qua a farmi sfruttare da cooperative sociali varie che chiuderei tutte per legge!!! Le odio!!!) di sfruttamento che lavorare da operatori ti "intossica" ma....che alternative hai se non sei ricco di famiglia, magari stai nel frattempo vivendo la tua di vita (affitti, rc auto, spese sanitarie, esigenze pratiche....!) e ti servono almeno 800 euro al mese per campare? Che fai se il cellulare non squilla mai e per mesi e mesi o anni non vedi l'ombra di un cliente, da neo iscritto ad un albo che sembra inutile?? Che fai se le fetide coop sono le prime a sottolineare che "non sei nemmeno specializzato" dunque "cosa pretenderesti di fare? QUesta esaltazione della specializzazione e questa falsa idea secondo la quale senza quel diplomino privato maledetto non siamo nessuno ci ha rovinati. Peccato (e assurdo) che gli ordini abbiano una bella responsabilità!!!

  13. #43

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    concordo pienamente

  14. #44
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da Dadedidò Visualizza messaggio
    Specifico: so benissimo dopo anni (laureato nel 2001, nel 2011 sono ancora qua a farmi sfruttare da cooperative sociali varie che chiuderei tutte per legge!!! Le odio!!!) di sfruttamento che lavorare da operatori ti "intossica" ma....che alternative hai se non sei ricco di famiglia, magari stai nel frattempo vivendo la tua di vita (affitti, rc auto, spese sanitarie, esigenze pratiche....!) e ti servono almeno 800 euro al mese per campare? Che fai se il cellulare non squilla mai e per mesi e mesi o anni non vedi l'ombra di un cliente, da neo iscritto ad un albo che sembra inutile?? Che fai se le fetide coop sono le prime a sottolineare che "non sei nemmeno specializzato" dunque "cosa pretenderesti di fare? QUesta esaltazione della specializzazione e questa falsa idea secondo la quale senza quel diplomino privato maledetto non siamo nessuno ci ha rovinati. Peccato (e assurdo) che gli ordini abbiano una bella responsabilità!!!
    non concordo: sono laureato dal 2002 e non sono assolutamente ricco di famiglia, faccio per metà l'educatore(uno stipendio fisso aiuta) e per metà la libera professione. Il lavoro c'è ma bisogna crearlo....trovare spazi..sono un pò stanco di sentire dopo anni ancora questi discorsi su questo forum....sia io che altri abbiamo dato tantissimi consigli su cosa fare...per esempio avete un sito professionale?20 euro all'anno di dominio e il gioco è fatto poi ci voglio notti in bianco e week and per aggiornalo e rendendolo appetibile........e i clienti arrivano perchè chi sta male cerca anche aiuto in internet ovviamente se quello che avete scritto è interessante ed è da stimolo per farvi contattare, ma questo è solo un esempio. Io non voglio alimentare false speranze, anzi.....basta sogni...non c'è il posto fisso e non è portando curriculum che ci si fa il giro......basta lamentarsi, queste cose non funzionano.......si sa che non funzionano. Bisogna essere competenti ed imprenditori....lo so che l'università non prepara all'imprenditoria, ma oramai ci siamo laureati e oltre a scrivere i una lettera alla facoltà per far presente questa mancanza....basta......impieghiamo il tempo nell'inventare invece che a criticare.

  15. #45
    Partecipante Assiduo L'avatar di N_is_Near
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Da parte mia, sono uno studente che ha accettato già di partenza la situazione di altissimo rischio, quasi certezza, di disoccupazione, salvo miracoli o sapersi vendere maledettamente bene.
    Dico anche che quando ho visto tutti le colleghe, la mia reazione è stata questa: " Cinicamente, ma realisticamente, qui dovremmo comportarci come delle iene, se fossimo animali."
    Perchè ogni collega è un potenziale e concreto avversario in un mercato molto difficile e complesso da gestire.
    Ed eravamo una marea, una marea davvero.
    E non stavo nemmeno pensando a quelli già laureati, agli spacializzandi e quelli che già erano in cerca di lavoro o l'avevano già, e quale...
    La prima grande motivazione, è stata quella di avere almeno una laurea, avendo fallito altri studi, in secondo luogo studiare qualcosa che veramente mi piacesse e ritenessi utile e degno per la vita.
    LA MIA, vita.
    Quindi, mi preparo psicologicamente , anzi mi sono preparato già da tempo, e continuo a prepararmi non per essere pessimista: ma per essere preparato a cosa NON mi aspetterà fuori, ovvero una fortunaccia sfacciata.
    Mi viene da dire anzi, e spero non mi prenderete per polemico : anzi, lo dico con la più sincera empatia e dispiacere per la vostra situazione...
    Ma perchè volete continuare questo lavoro in queste condizioni?
    MI spiego subito meglio: sapendo che la situazione è cosi tragica, sapendo tutte le difficoltà e avendole provate per prima mano... non è più saggio, dopo essersi dato tot tempo, proprio per quello che si è imparato, a reinventarsi o in modo diverso, come hanno detto sopra all'interno della categoria, o accettare che la situazione era molto diversa da quella sperata, e che sia davvero meglio fare e tentare un altro lavoro.
    C'è chi su questa situazione ha costruito una famiglia...è riuscito a trovare un lavoro e riesce a stare a galla, chi bene, chi con forti frustrazioni.
    E hanno il mio incondizionato rispetto per esserci riusciti!
    Ma ricordiamoci anche il meccanismo di selezione naturale: o ci uniamo e siamo abbastanza forti da cambiare l'ambiente, oppure ci dobbiamo adattare.
    Se non ci riusciamo e non vogliamo farlo, allora è veramente colpa nostra.
    Conosci te stesso, ama te stesso e il prossimo.

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