• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 3 di 7 PrimoPrimo 12345 ... UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 31 fino 45 di 92

Discussione: Abuso di professione?

  1. #31
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
    Data registrazione
    03-02-2009
    Messaggi
    318

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    a questo punto proporrei di abolire gli ordini, già che ci siamo anche le università.
    Torniamo come nel medioevo: creiamo delle botteghe e il mestiere lo si impara in bottega.

    A parte la battuta (ammesso che possa essere una battuta), guarnado i siti dei counselor & simili, descrivono sempre la loro attività confrontandola con quella dello psicologo, intendendo per psicologo lo psicoterapeuta e implicitamente quello d istampo psicoanalitico (parlano di trattamenti "lunghi" e "rivolti al passato")...

    Inoltre sul sito di Assocounseling negli "ambiti di intervento" c'è anche il counseling psicologico. Mi spiegate se anche questo non è sconfinamento? grazie
    Ancora una volta Johnny stai estremizzando:-)

    1. I counsellor seri STUDIANO e sono spesso già psicologi, medici, infermieri, insegnanti ecc...quindi non "calzolai" o muratori (con massimo rispetto per tali categorie) e alla scuola triennale devono superare degli esami, effettuare degli stage e discutere una tesi di fine formazione.
    2. Si danno o hanno un codice deontologico, hanno un obbligo di formazione continua annua per mantenere il titolo ecc...
    3. Sono i psicologi che credono di avere il monopolio sulla "mente" o psyche e definisci mi tu per favore cosa intendi con "psicologico"?.

    Il counselling psicologico può essere pratticato esclusivamente dallo psicologo o psicoterapeuta - counsellor (se vai a vedere nel sito tra i counsellor ci sono psicologi, psicologi psicoterapeuti, medici psichiatri ecc.. concederai che QUESTI possano pratticare il counselling psicologico o no?).

    Ecco ti riportato alcune attività tipiche di counselor (tratte dal sito assocounselling):
    "
    L'obiettivo degli incontri è quello di migliorare nel cliente la consapevolezza di sé e delle proprie modalità di relazione, al fine di sviluppare le capacità di analisi del problema portato, potenziare le risorse per affrontare la situazione specifica e promuovere autonomia ed efficacia nelle scelte.

    L'accettazione del cliente e del suo stato emotivo, la comprensione, la fiducia nelle sue possibilità, il rispetto per la diversità e una relazione paritaria favoriscono un rapporto di apertura e collaborazione per l'analisi del problema e per gli obiettivi di cambiamento.
    Gli interventi possono anche essere di mero sostegno nelle difficoltà, di contenimento del dolore, di supporto emozionale e rassicurazione, ma non devono perdere di vista la possibilità di sviluppare consapevolezza del problema, autonomia nelle scelte e fiducia nelle possibilità di trasformazione.

    Le emozioni del cliente sono accettate in quanto libera espressione di sé e naturale reazione alle situazioni della vita. Il counselor le accoglie per migliorare il livello di consapevolezza e l'intelligenza emozionale. Aiuta quindi a comprenderne il significato e i fattori correlati riportando sempre il focus del lavoro sulla ricerca delle soluzioni nel "qui e ora".

    Nelle relazioni in cui i colloqui sono numerosi si dovrà in ogni caso verificare costantemente l'attuazione dei piani d'azione progettati e l'efficacia degli interventi in modo che sia sempre chiara la relazione fra intervento, risultati raggiunti e conclusione del rapporto.

    Il counselor non fa diagnosi, non interpreta i comportamenti: il percorso di consapevolezza, di crescita e trasformazione si sviluppa nell'ambito di una scoperta progressiva frutto dell'alleanza con il cliente.

  2. #32
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
    Data registrazione
    03-02-2009
    Messaggi
    318

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da quattrostracci Visualizza messaggio
    Sapendo che in quasi tutti i paesi del mondo non esistono gli equivalenti dei nostri ordini professionali, come giudichi questi paesi? Medievali?

    Nella bigotta, provinciale e medievale Francia non esiste l'Ordine degli psicologi (ma gli psicologi ci sono e lavorano, anche nel pubblico). Nella bigotta, provinciale e medievale Inghilterra non esiste l'Ordine degli psicologi (ma gli psicologi ci sono e lavorano, anche nel pubblico). Naturalmente posso andare avanti...

    In quasi tutti i paesi europei esistono criteri di accreditamento, esattamente come quelli previsti dal counseling in Italia e dalle loro associazioni.

    Siamo noi che siamo fuori dal mondo, non gli altri...
    .....Anche nella bigota provincia della Svizzera non esiste il "santo ordine di psicologi" e nemmeno il venerabile presidente dello stesso...

  3. #33
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
    Data registrazione
    03-02-2009
    Messaggi
    318

    Riferimento: Abuso di professione?

    Scusate se mi sono ripetuto con quatrostracci nella risposta a johnny non mi sono accorto che ha già risposto lui....:-))

  4. #34
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    benissimo, mi piacerebbe sapere, a questo punto, se per essere iscritti ad secome psicologi che fanno counseling (psicologico) sia sufficiente essere iscritti all'albo (visto che il counseling è un'attività che lo psicologo può già fare) o se bisogna fare un corso di 3 anni.
    O se, come mi auguro, sia sufficiente avere un master in counseling (non necessariamente di 3 anni, anzi lo trovo troppo lungo per uno psicologo) o esperienza sul campo (sempre per dimostrare di avere le famose "competenze", visto che queste - per definizione - non si acquisiscono solo nello studio ma soprattutto dall'esperienza).
    Francamente non ne ho idea... Vado a memoria: un annetto fa (quando ho incominciato a seguirli) lessi un articolo (non mi ricordo se sul loro sito o sulla loro pagina di facebook) in cui si parlava di "formazione specifica". Di più non saprei dirti.

    Secondo me fai prima a contattarli. Io ho scritto loro 2 volte per delle informazioni e mi hanno risposto sempre e cortesemente.

    Ciao :-)

  5. #35
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
    Data registrazione
    15-01-2010
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    453

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da ParanorWill Visualizza messaggio
    E passato un po' di tempo da quando ho iniziato a seguire le discussioni su questo forum. Ma in effetti sembra che l'abitudine di alcune persone a ad accomunare pedagogisti ed altre figure professionali a cartomanti e stregoni non sia passata per nulla.
    E piuttosto curioso che proprio delle persone che tengono particolarmente a sottolineare l'importanza di competenza e di adeguata formazione per svolgere correttamente un lavoro ( naturalmente a parole e proclami), siano poi le stesse che non hanno il più vago sentore di cosa comportino le funzioni di una professionalità limitrofa. Curiosi personaggi convinti che un pedagogista faccia sabba o riti sciamanici Forse ci si dovrebbe maggiormente chiedere quanto non sia in realtà piuttosto un operazione autolesionista presentarsi alle persone fornendo un immagine di questo genere della propria professionalità e dei rapporti che si instaurano con gli altri.
    Non ho paragonato pedagogisti e cartomanti associandoli nel lavoro che svolgono ma associandoli nel fatto che spesso sottobanco pensano di poter fare il lavoro dello psicologo senza una formazione adeguata in merito! Come nel caso specifico riportato dalla ragazza che ha fatto la domanda....

  6. #36
    Banned
    Data registrazione
    14-01-2009
    Messaggi
    4,394

    Riferimento: Abuso di professione?

    Quattrostracci, apprezzo la spiegazione, ma ne ero già al corrente
    Ho riportato il link della regione liguria perchè mi sembrava definisse in modo specifico le figure professionali riconosciute dal ssn per la diagnosi di dsa . Se posso esprimere un parere personale, ritengo che la scelta sulle figure adatte in questo ambito abbia un senso, o no ?
    Di certo la famiglia è libera di rivolgersi al professionista privato pedagogista o chi altro,ma a suo rischio , in quanto si spera possa essere qualificato al fine di una diagnosi corretta.

  7. #37
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da Haidy2009 Visualizza messaggio
    Quattrostracci, apprezzo la spiegazione, ma ne ero già al corrente
    Ho riportato il link della regione liguria perchè mi sembrava definisse in modo specifico le figure professionali riconosciute dal ssn per la diagnosi di dsa . Se posso esprimere un parere personale, ritengo che la scelta sulle figure adatte in questo ambito abbia un senso, o no ?
    Di certo la famiglia è libera di rivolgersi al professionista privato pedagogista o chi altro,ma a suo rischio , in quanto si spera possa essere qualificato al fine di una diagnosi corretta.
    Certo, a suo rischio. Io non avrei dubbi: mio figlio lo manderei da un pedagogista. La pedagogia è da decine di anni che si occupa di questo, la psicologia da poco più di una manciata di anni.

    Secondo me c'è un errore di fondo ovvero il ritenere che se un professionista ha un ordine l'utente è più garantito. Io sono profondamente contrario a questa logica e più passa il tempo più sta accadendo l'opposto. Sono proprio i professionisti senza un ordine che si raggruppano in associazioni che danno maggiori garanzie all'utenza: perché si classificano, si presentano in maniera trasparente, si aggiornano, fanno supervisione, etc.

    Per come me lo ricordo io, le cose andavano meglio quando l'Ordine degli psicologi non c'era. E, francamente, non è che all'epoca vi fossero abusi... Sappiamo tutti che la Legge è stata fatta non per prevenire gli abusi, ma per ragioni sindacali (garantire CCNL e primariati nelle ASL anche agli psicologi) e di potere (con la nascita delle facoltà di psicologia ed il progressivo distacco dalle facoltà di medicina occorreva ricollocare i baroni universitari).

    Sarebbe bello se i giovani psicologi avessero il tempo e la voglia di leggersi:

    * resoconti delle Commissioni parlamentari dell'epoca, mentre si discuteva la Legge 56/89
    * i bollettini dell'AUPI (Associazione Unitaria degli Psicologi Italiani, ovvero il Sindacato)
    * i bollettini della SIPs (Società Italiana di Psicologia, ovvero la rappresentanza della libera professione)
    * i carteggi della SPI (Società Psicoanalitica Italiana)

    Si capirebbero tante cose. Non ultima il fatto che l'esplosione di tutte le professioni così dette limitrofa alla psicologia (quelle che molti psicologi chiamano abusive) corrisponde con la regolamentazione della professione di psicologo.

  8. #38
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
    Data registrazione
    23-06-2005
    Messaggi
    63

    Riferimento: Abuso di professione?

    A proposito del discorso relativo al trattamento dei DSA. Poco fa leggevo su un forum di discussione di logopedisti, e una posizione molto caldeggiata da parte delle persone che vi intervenivano era proprio quella che sosteneva che il trattamento dei DSA , da parte altre figure professionali al di fuori della loro, costituisse abuso della professione. Includendo nella lista, assieme ai pedagogisti, anche gli psicologi.
    Sembra proprio che di questi tempi la crisi nel mercato del lavoro faccia accampare pretese di riserve professionali esclusive da parte di chiunque...

  9. #39
    Postatore OGM L'avatar di willy61
    Data registrazione
    20-09-2004
    Residenza
    Albino (BG)
    Messaggi
    4,192
    Blog Entries
    281

    Riferimento: Abuso di professione?

    Sono assai incuriosito da questa discussione. In parte perché non so praticamente nulla di DSA, in parte prché faccio fatica a capire la contrapposizione tra psicologi e altre figure professionali (compresi pedagogisti, insegnati, coach e counsellor).

    Non penso che qualsiasi aspetto relativo alla disabilità o alla sofferenza (o alla relazione) debba necessariamente venire trattato da psicologi, né che come psicologi, possediamo poteri magici e/o saperi tecnici che ci consentano di intervenire su qualsiasi problema.

    Forse, e dico forse, come psicologi siamo eccessivamente "attaccati" alla psicopatologia, ma i disturbi dell'apprendimento possono dipendere da molti fattori, che con la psicopatologia hanno davvero poco a che vedere. E che vanno dalle ipoacusie, ai disturbi della visione, fino a disturbi motori e, per su un versante differente, possono essere in relazione con il livello di reddito della famiglia, la disponibilità di strutture sociali che favoriscano l'apprendimento, la disponibilità di tecnologie di comunicazione.

    C'è una rivista, in lingua inglese, "Learning Disabilities Quarterly" che sto esplorando, dopo la lettura di alcuni interventi di questa discussione. Sinceramente, vedo poche possibilità di intervento per noi psicologi (perlomeno per chi, come me, si è formato in ambito clinico). Ne vedo molte di più per altre figure professionali.

    Buona vita
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  10. #40
    L'avatar di crissangel
    Data registrazione
    11-09-2006
    Residenza
    Veneto [behind an unbreakable window]
    Messaggi
    2,896
    Blog Entries
    4

    Riferimento: Abuso di professione?

    Salve a tutti
    intervengo nuovamente in questa discussione, stavolta in veste di moderatore (ma non è mia intenzione riprendere nessuno). Il dialogo ed il confronto sta viaggiando su buoni livelli, ringrazio pertanto i vari partecipanti per aver reso questo scambio interessante e per aver mantenuto toni civili.

    Un piccolo appunto: se vogliamo parlare di anni di permanenza nel forum, io mi sono iscritto per la prima volta nel maggio del 2002 e quindi vi batto tutti e non nascondo che mi sarebbe piaciuto, almeno all'inizio, che questa discussione rimanesse attinente alla richiesta dell'utente che l'ha aperta, a cui, sempre a mio parere, va un plauso per aver coltivato il dubbio rispetto alle premesse di apertura di questo sportello, essendo lei ancora una studentessa. Spesso, questo tipo di discussioni si sviluppa esattamente come si è sviluppata questa, ossia con la creazione di due "fazioni" che difendono ognuna la propria posizione.

    Lungi da me stoppare il flusso di idee e le varie informazioni e considerazioni che vengono prodotte grazie a questo conflitto fatto di interessanti simmetrie, anche se a dire il vero, discussioni di questo tipo ve ne sono parecchie (soprattutto sulla diatriba psicologo vs counsellor).
    L'unica cosa che personalmente mi spiace un po' è sentire frasi come "finalmente qualcuno che dice cose sensate" nel momento in cui si trova qualcuno che la pensa esattamente come noi: ognuno porta punti di vista differenti, che sono un distillato della propria personalità, della propria preparazione, delle proprie esperienze e anche della propria età e dei tempi in cui si affaccia sul mondo del lavoro.
    Per mia esperienza il lavoro di equipe e la possibilità di confrontarsi con altre professionalità rappresenta una ricchezza, che bisogna però saper cogliere. Sono inoltre d'accordo sul fatto che vi sono diverse aree di sovrapposizione di competenze date dal fatto che per determinati aspetti non può esserci un solo professionista di elezione che se ne possa occupare.
    Io cercherei però di circoscrivere la discussione alla domanda iniziale: avete allargato il focus, ora magari proviamo a restringerlo nuovamente, anche alla luce dei vari contributi messi sul piatto dai vari partecipanti.

    Vorrei solo rispondere a questo passaggio, in maniera molto veloce:

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Forse, e dico forse, come psicologi siamo eccessivamente "attaccati" alla psicopatologia, ma i disturbi dell'apprendimento possono dipendere da molti fattori, che con la psicopatologia hanno davvero poco a che vedere. E che vanno dalle ipoacusie, ai disturbi della visione, fino a disturbi motori e, per su un versante differente, possono essere in relazione con il livello di reddito della famiglia, la disponibilità di strutture sociali che favoriscano l'apprendimento, la disponibilità di tecnologie di comunicazione.
    Il Disturbo Specifico dell'Apprendimento è un disturbo di natura neurobiologica e la sua diagnosi viene fatta in seguito ad attenta valutazione, utilizzando strumenti adeguati e di riconosciuta validità. Nel fare diagnosi vanno esclusi disturbi di tipo sensoriale e il livello di sviluppo intellettivo deve risultare nella norma. Condizioni sfavorevoli a livello economico o relazionale a carico del nucleo familiare ricadano, in genere, sotto la categoria di "svantaggio socio-culturale" che nulla ha a che vedere con il DSA

    C'è una rivista, in lingua inglese, "Learning Disabilities Quarterly" che sto esplorando, dopo la lettura di alcuni interventi di questa discussione. Sinceramente, vedo poche possibilità di intervento per noi psicologi (perlomeno per chi, come me, si è formato in ambito clinico). Ne vedo molte di più per altre figure professionali.

    Buona vita
    Lo psicologo, opportunamente formato, così come diverse altre figure professionali, può invece fare moltissimo attraverso l'applicazione di diverse tecniche di abilitazione/riabilitazione che costituiscono il trattamento. Il trattamento è tanto più efficace quanto più precisa è la diagnosi, di primo e di secondo livello (quest'ultima riferita ad approfondimenti di tipo neuropsicologico che danno un profilo di tipo funzionale delle abilità cognitive). In comorbidità, o come conseguenza, al DSA ci sono spesso problematiche di autostima, di impotenza appresa, di fiducia in se stessi e negli altri, di motivazione intrinseca, che vanno presi in considerazione e gestiti.

    Certo, io non metto in dubbio di sicuro il ruolo dell'educatore, non metto in dubbio il ruolo del pedagogista, non metto in dubbio il ruolo del logopedista: specie quest'ultimo, anche rispetto alle consulenze alla scuola, ha dato risposte per molti anni nel campo dei DSA e di tutti quegli accorgimenti che ora si chiamano misure compensative e misure dispensative.

    Però discussioni sui disturbi di apprendimento ce ne sono già molte, vi chiederei la cortesia di non andare troppo fuori tema e di riprendere la discussione relativamente al ruolo dello psicologo e professioni limitrofe rispetto al quesito centrale di questa discussione. Grazie e buona continuazione
    Ultima modifica di crissangel : 19-11-2012 alle ore 22.05.41
    Sei un professionista? Servizio Supervisioni e E-book per professionisti

    Per la tua formazione post laurea, dai un'occhiata alle proposte di Opsonline:
    Corsi d'aula
    Corsi on line
    Webinar

    Regolamento Forum



    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  11. #41
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da emanuela00 Visualizza messaggio
    Salve a tutti, vorrei un consiglio circa una situazione raccontatami ieri da una mia conoscente. Lei fa la maestra d'asilo, e le ho chiesto se nel suo asilo ci fosse uno psicologo, mi ha detto che il comune preme perché ci sia nell'asilo uno sportello d'ascolto per i genitori ma la direttrice e le altre maestre non vogliono che ci sia un vero psicologo e fanno fare questo sportello ad una sua collega, le sue testuali parole : lei e solo laureata in psicologia o qualcosa di simile, non vogliamo che ci sia per lo sportello unveropsicologo altrimenti si crea troppa attenzione attorno a sto sportello, quando i genitori vogliono parlare di qualcosa basta che si rivolgano a noi maestre o alla direttrice! praticamente dicono al comune che c'è lo psicologo che fa lo sportello e invece ci mettono una maestra dell'asilo che magari ha studiato psicologia ma non e abilitata. Secondo voi e abuso di professione? credo che ognuno di noi debba battersi e fare la sua parte per dare valore alla figura dello psicologo, come dovrei comportarmi? Che mi consigliate di fare?
    Rientro nei ranghi come giustamente richiesto dal moderatore e vado a rispondere direttamente al post iniziale di emanuela 00.

    La mia esperienza mi fa dire che, sempre più scuole, preferiscono orientarsi verso uno sportello d'ascolto che non sia strettamente psicologico. Spesso, in ragione anche delle scarse risorse disponibili, tale sportello è affidato ad un membro interno della scuola stessa, ovvero un insegnante. Effettivamente in questi anni gli psicologi non se la sono giocata bene, all'interno delle scuole. Questo si deve, a mio avviso, riallacciare in generale all'idea che lo psicologo ha trasmesso nei confronti della gente comune. In Italia peraltro non vi è neppure una grande tradizione di psicologia a scuola, e dunque spesso si sono fatti banali scivoloni, come ad esempio attivare uno sportello psicologico all'interno della scuola, anziché strutturarlo all'esterno.

    In realtà le attività che andrebbero fatte a scuole sono altre e lo "sportello" dovrebbe rappresentare una minima parte del tempo che lo psicologo dovrebbe dedicare alla scuola. Da questo punto di vista, risultati alla mano, il modello statunitense risulta essere quello maggiormente efficace (sì, lo so, c'è chi protesterà dicendo che in USA si spara in classe mentre da noi questo non accade...). Tale modello prevede una interazione costante tra professionista, scuola, alunni e famiglia. Si tengono settimanalmente incontri in classe (in orario scolastico), momenti di incontro extrascolastici, incontri con i genitori, pianificazione di attività, incontri con gli insegnanti e, infine, anche lo sportello.

    Molti dirigenti scolastici stanno attivando "sportelli" volti a cogliere il disagio che gli alunni portano a scuola. In tal senso il disagio non deve essere necessariamente "psicologico", se con questo termine si vuole intendere un tipo di disagio considerabile solo dallo psicologo. Dunque da questo punto di vista - e così vado a rispondere a una delle tue domande - uno sportello d'ascolto a scuola non deve essere necessariamente gestito da uno psicologo.

    Altra cosa è quello che la scuola dice. Mi spiego: se la scuola formalmente dice di avere uno sportello gestito da uno psicologo, e poi lo sportello è gestito da un'insegnante, allora questo non è corretto. Non tanto per una questione di sostanza, quanto per una questione di forma.

    A onor del vero devo dire che spesso accade che tutt'oggi in Italia tali errori sono compiuti in "buona fede". Spesso si crede che un laureato in psicologia sia d'ufficio uno psicologo. L'Italia è un paese strano, uno di quei pochi paesi dove c'è differenza formale tra il titolo di studio (dottore in psicologia) e titolo professionale (psicologo). E questo spesso trae in inganno molte persone. Non che questa sia una giustificazione (specialmente se l'errore è commesso da un dirigente scolastico), ma forse vuole essere una spiegazione.

    Dunque, riepilogando: certamente uno sportello in una scuola può essere gestito da varie figure (psicologi, counselor, consulenti di orientamento, insegnanti, pedagogisti, etc.), ma se lo definisci sportello d'ascolto psicologico allora le persone si aspettano di trovarci uno psicologo.

    Peraltro, sempre più spesso, stanno nascendo "figure ibride" che portano con sé competenze anziché titoli professionali. E' il caso, ad esempio, di un bellissimo master in counseling scolastico promosso dall'Università di Verona. A questo master si possono iscrivere solo laureati (di qualunque indirizzo). Una volta usciti dal master, non sei counselor (perché le attuali autoregolamentazioni del counseling prevdedono altri percorsi per poter essere accreditati come tali) e non sei ovviamente psicologo. Magari sei un laureato in lettere piuttosto che in biologia che a seguito del biennio universitario ha acquisito competenze scolastiche. Il futuro - lo dico da anni - ce lo giocheremo sulle competenze e non sul titolo di studio o sul titolo professionale.

    Nel caso specifico da te raccontato non parlerei di abuso di professione, ma più propriamente - quantomeno - di un po' di confusione e di disorganizzazione.

    Ciao

  12. #42
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da r.chavo74 Visualizza messaggio
    Ecco ti riportato alcune attività tipiche di counselor (tratte dal sito assocounselling):
    "
    L'obiettivo degli incontri è quello di migliorare nel cliente la consapevolezza di sé e delle proprie modalità di relazione, al fine di sviluppare le capacità di analisi del problema portato, potenziare le risorse per affrontare la situazione specifica e promuovere autonomia ed efficacia nelle scelte.

    L'accettazione del cliente e del suo stato emotivo, la comprensione, la fiducia nelle sue possibilità, il rispetto per la diversità e una relazione paritaria favoriscono un rapporto di apertura e collaborazione per l'analisi del problema e per gli obiettivi di cambiamento.
    Gli interventi possono anche essere di mero sostegno nelle difficoltà, di contenimento del dolore, di supporto emozionale e rassicurazione, ma non devono perdere di vista la possibilità di sviluppare consapevolezza del problema, autonomia nelle scelte e fiducia nelle possibilità di trasformazione.

    Le emozioni del cliente sono accettate in quanto libera espressione di sé e naturale reazione alle situazioni della vita. Il counselor le accoglie per migliorare il livello di consapevolezza e l'intelligenza emozionale. Aiuta quindi a comprenderne il significato e i fattori correlati riportando sempre il focus del lavoro sulla ricerca delle soluzioni nel "qui e ora".

    Nelle relazioni in cui i colloqui sono numerosi si dovrà in ogni caso verificare costantemente l'attuazione dei piani d'azione progettati e l'efficacia degli interventi in modo che sia sempre chiara la relazione fra intervento, risultati raggiunti e conclusione del rapporto.

    Il counselor non fa diagnosi, non interpreta i comportamenti: il percorso di consapevolezza, di crescita e trasformazione si sviluppa nell'ambito di una scoperta progressiva frutto dell'alleanza con il cliente.
    bellissimo, dimmi in cosa si differenza dall'attività dello psicologo secondo la legge 56/89

    Citazione Originalmente inviato da ParanorWill Visualizza messaggio
    A proposito del discorso relativo al trattamento dei DSA. Poco fa leggevo su un forum di discussione di logopedisti, e una posizione molto caldeggiata da parte delle persone che vi intervenivano era proprio quella che sosteneva che il trattamento dei DSA , da parte altre figure professionali al di fuori della loro, costituisse abuso della professione. Includendo nella lista, assieme ai pedagogisti, anche gli psicologi.
    Sembra proprio che di questi tempi la crisi nel mercato del lavoro faccia accampare pretese di riserve professionali esclusive da parte di chiunque...
    noi psicologi siamo un passo avanti infatti oltre a lamentarci dei presunti abusivi, ce li coltiviamo in casa insegnando a tutti come fare il nostro lavoro

  13. #43
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
    Data registrazione
    03-02-2009
    Messaggi
    318

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da emanuela00 Visualizza messaggio
    Salve a tutti, vorrei un consiglio circa una situazione raccontatami ieri da una mia conoscente. Lei fa la maestra d'asilo, e le ho chiesto se nel suo asilo ci fosse uno psicologo, mi ha detto che il comune preme perché ci sia nell'asilo uno sportello d'ascolto per i genitori ma la direttrice e le altre maestre non vogliono che ci sia un vero psicologo e fanno fare questo sportello ad una sua collega, le sue testuali parole : lei e solo laureata in psicologia o qualcosa di simile, non vogliamo che ci sia per lo sportello unveropsicologo altrimenti si crea troppa attenzione attorno a sto sportello, quando i genitori vogliono parlare di qualcosa basta che si rivolgano a noi maestre o alla direttrice! praticamente dicono al comune che c'è lo psicologo che fa lo sportello e invece ci mettono una maestra dell'asilo che magari ha studiato psicologia ma non e abilitata. Secondo voi e abuso di professione? credo che ognuno di noi debba battersi e fare la sua parte per dare valore alla figura dello psicologo, come dovrei comportarmi? Che mi consigliate di fare?
    All’esauriente risposta data da quattrostracci aggiungo (proprio per il sostegno della tesi sulle competenze e non necessariamente sul titolo) che se il sportello d’ascolto è gestito da uno “non psicologo” può avere dei vantaggi ad esempio il giudizio o lo stereotipo culturale negativo (purtroppo) secondo il quale dallo psicologo si recano i “malati di mente”.
    Alla fine un esempio concreto, per la mia tesi di laurea ho fatto un lavoro sperimentale con vari questionari e interviste e ad esempio io opero nel ambito sanitario (la mia tesi era su Mobbing nello stesso ambito) è risultato che la stragrande maggioranza dei colleghi allo sportello d’ascolto avrebbero preferito un NON psicologo. Non ho approfondito le ragioni di tale preferenza (ma un po’ sono dispiaciuto in quanto sembra che lo psicologo non sia percepito ancora come figura centrale in questo ambito) e potrebbe essere interessante farlo in futuro, ma attualmente il counsellor (di prima formazione laureato in infermieristica poi diplomato alla scuola triennale di counsellor ad orientamento integrato) sta svolgendo un ottimo lavoro e NON è laureato in psicologia e tantomeno psicologo.
    Cari saluti.

  14. #44
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
    Data registrazione
    03-02-2009
    Messaggi
    318

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    bellissimo, dimmi in cosa si differenza dall'attività dello psicologo secondo la legge 56/89
    :
    Non ho mai sostenuto che alcune attività o ambiti d'intervento non possano essere sovraponibili ma solamente che le stesse non possono essere considerate di esclusivo dominio dello psicologo:-)))

    E per esperienza PERSONALE quindi di esclusivo valore empirico e non scientifico sperimentale, uno psicologo appena laureato fa moooooolta fattica ad esercitare tali attività. E' neccessario che egli operi in gruppo multidisciplinare, sotto supervisione e che faccia ESPERIENZA prattica...

  15. #45
    Partecipante Super Esperto L'avatar di quattrostracci
    Data registrazione
    06-07-2006
    Messaggi
    717

    Riferimento: Abuso di professione?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    bellissimo, dimmi in cosa si differenza dall'attività dello psicologo secondo la legge 56/89
    Conosco la 56/89 a memoria. L'unico articolo in cui si parla di chi è e cosa fa lo psicologo è l'articolo 1. E, come ben sai per aver trattato questo tema più volte, è assolutamente scarno, poco dettagliato, poco comprensibile e ha generato negli ultimi 20 anni una valanga di problemi. A questo si aggiunge la vergogna dell'articolo 3, che ci obbliga a condividere la psicoterapia con i medici, clausola necessaria alla nostra stessa esistenza (altrimenti col piffero che i medici avrebbero acconsentito a dare l'OK all'Ordinamento della professione di psicologo).

    Detto questo attendiamo tutti con ansia, a distanza di 20 anni, che il CNOP si degni di produrre gli atti tipici della professione (una loro commissione ci lavora da anni, senza aver prodotto un tubo, se non un articoletto sulla "diagnosi psicologica"). Il problema, Johnny, è che sono gli altri a essere avanti...

    E noi siamo sempre fermi al palo. E anziché andare sotto la sede del CNOP con i forconi, continuiamo a trovare alibi altrove. Anziché andare da un preside con un progetto scolastico convincente, continuiamo a lamentarci che ci vanno i pedagogisti.

Pagina 3 di 7 PrimoPrimo 12345 ... UltimoUltimo

Privacy Policy