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Discussione: Verso la professione?

  1. #31
    Neofita L'avatar di anninavr
    Data registrazione
    04-10-2004
    Residenza
    Verona
    Messaggi
    11

    e lo psico del lavoro??

    Ciao!!
    Io, invece, sono una dott.ssa in Psico del Lavoro e a marzo 2005 ultimerò il tirocinio.

    HT Sirri dai qualche consiglio anche a me, per favore?
    O chiunque volesse!!!

    Ho 24 anni e a giugno vorrei sostenere l'esame di stato.
    Non ho intenzione di fare master o scuola di specializzazione perchè credo che ora sia tempo di fare esperienze pratiche.
    Ho fatto uno stage pre-laurea in un ufficio che progettava corsi di formazione tecnica, ma la formazione non è la mia strada!
    Il tirocinio che sto facendo ora è in una società di selezione del personale a tempo indeterminato e mi piace abbastanza, anche se ora mi attira la parte commerciale, che qui non ho la possibilità di conoscere. Per questo, vorrei fare un'esperienza commerciale nel marketing/pubblicità, ma è già difficile che uno psicologo entri in quest'ambiente, figuriamoci uno senza alcuna esperienza.. Ma sono fiduciosa!!
    Sono di Verona e, dopo aver maturato le competenze necessarie e, quindi a lungo termine, ho in mente di aprire una società di consulenza aziendale nei vari settori detti sopra..
    Consigli? Suggerimenti? Opportunità? Proposte?!
    GRAZIE, AnnaHT Sirri dai qualche consiglio anche a me, per favore?

  2. #32
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*
    Data registrazione
    28-02-2002
    Messaggi
    78
    Ciao a tutti,
    ciao Stefano, ormai mi sa che dovrai farti pagare per tutte queste consulenze che ti chiediamo!!!
    A parte gli scherzi... a Tina hai già risposto tu, è ovvio che ha risposto...diciamo...in maniera un pò...affrettata.... E' molto utile e importante, cmq, per noi capire quale è stata l'esperienza di chi è più avanti di noi di qualche anno (di tempo/formazione/lavoro/esperienza etc etc). Per cui se Tina volesse esporci la sua esperienza un pò meglio credo che farebbe cosa gradita a molti
    Stefano, anche io sono stanca di sentire quello che "NON", anche se credo che fare un pò di esperienza non retribuita (nn chiamatelo volontariato, please, che è altra cosa!) possa essere utile, necessario etc. etc.
    X CICCIOLAT et al.: io lo faccio nell'ASL rm c, e per ora mi sto occupando di somministrazione di test (MMPI e WAIS). Mi accingo a assistere ai colloqui di accoglimento e alle visite domiciliari. Nn credo di poter fare altro: se nn è così datemi qualche suggerimento. Ciccio tu che fai?!
    Baci a tutti
    stella
    "Il rigore da solo è morte per paralisi
    ma l'immaginazione da sola è pazzia"
    G. Bateson

  3. #33
    tinacalbi
    Ospite non registrato
    Ragazzi, mi dispiace se la mia risposta possa essere sembrata affrettata....d'altra parte è un pò un'invasione di campo, lo ammetto.
    La mia esperienza è come quella di tanti altri: laurea, tirocinio in una struttura pubblica e poi...il nulla! Fatto l'esame di stato inizia lo sconforto, iosono sincera, non voglio scoraggiare chi percorre questa strada, ma dire quella che è stata la mia esperienza e quella di molte altre persone che conosco. In questa professione, a dispetto di tante altre, la giovane età non è un vantaggio! io ho 30 anni e un anno fa mi è stato chiesto da una mamma, mentre aspettavo dei genitori per dei colloqui relativi ad un progetto contro la dipersione scolastica, "Signorina ma lei è laureata???"....dico mica dimostro 15 anni!!!
    Scherzi a parte, se voi aveste un problema medico, fi fidereste di un medico di 30 anni? io non lo so...ma a ragione!
    I lavori per psicologi, abilitati e con esperienza sono pochi, saltuari e poco remunerati....questo è quello che ho incontrato io, almeno su Roma.
    La libera professione, che io esercito, è remunerativa e soddisfacente...ma trovare i pazienti è veramente drammatico: chi ti conosce e si fida, non può, nè verrebbe mai da te...gli altri non ti conoscono e comunque per loro sei giovane e senza esperienza e se proprio devono sganciare 40 bigliettoni (nella migliore delle ipotesi) preferiscono darli a chi ha gia successi accertati alle spalle!
    Il mio primo paziente è di un anno e mezzo fa, affetto da attacchi di panico, agorafobia e depressione...dopo 6 mesi non aveva più gli attacchi di panico e questo grazie a me e alla sua collaborazione....lui è un caso, ma quanti ce ne sono che si affiderebbero? Il consiglioc he posso dare a chi si affaccia al mondo del lavoro è quello di distinguersi, specializzarsi, e soprattutto chiarirsi le idee circa quello che vogliono fare! io volevo fare la psicoterapeuta dal primo anno di università e quello sto diventatndo. Le esperienze in campo psicologico sono state all'incirca quelle,anche quando non mi hanno pagato...le altre erano per pagare e di psicologico, vi assicuro, non avevano nulla...se non il bisogno di ricorrervi!
    Un bacio a tutti
    p.s. stefano, scusa se ti sono sembrata aggressiva....

  4. #34
    tinacalbi
    Ospite non registrato
    ...dimenticavo
    x stella: anch'io sono stanca di sentire quello che NON si può fare...ma provate a guardare gli annunci di lavoro...c'è un famoso centro di Roma, molto sponsorizzato, anche su questo sito...che assume...assume...assume...psicologi per lavori gratis...se continuiamo a lavorare gratis....nessuno cipagherà mai, senon i nostri pazienti!
    Se io avessi ricevuto pagamenti per tutti i lavori che invece ho fatto gratis...sarei ricchissima!!!!

  5. #35
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da tinacalbi
    [CUT]In questa professione, a dispetto di tante altre, la giovane età non è un vantaggio! io ho 30 anni e un anno fa mi è stato chiesto da una mamma, mentre aspettavo dei genitori per dei colloqui relativi ad un progetto contro la dipersione scolastica, "Signorina ma lei è laureata???"....dico mica dimostro 15 anni!!!
    Scherzi a parte, se voi aveste un problema medico, fi fidereste di un medico di 30 anni? io non lo so...ma a ragione!
    Il mio medico ha 35 anni, non solo ti visita, ma spesso tiene le persone ben oltre la mezzora.
    C'e' chi si lamenta di questo, io invece ne sono felice: soprattutto quando si parla di salute, secondo me, e' meglio fare un po di fila perche' il medico ti guarda per bene, piuttosto che liberarsi velocemente.

    Una delle prime persone che ho avuto in studio mi disse che era contenta che io fossi giovane perche' un giovane, essendo uscito da poco dall'universita', e' piu' aggiornato (parole sue).

    La "morale" di questo discorso e' semplice: il mondo e' bello perche' e' vario, ed ognuno decide per se come meglio crede.

    Il consiglioc he posso dare a chi si affaccia al mondo del lavoro è quello di distinguersi, specializzarsi, e soprattutto chiarirsi le idee circa quello che vogliono fare!
    Daccordissimo.
    Distinguersi e' molto importante: se io sono "uno psicologo come tanti", perche' qualcuno dovrebbe venire proprio da me?
    Specializzarsi, che non significa solo nella formazione, ma anche nei servizi che eroghiamo: chi ha una problematica specifica andra' da uno psicologo, o da chi dice di essere specializzato in quel campo?
    Quindi bisogna buttarsi, ma sempre con il "paracadute", cioe' avere un piano articolato, in cui si progetta il tutto a tavolino:
    - che cosa si vuole fare?
    - che servizi si vogliono erogare?
    - con che utenza?
    - in che modo raggiungo la mia utenza?
    - ecc.


    p.s. stefano, scusa se ti sono sembrata aggressiva....
    Nessun problema.


    Mi scuso, purtroppo ultimamente non ho molto tempo, ma appena posso rispondo a tutti.

    Un abbraccio,

    Stefano

  6. #36
    Amistade
    Ospite non registrato

    Per il Dott. Sirri

    Dici che tu non hai mai avuto bisogno di lavorare gratis: ti rispondo con un "beato te!".
    Ora ti domando: se avessi cercato un posto per fare tirocinio ben 5 mesi prima del tempo, se avessi ricevuto SOLO "tutto pieno", e gli unici posti disponibili sono quelli dove fai fotocopie o giochi a flipper sul pc, cosa avresti fatto? Ti dico subito che nella mia città è "tutto pieno", con "fila chilometrica" in tutti i posti che danno un minimo di formazione, questo per colpa di 500 laureati in psicologia che a marzo approderanno nei vari centri per un tirocinio. Va avanti chi ha l'accozzo, duro da dirsi ma è così. E se tu l'accozzo non l'avessi, e ti fossi ritrovato a fare le fotocopie (alternativa: 6 mesi senza fare niente), da dove l'avresti presa la tua formazione? Cosa sapresti fare dopo il tirocinio?
    La situazione in cui molti si trovano è di non avere le conoscenze per entrare in un ospedale o in un CIM, o in un sert, o in quello che vuoi, per cui non hanno le basi per poter essere operativi e competitivi sul mercato del lavoro.
    Dài per scontato che tutti dopo il tirocinio abbiano ottenuto una formazione come la tua, ma è solo un grande illudere chi cerca di andare avanti. L'alternativa unica a questa disastrosa faccenda, è quella di continuare il tirocinio oltre-tempo per apprendere qualcosa di buono, anche a costo di farsi sfruttare.
    E' comodo dire "gratis mai" quando ci sono colleghi costretti a fare "tirocinio" in un posto dove non c'è psicologo, questo pur di passare l'anno e dare l'esame di stato senza perdere altro tempo.
    Onestamente non so chi possa prendere un lavoratore non retribuito data l'affluenza di tirocinanti che c'è, parlo anche di 6 tirocinanti messi insieme in uno stesso reparto, con altri 6 che aspettano che questi terminimo il periodo. Bisognerà spostarsi di qualche decina di km pur di imparare qualcosa, o meglio, trovare qualcuno disposto a insegnarti qualcosa gratis. Gratis, certo, perchè l'alternativa è peggio di quello che tu rinneghi, invece che lavorare GRATIS bisognerebbe PAGARE per apprendere. Il colmo!

    E' correto tutto il tuo discorso sull'imprenditorialità, salvo una cosa: tenere dei corsi seri non è una cosa che ci si inventa dopo la laurea, bisogna essere molto preparati in certi argomenti, perchè tra il pubblico potrebbero esserci delle persone che potenzialmente potrebbero mettere fortemente in difficoltà... e questo avrebbe un effetto contrario a quello desiderato = ti ritengono un buono a nulla e ti sei bruciato la carriera o quasi.
    Si aiuta uno psicologo a tenere corsi, poi, semmai, si prova autonomamente. Il rischio di incappare in uno "psicologo senza laurea", provocatorio, fomentatorie di popolo, richiede delle capacità gestionali non indifferenti. Aspettarsi queste cose da un neo-laureato è utopia. Nella mia piccolissima esperienza mi è capitato di avere a che fare con persone che si ritenevano più brave di me, o che mi sottovalutavano, o, peggio, che si sopravalutavano. E ti dico che mi è andata bene (nel mio lavoro di insegnante di musica) solo per via dell'esperienza negli anni e della prontezza nel non farmi prendere dalla tensione in situazioni un po' difficili, sempre derivante dalla sicurezza nel saper maneggiare (almeno un po') una chitarra.
    Ma ora come ora non saprei gestire assolutamente una provocazione lanciata da un laureato in filosofia che ribatte coi mezzi suoi sul rapporto tra uomo e donna. Mi sentirei spiazzato, non possiedo l'argomento in termini seri, dovrei studiarci sopra molto. E questa è la parte superficiale. Organizzare un corso è una cosa che richiede non solo capacità organizzative notevoli, ma anche materiali, spazi, personale, autorizzazioni, *adesioni* e una rete di conoscenze vasta. Come la metti tu sembra che sia facile come cambiare una lampadina, ma così, permettimi, non lo è.
    C'è gente che organizza corsi e convegni per lavoro, e non mi salta in mente di improvvisarmi organizzatore senza un minimo di esperienza alle spalle. Mi spiace, ma la preparazione individuale non basta assolutamente, a meno di non pagare qualcuno che ti organizzi il corso (leggi altre spese quando già sei in perdita).
    Il corso va bene quando hai i piedi su un terreno stabile, non per iniziare.

    Saluti

    --
    Amistade

  7. #37
    Partecipante Affezionato L'avatar di stella*
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    28-02-2002
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    78
    ciao tina
    innanzitutto grazie per aver riportato la tua esperienza: tutto è utile di questi tempi! Dopotutto tu hai 30 anni, no? quindi a qualche anno dalla laurea ce la si fa cmq a "iniziare a raggiungere" quello che è stato l'obiettivo che ci ha spinto fin qui!!! Voglio cercare, insomma, di vedere solo il lato positivo delle cose, con la consapevolezza però degli aspetti negativi-difficili etc. Sono abbastanza convinta che più si guarda in rosa e in positivo meglio si affronta la vita e più occasioni si è pronti a cogliere. Che ne dite?
    Per quanto riguarda il lavorare-gratis ora come ora nn mi pesa troppissimo e penso sia necessario, anche e soprattutto per come è strutturato il ns mercato del lavoro. Cerco di ottenere + formazione possibile dal tirocinio, anche se è ovvio che mi sto guardando in giro e al più presto vorrei trovare un lavoro anche x pagarmi un corso che voglio fare da gennaio.
    Baci
    stella*
    "Il rigore da solo è morte per paralisi
    ma l'immaginazione da sola è pazzia"
    G. Bateson

  8. #38
    Postatore Compulsivo
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    torno a ripetere: non è in assoluto il "lavorare aggratis" accettabile o inaccettabile... a mio avviso, ciò che conta è che posto ha quest'esperienza all'interno del nostro progetto professionale... sperando che vi sia

    Lavorare aggratis ti permette comunque di fare esperienza, di apprendere cose, di conoscere persone, ecc... e quest'esperienza sarà tanto più importante quanto più inserita in un progetto! Voglio arrivare lì e quindi vado a cercare quella situazione e so che, magari, sono disposto ad arrivare sino a quel punto e non oltre...

    Quando poi si parla di organizzare corsi, bisogna giustamente riflettere anche sul target a cui li rivolgiamo. Personalmente all'università ho avuto modo di fare cicli di seminari a miei colleghi, quando ancora non ero laureato... però avevo studiato un botto quelle materie ed erano emergenti e poco conosciute...
    Da psy clinici, conosco colleghe che fanno seminari gratuiti a future mamme, anziani, gente qualunque... questo target lo possiamo gestire con tranquillità e se ne può ottenere delle opportunità lavorative, suscitandogli la domanda e portandoli a studio...

    Poi dici per la logistica, i materiali, ecc... anche qui è importante capire di che stiamo parlando... ovviamente non di workshop per manager
    Ci sono strutture che potrebbero darti spazi gratuiti. Prendi per esempio OPs: noi proponiamo seminari gratuiti organizzati da psicologi che affittano nostri spazi per la consulenza e non chiediamo nulla... le scuole sono un'altra opportunità a costo tendente a zero... le parrocchie... gli studi medici...

    Insomma, ritengo sia importante definire bene ciò di cui si parla perché a fare discorsi sul bene e sul mae, sul giorno e sulla notte, si rischia di eccedere in ottimismo o disperazione

    ciauz,
    nico

  9. #39
    CiccioLatino
    Ospite non registrato
    Sono sempre più convinto che ognuno, in Psicologia come in altre discipline, cresce davvero quando ha veramente la voglia di crescere! Mi viene da fare un esempio leggendo di getto tutte le ultime e-mail: se tutti gli stati del mondo si mettessero a fare con passione e con tutte le energie a disposizione un buon caffè, l'Italia perderebbe la prerogativa di essere il paese re del caffè(nonostante la materia prima la importi dal Brasile o dall'Arabia), se tutti si mettessero afare il vino con l'arte con cui lo fanno i francesi allora non ci sarebbe più il "meraviglioso vino francese"!
    Dove voglio arrivare......se tutti gli psicologi avessero le stesse passioni e le stesse opportunità per diventare dei professionisti saremmo un'infinità di psicologi eccellenti! Ma il mondo è bello perchè è vario ed esistono diversi punti di vista e diverse personalità a caccia delle loro passioni e portate chi più chi meno a fare determinate cose. Come gli Italiani per il caffè, appunto, sono convinto che chi ha l'energia e la passione da investire in questa disciplina e ha le cosidette "palle" da mettere in gioco si distinguerà e diventerà un bravo psicologo, gli altri diventeranno bravi a fare altre cose, a fare il vino come i Francesi, a lavorare le stoffe come gli Indiani, a fare le guerre come gli Americani (....ops.....scusatemi, mi son fatto prendere dalla penna!!).
    Io voglio diventare un bravo psicologo e gli stimoli di Stefano mi interessano eccome e non li trovo neanche così lontani dalla realtà come li ritiene Amistade che forse diventerà un bravissimo suonatore di chitarra e buon per lui anche un bravo psicologo!
    Quindi ripropongo ancora di parlare (chi più ne ha e chi più ne sa) di tutte le esperienze possibili e di tutte le fantasie lavorative che ci vengono in mente per farne materia di discussione!
    PS: Per STELLA: Siamo davvero colleghi allora!!!!!IO sto al CSM di via Boccea (ROMA E) e anche io somministro WAIS ed MMPI oltrre ad SCL 90 e Questionari anamnestici e qualitativi, vedo pazienti in accoglienza e in prima visita, seguito dal tutor!!
    baci a tutti!!

  10. #40
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Ciao a tutti/e
    Scusate, ho lurkato fin'ora e, adesso, provo ad intervenire nella discussione. Forse mla mia situazione è un poco differente. Vivo nella provincia di Bergamo, ho 43 anni, mi sono laureato l'anno scorso, ho terminato il tirocinio a settembre e il 23 ho l'esame di Stato a Torino. Naturalmente, anch'io mi chiedo che fare dopo. Però a me, leggendo le vostre riflessioni, pare di essere stato assai fortunato. Specie per quanto riguarda il tirocinio. Mi spiego: mi sono ritrovato affidato ad una splendida tutor. Era una psicologa di più di sessant'anni, gruppoanalista bioniana, che - il primo giorno che ci ha visti (me e il gruppo di tirocinanti) - ci ha detto: "Bene! Settimana prossima abbiamo alcuni appuntamenti. C'è Tizio, Caio, ecc. Chi di voi vorrebbe vedere Tizio per un primo colloquio diagnostico?". E, alle nostre osservazioni che, forse, sarebbe stato meglio vedere il primo paziente assieme a lei, ci ha risposto: "Dopodiché, il secondo paziente sarebbe ancora il primo, per voi, e non finiremmo più. Voi vi siete laureati in psicologia clinica, avete delle conoscenze e delle capacità. È chiaro che i pazienti che vi chiedo di incontrare li seleziono io in base ai risultati della visita psichiatrica, ma mi fido di voi e di quello che sapete. Dopo, in sede di supervisione, ci vedremo e discuteremo e capiremo cosa abbiamo fatto di giusto e cosa di sbagliato e come e perché".
    E siamo partiti così. Certo, per fare i test mi sono ordinato negli Stati Uniti i testi per l'interpretazione del Rorschach con il metodo Exner (dato che nessuno li ha mai né tradotti in italiano). Certo, ho rotto le scatole diverse volte alla mia ex-docente di tecniche proiettive per alcuni dubbi di interpretazione. E, certo, quando un paziente paranoico (disturbo di personalità, non schizofrenia di tipo paranoide) ha cominciato a picchiare i pugni sul tavolo, mi sono spaventato. Ma un tirocinio così mi è servito moltissimo.
    Ora penso che, in provincia di Bergamo ci sono pochissimi psicoterapeuti e pochi studi di psicologi, quindi non avrò molta concorrenza. Sto progettando, con altri due colleghi, una serie di corsi sull'incremento dell'autostima e sui giochi psicologici. Partiremo a gennaio. Credo che sia fondamentale iniziare con attività "leggere" (e lo dico scherzando, perché gestire un gruppo non è mai semplice) e che sono pubblicizzabili senza infrangere le norme del Codice Deontologico, anche perché credo che non serva star male per decidere di star meglio.
    Inoltre, i medici di base del mio paese (circa 15000 abitanti in tutto il comune e zero psicologi) hanno uno studio associato dove i pazienti possono rivolgersi. Progetto di chiedere a loro di consentirmi l'uso dello studio in orari serali o al sabato (quando non lavorano loro) in cambio di un contributo alle spese di gestione proporzionato in funzione dell'utilizzo e di propormi per dare loro una mano su problematiche relative alla compliance farmacologica.
    Inoltre, abbiamo pensato di costituire un'associazione culturale per promuovere l'immagine della psicologia e iniziare conferenze a tema.
    Nella zona operano, inoltre, diverse cooperative sociali, alle quali potremmo presentare progetti mirati.
    Non so che ne potete pensare voi, mi piacerebbe riceve e scambiare opinioni al riguardo.

    Certo, il fatto di avere 43 anni, di aver lavorato da quando ne avevo 18 (prima come tecnico di laboratorio, poi come responsabile di produzione) e di aver svolto attività sindacale, mi consente di avere un certo bagaglio di esperienza di vita che persone più giovani non hanno, ma credo che, a livello di preparazione teorica, io sia nelle vostre stesse condizioni.

    Ciao
    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  11. #41
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Dampyr
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    08-05-2004
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    1,320
    Ma se uno è laureato con indirizzo Lavoro, poi cosa può fare concretamente se si apre uno studio?
    Anche sostegno psicologico?
    C'è molta confusione negli ambiti secondo me...

  12. #42
    Ciao a tutti....
    da quanto cercavo una discussione cosi'!
    Bene, leggendo tutto quando avete scritto mi sorge una domanda, che non vuole essere assoluta, basterebbe una opinione personale...
    Quando secondo voi ci si sente davvero pronti per aprire uno studio e proporre le proprie capacità al servizio dell'utenza?
    Io e' da molto che penso a tale opportunita' e mi piacerebbe lavorare con gli adolescenti. Ho 28 anni e sono laureato da due anni e mezzo, ho lavorato gia' con adolescenti in sportelli scolastici (colloqui) e comunita' per minori....ma....non lo so, forse sono tra quelli a cui manca il "la".
    Certo e' che, come qualcuno diceva prima, sbagliare un colloquio di selezione e' una cosa....sbagliare con un adolescente in depressione puo' portare a indicibili rischi, giusto?
    Attendo un vostro parere e consiglio
    Ciao e grazie
    Alberto

  13. #43
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: e lo psico del lavoro??

    Originariamente postato da anninavr
    Ciao!!
    Io, invece, sono una dott.ssa in Psico del Lavoro e a marzo 2005 ultimerò il tirocinio.

    HT Sirri dai qualche consiglio anche a me, per favore?
    O chiunque volesse!!!
    Eccomi, finalmente!!


    Ho 24 anni e a giugno vorrei sostenere l'esame di stato.
    Non ho intenzione di fare master o scuola di specializzazione perchè credo che ora sia tempo di fare esperienze pratiche.
    Ho fatto uno stage pre-laurea in un ufficio che progettava corsi di formazione tecnica, ma la formazione non è la mia strada!
    Il tirocinio che sto facendo ora è in una società di selezione del personale a tempo indeterminato e mi piace abbastanza, anche se ora mi attira la parte commerciale, che qui non ho la possibilità di conoscere. Per questo, vorrei fare un'esperienza commerciale nel marketing/pubblicità, ma è già difficile che uno psicologo entri in quest'ambiente, figuriamoci uno senza alcuna esperienza.. Ma sono fiduciosa!!
    Sono di Verona e, dopo aver maturato le competenze necessarie e, quindi a lungo termine, ho in mente di aprire una società di consulenza aziendale nei vari settori detti sopra..
    Consigli? Suggerimenti? Opportunità? Proposte?!
    GRAZIE, AnnaHT Sirri dai qualche consiglio anche a me, per favore?
    Obiettivi ambiziosi.

    Io ti consiglio questo: contatta tutte le aziende di consulenza aziendale che trovi nella tua zona, e proponigli una collaborazione.
    Evita quelli che fanno interinale e tieni come seconda scelta le aziende di consulenza internazionali (modello Andersen, per capirci), in quanto difficilmente ti potrai portare dietro i clienti una volta che decidi di staccarti da loro.

    La cosa piu' probabile e' che aprirai la partita IVA, lavorerai in piena autonomia, e ti occuperai di selezione - consulenza aziendale - marketing - ecc.

    Ti avverto subito: in questo mondo, purtroppo, c'e' ancora del maschilismo, e quindi avrai qualche difficolta' in piu' rispetto ai colleghi maschi, ma ce la puoi fare ugualmente.
    ;-))

    Scegli aziende in cui tu dovrai fare anche la parte commerciale (trovare i clienti), perche' questi poi diventeranno la tua base nel momento in cui deciderai di staccarti da loro.

    Un abbraccio e in bocca al lupo,

    Stefano.

  14. #44
    HT Sirri
    Ospite non registrato

    Re: Per il Dott. Sirri

    Originariamente postato da Amistade
    Va avanti chi ha l'accozzo, duro da dirsi ma è così. E se tu l'accozzo non l'avessi, e ti fossi ritrovato a fare le fotocopie (alternativa: 6 mesi senza fare niente), da dove l'avresti presa la tua formazione? Cosa sapresti fare dopo il tirocinio?
    Io sono figlio di un camionista in pensione, mia mamma e' sempre stata casalinga...... ultimogenito di quattro, e l'unico che si e' laureato (lavorando tutte le estati piu' qualche week-end).
    Se io ho gli "accozzi" direi che li abbiamo tutti quanti!
    ;-)))

    Ma forse il punto e' proprio questo: sono abituato a contare solo sulle mie gambe, ad essere concreto e a fare i conti con tutti i limiti ed i muri che ci sono.

    Dici che tu non hai mai avuto bisogno di lavorare gratis: ti rispondo con un "beato te!".
    Forse questo e' stato anche perche' non potevo permettermi di lavorare gratis.......
    ;-))

    Dài per scontato che tutti dopo il tirocinio abbiano ottenuto una formazione come la tua, ma è solo un grande illudere chi cerca di andare avanti. L'alternativa unica a questa disastrosa faccenda, è quella di continuare il tirocinio oltre-tempo per apprendere qualcosa di buono, anche a costo di farsi sfruttare.
    E' comodo dire "gratis mai" quando ci sono colleghi costretti a fare "tirocinio" in un posto dove non c'è psicologo, questo pur di passare l'anno e dare l'esame di stato senza perdere altro tempo.
    E' comodo non lavorare gratis se ti puoi permettere di stare ad aspettare....
    Non e' comodo rimboccarsi le maniche ed investire su se stessi, costruire un progetto e sudare per attuarlo avendo pochi strumenti e tanta voglia di fare.

    Io non do per scontato nulla, dico delle cose semplici:
    Ci sara' un argomento che conosci abbastanza bene? dico uno, uno solo!

    E se non c'e', quanto tempo ti serve per approfondirlo e quindi conoscerlo bene?
    fare un corso di una settimana?

    Benissimo, dopo 1 settimana (non sei mesi, un anno, o piu' ancora), potresti tenere un semplice corsetto per utenti ed iniziare a guadagnare, a farti conoscere, ecc.


    bisogna essere molto preparati in certi argomenti, perchè tra il pubblico potrebbero esserci delle persone che potenzialmente potrebbero mettere fortemente in difficoltà... e questo avrebbe un effetto contrario a quello desiderato = ti ritengono un buono a nulla e ti sei bruciato la carriera o quasi.
    [CUT]
    Ma ora come ora non saprei gestire assolutamente una provocazione lanciata da un laureato in filosofia che ribatte coi mezzi suoi sul rapporto tra uomo e donna. Mi sentirei spiazzato, non possiedo l'argomento in termini seri, dovrei studiarci sopra molto.
    [CUT]
    Il rischio di incappare in uno "psicologo senza laurea", provocatorio, fomentatorie di popolo
    Qui c'e' un errore, non per non conoscenza, ma per insicurezza.

    Se invece viene un medico e ti obietta qualcosa a livello organico che fai?
    E se viene un avvocato divorzista che ti parla della sua esperienza?
    Se viene l'assistente sociale specializzata in mogli maltrattate?

    Quello che voglio dire e' che NESSUN partecipante si aspetta che tu sappia tutto, per il semplice motivo che e' impossibile saper tutto!
    La figuraccia la fai solo se hai questa pretesa, se invece includi l'obiezione nel corso, dando un valore a chi la pone: "Lei che e' filosofo/medico/avvocato/ecc. come vede questa cosa dal suo punto di vista? glielo chiedo perche' credo sia importante riuscire a cogliere anche altri aspetti....".


    Altro caso e' invece quello dello "psicologo senza laurea fomentatore di popolo", persona che stranamente si iscrive ad un corso pensando di fare lui il docente.....
    Come vuoi rispondere ad una persona cosi'? facendogli la guerra al "vediamo chi ne sa di piu'?".
    Se conduci in questo modo un gruppo fai sempre brutta figura, che tu ne sappia o meno.

    Da buon psicologo dovresti invece cogliere le motivazioni di questa persona, e rispondere a queste.

    Un trucco sempre utile in questi casi e' rilanciare la domanda sugli altri: "vediamo cosa ne pensano gli altri di questa cosa".
    Se e' un "rompi", stai tranquillo che qualcuno glielo dice.


    Tu suoni la chitarra, io suonavo la batteria.
    Come ben saprai se vai al conservatorio per tutto il primo anno la batteria non te la fanno neppure vedere: fai solo del gran solfeggio. Anzi, se ti metti da solo a suonare ti cicchettano!

    Poi, miracolo, prendi in mano le bacchette e nel giro di pochissimo sai suonare.

    Un abbraccio,

    Stefano

  15. #45
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da nico
    torno a ripetere: non è in assoluto il "lavorare aggratis" accettabile o inaccettabile... a mio avviso, ciò che conta è che posto ha quest'esperienza all'interno del nostro progetto professionale... sperando che vi sia
    Concordo pienamente!
    Quello che io contesto e' il "per forza", come se il lavorare gratis fosse una spada di damocle a cui doversi necessariamente piegare.

    Personalmente all'università ho avuto modo di fare cicli di seminari a miei colleghi, quando ancora non ero laureato... però avevo studiato un botto quelle materie ed erano emergenti e poco conosciute...
    Esattamente!

    Provate a fare una piccola analisi (io l'ho fatta): andate a vedere come si sono mossi i colleghi che lavorano di piu', e vedrete che si sono buttati, hanno proposto cose giudicate da altri premature, si sono proposti, hanno investito su se stessi, ecc..

    Un abbraccio,

    Stefano

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