Anche a me inquietava molto l'idea di dover affrontare un test di ingresso selettivo per cominciare gli studi di psicologia, infatti ho dovuto faticare molto per trovare il coraggio di affrontarlo. Poi sono passata e vabbè...
Insomma, io sono sostanzialmente contro il numero chiuso. Sarei, invece, favorevole ad un riadeguamento dei programmi di studio: non è assolutamente accettabile che un programma d'esame debba adeguarsi al nuovo target universitario riducendo la quantità di pagine, quando non di libri, ad una cifra davvero ridicola. I programmi sono ridotti all'osso, i nuovi testi sono sempre più snelli, sempre più schematici, sempre più freddi...
Eppoi questa smania di liquidare gli studenti con poche e scarne valutazioni del loro operato...test a risposta multipla, o quando ci va bene, a risposta aperta...almeno nella mia facoltà si respira un'aria da Super-liceo più che un serio e consapevole rapportarsi agli studi universitari. Non esiste nemmeno più il piacere di leggere un libro e prepararsi al confronto col docente, il piacere di integrare la lettura con l'esperienza diretta di un parere diverso. Purtroppo devo andare e non posso esporre al meglio le mie idee. Spero abbiate compreso ciò che volevo dire...insomma che senso ha istituire un test di valutazione se poi i corsi che propongono possono essere affrontati anche da un ragazzino delle elementari?
A presto.







Rispondi citando



)
scusatemi...ma dobbiamo lavorare tutti in italia?
perchè vuoi crescere e vivere, allora sei tu che hai rinunciato, perchè loro
loro poverini
lavorano tanto.
, perchè potranno facilmente essere sfruttati da mal intenzionati che organizzano pessimi "corsi" e se li vendono a caro prezzo.