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  1. #31
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
    Data registrazione
    04-06-2003
    Residenza
    roma
    Messaggi
    1,727
    Anche a me inquietava molto l'idea di dover affrontare un test di ingresso selettivo per cominciare gli studi di psicologia, infatti ho dovuto faticare molto per trovare il coraggio di affrontarlo. Poi sono passata e vabbè...
    Insomma, io sono sostanzialmente contro il numero chiuso. Sarei, invece, favorevole ad un riadeguamento dei programmi di studio: non è assolutamente accettabile che un programma d'esame debba adeguarsi al nuovo target universitario riducendo la quantità di pagine, quando non di libri, ad una cifra davvero ridicola. I programmi sono ridotti all'osso, i nuovi testi sono sempre più snelli, sempre più schematici, sempre più freddi...
    Eppoi questa smania di liquidare gli studenti con poche e scarne valutazioni del loro operato...test a risposta multipla, o quando ci va bene, a risposta aperta...almeno nella mia facoltà si respira un'aria da Super-liceo più che un serio e consapevole rapportarsi agli studi universitari. Non esiste nemmeno più il piacere di leggere un libro e prepararsi al confronto col docente, il piacere di integrare la lettura con l'esperienza diretta di un parere diverso. Purtroppo devo andare e non posso esporre al meglio le mie idee. Spero abbiate compreso ciò che volevo dire...insomma che senso ha istituire un test di valutazione se poi i corsi che propongono possono essere affrontati anche da un ragazzino delle elementari?
    A presto.

  2. #32
    laisa
    Ospite non registrato
    Credo che il problema numero chiuso o numero aperto sia importante, e sia un passaggio da cui non si può prescindere. La selezione fatta con criteri oggettivi prima o all'interno del corso di laurea avrebbe un senso riparatore.
    Ma, ritorniamo a noi, torniamo a parlare di chi ha terminato l'iter, la sovra -terminato: laurea, tirocini, esame di stato, tirocini, master, tirocini, specializzazione, tirocini.
    Credo che ci serva davvero un movimento di pressione, forse qualcosa come un'osservatorio, certo non l'osservatorio di Alma Laurea in cui addirittura le statistiche vengono pilotate, ma un osservatorio agente. Ma forse anche questo verrebbe contaminato dal sistema vigente. Allora forse il sitema americano (...) tanto discusso ha un senso: i soldi vanno a chi dimostra di ottenere risultati. Dovremmo rivoluzionare un intera cultura "italiana". O forse togliere cultura alla scienza, che è neutra. Torno a pensare che i finanziamenti allora non dovrebbero essere frazionati, ma offerti in gorssi blocchi a chi dimostra di funzionare e toglierli a chi non funziona.
    In alternativa la "grande idea", certo è bello pensare che una grande e buona idea risolverebbe tutto, che la nostra iniziativa risolverebbe tutto. ???????????? Ma quante idee geniali possiamo produrre? Dobbiamo farci una colpa per non avere o non riuscire a mettere in pratica "la grande idea"?
    Si accettano proposte.
    E soprattutto attendiamo che tanti altri che visitano il sito partecipino a questo dibattito...
    buona giornata a tutti !!!!!!!!!!1

  3. #33
    Partecipante Esperto L'avatar di Santiago
    Data registrazione
    27-03-2004
    Messaggi
    471
    Mi trovo d'accordo con alita,
    forse non è il test d'ingresso il problema. O comunque non è solo quello.
    Il test non è assolutamente predittivo circa la carriera universitaria dello studente.
    Quando non ammesso a Milano, mi sono rivolto ad una docente, mi ha risposto che il test esiste per immagine, e che la sua validità è pari a quella della scelta casuale di nomi scritti in pezzi di carta.
    L'università potrebbe selezionare da sè, ma questo andrebbe contro diverse politiche economiche...
    Questa questione potrebbe essere interessante per i prossimi futuri laureati, ma noi?
    Siamo già in sovrannumero.
    Proporre per risolvere la questione universitaria non risolve il nostro imminente problema di occupazione.
    Credo ancora una volta che la soluzione possa trovarsi.
    Difficilmente in un forum.
    Forse un convegno di ops, che abbia fini pragmatici, potrebbe farci incontrare, riflettere, e chissà, magari mettere in cantiere progetti a piccoli gruppi comuni...

    Santiago
    "Soltanto i pesci non sanno che è acqua quella in cui nuotano, così gli uomini sono incapaci di vedere i sistemi di relazione che li sostengono" L. Hoffmann

  4. #34
    Ospite non registrato
    Se ognuno ponesse in bella forma un problema che ha incontrato si potrebbe intanto riconoscere una scala di priorità:
    Ad esempio:
    - devo lavorare come precario in un fast-food per pagarmi la specializzazione;
    - ho fatto un colloquio di selezione come Psicologo e poi m'hanno detto che per avere il posto devo fare almeno un anno di "volontariato";
    - ...
    E ce ne sono tanti di casi così. =

  5. #35
    Matricola
    Data registrazione
    26-06-2004
    Residenza
    Provincia di Verona
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    23

    La situazione è addirittura peggiore. Ecco i numeri.

    Leggo dal bollettino dell'AUPI:
    "... i dati cominciano ad essere crudi e duri. 40.000 Psicologi iscritti all'Albo. 50.000 studenti iscritti alle Facoltà di Psicologia. Dei 40.000 psicologi iscritti all'albo, una metà circa, vivono una situazione occupazionale, che ad essere ottimisti possiamo definire precaria..."
    ... e tutti gli psicologi non iscritti all'albo? Quanti saranno? A mio parere ce ne sono altre decine di migliaia...
    Inoltre le scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR sono 274 (almeno questo era il numero il 9/07/2003).
    E tutte quelle che non sono state riconosciute, quante sono?

    Non credo che il mercato già (accadrà mai?) nel 2010 riuscirà ad assorbire un numero di psicologi che avrà superato -abbondantemente- le 100.000 unità.

    Il problema è che la scelta universitaria viene fatta con il cuore e non con la mente. Si sa già che non ci sarà lavoro come psicologi. Nonostante questo ci si iscrive a psicologia una volta laureati si pretenderebbe pure di fare gli psicologi!!!
    C

  6. #36
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
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    Roma
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    3,834
    Originariamente postato da MA
    Io non sono assolutamente così pessimista, e vorrei sapere anche il tuo punto di vista: citi il punto di vista di una tutor di Padova ma non ci dici cosa ne pensi te!!!
    ciao max,

    come promesso, ecco qui a rispondervi

    Innanzitutto del tuo intervento condivido due aspetti:
    1) la situazione economica e lavorativa non è rosea a livello di scenario generale e, come tale, anche per noi Psicologi;
    2) sicuramente la Psicologia ha potenzialità per creare nuovi ambiti di servizi.

    Ma detto ciò, osservo pure che:
    1) i nostri rappresentanti no si preoccupano di capire quali sono le aree potenzialmente emergenti, di fare adeguata ricerca e di costruire bagagli di competenze sufficienti a potersi poi proporre in modo credibile
    2) non tutelano adeguatamente gli iscritti e così ci troviamo altre professioni a fare attività di nostra competenza, così come nuove categorie professionali (vedi i counselor) che erodono spazi professionali nostri
    3) non c'è promozione nella società civile e nel mercato del lavoro. Fuori hanno molta confusione sul valore che possiamo apportare e ciò non è certo funzionale al venir chiamati al lavoro...
    4) non c'è trasparenza ed informazione tra i vertici (gli Ordini) e la base (i 40000 iscritti che annualmente versano quasi 200euro). Così succede che i vertici possono fare quello che vogliono senza trovare significativo monitoraggio da parte di chi gli da il pane

    Per ora mi fermo qui perché c'è già molta carne al fuoco, ma continuerò strada facendo

    Quindi per concludere: cosa ne penso della riflessione del tutor?
    Il mio obiettivo non era tanto quello di entrare nel merito dei numeri e dei ragionamenti portati dal tutor, quanto di mandare un pugno in pancia ai lettori nella speranza che si cominciasse a discutere un pò del nostro avvenire...

    Per quanto mi riguarda, sono preoccupato dell'attuale andazzo e del probabile scenario professionale prossimo venturo, ma non sono per questo pessimista.
    Ovviamente non immagino di cambiare il mondo, ma reputo che dei miglioramenti siano alla nostra portata.

    Per questo dico: cominciamo a condividere le nostre informazioni, i nostri dubbi, le nostre arrabbiature... cominciamo ad attivarci per capire chi ci governa ed in quale modo... cerchiamo di portare i nostri colleghi dentro questo movimento (potremmo chiamarlo movimento?!?)...
    Facciamo crescere questa coscienza e poi vediamo in cosa si trasformerà... dico solo che provare a riprendere in mano le redini del nostro futuro è un diritto ed un dovere

    Comunque sia, torno a ripetere, chi di voi è interessato a partecipare attivamente ad un movimento del genere mi scriva alla mail nicola.piccinini [@] opsonline.it e vediamo di capire che ne esce

  7. #37
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da kristian
    Leggo dal bollettino dell'AUPI:
    "...
    le scuole di specializzazione riconosciute dal MIUR sono 274 (almeno questo era il numero il 9/07/2003).
    ..."
    C
    Il numero era 174 ma hanno da poco superato le 200; l'AUPI esagera per accentuare il disagio (come se ce ne fosse bisogno) è un sodalizio che si sveglia sempre prima delle elezioni. Che cosa hanno fatto loro per denunciare le condizioni della Psicologia negli ultimi sei anni?
    E che cosa hanno fatto le altre sigle?
    Occorre una nuova cultura; un "movimento" come lo chiama Nico, di giovani, che si faccia sentire dai vecchi sputasentenze.
    E' necessario tessere una rete di contatti in modo che il vertice si cominci a preoccuparsi. Se ogni Psicologo parlerà del nuovo movimento con altri due, allora sì che si crescerà in fretta.
    Gli Psicologi che non hanno niente da perdere sono sempre più numerosi e questo può fare paura; l'importante è non lasciarsi sedurre da sirene con la sigla sindacale; quelli difendono solo i propri privilegi.
    Anche chi è in sella oggi fu sindacalista.
    )

  8. #38
    littledott
    Ospite non registrato
    scusatemi...ma dobbiamo lavorare tutti in italia?
    se volete io sono la prima a trasferirmi


  9. #39
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da littledott
    scusatemi...ma dobbiamo lavorare tutti in italia?
    se volete io sono la prima a trasferirmi
    Ma dai,...
    non ti diverti qui?
    Non è bello sentire promesse e aspettare che qualcuno le mantenga sapendo che, se poi trovi la soluzione è merito loro, mentre se non la trovi, se magari te ne vai perchè vuoi crescere e vivere, allora sei tu che hai rinunciato, perchè loro loro poverini lavorano tanto.
    In fondo quelli che rinunciano hanno pure ragione, ma sono gli altri che tirano il carro.
    No; non puoi. Cercati un lavoro e datti da fare .

    Qual'è un problema che hai incontrato, in quanto Psicologa, e che puoi condividere?

  10. #40
    MAX3
    Ospite non registrato
    Ciao Nico,
    bella risposta, naturalmente la mia richiesta di una tua opinione era volutamente provocatoria.

    Riguardo al movimento hai perfettamente ragione, valutiamo ciò che è in nostro potere fare e cerchiamo di farlo; intendo dire che se l'università dispensa saggezza ma non ci insegna un LAVORO non ci possiamo fare niente o almeno molto poco, per cui è bene parlarne ma senza arrovellarsi.
    Sei rimasto molto sul vago ma credo che tu abbia idee e progetti più precisi di quanto scrivi; per esempio mi viene in mente che l'ordine non solo non ci tutela ma ci tiene all'oscuro: i crediti ECM, queste strane cose...., non è ben chiaro come funzionino (almeno per me e tutti coloro a cui ho chiesto chiarimenti).

    L'informazione e la promozione purtroppo sono in mano a pochi e spesso (sempre) andiamo dietro a un sistema che pur non condividendo, lo accettiamo.

    Annasardi racconta dei suoi dubbi di fare la volontaria, socialmente è sicuramente una forma di approfitto, fanno leva sui bisogni altrui per mobilitare a costo zero psicologi, ma nessuno si prova a chiedere di fare lo stesso agli avvocati (di cui ci sarebbe molto più bisogno, ci sono sicuramente più persone coinvolte in pratiche di tribunali che non possono sostenere di persone bisognose di sostegno psicologico!!!).

    Tutto ciò per dire che credo anch'io si possa e si debba fare qualcosa per noi e la ns categoria, non so, magari creare una sorta di albo parallelo, riuscire in qualche modo a guadagnare visibilità e portare a galla il malumore non solo nostro ma di tutti coloro seguirebbero a ruota.
    ... sai com'è! L'ottimismo è il profumo della vita!!!

  11. #41
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
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    Originariamente postato da MA
    Sei rimasto molto sul vago ma credo che tu abbia idee e progetti più precisi di quanto scrivi;
    Sicuramente delle idee più o meno strutturate ci sono, ci sto lavorando, ci sono già altre persone... entro fine mese dovremmo avere un progetto più o meno strutturato ed è proprio per questo che chiedo a chi interessato alla "cura della psicologia" e con tempo e rabbia a disposizione di scrivermi per rendersi disponibile a dare una mano e partecipare

    Originariamente postato da MA
    i crediti ECM, queste strane cose...., non è ben chiaro come funzionino
    Il sistema dei crediti ECM si applica unicamente ed esclusivamente ai professionisti che operano nelle strutture, Pubbliche e Private, del Servizio Sanitario.

    In un primo momento l'Ordine ha enormemente contribuito ad una mala informazione che ha portato a far fiorire decine di strutture che offrivano corsi ECM ed a colleghi più o meno sprovveduti che, nel panico, acquistavano tutto purché con bollino ECM
    Adesso c'è maggiore chiarezza, ma sicuramente di adcque sporche ce ne sono sempre...

    Per concludere, vi invito ad utilizzare tutto lo spazio della stanza "Sulle Professioni di Psicologo". Questa discussione ha visto trattati molti temi importanti (università, numero chiuso, occupazione, informazione, ECM, volontariato vs. sfruttamento, ecc...) che meriterebbero spazi autonomi per essere discussi più dettagliatamente.
    Quindi, chi di voi ha interesse a dibattere su particolari tematiche scottanti, apra un nuovo 3d e lanci l'enorme masso in questo piccolo stagno

    un saluto e buona giornata,
    nicola

  12. #42
    littledott
    Ospite non registrato
    NICO DICE........Il sistema dei crediti ECM si applica unicamente ed esclusivamente ai professionisti che operano nelle strutture, Pubbliche e Private, del Servizio Sanitario...................

    AGGIUNGO:
    ....ai medici è tutto offerto da chi sa chi......compreso il pranzo o la cena! altri "tipi" di professionisti tra cui lo sprovveduto Psicologo, per un corso paga! è giusto?



    VLISSE-------Qual'è un problema che hai incontrato, in quanto Psicologa, e che puoi condividere?
    per il momento studio ancora! il mio trasferimento è da mettere in conto visto le problematiche succitate.
    La mia idea un domani è di crearmi ad una struttura privata, da me gestita, che pensi all'essere "uomo" nella sua istanza di mente e corpo, non scisso, ma armoizzato,aiutato se possibile e curato univocamente.
    Ultima modifica di littledott : 10-11-2004 alle ore 13.36.45

  13. #43
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da littledott
    ... per il momento studio ancora! il mio trasferimento è da mettere in conto visto le problematiche succitate.
    La mia idea un domani è di crearmi ad una struttura privata, da me gestita, ...
    Dunque, stai pianificando mentre ancora studi.
    Conosci certo persone che non ci pensano nemmeno a organizzare il proprio futuro, che non s'informano e non vengono informate.
    Questi nostri futuri Colleghi hanno bisogna d'aiuto e non lo sanno nemmeno, perchè potranno facilmente essere sfruttati da mal intenzionati che organizzano pessimi "corsi" e se li vendono a caro prezzo.
    Non c'è infatti alcuna certificazione della qualità di corsi, master e specializzazioni che vengono offerti agli Psicologi; si compra a scatola chiusa e senza garanzia. Beninteso, ce ne sono eccellenti, ma non lo puoi sapere senza rischiare di perdere denaro e tempo.
    Naturalmente la prospettiva che ti danno è di avere lavoro a più non posso.
    Ma quanto siamo contenti porca miseria!

  14. #44
    goccedigiadaa
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da isotta80
    Lo spunto di riflessione che tu hai posto è molto buono.
    Purtroppo è pervaso da un senso allarmistico che sicuramente rende confusi , spaesati, frustrati e arrabbiati i più.Capisco che il tono non voleva essere quello,ma è inevitabile che un 3d con questo titolo e con questi contenuti , in un forum di psicologi e futuri tali,non poteva altro che renderci tristi !!
    Di conseguenza è ovvio che non ci siano molte risposte.Forse ne arriveranno molte più tardi, quando si avrà avuto il tempo necessario per elaborare lucidamente la questione .
    Personalmente farò leggere questo 3d a più colleghi sarà possibile.Allo stesso tempo non vorrei che mi accusassero di fare l'uccello del malaugurio(come spesso succede),quindi vorrei cercare di renderla meno aggressiva.Tu che ne pensi?
    A questo punto, bisogna scegliere se continuare a vivere nella fantasia di essere un psicologo eventualmente anche uno specializzando psicoterapeuta, con doti paragnostiche, che prima o poi troverà lavoro, e sarà il migliore di tutti, e farà guarire tutti, e sarà bello, buono, stimato, oppure realizzare che la realtà dello psicologo clinico da drammatica sta diventando grottesca!

    Come psicologo clinico il lavoro NON esiste più, non è che non si trova ragazzi, e gli altri sono più bravi di voi...non esiste!
    E le scuole di specialità diventano veramente associazioni a delinquere che speculano sui sogni infranti di colui che non vuole arrendersi all'evidenza e pur di continuare a sognare quanto sopra è disposto a spendere 4 mila euro l'anno (più la terapia inq ualche caso) sebbene le entrate ammontino a 0 euro (e papà paga sostenendoci nella follia).

    Paghiamo per avere la possibilità di illuderci ancora.
    Io per fortuna ho deciso di dire stop a questa follia e quest'anno mi sono ritirata dalla scuola.
    E' stato doloroso, frutto di un esame attento che non mi faceva dormire la notte, ma poi ho deciso di aprire gli occhi sulla realtà.
    Cifre esorbitanti di psicoterapeuti ogni anno, e il lavoro dove sta?
    Ma scusate, anche volendo come caspita farebbero tutti a lavorare?
    Ci illudiamo che noi siamo migliori, più volenterosi, più chissacosa e ce la faremo. Non è così.
    Si rimane disoccupati e anche sbeffeggiati da questi signori che invece se la spassano e non riuscendo a lavorare come terapeuti, "integrano" con il denaro degli specializzandi.

    Quindi ben vengano articoli come questo che sono realistici, e ci danno una mano a vedere le cose.
    La conoscenza è l'unica arma che abbiamo dopo anni di lavaggio di cervello!
    Poi chi vuole continuare a dormire faccia pure.

  15. #45
    Postatore Compulsivo
    Data registrazione
    08-12-2001
    Residenza
    Roma
    Messaggi
    3,834
    ciao goccedigiada,

    innanzitutto benvenuta nel forum di Ops... vedo che è il primo messaggio che posti

    venendo alla discussione, a mio avviso è utile tenere ben distinti i piani del discorso:

    - problematica occupazionale
    - mercato delle scuole di specializzazione
    - prospettive future e possibili soluzioni

    nello specifico

    Originariamente postato da goccedigiadaa
    Come psicologo clinico il lavoro NON esiste più, non è che non si trova ragazzi, e gli altri sono più bravi di voi...non esiste!
    innanzitutto è importante segmentare almeno in base a due criteri:

    1) area geografica (a roma ad es. ci sono 400 persone per psicoterapeuta ed è sicuramente più collassata di altre città di medie dimensioni)

    2) area di intervento: se tutti vogliamo fare consulenza psy o psicoterapia è ovvio che rischiamo di rimanere a secco, mentre se focalizziamo la nostra attività su nuove aree emergenti può essere vi siano delle nicchie di domanda non ancora cannibalizzate

    In definitiva, è vero che la situazione occupazione non è rosea e che sicuramente il mercato non riuscirà ad assorbire tutti, ma opportunità ne esistono e se ne possono creare, quindi rovesciamo la frittata: come fare ad individuarle e svilupparle?

    E le scuole di specialità diventano veramente associazioni a delinquere che speculano sui sogni infranti di colui che non vuole arrendersi all'evidenza e pur di continuare a sognare quanto sopra è disposto a spendere 4 mila euro l'anno (più la terapia inq ualche caso) sebbene le entrate ammontino a 0 euro (e papà paga sostenendoci nella follia).
    qui metti sul tavolo una questione tanto spinosa quanto reale... il mercato delle scuole di specializzazione sicuramente non è sano e trasparente, ma non per questo dobbiamo fare di tutta l'erba un fascio

    a mio avviso sarebbe già gran cosa se:
    1) fossimo capaci di reperire sufficienti informazioni ed orientamenti al momento della scelta: alcune scuole sono realmente buone e ti creano opportunità...
    2) denunciassimo situazioni di abuso e/o truffa. Per denuncia non intendo quella legale, ma quella informativa. Un esempio: il forum di ops è un punto di riferimento per migliaia di colleghi, pensa che stimolante se venissero rese note le scuole poco sane e se questa diffusione di reputazione venisse presa in considerazione da chi si deve iscrivere... una sorta di certificazione dal basso!
    Le scuole pian piano o scompaiono o sono obbligate a migliorare

    Quindi ben vengano articoli come questo che sono realistici, e ci danno una mano a vedere le cose.
    La conoscenza è l'unica arma che abbiamo dopo anni di lavaggio di cervello!
    qui arriviamo all'ultimo punto del mio elenco e sottolineo con piacere ciò che tu dici: l'informazione diffusa è un arma potentissima
    ad oggi alcune cose funzionano poco anche perché chi ci rappresenta può agire in pieno anonimato e libertà... diffondere informazione, far prendere coscienza, convivere con la nostra sofferenza professionale, monitorare il lavoro di chi ci rappresenta e reclamare i nostri diritti... tutto ciò si può trasformare in vero e proprio agente catalizzare di cambiamento!

    che ne dite?
    un saluto,
    nicola

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