Originariamente postato da synapsis
Ciao Io mordo, carino il tuo nick, mi ricorda un bambino incazzatissimo con la sua mamma... ma un bambino simpatico eh!
Mi permetto di intervenire nella discussione con due pensieri.
Sì, certo, anche gli "altri" proiettano e quindi potenzialmente fanno male, eccome! E diventano, per definizione, stimolo esterno a noi. TUTTAVIA noi stiamo male SOLO se lo permettiamo. Vale a dire che è responsabilità NOSTRA ciò che proviamo rispetto agli stimoli esterni. Non c'è determinismo. Certo, vi sono risorse in misura maggiore o minore (fattori di protezione) che possono equipaggiare lo zaino di partenza in un modo diverso, l'uno dall'altro, rispetto ai... fattori di rischio. Ma è lavorando su se stessi che si incrementano le risorse. In altre parole, chi si evolve.
L'evoluzione spirituale - in estrema e brutale sintesi: progressiva disidentificazione dalle nostre "emozioni", "passioni"; riconoscimento di ciò che è nostro e di ciò che è "esterno" (per infine scoprire che dentro di noi c'è una parte di tutto e di tutti, ma in modo diverso, opposto, da come lo vive lo psicotico) passa attraverso il dolore, non il piacere. In questa fase dello sviluppo dell'umanità è così.
L'Uomo è appena agli inizi della sua evoluzione. Per usare i termini che usano Isa e Franco, il corpo fisico è quello che ha raggiunto i massimi livelli di perfezione (e che la scienza conosce così nel dettaglio e sempre meglio), quello astrale no - quello delle passioni, per intenderci, quello delle "emozioni", su cui, non a caso, dal loro punto di vista, i pubblicitari puntano al massimo... se noti, dal formaggio alla penna all'automobile, si punta tutto su suggestioni sessuali, narcisistiche (egoiche al massimo... proprio quell'ego che la ricerca spirituale chiede di lasciare, come la pelle del serpente durante la muta... ma proprio quell'ego che, tuttavia, la psicologia insegna, il narcisista ha deboluccio e bucherellato, ferito, in sostanza, nel profondo, non a caso deve andare così tanto in "maniacalità" per sentirsi d'esistere con un senso) ed emozionali -. Quello astrale, animico, l'anima di cui si parla nel luogo comune (da cui animale, appunto), ossia il riverbero energetico di tutti i tuoi movimenti istintivi/pulsionali/passionali/emozionali (questo è il corpo astrale: la capsula di energia che corrisponde, in termini di vibrazioni frequenziali, alle nostre note emotive di fondo e al complesso e repentino, per definizione, mutare dei movimenti emotivi. Che tutto sia energia non lo dico io, nè Isa e Franco, nè un sacchissimo d'altra gente, basta rivolgersi alla fisica, se è necessaria una rassicurazione scientifica), dicevo quello astrale è ovviamente mooooooolto meno evoluto di quello fisico, a livello di UMANITA' nel suo complesso. Di "Uomo". Certamente, nel singolo, ci sono grandi corrispondenze tra il corpo fisico e gli altri, nel senso che là dove c'è maggiore armonia c'è maggiore equilibrio tra i diversi livelli dell'umano, appunto (vedasi psicosomatica e un'infinità di discipline bioenergetiche che è inutile stare qua ad elencare, si farebbe torto a qualcuno) - anche se non sempre è così e c'è una ragione precisa, al riguardo. Intendo dire che ci sono ragioni chiare, sul piano spirituale, del perchè un individuo con disposizioni animiche positive, ad esempio, sia dotato di un corpo fisico che non sembra affatto essergli in armonia, pensiamo a gravi handicap, ma non solo... -.
Ebbene il livello dell'umanità, attuale - basta fare un giretto in tv, qualche telegiornale... - è tale per cui l'evoluzione è spinta in avanti dal dolore. L'uomo impara ed imparerà dalle esperienze dolorose. L'umanità complessiva è così carica di ego - che come si è visto è, nel profondo, spessissimo molto bucherellato e debole e sul quale ci marcia tutta l'economia capitalista, naturalmente peggiorando alla grande la situazione - dal non potersi esimere dal ricevere batoste per ammorbidirsi.
Come le bistecche, che per essere ammorbidite, i macellai le battono sul piano di marmo.... Scusate la metafora. Ma non è casuale. Il livello egoico dell'umanità, oggi, è così matericamente incarnato e basta, così lontano da impulsi etici (che non siano buonismo, che altro non è che la pillolina che mette a posto la vocina interiore, al fine, poi, di continuare a ipertrofizzare l'ego, sempre più debole e bucherellato nella sostanza) dal sembrarmi una bistecca di manzo.
Io credo che uno sguardo al mondo, oggi, con occhi privi di giudizio, in silenzio mentale, facciano avvertire una cappa di sinistra energia pesante.
In questo senso credo Isa e Franco avvisassero di lavorare su di noi, di riportare, ciascuno a se stesso, le cose. E noi psicologi siamo chiamati, volere o volare, senza grandiosità, senza onnipotenza, senza maniacalità egoica, ad operare nella CONSAPEVOLEZZA di questo.
Il miglior apporto che ciascuno di noi può dare all'umanità è migliorare se stesso. Riportando a sé le dinamiche <<di fuori>>. Che non sono di fuori. Che sono nostre, appunto.
Come la rabbia per quello che gli altri ci proiettano.
O la tristezza.
O la gioia, basti pensare all'innamoramento... che è altra cosa, rispetto all'amore... no?
Saluti.
Il danno che mi procura un'identificazione proiettiva o una comunicazione a doppio legame in famiglia va ben al di la della rabbia, e il determinismo non esiste solo in teoria, in pratica le cose sono più complesse, la mappa non è il territorio, detto questo il resto non era necessario.
Ciao







... non te ne andare èhh! Torno...