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Discussione: psicologi a scuola

  1. #31
    samy
    Ospite non registrato
    arianna,io invece ho notato che a volte i genitori sanno di aver bisogno di noi,certo non tuttI,MA QUALCUNO Sì

  2. #32
    Partecipante Assiduo L'avatar di Aarianna
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    20-09-2004
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    prov. Mi
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    123
    si qualcuno si...effettivamente ho scritto un post moolto pessimistico, comunque sono pochi ecco perchè sono un po' demoralizzata, proprio perchè secondo me sono proprio poche le persone disposte a mettersi in gioco nel senso di riflettere criticamente su quanto fanno ed eventualmente cambiare rotta.

  3. #33
    sono docente di scuola superiore ormai da 15 anni e sono laureanda in psicologia nonché specializzata in gestat counseling. La sitazione nelle scuole è disastrosa perché lo stato non stanzia fondi sufficienti neanche per la formazione, figuriamoci per gli psicologi che vengono considerati un'extra; come insegnante mi trovo quotidianamente a far fronte a molti problemi: classi sovraffollate (così si risparmiano insegnanti), portatori di handicap gravi con solo 6 ore la settimana di insegnante specializzato (sostegno) e per il resto del tempo soli nella classe a "seguire" latino, matematica, filosofia (immaginatevi come) ecc. Viene costantemente richiesto ai docenti lavoro extra praticamente non retribuito e per il disagio psichico sono disponibili pochissime ore di C.I.C. (centri di informazione e consulenza) sottopagate (8 euro l'ora): sono praticamente sportelli di ascolto, gestiti da chi ha buona volontà e che talvolta, alle prese con grossi problemi, fa danno, perché non possiede le competenze necessarie. Nella scuola c'è urgenza di una figura come lo psicologo scolastico: i ragazzi e le ragazze presentano un disagio crescente, gli attacchi di panico sono all'ordine del giorno, la categoria dei docenti, sottopagata e sempre più sfruttata, è alle soglie del burnout. Il problema è politico: bisogna invertire la tendenza a tagliare la spesa pubblica e riflettere di più quando diamo il voto.

  4. #34
    Postatore Compulsivo L'avatar di ghiretto
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    15-11-2004
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    nell'orbita di Anarres
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    Come ebbi già a dire, io che sono un'insegnante e sono laureata ed abilitata, la situazione è anche peggiore di come la descrive Ipazia62, per altri due fondamentali motivi: il primo riguarda la categoria dei docenti e le difese talvolta anche un po' persecutorie\paranoiche che si attivano non appena si accenni ad interventi che riguardino anche loro, tipo clima relazionale dinamiche istituzionali, il secondo è che anche i dirigenti illuminati sono pochi pertanto sommate tutte queste considerazioni tirate le somme voi....

  5. #35
    Matricola L'avatar di BC66
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    04-11-2004
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    Bianza
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    18
    Ciao io lavoro come consulente presso due plessi scolastici che comprendono ben 6 scuole di cui 5 elementari e una matena (sono pagata!!!).
    Devo dire che inzialmente non è stato facile farsi apprezzare perchè la mia consulenza è stata "calata un pò dall'alto" ed era rivolta esclusivamente agli insegnanti, che hanno avuto difficoltà a riconoscere i loro bisogni; nel secondo anno di consulenza abbiamo permesso l'accesso al servizio anche ai genitori. (I bambini li incontro raramente, la dove è necessario, in ambito di interventi osservativi in classe).
    Lavoro a pieno regime e non sempre è facile, perchè a volte c'è una delega piena alla risoluzione "magica" del problema (con richieste di invio alla UOMPIA per una valutazione psico-diagnostiche, a volte non necessaria, del bambino stesso, che servono a giustificare più l'impossibilità di lavorare on lui da parte di molti insegnanti), altre volte c'è un rimpallo di responsabilità tra insegnanti e genitori, altre ancora un mancato riconoscimento del problema e una reale messa in gioco delle figure adulte (genitori /insegnanti).Nonostate la fatica vi assicuro che non è poi così difficile entrare come consulente a scuola, il difficile è gestire tutte le situazioni che ti si presentano e lo scardinare le "difese" degli adulti.BC
    BC

  6. #36
    maddymad
    Ospite non registrato
    Ciao a tutti.
    A BC66: sono psicologa e ho fatto un master in psicologia scolastica a Milano, e mi piacerebbe tanto lavorare nelle scuole superiori, attivando uno sportello di ascolto.
    Ho trovato un aggancio in una scuola, ma mi chiedo quali formalità ci siano per avere la possibilità di iniziare un lavoro così.
    Avevo sentito che il Dirigente Scolastico dovrebbe farsi garante della Privacy, firmando un modulo o una liberatoria,
    e che i genitori dei ragazzi dovrebbero essere informati e dare il proprio consenso perché il servizio parta e diventi attivo: mi confermi queste cose? Sai dirmi come si procede?
    Grazie tante
    Maddalena

  7. #37
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
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    3,140
    Nonostate la fatica vi assicuro che non è poi così difficile entrare come consulente a scuola, il difficile è gestire tutte le situazioni che ti si presentano e lo scardinare le "difese" degli adulti.BC
    BC66 davvero non è così difficile? E come si fa?

  8. #38
    samy
    Ospite non registrato
    infatti,io ho trovato solo ostacoli,la maggior parte non è interessato o non ha fondi o si appoggia ad enti....come si fa?

  9. #39
    Neofita
    Data registrazione
    12-10-2004
    Residenza
    milano
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    11
    bc66..aiutoooooooooo!anche io vorrei fare sportello a scuola x adolescenti ma...come?

  10. #40
    ciao a tutti fatemi sapere qualche informazione su come poter fare per entrare a scuola nel ruolo di psicologo a chi ci si deve rivolgere?

  11. #41
    Ma che tipo di formazione consigliate a chi vuoel buttarsi nel mondo della scuola? Io sto facendo il tirocinio e mi piacerebbe proporre qualche progetto, almeno provare ma mi sento talmente "non pronta"...
    bastano dei corsi di perfezionamento senza lanciarsi in un lungo master? Ne conoscete qualcuno? O della bibliografia indispensabile?!
    Grazie...

  12. #42
    Serial killer
    Ospite non registrato
    ma in pratica come si struttura uno sportello d'ascolto? lo psico sta li un tot di ore la settimana e viene pagato anche se non ci va nessuno? e quanti soldi è giusto chiedere? e i ragazzi non sono inibiti dal fatto che i compagni sanno che chi esce dall'aula a quell'ora va dallo piscologo?

    grazie a chi mi risponderà!!!

  13. #43
    samy
    Ospite non registrato
    per lo sportello d'ascolto so che di solito ci sono delle associazioni che gestiscono,quindi da sola è praticamente impossibile.Per i soldi si chiedono alla scuola e sono sempre queste associazioni che lo fanno e tu prendi il tuo stipendio essendo collaboratrice in esse.Cmq x i ragazzi non è un problema anche perchè le scuole dovrebbero incentivarlo e non squalificarlo,
    Samy

  14. #44
    Ospite non registrato
    Io ho letto un libro sul counselling a scuola (con sottotitoli dedicato agli adolescenti mi pare), di Alfio Maggiolini. E' fatto molto bene, e ti spiega la realtà dello sportello in Italia e cosa di solito ci si aspetta da noi. Lo psicologo a scuola non è inteso proprio come uno psicologo scolastico, perchè è visto come figura esterna alla scuola, di solito preoccupata dei problemi degli adolescenti (alle superiori). Però dipende, molti iniziano prima con insegnanti e genitori, poi si aprono agli studenti ... mie amiche che lo fanno hanno riscosso un buon successo ... però stai attenta a definire bene la tua figura e il tuo ruolo all'interno della scuola e nei rapporti con i tuoi interlocutori ... perchè a scuola sarà difficile entrarci ma una volta fatto il passo potresti trovarti una miriade di richieste! Per i ragazzi non ti preoccupare: l'esperienza dice che non percepiscono lo psicologo a scuola come una figura sanitaria, ma più come una persona competente che sa attivare un percorso di ascolto e dialogo costruttivo e chiarificatore ... per cui potresti trovarti piena di colloqui!!!

    Ciao ciao!!

    P.S.: comunque è vero, se non hai un'associazione alle spalle la vedo dura ...

  15. #45
    Partecipante Assiduo L'avatar di clietta
    Data registrazione
    20-08-2002
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    182
    Ciao a tutti, io sto cercando di presentare un progetto per bimbi dagli 8 ai 10 anni, e, dopo averlo strutturato, lo voglio presentare per le scuole della provincia, pubbliche e private, senza mandarlo via mail (è inutile, non c'è niente come presentarsi personalmente se si vuole catturare l'attenzione di potenziali "datori di lavoro"!). So però che, almeno per quanto riguarda la scuola pubblica, occorre lasciare i progetti entro il 30 giugno, perchè a settembre andranno discussi con i comuni per i finanziamenti. Non perdiamoci d'animo e cerchiamo di attivarci per raggiungere anche quei luoghi che apparentemente si presentano come irraggiungibili! Baci e abbracci Ilaria

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