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Discussione: seconda laurea

  1. #31
    Partecipante Affezionato L'avatar di korsy
    Data registrazione
    07-07-2004
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    London - UK
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    89
    per tippybubu
    Focault ha studiato filosofia e di seguito psicologia: non era psichiatra.

    per educatore

    Hai ragione, le teorie freudiane sono teorie stanche ma, a differenza delle eteree argomentazioni filosofiche, venivano, più o meno onestamente, saggiate empiricamente dalla pratica clinica.
    Potremmo quindi quasi definirle dei modelli del funzionamento della mente, una sorta di metafora che non descrive esattamente la realtà ma lo stesso ne giustifica(e talvolta prevede) alcuni aspetti;è uno dei primi tentativi di sistematizzare un campo fino ad allora preda della metafisica..ma non il primo
    Il primato spetta al padre della psicologia, Wundt, promotore della psicologia come disciplina autonoma e scientifica(Freud era ancora un adolescente complessato ).

    Tale precisazione solo per sottolineare l'origine della psicologia come disciplina volta all'indagine obiettiva della mente, alla quale successivamente sono afferite menti provenienti da ambiti diversi e con obiettivi diversi: Wundt era un fisiologo e si interessava dei processi cognitivi, Freud invece era un medico e ha proposto un modello per interpretare il comportamento sano e patologico.
    Ne scaturiscono metodi diversi:quello sperimentale e quello clinico che indagano livelli diversi dello stesso fenomeno (potremmo dire sub-simbolico l'uno e simbolico l'atro)ma pur sempre con criteri possibilmente oggettivi.

    Ora, vengo al punto, la psicologia ha quindi come oggetto di studio la mente adottando livelli di indagine contrapposti, l'uno posto in "alto" e l'altro in "basso", tendenti alla ,si spera, convergenza.
    L'attuale tendenza della ricerca, vedi gli studi sui processi frontali quali la coscienza, verte nella direzione di una visione olistica che comprenda il dettaglio fisiologico e il dato comportamentale.
    Esempi sono gli studi neuropsicologici in neuropsichiatria ed in psichiatria, tecniche di Biofeedback, indagini sugli effetti di pratiche quali la meditazione sugli stati di coscienza e altri.

    Parli delle neuroscienze come di un corpo estraneo ma la ricerca psicologica ne fa parte (neuroscienze cogn) e l'ambito clinico(intendendo la psicoterapia) ne è un ramo applicativo che inevitabilmente trarrà beneficio dal progresso neuroscientifico.(es terapia comportamentale e studi sull'apprendimento animale).

    A che punto siamo?non male considerando che la materia è giovane(100 anni circa contro i quasi 400 della biologia).

    "Ogni scienza è costituita da una filosofia propria"
    Filosofia cognitiva ed epistemologia(korianor ha citato il buon vecchio Fodor).

  2. #32
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    335
    "E' innegabile che la complessità dei significati dell'interiorità dell'essere umano non sono studiabili con il metodo sperimentale", e meno male...pensiamo al rischio di omologazione e di etichettamento. ma da quando la complessità dell'interiorità umana si studia con metodi sperimentali????? ma andate a psichiatria!!!!

    Benissimo, ma come la intendi tu la psicologia non è una scienza. La cosa più pericolosa di questo tipo di approccio è fare affermazioni sulla mente e sull'uomo facendole passare per scientifiche quando invece sono solo interpretazioni, alla luce di una data teoria, dei vissuti e della storia della persona (vedi la carrellata di 'psicoesperti' che quotidianamente contribuiscono a ridicolizzare la nostra disciplina in tv).

    Ti ripeto, non voglio negare a questo approccio una sua dignità (e non voglio certo rifiutarlo perchè non scientifico), ma bisogna considerare l'esistenza di questi due punti di vista incociliabili, ed avere consapevolezza delle affermazioni e dei risultati a cui rispettivamente portano

    Quoto korsy in pieno!

  3. #33
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    335
    Dimenticavo:

    "ma andate a psichiatria!!!!"

    la psicologia non coincide con lo studio delle malattie mentali!
    la psicologia generale, che che consiste nello studio delle basi scientifiche della mente umana, si occupa prevalentemente di processi cognitivi: percezione, attenzione, memoria, pensiero...

  4. #34
    crmlcrml
    Ospite non registrato
    mio caro korianor... è vero, la maggio parte degli addetti ai lavori dimentica per cosa sia nata la psicologia.

    vorrei cmq ricordare che il punto da cui si era partiti era la mia obiezione a ritenere che la psicologia alloggiasse nel grande albero della filosofia, specialmente da un punto di vista burocratico didattico.
    se ci sono voluti cento anni affinchè a roma nascesse la facoltà di psicologia dopo wundt, ci sarà una ragione. il dibattito è nato da un rammarico che si fosse fatto un "tale passo..."! qualcuno desidera che psicologia sia una porta di un 'aula della facoltà di filosofia....

    da quello che ho letto mi ha colpito il nome di freud e il termine riduzionismo.

    freud probabilmente oggi vincerebbe il premio nobel per la letteratura. è stato un formidabile scrittore, soprattuto nella categoria "divulgazone". i registi di holliwood lo hanno già reintegrato nell'immaginario collettivo con alcuni film.

    per quanto riguarda il riduzionismo vorrei fare una importante distinzione. potremmo infatti distinguere un riduzionismo negativo, che è quello di chi vuole trovare in una disciplina cosidetta scientifica la base primitiva su cui possiamo spiegare tutto il resto. sino a non molto tempo fa i biologi erano tremendamente frustrati dai chimici e dai fisici per via di questo scenario. probabilmente gli psicologi di oggi soffrono di una analoga condizione nei confronti dei biologi.
    ma c'è anche un riduzionismo positivo che può essere benisimo illustrato dagli studi epigenetici di un Edelman ad esempio. il grado di complessità raggiunto da un livello permette l'emergere di un livello di complessità maggiore. faccio un esempio. il cervello umano non si discosta anatomicamente così tanto da quello di uno scimpazè. la differenza straordinaria sta nel fatto che non sono le differenze macroscopiche cruciali ma paradossalmente quelle microscopiche ossia le inesauribili interazioni anatomo funzionali di effettori e collettori intessuti in una irresistibile rete che conduce al prodigio della cognizione.

    e non dimentichiamoci un altro processo incredibile che a pieno diritto ci permette questo passo sostanziale verso una maggiore complessità della mente, ossia la plasticità neuronale.

    ma qui mi fermo. spero di trovare altri contributi come i vostri, che sono sempre più interessanti. soprattutto di recente....:-)

    ops a proposito... per quanto riguarda gli psichiatri, beh per carità... di recente sono stato a lezione col dott. rovetto, psichiatra. persona squisita, conversazione brillante. ma rappresenta molto bene cosa significhi il binomio medico-psichiatra nei confronti dello psicologo-neuroscienziato in italia. e qui mi fermo!

    ultimissima. è vero il metodo interpretativo narrativo è uno strumento importantissimo (vedi gli ultimissimi sviluppi di un ramo costruttivista). tuttavia se il problema psichico di un paziente è dettato dalle sue parole, noi ascoltiamo le sue parole. noi ascoltiamo della musica. allora il problema psicologico è un problema musicale. quindi buon ascolto....

    ciaz

  5. #35
    crmlcrml
    Ospite non registrato
    ho letto il pezzo di korianor delle 10:53 , 01-07-05, sottoscrivo pienamente la replica ad educatore.

    tippybubu tippybubu tippybubu tippybubu tippybubu tippybubu...

    sei un'inguaribile romantica.

    ciaz

  6. #36
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
    Data registrazione
    30-06-2005
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    335
    Restituisco il favore a crmlcrml quotando in pieno il suo post
    01-07-2005 11:11 PM che mi trova perfettamente d'accordo.

    "vorrei cmq ricordare che il punto da cui si era partiti era la mia obiezione a ritenere che la psicologia alloggiasse nel grande albero della filosofia, specialmente da un punto di vista burocratico didattico. se ci sono voluti cento anni affinchè a roma nascesse la facoltà di psicologia dopo wundt, ci sarà una ragione. il dibattito è nato da un rammarico che si fosse fatto un "tale passo..."! qualcuno desidera che psicologia sia una porta di un 'aula della facoltà di filosofia...."

    In italia gli ultimi venti anni hanno visto la psicologia diventare una disciplina scientifica autonoma da un punto di vista burocratico-didattico. Il problema è che questo passaggio non è avvenuto nell'opinione comune della gente! Per tutta una serie di ragioni storiche, in Italia, la maggior parte dei professionisti formatisi prima dell'istituzione dei corsi di laurea e i non addetti ai lavori ritengono che la psicologia sia una disciplina umanistica. L'idea di una psicologia umanistica è talmente forte che molti studenti degli attuali corsi di laurea, iscrivendosi a psicologia, studiano psicologia generale, sociale, psicobiologia, psicometria, etc pensando 'tanto queste cose non mi serviranno mai!' 'questa non è la vera psicologia!'. Il compito che ci attende credo che sarà quello di scardinare queste idee dall'opinione comune!

    Per tornare in topic, parlando di eventuali seconde lauree direi:

    Filosofia (per passione personale ma anche per tutte le implicazioni che ha avuto sulla psicologia sperimentale....)

    Matematica (credo che quello che dirò ora sconvolgerà qualcuno, in particolare tippybubu ed educatore, ma in questo periodo mi sto interessando di psicologia matematica, quella parte di psicologia che studia come modellizare in termini matematici il comportamento, le funzioni cognitive etc)

    Ingegneria neurale (eventualità poco realizzabile, ma che mi consentirebbe di unire l'interesse per la modellizzazione matematica con le neuroscienze. In italia c'è a Pisa, ma si occupano prevalentemente di funzioni motorie)

    Malgrado questi desideri solo il pensiero di affrontare lo stress da esame, studiare sistematicamente un corso (magari con tutte le cose accessorie che non mi interessano) mi induce ad abbandonare l'idea! Preferisco studiare le cose che mi interessano autonomamente, secondo i miei tempi e modalità!

  7. #37

    sulla psicologia

    Questa discussione lascia francamente l'amaro in bocca.
    Una persona,propone una discussione importante,a mio avviso, con una domanda che credo senza tradirne lo sprito,possa tradursi nel seguene modo:può una scienza importante come la psicologia fare a meno dei contributi delle scienze e dei saperi dell'uomo che costituiscono il bagaglio complessivo delle conoscenze sulla società e sulla sua natura?Scienze dell'uomo e sull'uomo che indagano i vissuti sotto elementi differenti?
    A questa domada, invece di aprire una riflessione critica sul proprio sapere,si risponde con una chiusura autoreferenziale e francamente abbastanza ridicola.
    La psicologia,sembra emergere dalle risposte di molti, è quella cosa che basta a se stessa. Come direbbe qualcuno,è "causa sui".
    Insomma, non si coglie lo scarto proposto dalla riflessione iniziale ma si preferisce procedere come se nulla fosse.;Magari dando sfoggio anche di ragionamenti, all'apparenza, colti.Ma vuoti.
    La psicologia è ridotta ad altro dagli interventi di molti in questa sede: sembrerebbe cioè connotarsi come una pratica scotomizzante governata dal paradigma chimico- biologico.
    Le esperienze concrete dei soggetti non contano nulla?
    Immaginiamo,seguendo i ragionamenti sopra, che un soggetto sofferente si rechi dallo psicologo e che questo inizia a somministrare test e prescrizioni diagnostiche per scoprire il difetto neuronale.La causa cioè del suo disagio.
    Io non so quanti di voi abbiano pratica di studi psicoterapici ma se qualcuno è convinto di ciò,che la psicologia sia quella roba lì, e si apprestasse ad operare nel campo, comunichi il suo nome che verrà,almeno da me, accuratamento evitato.
    Del resto,stupisce che nessuno di voi abbia la consapevolezza che la psicologia si costituisce come scienza autonoma(senza dipendenze dall'universo medico)a partire da Freud:la teorizzazione dell'inconscio ne presiede la nascita.
    La persona che ha aperto questa discussione ha buttato l'amo al quale molti hanno abboccato.
    Due sono i motivi,a mio avviso, che hanno permesso a questa persona di esercitare tanta deliziosa provocazione e coglierne i frutti.
    Uno afferisce alla sua formazione.Una scienziata della formazione, proprio in virtù del suo sapere polissemico,sapeva dove mirare. Del resto la nascita delle facoltà di scienze della formazione aveva di fondo il progetto di formare un professionista che sapesse usare, e conoscesse, trasversalmente tutte le scienze dell'uomo.Psicologia compresa.
    A questo progetto hanno lavorato il fior fiore degli scienziati e degli intellettuali italiani, a Milano, per fare un esempio, intellettuali e scienziati come Natoli(filosofo di fama mondiale),Mantovani(psicologa di chiara fama e pedagogista),Cerutti(allievo di Piaget...psicologo)Massa,pedagosita e psicologo;Banfi(linguista)Moscati(sociologo)e tantissimi altri,non ultima Ugazio,presidente degli psicologi sistemici e Madeddu che credo tutti voi conosciate.Inoltre neuroscienziati e biologi(Gambini e altri).Così è stato per tutte le altre facoltà.
    Dall'altra parte l'operazione è riuscita a partire dalla consapevolezza che la maggior parte delle facoltà di psicologia hanno espunto dal loro sapere il mondo delle scienze dell'uomo nel tentativo,controproducente in primo luogo per gli studenti di psicologia e per i futuri pazienti, di rendere il proprio sapere autoreferenziale.
    Invece, non si tratta di avocare nessuna primazia a questa o l'altra disciplina ma autocomprendersi tutti sotto una epistemologia complessa e sotto un comune paradigma: tutti operiamo nelle scienze di aiuto e di cura.
    Il cambiamento del dispositivo formativo delle facoltà di psicologia aveva come obiettivo il ritrarsi dalla concezione ampia dell'uomo per tradursi nella sua dimensione chimico fisica.Ma l'uomo non è solo questo,lo è anche, ma non esclusivamente.
    Credo che il livello di individuazione di questo dispositivo,che è deliziosamente politico,sfugga alla maggior parte degli studenti di psicologia che dovrebbero iniziare a sbattere i pugni sui tavoli delle loro facoltà al posto di attardarsi in una difesa, oltremodo sconveniente, di questa gabbia in cui sono stati cacciati.
    Cordialità
    diego

  8. #38
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    Ciao Educatore,

    Mi sembra di aver capito (correggimi se sbaglio) che tu ritenga che la psicologia si occupi principalmente di clinica, e la prospettiva fondamentale è quella psicodinamica.
    E' questo punto che ci divide.

    "La psicologia è ridotta ad altro dagli interventi di molti in questa sede: sembrerebbe cioè connotarsi come una pratica scotomizzante governata dal paradigma chimico- biologico."
    Apprezzo tantissimo l'apporto delle neuroscienze alla psicologia, ma se consideri la psicologia del pensiero (in breve lo studio scientifico del ragionamento umano, in Italia i principali esponenti sono Legrenzi, Girotto, Mosconi e la sua scuola) prescinde totalmente dagli aspetti chimico-biologici. Esempi di questo tipo ne esistono molti.

    "Le esperienze concrete dei soggetti non contano nulla?
    Immaginiamo,seguendo i ragionamenti sopra, che un soggetto sofferente si rechi dallo psicologo e che questo inizia a somministrare test e prescrizioni diagnostiche per scoprire il difetto neuronale.La causa cioè del suo disagio.
    Io non so quanti di voi abbiano pratica di studi psicoterapici ma se qualcuno è convinto di ciò,che la psicologia sia quella roba lì, e si apprestasse ad operare nel campo, comunichi il suo nome che verrà,almeno da me, accuratamento evitato."
    Io non mi occupo nè di clinica nè di psicoterapia, magari crmlcrml, che sta facendo la specializzazione in cognitiva comportamentale, ti saprà rispondere meglio di me. Lungi da me ritenere che la psicologia clinica debba ricondurre a problemi 'neuronali' il disagio del paziente... riconosco proprio in questo ambito il valore della psicologia dinamica.

    "Del resto,stupisce che nessuno di voi abbia la consapevolezza che la psicologia si costituisce come scienza autonoma(senza dipendenze dall'universo medico)a partire da Freud:la teorizzazione dell'inconscio ne presiede la nascita."
    'Scienza autonoma?' mi vuoi dire che l'opera di Freud è scientifica? Come ha detto crmlcrml Freud è stato un grande narratore, uno studioso che è riuscito a trovare delle nuove categorie (l'incoscio, il Super-io) per interpretare l'interiorità umana. Concordo con te che questo ha fatto sì che si creasse una disciplina staccata dalla psichiatria che si occupasse di disturbi mentali in una prospettiva più umana, attenta all'interiorità e non alla famosa 'mitologia del cervello'. Ma questa disciplina è la psicoanalisi, non la psicologia. La psicoanalisi fa parte della psicologia dinamica (che raccoglie appunto tutte le scuole e le prospettive sull'interiorità umana), che è PARTE della psicologia.

    "tutti operiamo nelle scienze di aiuto e di cura."
    Non tutta la psicologia si occupa di questo! E' chiaro che per una serie di ragioni storiche la psicologia per l'opinione comune fa solo questo, ma non è vero! Ti ricordo solo gli psicologi appena citati: Legrenzi, Girotto, Mosconi

    "Il cambiamento del dispositivo formativo delle facoltà di psicologia aveva come obiettivo il ritrarsi dalla concezione ampia dell'uomo per tradursi nella sua dimensione chimico fisica.Ma l'uomo non è solo questo,lo è anche, ma non esclusivamente"
    E' vero, ed è il problema che da sempre attanaglia la psicologia, e ci fa discutere in questo thread: scienza della natura o dello spirito? approccio nometetico o idiografico? Il metodo sperimentale fornsice conoscenze scientifiche, ma è impossibile applicare questo metodo alla complessità dell'interiorità umana, l'approccio umanistico rende ragione di questa complessità, ma non è in grado di produrre affermazioni scientifiche. Ti ripeto che secondo me entrambi sono utili, ed hanno pari dignità, basta essere consapevoli della differenza epistemologica dei due.
    E' una questione di scelta, io preferisco il primo, tu, come molti altri, il secondo.

    Per ragioni storiche entrambi gli approcci coesistono sotto il termine psicologia: o cerchiamo di farli 'convivere', o si trovano 2 nomi diversi per indicare queste 2 differenti prospettive (ricordo che lessi una cosa del genere in uno scritto della fine degli anni '70 su questo argomento di Minguzzi).
    Ultima modifica di korianor : 02-07-2005 alle ore 23.00.41

  9. #39
    crmlcrml
    Ospite non registrato
    "Credo che il livello di individuazione di questo dispositivo,che è deliziosamente politico,sfugga alla maggior parte degli studenti di psicologia che dovrebbero iniziare a sbattere i pugni sui tavoli delle loro facoltà al posto di attardarsi in una difesa, oltremodo sconveniente, di questa gabbia in cui sono stati cacciati"

    mio caro educatore, non è così necessario tutto questo dal momento che korianor (così intelligentemente preciso nelle sue repliche alla tua sorprendente apologetica difesa della epistempologia della complessità ect. ect.) e io siamo in netta minoranza qui in italia. (prova a farti un giro all'estero o a chiedere ai colleghi stranieri)

    la psicologia italiana rimane ancora infantilmente aggrappata ad una tradizione storico-culturale al punto che lo scenario sarà difficilmente mutabile.tende alla arteriosclerosi.
    sebbene concordo con quanto sostiene infaticabilmente da anni il filosofo Severino. la tecnica finirà per sciogliere i dubbi e le camicie di forza anche in questo tipo di clima culturale.

    scusami, ma che sia stato Freud
    "Del resto,stupisce che nessuno di voi abbia la consapevolezza che la psicologia si costituisce come scienza autonoma(senza dipendenze dall'universo medico)a partire da Freud:la teorizzazione dell'inconscio ne presiede la nascita"
    non mi trattiene dal chiederti se hai mai letto un libro di storia della psicologia.

    non voglio indulgere su quanto hai scritto perchè ritengo che korianor è stato molto efficace nelle risposta. ma c'è un passaggio davvero incredibile

    "Dall'altra parte l'operazione è riuscita a partire dalla consapevolezza che la maggior parte delle facoltà di psicologia hanno espunto dal loro sapere il mondo delle scienze dell'uomo nel tentativo,controproducente in primo luogo per gli studenti di psicologia e per i futuri pazienti, di rendere il proprio sapere autoreferenziale"

    il mondo delle scienze dell'uomo? vuoi intendere le scienze sociali? ripeto la mia perplessità. ma perchè se si è interessati di filosofia non ci si iscrive a filosofia? perchè se ci piace antropologia non si compila la domanda di iscrizione ad antropologia? beninteso questo non equivale al fatto che uno psicologo non possa interessarsi di filosofia o di botanica o oftalmologia....
    nè tanto meno voglio dire che vi sia soltanto lo psicologo sperimentale. ma una delimitazione al proprio campo di competenza e conoscenza è indispensabile. perchè chi tende ad un sapere poliedrico (Una scienziata della formazione, proprio in virtù del suo sapere polissemico,sapeva dove mirare. polissemico? perchè hai usato questo termine? forse volevi dire polisemico, sebbene non capisco a che pro. è un mistero....) molto probabilmente ne ricaverà ottimi vantaggi nella sua vita quotidiana, nelle sue relazioni con gli altri. potrebbe essere anche un acuto divulgatore.
    ma nel suo campo di competenza e verso i suoi obiettivi è utile non perdere di vista di cosa sia il suo lavoro.

    ultima cosa: ma hai idea di quanto sia stato importante e lo sarà il contributo delle neuroscienze cognitive e il progressivo sviluppo delle tecniche di imaging alla psicologia e persino per un filosofo? altrettanto vitali e io azzardo di più di quanto lo siano stati i contributi di tantissima e inesorabile filosofia.

    o a proposito:
    "Le esperienze concrete dei soggetti non contano nulla?
    Immaginiamo,seguendo i ragionamenti sopra, che un soggetto sofferente si rechi dallo psicologo e che questo inizia a somministrare test e prescrizioni diagnostiche per scoprire il difetto neuronale"
    ma questo non succederà mai.... lo fa una risonanza magnetica! quindi si va in ospedale... ect ect.
    sono utili strumenti! poi. sai cosa succedeva e succede tuttora nello studio di uno psicoanalista? il paziente si adagia sul divanetto (situazione tremendemente fittizia!) e l'analista è girato verso qualche altra parte per non guardarsi in volto. insomma quel poveretto comincia a dirgli che non ce la fa più con a moglie o viceversa, o che non riesce a smettere di bere ect . ect. e il freudiano gli risponde che secondo il modello edipico ect. ect.
    morale. tutti i problemi psicologici del pazienti sono causati non dalla sua vita reale ma dai modelli psicoanalitici.... i modelli analitici danno una spiegazione di un problema concreto. strana alchimia. dall'alto caliamo la spiegazione di un problema che ha bisogno di ben altro.
    sai come va a finire in due modi con diverse varianti. o il paziente non ha i soldi per una terapia decennale oppure muore alcolzzato.... (è una provocazione!)

    non condivido gran chè di quello che scrivi, ma darò la mia vita affinchè tu possa esprimerlo. (voltaire)
    vedi, rimango uno psicologo sebbene mi diletti di filosofia morale...

    ciaz

  10. #40

    ciao

    Il tuo intervento è assolutamente in linea con il mio pensiero.Del resto è chiaro che poi ognuno esercita competenze specifiche in funzione del suo sapere e del ruolo che ricopre.
    Tuttavia, riconoscerai che se entrambi avessimo conoscenze più ampie il nostro discorso si arricchirebbe e probabilmente ne coglierebbero i frutti anche i nostri "pazienti".
    A mio giudizio,lo ripeto, dovremmo ragionare "oltre" il nostro statuto professionale.
    Per quello che concerne Freud e le distinzioni interne che tu porti ad esempio ribadisco che quella teorizzazione, a mio avviso, ha permesso alla psicologia e alla psicanalisi di rendersi autonome dalla psichiatria che oggi vive momenti terribili di subordinazione a quel paradigma imperante di cui abbiamo parlato.
    NOn ho mai conosciuto docente o intellettuale,nemmeno tra quelli da te citati, che abbia mai detto che le scienze dell'uomo e la filosofia sono inutili alla professione dello psicologo,nemmeno alla ricerca o alle neuroscienze.
    Alcuni giorni addietro un ricercatore del gruppo di Parma,famosi per la loro opera innovativa nel campo delle neuroscienze,in un intervista sosteneva che bisognasse andare proprio nella direzione di approcci multidiscilinari. Perchè quindi non chiedere alle università di ampliare, e non ridurre, il corpo di conoscenze in teorie e saperi affini?
    Cordialmente
    diego

  11. #41
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    "non condivido gran chè di quello che scrivi, ma darò la mia vita affinchè tu possa esprimerlo. (voltaire)"

    è una delle mie citazioni preferite!

  12. #42

    crlm

    fai bene ad attaccarti alle "S".
    Comunque.
    Su Freud avresti dovuto leggerti il mio primo intervento,avresti evitato di rimproverarmi?
    Anche sull'importanza delle neuroscienze avresti potuto attingere a quanto già detto sopra.Persino per la psicologia.
    Mi sembra che il tuo intento sia oltremodo polemico e se hai nozioni di filosofia morale è solo un bene, per te e tutti noi, che possiamo apprendere dai tuoi scritti.
    Rimango abbastanza sconcertato da certi tuoi "ritorni" nel cercare di distinguere in maniera netta l'antropologo dal filosofo e dallo psicologo.Ognuno a casa sua?Ma così non finiamo più?
    Certo, ho già ribadito che ruoloi e competenze vanno rispettati.Se tuttavia imparassimo a parlarne?
    Cordialmente
    PS:dopo il punto si usa la maiuscola ma non avermene,riconosco le tue capacità dialettiche...
    diego

  13. #43
    Partecipante Esperto L'avatar di korianor
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    Re: ciao

    Originariamente postato da educatore
    Il tuo intervento è assolutamente in linea con il mio pensiero.Del resto è chiaro che poi ognuno esercita competenze specifiche in funzione del suo sapere e del ruolo che ricopre.
    Tuttavia, riconoscerai che se entrambi avessimo conoscenze più ampie il nostro discorso si arricchirebbe e probabilmente ne coglierebbero i frutti anche i nostri "pazienti".
    A mio giudizio,lo ripeto, dovremmo ragionare "oltre" il nostro statuto professionale.
    Per quello che concerne Freud e le distinzioni interne che tu porti ad esempio ribadisco che quella teorizzazione, a mio avviso, ha permesso alla psicologia e alla psicanalisi di rendersi autonome dalla psichiatria che oggi vive momenti terribili di subordinazione a quel paradigma imperante di cui abbiamo parlato.
    NOn ho mai conosciuto docente o intellettuale,nemmeno tra quelli da te citati, che abbia mai detto che le scienze dell'uomo e la filosofia sono inutili alla professione dello psicologo,nemmeno alla ricerca o alle neuroscienze.
    Alcuni giorni addietro un ricercatore del gruppo di Parma,famosi per la loro opera innovativa nel campo delle neuroscienze,in un intervista sosteneva che bisognasse andare proprio nella direzione di approcci multidiscilinari. Perchè quindi non chiedere alle università di ampliare, e non ridurre, il corpo di conoscenze in teorie e saperi affini?
    Cordialmente

    Se leggi i miei messaggi (ma anche quelli di crmlcrml) non penso che ci sia l'idea di un rifiuto della filosofia, dell'antropologia, e delle scienze dell'uomo! L'impresa scientifica della 'scienza cognitiva' è nata proprio in senso multidisciplinare (psicologia, intelligenza artificiale, neuroscienze ma anche filosofia, linguistica, antropologia!). Non volevo dire che gli autori da me citati sostenessero "che le scienze dell'uomo e la filosofia sono inutili alla professione dello psicologo", ma volevo attirare la tua attenzione sull'esistenza di psicologi che applicano il metodo sperimentale alle funzioni cognitive in ambito non clinico e in modo totalmente indipendente dalle neuroscienze!

    Ripeto solo che, indipendentemente dalla disciplina, gli ambiti in cui viene usato il metodo sperimentale producono affermazioni scientifiche, gli ambiti in cui non è possibile usarlo, producono affermazioni idiografiche (cioè che interpretano il vissuto del soggetto nella sua individualità, per cui sono di per se stesse non replicabili, soggettive etc).

    Sull'interdisciplinarietà: Credo che molti corsi di laurea psicologici del nuovo ordinamento (sia triennali che specialistiche) puntano all'interdisciplinarietà coinvolgendo corsi di filosofia, linguistica, ingegneria etc....ben venga! Le relazioni tra mente, cervello, comportamento è talmente complessa che più cose si sanno dell'uomo più è utile per il professionista e lo scienziato!

    Concludo ribadendo la distinzione tra la nascita della psicologia scientifica (Wundt, 1879, ma anche Fechner etc) e quella della psicologia dinamica (Freud).

  14. #44

    ultima stazione

    allora siamo d'accordo?
    Io non credo che la scienza possa interpretare tutto,anzi.
    Quando la scienza che "misura" prende il largo e diventa l'unico criterio attendibile e assoluto i guai si moltiplicano.
    Mi domando come mai,magari puoi aiutarmi,di fronte a tanta sapienza e scienza abbiamo una società sempre più sofferente di disagi psichici?
    Cordialità
    diego

  15. #45
    crmlcrml
    Ospite non registrato
    cionondimeno non capisco cosa significhi sapere polisemico....:-)
    ma a parte questo non voglio essere polemico. i miei "ritorni" sono dovuti al fatto che ho carcato di esprimere semplicemente le mie perplessità su un rammarico che psicologia fosse uscita dalla facoltà di filosofia. tutto qui. ribadisco che sia un bene.

    la scienza non ha mai preteso di avere certezze specie se confrontati alle immancabili certezze di tanta filosofia.

    un incontro multidisciplinare ben venga. incredibilmente fecondo. forse è la maggiore proprietà che contraddistingue la rivoluzione scientifica di questi tempi.
    ma non confondiamola con la cura specifica e "ideografica" di un paziente con problematiche psichiche.

    perchè ci sia tanta sofferenza nel mondo con tale scienza e sapienza? non lo so. se questo è il ragionamento allora non capisco come siamo finiti a sopravvivere all'ignoranza dei tempi passati.... maggiore è la conoscenza minore è la sofferenza? lo credi davvero?
    mi piacerebbe leggere un tuo approfondimento.

    ops. la prossima volta prima di rispondere leggerò tutti i tuoi messaggi. ma sii indulgente con me se mi perdo qualche pezzo. come vedi io mi aiuto con i "ritorni".

    ciaz

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