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Visualizzazione risultati 31 fino 33 di 33
  1. #31
    Partecipante Esperto L'avatar di wrubens
    Data registrazione
    17-04-2003
    Messaggi
    492
    Originariamente postato da misia
    francamente mi stavo chiedendo perchè mai ti dovrebbe interessare tanto prendere in carico un amico o un parente!
    A chi riferivi la domanda ?

    Comunque io risponderei così. Non c'è un interesse da parte mia nel prendere in carico un amico/parente.
    C' è invece un grosso interesse nel capire quando possiamo definire una persona 'amico' tanto da ecluderlo dalla presa in carico.
    Pensavo si potesse arrivare ad un punto fermo invece mi sembra sempre più una questione di opinioni...la tua?...

    Rubens
    "il dubbio è il tarlo del delirio"
    Rubens

  2. #32
    prm
    Ospite non registrato
    mi intrometto
    io proverei a rigirare la frittata:
    perchè un amico - parente mi chiede di prenderlo in terapia?
    forse vale la pena fare due chiacchere in merito alla motivazione e illustrare quali sono gli scopi e i meccanismi che si instaurano in terapia.
    chiarito questo forse sarà proprio l'amico - parente a cambiare idea.
    intendo dire che dietro queste richieste ci sono dei meccanismi di affidamento, di delega, di pigrizia ecc. ecc.
    che penso siano pericolosissimi per un buon esito della terapia.
    ciao
    prm

  3. #33
    Partecipante Esperto L'avatar di Misato-san
    Data registrazione
    03-07-2003
    Residenza
    Torino
    Messaggi
    334
    Originariamente postato da wrubens
    Il thread potrebbe anche estendersi a questo punto…e se incontri un tuo paziente in giro per la città cosa fai?...e se lo incontri in discoteca in una serata brava?...
    Sta a te, terapeuta, mantenere il giusto grado di distanza, naturalmente senza far sentire il paziente rifiutato o in colpa per la casualita' (e senza sentirti a tua volta in colpa per il semplice motivo che sei umano pure tu e in quanto tale hai il diritto di stare bene facendo cose che ti piacciono), e valutando poi in seduta la portata dell'accaduto.
    Per dirla come il mio amato professore di metodi e tecniche della ricerca psicodinamica, e' un problema di giusti confini... non semplice, ma dal quale non bisogna farsi fregare...

    (ho "scoperto" solo ora questo thread... ma e' interessantissimo )

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