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Discussione: ricordi veri o falsi?

  1. #31
    Postatore OGM L'avatar di morrigan
    Data registrazione
    21-12-2004
    Residenza
    seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino
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    4,275
    il mio modestissimo punto di vista.
    premessa: non ho mai lavorato con persone vittime di abuso.
    seconda premessa: reputo sempre che in ogni intervento ci possano essere cose con cui sono d'accordo e cose con cui sono in disaccordo.
    terza premessa: leggo questo thread come una richiesta ben precisa da parte di una persona, non come un puro intrattenimento teorico su ciò che si dovrebbe o non dovrebbe fare.

    detto questo, concordo con quanto detto da letyzzetta sull'importanza che un ricordo può avere ai fini terapeutici, che sia vero o meno: si può lavorare sulle fantasie come sui dati di realtà allo stesso modo, tuttavia mi rendo conto che per la persona è inportantissimo riuscire a dare una veridicità ad un'esperienza che, per la propria drammaticità, non riesce ad avere contorni netti e definiti. il terapeuta dovrebbe confrontarsi soprattutto con questo bisogno, il bisogno di essere creduti e, chi sa, magari anche col bisogno di sentirsi dire che non è mai avvenuto il trauma. ma come si può stabilire dove sta la verità? se è vero, come dice squirrol, che raramente i ricordi di un abuso sono fantasie (concordo in pieno), il terapeuta dovrebbe lavorare non solo per la ricerca della realtà obiettiva, ma anche per un'internalizzazione di sentimenti e vissuti che non vengono esperiti come propri da parte dell'individuo e che, magari, anche per questo vengono avvertiti come falsi.
    la questione è complessa e non bisogna dimenticare che, nonostante le linee guida possano essere preziose, ogni caso va trattato nella sua unicità, integrando la conoscenza completa e a 360 gradi della persona che ci si trova di fronte.
    detto questo vorrei fare una piccola digressione: siccome non si sta discutendo di questioni personali, siccome ogni punto di vista (anche il più lontano dal proprio) può essere spunto di nuove riflessioni e va rispettato, trovo fastidioso che si faccia polemica sterile e sarcastica partendo da un bisogno espresso da una persona che sta cercando consigli, non verità, nè, tantomeno, battaglie.

  2. #32
    squirrel
    Ospite non registrato
    detto questo vorrei fare una piccola digressione: siccome non si sta discutendo di questioni personali, siccome ogni punto di vista (anche il più lontano dal proprio) può essere spunto di nuove riflessioni e va rispettato, trovo fastidioso che si faccia polemica sterile e sarcastica partendo da un bisogno espresso da una persona che sta cercando consigli, non verità, nè, tantomeno, battaglie. [/B][/QUOTE]

    Concordo in pieno con te, cara morrigan, e concordo anche sul fatto che la questione sia molto complessa e vada affrontata nella sua unicità. Il mio pensiero riguardo agli abusi è quello della Alice Miller che, assieme alla Malacrea ed a Kohut, erano gli autori ai quali facevamo riferimento nel nostro centro.
    Come si può stabilire la verità? Bella domanda! A fugare i dubbi ci sono le testimonianze... c'è sempre qualcuno che ha visto e che sa e che tace... a volte si riesce a farlo parlare, altre volte no, a volte testimonia e poi ritratta per poi riaffermare di nuovo quanto aveva negato... insomma, come dici tu, la questione è veramente molto complessa!
    A noi hanno insegnato ad osservare attentamente il linguaggio non verbale perchè è l'unico che riesce a sottrarsi al veto del "mai devi dire" al quale fa riferimento Iaia Caputo. L'abusato, al quale è stato vietato parlare ed esternare le proprie emozioni, ci parla attraverso i suoi sintomi e solo attraverso una loro attenta lettura ed interpretazione si può risalire all'esperienza traumatica che li ha generati.

  3. #33
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di el loco
    Data registrazione
    24-08-2004
    Residenza
    Lecce - Milano - Parma- Figline
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    1,032
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    8

    mi fido di te

    sono caro al maestro Jaspers..
    cito
    "le allucinazioni del ricordo () tre segni sono caratteristici. i malati sono coscienti del fatto che vengono loro in mente cose dimenticate. essi hanno la sensazione di essersi trovati allora in uno stato di coscienza abnorme, parlano di ottundimento, di svenimenti, di semiveglia, di uno stato singolare, di uno stato di ipnosi. in terzo luogo i malati hanno l'impressione di essere stati allora uno 'strumento privo di volontà'. essi non sarebbero stati in grado di fare nulla, ma dovevano fare. tutto era imposto.
    in tali casi, dal modo della descrizione è probabile che si tratti di un falso ricordo.."
    (k.j. psicop. generale, p. 82)
    capitato un caso e rispettava tutto quanto..
    karl, mi fido di te.
    salute
    fate sapere
    "... per favore Dio, per favore Knut Hamsun, non abbandonatemi adesso." (J. Fante)



    http://youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY

  4. #34
    boboso71
    Ospite non registrato
    ciao, scusate se mi intrometto...Io partecipo ad un gruppo analitico....con me nel gruppo c'è un ragazzo che ha subito realmente un episodio del genere...Si chiama A......
    ho letto quello che ha scritto littizzetta e lo ho trovato molto intelligente....
    Da quello che ho visto dal vivo un ricordo può essere trattato in diversi modi...oppure si può ricordare per diversi scopi....
    Tuttavia, pur essendo uno psicologo, preferisco su questo argomento ritornare al punto di vista umano, essendo stato di fianco per molti e molti racconti, fatti per diversi scopi e con un livello differente di consapevolezza (o integrazione, se qualcuno preferisce), a questo ragazzo. Io mi sento solo di dire a chi ha aperto il tread che mando una carezza che spero arrivi. La stessa che ha permesso ad A.... di cominciare a parlare dopo mesi..
    Anch'io avevo letto ai miei tempi i libri della Miller. Anzi avevo iniziato la mia terapia, senza sapere nulla di quello che scriveva, acquistando un suo libro (siamo un po' tutti i bambini della Miller, ho scoperto)..Penso che la cosa più utile che trasmettano sia il senso di riconoscimento e ascolto e forza di cui è capace l'autrice ......e che qualsiasi storia ha diritto di trovare qualcuno che la ascolti, in qulasiasi modo venga raccontata...
    Buona fortuna a chi ha scritto...davvero.... Roberto

  5. #35
    Johnny
    Ospite non registrato
    sulle distorsioni della memoria autobiografica e la narrazione di sè, non solo nell'abuso, ma ingenerale :
    "il pensiero narrativo cerca di dare un'interpretazione dei fatti umani basandosi sull'intenzionalità degli attori e sul contesto, creando una storia che costituisca un modello interprettivo delle azioni".

    Nella narrazione della propria autobiografia, le persone selezionano e raccontano gli eventi in modo che siano coerenti con la propria immagine di sè attuale, e interpretandoli in modo che abbiano un significato e un senso in funzione di scopi e obiettivi.
    Ultima modifica di Johnny : 27-02-2006 alle ore 19.16.11

  6. #36
    squirrel
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da rasputin
    sulle distorsioni della memoria autobiografica e la narrazione di sè, non solo nell'abuso, ma ingenerale :
    "il pensiero narrativo cerca di dare un'interpretazione dei fatti umani basandosi sull'intenzionalità degli attori e sul contesto, creando una storia che costituisca un modello interprettivo delle azioni".

    Nella narrazione della propria autobiografia, le persone selezionano e raccontano gli eventi in modo che siano coerenti con la propria immagine di sè attuale, e interpretandoli in modo che abbiano un significato e un senso in funzione di scopi e obiettivi.
    Grazie per il tuo prezioso spunto, rasputin!

  7. #37
    Partecipante Super Esperto L'avatar di nicole
    Data registrazione
    05-03-2005
    Messaggi
    552
    Ciao, so che questo non è il postop adatto x scrivere ciò che cerco,ma nel campo ricerca mi ha portato qua.
    Intanto premesso tutta la mia comprensione e un abbraccio grande grande a chi ha scritto inizialmente, posso comprendere molto bene ciò di cui parla, e non come studente...quindi forza e per qualunque sentimento il tuo punto di riferimento,se è tutto ok, ricorda sempre che è la persona con cui stai "lavorando"...sempre! e mille in bocca al lupo,ce la farai! Perchè ne parli, ti domandi...sei nella direzione giusta.
    Posso anche dirti che gli abusi si recepiscono tali, anche nel grembo materno e l'ambiente che respiri fin da piccola e non per questo necessariamente su di se.
    Posso dirti che anche se non dicono,ecc, si arriva sempre,c'è sempre una molla, un qualche cosa,che prima non capisci e poi diventa più chiaro,e il dolore, la presa di coscenza,è veramente grande.
    Non dimenticare anche la coazione a ripetere...non deve essere consolatorio,lo dico perchè accade, se hai trovato un bel rapporto familiare è una bellissima cosa. ripeto non è consolazione,perchè comunque quando si è nella strada dell'uscita,sembra assurdo,ma c'è sempre un lato che nel peggio,ti fa dire "mi è andata bene". Parlo per me.
    Un abbraccio!

    A voi invece chiedo chi possa avere 4 libri di Alice Miller, appunto, ma Edizioni Garzanti...li sto cercando disperatamente...gli altri li ho letti tutti e li ho,mi mancano questi,devo e vorrei farci la mia tesi.
    Un grazie a tutti

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