Complimenti a Belanda e Fantasiosa. Apprezzo il vostro atteggiamento critico, ma basato su esperienze e fatti concreti. Non si possono onestamente sentire giudizi superficiali e basati su impressioni personali. Se oggi lo Psicologo può fare il suo mestiere (diagnosi e psicoterapia, in campo sanitario pubblico o privato) lo si deve anche all'AUPI, oltre alla SIPs. Conosco molti colleghi che negli anni 80, venivano denunciati per abuso di professione sanitaria, diversi sono oggi dirigenti AUPI. E' veramente difficile andare in tribunale da imputato per mesi e mesi, per ribadire la propria buona fede e competenza professionale. La normativa attuale non è venuta a caso, è costato sacrificio ad alcuni colleghi. Ancor oggi vi sono continui attacchi alla professione (Psicologia clinica). A questi attacchi bisogna rispondere uniti e compatti, senza sparare contro un AUPI che è fatto di persone di provata esperienza professionale e soprattutto di oltre 25 anni di storia sul campo. Non si può attaccare e demonizzare una sigli per interessi elettorali. Dietro questa sigla esiste una storia fatta da migliaia di persone, di esperienze diverse, ma conviventi. Ritengo questa discussione essersi qualificata molto rispetto alle premesse di partenza. Un affettuoso abbraccio a tutti e buona domenica. Aldo







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), oppure se meritano un confronto.
,ma ve le porgo lo stesso!!
,ma mi serve una riposta per capire un'altra questione
,perchè tutti ci hanno fregato quando ci siamo iscritti?Chi mi spiega perchè un laureato quinquennale trova difficoltà a inserirsi in un contesto lavorativo?Ed uno che vuol fermarsi alla sola triennale che può fare?Che cosa trova?
,e ho troppi brutti pensieri che mi assillano
(non sono per il mio futuro lavorativo) ).