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Discussione: Il tempo

  1. #31
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
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    la tua associazione destino-religione mi ha fatto pensare subito agli Amish

    per la verità io non pensavo a loro, ma il loro stile di vita ci calza benissimo nella mia descrizione, anzi la estremizza ancor di più .
    certo però che... leggi qua :

    "Ma ad Internet non hanno saputo resistere neanche loro: ultimamente hanno aperto numerosi siti per divulgare il credo Amish e, soprattutto, per vendere i propri prodotti: coperte patchwork, bambole di pezza e alimenti biologici.[...] Insomma, lontani dalla civiltà e dalla modernità, ma assolutamente favorevoli al mercato globale offerto da Internet. Il paradosso è evidente. Certo, come riescano a creare siti web senza conoscere l'elettricità è tutto da scoprire!"

    è un pò come dire che troppo fuori dal tempo non si può stare.

    E' l' altro che ci fa 'capire' che dobbiamo attendere, siamo noi che non siamo pronti a domandare, è il tipo di relazione fra me e l' altro che fa pensare che ci sarà un tempo adatto per dire o cos' altro

    credo che sia il tipo di relazione, anzi che sul tipo di relazione si istaurino equilibri precisi, ovviamente non sempre positivi e convenienti.
    forse saranno i postumi sdolcinanti di san valentino ma oggi colgo così quello che scrivi.
    esempio 1 :
    potrei non voler sentir dire delle cose che mi costringerebbero a voltare pagina, e ora per quanto nella mia ingenuità credo di gestire bene questa "paura" se vogliamo...in realtà poi coi fatti la trasmetto.
    l'altro la coglie, allora fa il mio gioco, e non dice.

    esempio 2:
    io decido di non dire perchè egoisticamente non posso permettermi che l'altro se ne vada adesso, devo prepararmi all'idea, attrezzarmi al cambiamento, quindi il tempo può servirmi per "ristutturare" il presente e il futuro, e poi magari decido di dire.


    "Aspetto da una vita e finalmente l' hai detto.. come mai solo adesso?"

    ho avuto modo di sperimentare questa sensazione da pochi giorni,
    la domanda l'ho posta anche io...forse più minacciosa della tua, che invece mi fa immaginare una sorpresa in positivo.
    la risposta che ho avuto dall'altro è stata che io non avrei potuto capire, non ero pronta per capire, e che le mie sicuramente conseguenti paranoie mi avrebbero fatto solo male. ergo per difendermi l'altro taceva.
    ovviamente ci ho pensato e credo ora che le sue siano state solo giustificazioni, e che se prima non avrei potuto capire figuriamoci ora...sono sempre io e ho sempre le mie idee su come gira il mondo. quindi il suo comportamento lo faccio "rientrare" nel mio esempio 2

    Ad esempio, come mai domando solo adesso, in questo thread, del tempo di dire o domandare le cose invece di aspettare che si sviluppasse prima un altro argomento?

    non saprei dirlo. forse perchè valuti che adesso per te non sarebbe TEMPO perso?
    secondo me, un pò contribuisce il fatto che ti sei imbattuto in una tizia che si domanda e risponde spesso, forse a volte troppo

    Ancora per esempio, come mai ancora non domando al pizzaiolo cosa mangia la sera?
    forse perchè l'alimentazione del pizzaiolo al momento non è tra le riflessioni che vivi come essenziali nel tuo presente ?
    comunque... quando fai domande così ... ci metto TEMPO a capire che vuoi dire...e poi non sono sempre sicura di aver colto bene...

    Ultima modifica di roropink : 15-02-2006 alle ore 10.35.26
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  2. #32
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    parto dal pizzaiolo
    ieri sera ero passato da un "pizza man" (quello dove mi fornisco spesso) ed eravamo solo noi due. Ad un certo punto mi scattò la curiosità: "ma questo tizio la sera che mangia?". Non penso che se l' avessi domandato lui poi mi rispondeva: "mi mango le persone come te che mi domandano cosa mangio!".. ma comunque per evitare ho preferito immaginarmi che dietro la porta c'era una cucina e altri 200 ingredienti. In pratica ho costruito un presente fittizio dell' altro senza domandare.
    Comunque, questo del pizzaiolo e del thread erano solo esempi/domande rivolte "a me stesso" sul tempo di dire o non dire certe cose in certi momenti; ecco perchè forse hai perso tempo

    esempio 1 :
    potrei non voler sentir dire delle cose che mi costringerebbero a voltare pagina, e ora per quanto nella mia ingenuità credo di gestire bene questa "paura" se vogliamo...in realtà poi coi fatti la trasmetto.
    l'altro la coglie, allora fa il mio gioco, e non dice.

    esempio 2:
    io decido di non dire perchè egoisticamente non posso permettermi che l'altro se ne vada adesso, devo prepararmi all'idea, attrezzarmi al cambiamento, quindi il tempo può servirmi per "ristutturare" il presente e il futuro, e poi magari decido di dire.
    secondo te, sia dal punto di vista dello psicologo che da quello del paziente/cliente/utente, questi esempi che hai riportato, esistono nel contesto di consulenza psicologica o psicoterapica? E che effetto potrebbero produrre nell' altro? Lo psicologo in ambito clinico, può permettersi di domandare 'tutto' in qualsiasi momento?


    Riguardo gli Amish è interessante un fatto. Loro utilizzano il tempo degli altri nel loro... mi spiego meglio... non vedremo "mai" un Amish davanti il computer che aggiorna il sito internet. Loro hanno il consenso di utilizzare indirettamente quest' altro tempo.. cioè devono essere i non-amish a fare il lavoro per loro. Possono chiamare una gru per costruire una fattoria, ma quello che la guida non deve essere Amish (fonte Wikipedia).
    ciaociao

  3. #33
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
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    "ma questo tizio la sera che mangia?"

    ohhh che curiosità che ti è venuta...non ci posso credere, io che pensavo che stessi metaforizzando
    va bè ma in pizzeria... voglio anche capire che ti interessa cogliere ogni dinamica che ti si presenta...
    ...ma staccare la spina la sera per giunta in pizzeria proprio no ehhh...
    (non ti arrabbiare )

    la tua domanda sarebbe stata indiscreta come quando scendi dalla metrò , e un passeggero mai visto prima ti domanda dove sei diretto. non è un reato ...ma alla faccia della discrezione!


    In pratica ho costruito un presente fittizio dell' altro senza domandare.
    per fortuna allora!
    secondo te che mondo sarebbe senza (nutella ) le costruzioni fittizie degli altri?
    io credo che sarebbe terribile sapere tutto di tutti, o credere di saperlo
    mi viene in mente il grande fratello...mi dici che mi può dare vedere in tv quella gente come passa la giornata? che/ come mangia , come/con chi dorme ...chi se ne frega!
    sapere tutto di tutti, vedere tutto di tutti...anche le cose più intime... e che palle!
    oltretutto che noia sapere che non hai nient'altro da scoprire o immaginare sull'altro... (..ho divagato troppo ehh)

    secondo te, sia dal punto di vista dello psicologo che da quello del paziente/cliente/utente, questi esempi che hai riportato, esistono nel contesto di consulenza psicologica o psicoterapica?

    si , rileggendoli dopo il tuo appunto credo che esistano.

    E che effetto potrebbero produrre nell' altro?
    ehhm come si fa a decidere l'effetto prima che questo si sia realizzato?
    dipende dalle persone, dalle situazioni.
    però credo che nella situazione clinica tutto ciò non accada a livelli alti di consapevolezza da parte del paziente, e che l'effetto, qualunque esso sia dipenda dalla professionalità del terapeuta:
    il rispetto dell'idea di tempo che l'altro propone, del tempo necessario affinchè questo risulti, penso sia fondamentale, quindi lo psicologo non può permettersi di domandare tutto in qualsiasi momento


    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  4. #34
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Originariamente postato da roropink


    ...ma staccare la spina la sera per giunta in pizzeria proprio no ehhh...
    vedi.. se tu mi avessi domandato come ho passato il mio tempo prima di andare allo "speedy pizza" .. ti avrei risposto che sono stato a lezione per 8 ore a parlare di domande e che poi il mio cervello si 'blocca'.
    la tua domanda sarebbe stata indiscreta come quando scendi dalla metrò , e un passeggero mai visto prima ti domanda dove sei diretto. non è un reato ...ma alla faccia della discrezione!
    premetto che mangerei ogni sera pizza e che farei il pizzaiolo.. quindi avrei domandato tipo: senta maaa... io farei il pizzaiolo solo solo per mangiare pizza ogni sera.. è troppo buona! Per curiosità, lei la mangia ogni sera (con il viso di un vero appassionato della pizza)?
    L'esempio del metrò secondo me è differente. Ad esempio, non sei curiosa di sapere se Roberto Cammelli veste solo abiti disegnati da lui?

    per fortuna allora!
    secondo te che mondo sarebbe senza (nutella ) le costruzioni fittizie degli altri?
    io credo che sarebbe terribile sapere tutto di tutti, o credere di saperlo
    mi viene in mente il grande fratello...mi dici che mi può dare vedere in tv quella gente come passa la giornata? che/ come mangia , come/con chi dorme ...chi se ne frega!
    sapere tutto di tutti, vedere tutto di tutti...anche le cose più intime... e che palle!
    oltretutto che noia sapere che non hai nient'altro da scoprire o immaginare sull'altro... (..ho divagato troppo ehh)
    Partiamo dal fatto che vogliamo o no, abbiamo costruito vite fittizie, immaginarie, fantastiche di persone che "continuamente" ci stanno intorno (il pizzaiolo, il vicino di palazzo, il postino, il professore universitario, il sindaco). Se io un giorno decido di cogliere un' informazione del pizzaiolo, per prima cosa non significa che questa completa la conoscenza del tizio, e secondo potrò continuare a immaginare altro sull' altra informazione ricevuta. Esempio. Il pizzaiolo mi dice :"no. In quella stanza ho una cucina e faccio altro". Io posso fermarmi a domandare, ma posso continuare a fantasticare che tipo in quello stanzino si mangia i calzoni.
    E' impossibile sapere tutto di una persona.

    Sempre riguardo gli esempi che avevi postato:
    esempio 1 :
    potrei non voler sentir dire delle cose che mi costringerebbero a voltare pagina, e ora per quanto nella mia ingenuità credo di gestire bene questa "paura" se vogliamo...in realtà poi coi fatti la trasmetto.
    l'altro la coglie, allora fa il mio gioco, e non dice.
    esempio 2:
    io decido di non dire perchè egoisticamente non posso permettermi che l'altro se ne vada adesso, devo prepararmi all'idea, attrezzarmi al cambiamento, quindi il tempo può servirmi per "ristutturare" il presente e il futuro, e poi magari decido di dire.
    Chi ci vedi di più nel primo esempio, il terapeuta o il cliente/utente? E nel secondo?
    ciaociao

  5. #35
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    "speedy pizza" già va meglio di "pizza man" scritto sopra

    sono stato a lezione per 8 ore a parlare di domande e che poi il mio cervello si 'blocca'...
    e col pizza man è tornato a carburare però


    Ad esempio, non sei curiosa di sapere se Roberto Cammelli veste solo abiti disegnati da lui?

    Cammelli ... dai magari si è arreso al made in china
    tornando alla pizza sto pensando che a me incuriosisce vedere gente che cena da sola fuori casa, mi fa una tristezza incredibile...e penso: si sarà separato/a , non ha nessuno con cui condividere un pasto, lavora lontano da casa...magari ha semplicemente fame e io immagino solitudine e tristezza

    E' impossibile sapere tutto di una persona

    infatti, mi sono accorta di essere andata oltre ... è che "monologavo"


    Chi ci vedi di più nel primo esempio, il terapeuta o il cliente/utente? E nel secondo?

    premesso che mi riferivo a strategie subliminali sentimentali
    volendo "adattarli" al contesto clinico, penso che:

    nel primo esempio la voce narrante potrebbe essere del paziente, che percepisce il corso degli eventi e la necessità del "cambiamento" che chiede, ma al momento non è pronto.

    nel secondo del terapeuta, e mi viene in mente la necessiatà di fare in modo che l'utente non abbandoni la terapia, penso alle situazioni di invio formulate dai familiari ad esempio


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  6. #36
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    si lo so.. è che se parliamo qui di sentimenti ci spostano nella sezione "sentimentalmente" . Adesso, per te sarebbe possibile invertire i ruoli che hai citato negli esempi (quindi nel primo esempio ora è il terapeuta che parla e nel secondo è il paziente) ? Se si, cosa pensi che si attivi in ciascuno dei personaggi?


    magari ha semplicemente fame e io immagino solitudine e tristezza
    Immaginiamo un futuro ipotetico.. un giorno non lontano, viene in consulenza da te un tizio che ricordi di avere visto una sera mangiare da solo al ristorante e che ai tempi aveva risuonato in te un' immagine di solitudine e tristezza. Dalle prime informazioni scopri che è sposato da quando aveva 21 anni e ha 4 figli. Ti racconta che è triste perchè da quando si è sposato non avuto più un minuto per sè... per stare solo. Stop.
    La tua storia personale ti ha fatto "conoscere" un tipo di solitudine che associ alla tristezza, la storia personale che Tizio ha costruito ha l' idea che la tristezza è associata alla non-solitudine. Come la continueresti questa "vostra" storia?
    E cosa ne faresti del tuo "segreto" (sai che lui comunque ha avuto un momento di "solitudine" in pizzeria) nella stanza di consulenza?
    ciaociao

  7. #37
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    si lo so.. è che se parliamo qui di sentimenti ci spostano nella sezione "sentimentalmente"

    altro che sentimentalmente...nessuno interviene , nessuno comunica un pensiero ... qua rischiamo la discarica
    perchè secondo te? a nessuno interessa pensare al tempo?

    Adesso, per te sarebbe possibile invertire i ruoli che hai citato negli esempi?
    Se si, cosa pensi che si attivi in ciascuno dei personaggi ?


    si volendo riesco anche ad invertirli
    esempio 1 : il terapeuta:
    credo che se agisse come ho descritto non sarebbe tanto professionale.
    il contesto clinico è l'incontro di due persone, ognuna influenza l'altra, però nel mio esempio il terapeuta non sembrerebbe in grado di "sintonizzarsi".


    esempio 2 : il paziente :
    forse decide di scoprirsi poco alla volta , teme che i suoi pensieri possano causare giudizi da parte del terapeuta, e allora aspetta il suo momento guisto, aspetta di fidarsi dell'altro.

    un giorno non lontano


    Come la continueresti questa "vostra" storia?
    credo che dovrei far riferimento al suo vissuto, nella stanza di consulenza è la sua storia fondamentale da cogliere, attraverso la mia ovviamente,
    ma dovrò esser io a guardare con i suoi occhi
    quella pizza da solo sarà stata al contrario un momento "felice" per lui, quelle cose fatte esclusivamente per il proprio bene, e non tristezza come mi evocava


    E cosa ne faresti del tuo "segreto"?
    forse non me ne farei proprio niente, nel senso che lì in quel momento , in quella pizzeria c'erano esclusivamente i miei pensieri, le mie emozioni che inquadravano il contesto in un preciso modo.


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  8. #38
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    credo che dovrei far riferimento al suo vissuto, nella stanza di consulenza è la sua storia fondamentale da cogliere, attraverso la mia ovviamente,
    ma dovrò esser io a guardare con i suoi occhi
    quella pizza da solo sarà stata al contrario un momento "felice" per lui, quelle cose fatte esclusivamente per il proprio bene, e non tristezza come mi evocava
    spettacolare Roropink .. hai dato risposta ad acune domande che ponevi verso l' inizio della conversazione:
    però mi chiedo non è la coerenza con se stessi, la percezione di continuità della propria esistenza che ci fa costruire e conservare il senso d'identità?
    il creare passati "ipotetici" è un pò come dire che le emozioni che sento adesso, influenzano il ricordo dei miei ricordi?
    e quindi è "ridisegnare" le situazioni, reinterpretarle alla luce delle "nuove" consapevolezze?
    un pò come guardare il racconto di cappuccetto rosso dal punto di vista del lupo?
    se lo ricordassi bene lo scriverei.
    Venire a sapere che molto probabilmante quella persona da sola in pizzeria non era triste (passato ipotetico), ti porta a raccontare differentemente la stessa storia non perdendo il senso di contiunità della tua identità.. la coerenza continua ad esserci e in più adesso se vedi una persona che mangia da sola in un ristorante, includerai anche la possibilità che è troppo contento di essere solo in quel momento .

    altro che sentimentalmente...nessuno interviene , nessuno comunica un pensiero ... qua rischiamo la discarica
    perchè secondo te? a nessuno interessa pensare al tempo?
    ho la stessa sensazione. Ogni volta che passo da queste parti mi aspetto che ci sia un bel lucchetto argentato. Questo discorso è bellissimo perchè la nostra conversazione sul "tempo" in un tempo entra in connessione con il "tempo" del forum. Ahhh la complessità . Noi abbiamo tirato fuori le nostre idee(pregiudizi) sul tempo del forum che ci fanno pensare che( ti prego di smentirmi se tu hai pensato ad altro): nel momento in cui viene aperta una stanza di discussione dove ci si aspetti che più persone intervengono in un tempo X su un argomento, se uno di questi criteri non viene "rispettato", la stanza viene chiusa. Adesso la domanda è: due persone bastano per tenere aperta la stanza e per quanto tempo?
    Ho appena riletto il regolamento del forum e dice nulla in proposito. Sarebbe interessante andare a ricercare se ci sono state vecchie "sentenze" che hanno portato alla chiusura della stanza per "ripetuta conversazione nel tempo a due anche se in Topic". Tu ti senti in topic Roropink?
    Io si, se continuiamo a parlare del "tempo"; un pò meno se penso che stiamo nella sotto-stanza di Psicologia Clinica. Sarei stato più "comodo" se ci fossimo trovati in un luogo che ancora non c'è: Epistemologie.
    Tu forum, rispetto al tuo tempo, cosa ne pensi del tempo che abbiamo "creato" io e Roropink qui nei tuoi spazi?
    ciaociao

  9. #39
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    17-01-2005
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    Ciao ragazzi!
    L'argomento non è sicuramente dei più semplici, anche perchè credo che il tempo sia strettamente connesso con la percezione che ogniuno di noi ha di esso. Quindi ad un tempo oggettivo indiscutibile, ossia che vivo in un determinato periodo storico ecc, ecc , si aggiunge un tempo soggettivo, nel quale penso che il presente sia influenzato certo dal mio passato, ma che quest'ultimo sia una condizione necessaria ma non sufficiente per determinare il mio futuro. E' soggettivo proprio perchè il modo in cui percepiamo le nostre esperienze di vita, il modo in cui le affrontiamo, le elaboriamo e le ricostruiamo le rendono uniche e le stesse azioni riviste qualche anno dopo possono essere analizzate in modo diverso.

    Io il mio contributo l'ho dato


  10. #40
    io mordo
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Accadueo
    per il resto mi venne una curiosità.. come inseriresti la dimensione tempo nella teoria del piacere paradossale? Attenzione.. non penso al tempo "oggettivo" degli individui in generale partendo tipo dal riflesso di moro ... ma a quello soggettivo.. ciaociao
    Ciao
    ...non saprei bene come risponderti... la domanda è un po' generica e l'argomento... complesso!

    In questi giorni non sono spesso al pc e non ho molta voglia di riflettere su argomenti del genere che pur sono interessanti.... comunque vi leggo con piacere e non capisco perchè mai si dovrebbe chiudere questa discussione ...
    buona serata

  11. #41
    Super Postatore Spaziale L'avatar di roropink
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    .. hai dato risposta ad acune domande che ponevi verso l' inizio della conversazione

    ho colto...grazie, è merito tuo

    nel momento in cui viene aperta una stanza di discussione dove ci si aspetti che più persone intervengono in un tempo X su un argomento, se uno di questi criteri non viene "rispettato", la stanza viene chiusa

    con questa aspettativa siamo daccordo

    due persone bastano per tenere aperta la stanza e per quanto tempo?
    in teoria pare che nulla lo vieta

    Sarebbe interessante andare a ricercare se ci sono state vecchie "sentenze" che hanno portato alla chiusura della stanza per "ripetuta conversazione nel tempo a due anche se in Topic".
    mi viene in mente che una volta ho ricevuto un pm da un utente con la richiesta di partecipare ad una discussione...che sarebbe stata chiusa inevitabilmente...
    mi sono sentita così confusa...se avessi avuto qualcosa da dire l'avrei fatto di mia iniziativa

    Tu ti senti in topic Roropink?
    certamente ...alcuni riferimenti potrebbero sembrare OT ( come il pizzaiolo)
    ma se presti attenzione non lo sono

    Tu forum, rispetto al tuo tempo, cosa ne pensi del tempo che abbiamo "creato" io e Roropink qui nei tuoi spazi?
    ehm se potesse parlare il "forum" così ...in generale... mi sa che si lamenterebbe per un pò di cose...
    per la stanza del tempo in particolare...credo che non si lamenterebbe affatto ...non ci sono parolacce, insulti, stregonerie varie ... forse se nessuno partecipa è perchè è più facile vivere il tempo... che fermarti a pensare.
    insomma la riflessione sul tempo sembrerebbe un pò fuori dal tempo

    buona settimana a tutti
    “Come molti viaggiatori ho visto più di quanto ricordi e ricordo più di quanto ho visto.”

  12. #42
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Ciao Alessandra
    Originariamente postato da alessandra
    Quindi ad un tempo oggettivo indiscutibile, ossia che vivo in un determinato periodo storico ecc, ecc ,
    Proviamo a parlarne del tempo considerato come oggettivo?

    Poi mi viene in mente una domanda dettata dalla mia ignoranza sull' argomento. Tipo sul tempo (oggettivo?) della letteratura. Chi è che definisce un movimento/momento letterario di un periodo? E' il contemporaneo di quel periodo o è il movimento/momento successivo che da una definizione di quello passato?
    E ancora, oggi si sa come si chiama il movimento/momento letterario (circoscriviamolo in Italia)? E' per caso il post-moderno?

    P.S. Baci a Roropink e a Io mordo

  13. #43
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    Ciao Accadueo

    Non saprei

    Se penso ad autori come Baudelaire, Dostoevskij, ma anche Van Gogh o Caravaggio nella pittura, quasi sempre incompresi in vita, mi vien da dire che solo in un momento successivo i personaggi che hanno tagliato coi canoni passati, ma anche presenti rispetto alla loro collocazione storica, o sono riusciti a guardare il mondo con occhi diversi, sono stati compresi e seguiti.

    Ma ora avrei anch'io una domanda: secondo il tempo si dipana quindi in modo lineare o a salti?

  14. #44
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Accadueo
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    Ciao Alessandra, secondo me dipende dal tipo di tempo di cui stiamo parlando.
    Il tempo soggettivo per eccellenza più utilizzato, penso sia quello di tipo lineare.
    Il tempo "oggettivo" o storico, mi pare che sia considerato come ricorsivo, nel senso che mentre andiamo avanti guardiamo indietro per provare ad avere un futuro differente. L' esempio classico sono le guerre. La storia ci insegna che le guerre sono brutte e cattive, però ad un certo punto si continua a fare guerra perchè si pensa che attraverso questa è possibile avere un altro futuro.
    Poi ci sono i tempi soggettivi in relazione (sempre.. anche quando si dorme). In questo senso, il tempo può essere considerato a "salti" quando alla base abbiamo un' idea di continuità su come dovrebbero evolversi le cose. Prendiamo in considerazione, per esempio, il ciclo di vita familiare descritto da Carter e McGoldick (1980). Distinguono sei fasi (in un tempo circolare): il giovane adulto non sposato, la coppia appena sposata, la famiglia con figli piccoli, la famiglia con adolescenti, la famiglia nell'età di mezzo con l'uscita dei figli giovani adulti e infine, la famiglia anziana. Bene, questa è un' idea di come potrebbero evolversi le cose. Nel momento in cui avviene qualcosa di improvviso, inaspettato durante una di queste fasi sopra descritte, possono verificarsi dei "salti" del tempo: la morte per incidente del ragazzino, il padre che viene incarcerato, la separazione dei coniugi, nascita "inaspettata" di un fratellino, catastrofi cataclismatiche, ecc..
    Poi, ci sono altri tipi di "salti" del tempo, però non ho più il tempo per raccontarli adesso
    ciaociao

  15. #45
    Partecipante L'avatar di alessandra
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    Ciao Accadueo,

    Non mi sono molto chiari alcuni aspetti. Mi spiego:

    Cosa intendi dicendo che il tempo storico è ricorsivo? Che si ripete?
    Se è così io non la vedo proprio allo stesso modo. Credo che piuttosto si basi su un principio di causalità. Ossia c'è un'ingiustizia (anche se quasi sempre si parla piuttosto di interessi economici), non ho assolutamente voglia di mettermi ha trovare soluzioni alternative che quasi sempre sono lunghe ed estenuanti, quindi cerco la soluzione più rapida che mi permette di aver nel minor tempo possibile ciò che voglio.

    Originariamente postato da Accadueo

    Poi ci sono i tempi soggettivi in relazione (sempre.. anche quando si dorme). In questo senso, il tempo può essere considerato a "salti" quando alla base abbiamo un' idea di continuità su come dovrebbero evolversi le cose. Prendiamo in considerazione, per esempio, il ciclo di vita familiare descritto da Carter e McGoldick (1980). Distinguono sei fasi (in un tempo circolare): il giovane adulto non sposato, la coppia appena sposata, la famiglia con figli piccoli, la famiglia con adolescenti, la famiglia nell'età di mezzo con l'uscita dei figli giovani adulti e infine, la famiglia anziana. Bene, questa è un' idea di come potrebbero evolversi le cose. Nel momento in cui avviene qualcosa di improvviso, inaspettato durante una di queste fasi sopra descritte, possono verificarsi dei "salti" del tempo: la morte per incidente del ragazzino, il padre che viene incarcerato, la separazione dei coniugi, nascita "inaspettata" di un fratellino, catastrofi cataclismatiche, ecc..
    ciaociao
    Premetto che non conosco questo studio quindi magari interpreto male ciò che mi hai detto.
    Se ho capito bene parli di un ciclo di vita familiare, quindi un giovane uomo o una giovane donna che scelgono la vita monacale non hanno possibilità di evolversi, in quanto il ciclo si riferisce alla vita familiare. Questo per dire che forse l'esempio non è molto calzante non potendosi riferire a tutti.

    Visto l'ora tarda ti lascio. Avrei però una curiosità: Secondo te come serebbe il mondo e la nostra vita senza tempo?


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