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  1. #31
    Partecipante Esperto
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    25-06-2005
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    campi bisenzio
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    Per il poco che penso di sapere ritengo che il problema non sia della società ma degli psicologi, interpretiamo tutto come terapia, alla fine siamo peggio dei medici, se un giorno andando dal panettieri scoprei di sentirti a disagio ecco che hai biosogno di venti anni di psicoterpia. non è così, ma è quello che siamo abituati a leggere sui libri e studiare all'università e che ci viene propinato ovunque nella formazione post universitaria. esiste un fare lo psicologo clinico che si differenzia dalla psicoterapia, solo che fa comodo non chiarire questo aspetto per lucrare nella formazione dei neolaureati
    giustimassimo

  2. #32
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Originariamente postato da massimomassimo
    Per il poco che penso di sapere ritengo che il problema non sia della società ma degli psicologi, interpretiamo tutto come terapia, alla fine siamo peggio dei medici, se un giorno andando dal panettieri scoprei di sentirti a disagio ecco che hai biosogno di venti anni di psicoterpia. non è così, ma è quello che siamo abituati a leggere sui libri e studiare all'università e che ci viene propinato ovunque nella formazione post universitaria. esiste un fare lo psicologo clinico che si differenzia dalla psicoterapia, solo che fa comodo non chiarire questo aspetto per lucrare nella formazione dei neolaureati

    Autostima gente, autostima! Facciamoci forti del titolo che abbiamo conseguito.
    Esistono mille modi per diventare migliori senza arricchire nessuno di coloro che da furbi ci vendono corsi come fossero detersivi, promettendoci un bianco che più bianco non si può!
    Bravo massimo.

  3. #33
    psicosarix
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da massimomassimo
    [...]psicologi, interpretiamo tutto come terapia, alla fine siamo peggio dei medici[...]
    [...] ma è quello che siamo abituati a leggere sui libri e studiare all'università e che ci viene propinato ovunque nella formazione post universitaria. esiste un fare lo psicologo clinico che si differenzia dalla psicoterapia, solo che fa comodo non chiarire [...]

    vorrei aggiungere ... quante scuole di specializzazione in psicoterapia ci sono in Italia? e quante scuole di specializzazione in psicologia?

    ... scusa nico dove trovo le informazioni sulle scuole di specializzazione in psicologia su ops? forse sono io che non so cercare, ma non le trovo
    ciao a tutti

  4. #34
    Partecipante Affezionato L'avatar di Del
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    Originariamente postato da psicosarix
    ... scusa nico dove trovo le informazioni sulle scuole di specializzazione in psicologia su ops? forse sono io che non so cercare, ma non le trovo
    ciao a tutti
    direi soprattutto in università: master in psicologia scolastica, in orientamento, iin psicologia dello sport, delle emergenze...
    oppure usando i corsi che formano su strumenti o aree specifiche (auisliario nell'ascolto dei minori, test e varie..)
    se vuoi di alcuni corsi nell'area dei minori e della famiglia posso darti informazioni
    ciao

  5. #35
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Una formazione inpsicoterapia è indubbiamente impropria e non necessaria sul piano professionale per la pratica della psicologia anche clinica, ma dovrebbe essere vista piuttosto come un completamento opzionale che si può scegliere pe rmotivi personali così come farne benissimo a meno.

    mi sembra un po' affrettato dire che la formazione sia un completamento opzionale. ma sono daccordo con te che affiancato una forte dose di pratica durante la formazione dello psicologo, gli strumenti per lavorare in contesto terapeutico, diagnostico e di progettazione riabilitativa ci sono.
    tuttavia nella giusta scuola, cioè aperta ai nuovi sviluppi epistemologici e pragmatici, dialogante con altre tecniche al di fuori del recinto teorico su cui si fonda, una formazione è un ulteriore sviluppo che accresce enormemente le competenze.

    una coercizione implicita a fare gli psicoterapeuti e si continua ad essere formati come piccoli psicoterapeuti in erba piuttosto che come psicologi a tutto tondo cioè studi dei processi mentali e delle loro manifestazioni comportamentali in tutti gli ambiti pensabili! Personalmente perdendo la psicoterapia ho riguadagnato la psicologia e non potete immaginare quanto spazio sento ora intorno a me.



    Fabrizio [/B][/QUOTE]

  6. #36
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    scusate... sono ancora maldestro nel replicare, sono alle prime armi!

    la mia è una replica a daidaidaidai, il passaggio centrale è mio. insomma concordo con lui.

    scusate ancora.

    ciaz

  7. #37
    Daidaidaidai
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da ikaro78
    C'è 1 Decreto Ministeriale che ha inserito definitivamente la Specializzazione in Psicologia Clinica all'interno dell'area Medica e tu "non sei molto d'accordo"?
    Boh, alle volte non ti capisco proprio. O forse sei tu il primo a confondere Psicologia Clinica e Psicoterapia.

    Saluti,
    ikaro
    Ho abbandonato da tempo l'illusione di poter esprimere opinioni anche solo vagamente popolari su questo forum
    Continuo a non essere d'accordo perchè non concordo con la posizione 'siamo una classe debole e tutti ci fanno la bua'. L'introduzione della specializzazione di Psicologia Clinica a medicina è semmai una conquista (perchè introdurra docenti e materie psicologiche, leggi psicologi, a medicina) e potrebbe sensibilizzare l'ambiente sanitario che oggi è di competenza medico alle prospettive e alle risorse psicologiche (con un potenziale aumento di assunzioni di psicologi presso tali servizi). In secondo luogo a differenza di altre persone che tendono a separare improrogabilmente i due ambiti, io credo che psicologia clinica e psichiatria siano in effetti molto più simili di quanto di solito le si tratteggia e chiunque abbia fatto una tesi in psicologia clinica può confermare che molti autori sono medici e in particolare psichiatri che pure pubblicano su riviste scientifiche con nomi piuttosto parlanti del tipo 'the Journal of Clinical Psychology'. In tutto il mondo la prassi psicologica (dalla psicoterapia alla psicodiagnosi) è equamente spartita tra medici e psicologi - nelle reciproche maggiori aree di interesse ma soprattutto di competenza - e si parlava tempo fa qui su ops che in uno stato americano - credo il New Mexico - agli psicologi clinici opportunamente addestrati era stata concessa l'autorizzazione di somministrare psicofarmaci. Non male mi pare come apertura mentale. Ovviamente si è pronti a dire che i medici italiani sono diversi, sono chiusi ecc...
    Cito un fatto interessante.
    Ad Urbino la coraggiosissima prof. Pajardi sta cercando di aprire opportunità di lavoro per noi psicologi nel settore della psicologia giuridica estendo l'ambito peritale ai pochi settori (prevalentemente affidi) a cui sono relegati gli psicologi in tribunale oggi. Anche in questo ambito professione medica e psicologica sono concorrenti perchè la stima giudiziaria del danno psichico in sede di risarcimento è a tutt'oggi (aprite bene le orecchie) svolta da un medico legale. Ecco, verrebbe da dire, lo strapotere dei medici!
    Solo parzialmente vero. La verità è che lo psicologo clinico viene formato con una formazione prevalentemente psicoterapeuta (per ovvi motivi di interesse come dice massimomassimo) che lo addestra a provare 'orrore' per almeno due cose: la quantificazione della sofferenza psichica (per molti un autentico ossimoro!) e infine l'accertamento oggettivo della presenza di un disturbo psichico (perchè è ovvio che la realtà soggettiva è LA realtà e il resto sono scartoffie ). Capirai le facce che fanno i nostri laureandi quando devono fare una perizia accurata (e oggettiva) per un giudice e infine esprimere il tutto (quella intoccabile, inviolabile molteplicità) con un numero che rappresenta il danno in percetuale!!! c'è da morir dal ridere
    Inutile dire che per uno psicoterapeuta in erba non rimane altro che lamentarsi di quanti sono brutti e cattivi i medici (e la società, e i colleghi) e leccarsi le ferite in una delle numerose scuole di psicoterapia che certo saranno ben liete di accoglierlo e di terminare l'indottrinamento antiscientifico (ricordiamoci che i medici hanno la posizione che tanto ci fa rabbia perchè hanno scelto di mettere dalla loro quella cosa che si chiama scienza... e non è proprio una cosa da poco... ) e perchè no in fondo pure antipsicologico! Non è infrequente sentire questi aspiranti psicoterapeuti proferire affermazioni del tipo: 'la psicologia cognitiva? No ma quelli so' scemi, perchè il mestiere dello pissicologo non è parlà co' commpiuter ma con le persone!' ' Gli psicometristi... si vabbè l'MMPI è carino però dai sembra de fa' le tabelline, noi lavoramo con le persone mica con i numeri....' (ormai le ho sentite talmente tante volte ste cose che sono diventato pure bravo ad imitarli... )
    Ecco quindi che si conclude positivamente (per le scuole di psicoterapia ) un percorso di indottrinamento (o se preferite chiamatelo in modo più delicato o rispettoso... abbiate pazienza ma io ne ho le scatole un po' piene) iniziato in modo un po' coatto molti, molti anni prima.
    Per stemperare il mio discorso va detto che esistono ovviamente dei limiti organizzativi relativi all'impianto relativamente recente della psicologia in Italia per motivi storici, quali il fatto che in effetti la maggior parte dei primi psicologi clinici erano psicoterapeuti in un momento in cui molto spesso non c'erano nemmeno cattedre di psicologia (molti nostri docenti vengono da Pedagogia, da Medicina e da Lettere e Filosofia) e questo naturalmente influenza il tipo di istruzione a cui si può accedere. Quale che fosse il circolo magico che ha permesso alla psicologia clinica di crescere in seno alla psicoterapia oggi l'incantesimo si è rotto con l'aumento delle iscrizioni a psicologia, la diminuzione del desiderio delle persone di recarsi in terapia e il fatto che permane uno stigma sociale su chiunque chieda aiuto per problemi psicologici.
    Chissà che alla fine sti comppiute ce dicono quarcosa sulle persone o che fa' un po' de conti alla fine può pure servì?
    MAH....

    A voi la parola,

    Fabri

  8. #38
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    "Inutile dire che per uno psicoterapeuta in erba non rimane altro che lamentarsi di quanti sono brutti e cattivi i medici (e la società, e i colleghi) e leccarsi le ferite in una delle numerose scuole di psicoterapia che certo saranno ben liete di accoglierlo e di terminare l'indottrinamento antiscientifico (ricordiamoci che i medici hanno la posizione che tanto ci fa rabbia perchè hanno scelto di mettere dalla loro quella cosa che si chiama scienza... e non è proprio una cosa da poco... )"

    sono pienamente daccordo con quanto dici. ti dirò di più. io mi sono laureato scegliendo l'indirizzo sperimentale alla sapienza, per una sorta di crescente alllergia verso un specie di monologo psicodinamico di cui è impregnata la facoltà di psicologia. dopo il biennio lo sperimentale per me è stato un antidodo. chi si immaginava che la psicologia fosse tutt'altro...? cognizioni, comportamenti, emozioni, epistemologie, metodologie.
    infine dopo quasi due anni si specializzazione di cognitivo comportamentale qui a roma, la sorpresa non è mica finita. troppo poco nei 5 annni di laurea. e troppo vecchio! il cognitivismo, il costruttivismo (radicale, critico, post razionalista, evolutivo), l'approccio sitemico relazionale, le neuroscienze, la linguistica, l'evoluzionismo, la genetica e una trentina d'anni fa la cibernetica e la teoria dell'infomazione, hanno arricchito enormente la psicologia e dato forti fondamenta empiriche.

    ecco perchè mi stupisco che ancora si parli di freud, adler, jung, klein...
    non perchè hanno detto solo sciocchezze nella maggiorparte dei casi, ma perchè dagli anni sessanta in poi c'è stato e c'è sino ad oggi! un proliferare costruttivo del dibattito a livello delle conoscenze, della clinica e della cura in psicologia.
    forse per questo tanta confusione tra psicologo, psiterapeuta, psicologo clinico, psicanalista, che molto spesso attanagliano i laureandi e i laureati!

    il mio invito è AGGIORNARCI. e non aver timore di sane metodologie e sane sfide.

    ciaz

  9. #39
    psicosarix
    Ospite non registrato
    grazie Del!
    al momento l'area minori non è il mio campo ... ma visto come vanno le cose ... nella vita non si sa mai ... terrò presente la tua offerta grazie!

  10. #40
    Partecipante Esperto L'avatar di australia
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    Ciao Del,
    non riesco a trovare il testo che citi 'Il cambiamento nei contesti non terapeutici'
    potresti riportare la casa editrice?

    Grazie a tutti x gli interessanti contributi.

  11. #41
    psicosarix
    Ospite non registrato
    [...] L'introduzione della specializzazione di Psicologia Clinica a medicina è semmai una conquista (perchè introdurra docenti e materie psicologiche, leggi psicologi, a medicina) e potrebbe sensibilizzare l'ambiente sanitario che oggi è di competenza medico alle prospettive e alle risorse psicologiche (con un potenziale aumento di assunzioni di psicologi presso tali servizi). [...]
    ... io non parlerei di "introduzione" della specilizzazione in psicologia clinica a medicina , ma di trasferimento forzato e prepotente ... visto come è stato effettuato e visto che non hanno minimamente tenuto conto delle nostre rimostranze ... non penso che i medici siano mostri cattivi, ma ritengo che si siano comportati in maniera gravissima . non penso sia debba far passare un atto di forza che ha umiliato gli psicologi e la psciologia come una possibilità per noi di sensibilizzare l'ambito sanitario ... non siamo stati invitati a entrare nell'ambito sanitario ... hanno trasportato di forza la specializzazione in psicologia clinica dalla facoltà di psicologia a quella di medicina .

    ... certo questa prepotenza possiamo volgerla a nostro favore e dobbiamo sicuramente cogliere l'occasione, per tentare di restare dentro la specializzazione, ma questo lo facciamo perchè ci conviene trasformare un atto di prepotenza irreversibile in qualcosa di positivo, non perchè sia stata data una possibilità in più agli psicologi! deve essere chiaro che questo spostamento non è assolutamente stato fatto chiedendo agli psicologi collaborazione o aiuto o per sensibilizzare l'ambiente sanitario alla psicologia o dare più posti di lavoro agli psicologi!!! è stato fatto, piuttosto, per creare una nuova figura medica e basta.


    cmq non è questo l'argomento del thread e sospendo il giudizio ... vediamo cosa fanno visto che tanto la possibilità se la sono presa di forza ... però ripeto non si può far passare un atto di forza come un'apertura alla psicologia o un'opportunità di lavoro in più ... non è la stessa cosa .

  12. #42
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Fino a pochi anni fa i medici ritenevano la psicologia "tutte fesserie". C'era in ballo il controllo del consumo dei farmaci, soprattutto psicofarmaci. Ancora oggi i pediatri prescrivono Valium ai bambini "un po' irrequieti".
    Poi si sono resi conto che in altri Paesi le cose andavano diversamente (grazie Woody Allen) e che non potevano più liquidarci come fossimo cittadini e professionisti di serie C (la B era troppo). E' cominciato allora un processo di riappropriazioni di territori che rischiavano di sfuggirgli di mano. "Se non puoi combattere il tuo nemico, unisciti a lui"
    Io ho avuto la fortuna, data l'età, di seguire questo processo negli ultimi trent'anni. Un po' di storia non farebbe male a nessuno. Aiuterebbe a capire ciò che succede oggi. Ho già scritto alcune cose in altri post e non mi ripeto. Dico solo che negli ultimi anni, l'attuale governo, come tutti i governi di destra, favorevole alle corporazioni (vedi fascismo che le ha sostenute a favore dei sindacati) ha fatto di tutto per favorire le corporazioni più forti e al centro dei maggiori interessi economici. Il problema delle scuole di specialità è il normale traguardo di avvicinamento al controllo della psicologia e degli psicologi, che passa attraverso il decreto di agosto, il problema dell'insegnamento, ecc.
    Non si tratta di cambiare argomento, psicosarix, tranquilla sei in tema, ho riusciamo a capire il contesto culturale in cui operiamo, oppure nulla ha senso. Adesso che i medici possono fare le nostre cose, possono competere sulla psicoterapia specializzandosi, magari pagati come per tutte le loro specializzazioni, sono rientrati nell'immaginario collettivo come gli unici in grado di dare risposte esaustive su tutto, ed in più possono anche prescrivere farmaci, fatturare farmaci, incrementare profitti e tangenti.
    Finalmente ci sono riusciti. E la gente potrà ricominciare a dire "Il mio medico ha detto" di qualunque cosa si tratti. Hanno scongiurato per sempre la tragedia....... "Sa dottore, il mio psicologo ha detto"
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  13. #43
    Partecipante Esperto L'avatar di saperessere
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    Dimenticavo alcune cose:
    a)Gli psicologi che insegnano ai medici? Forse fra tre-quattrocento anni, se intervengono miracoli.
    b) Gli altri paesi.... Ok andiamo a lavorare in quei Paesi. La situazione italiana ha ragioni storiche imprescindibili.
    c)Siamo quelli che credono ancora che la SCIENZA sia unica e non manipolabile? Crediamo ancora a quella specie di mito che non è al servizio di nessuno, ma solo della verità?
    Guardiamo l'energia nucleare: ho fai l'energia elettrica o fai le bombe, non dipende dalla scienza, è sempre quella, dipende dagli uomini. Tutta la ricerca medica è tesa al raggiungimento di profitti attraverso i farmaci e al loro monopolio, vedi AIDS, posso dubitare della SCIENTIFICITA' della ricerca medica... o no?
    Chi non è impegnato a risorgere, è impegnato a morire. Bob Dylan

  14. #44
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    certo che ne puoi dubitare, specie quando entrano in giochi interessi economici.
    ma attenzione alle corporazioni. credi che i governi di sinistra siano scevri di tale calamità...? inoltre che dire dei cosidetti albi professionali? e qui credo che si potrebbe aprire un altro dibattito interessante...
    dico questo per ribadire che bisogna che siamo noi psicologi in primo luogo a non aver reticenze nei confronti dei medici, nè tanto meno delle sfide che il futuro ci propone, specie non ancorandoci a certe sclerotiche appartenenze alle ortodossie del passato e a certi fumosi comportamenti filosofici.

    insomma vorrei ancora una volta sottolineare che molto spesso i veri responsabili del leggero spessore scientifico (teorico-pratico) siamo noi psicologi. l'aggettivo "scientifico" molto spesso sembra delineare scenari in-umani, cui bisogna difendersi.
    penso che proprio un uso volteriano della scienza possa renderci più eccitati dal confronto con la medicina.

    ciaz

  15. #45
    Partecipante Affezionato L'avatar di Del
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    Originariamente postato da australia
    Ciao Del,
    non riesco a trovare il testo che citi 'Il cambiamento nei contesti non terapeutici'
    potresti riportare la casa editrice?

    Grazie a tutti x gli interessanti contributi.
    La casa edditrice dovrebbe essere la Cortina. Purtroppo le ultime notizie che ho avuto (molto recenti) è che potrebbe essere esaurito o fuori stampa...
    buona fortuna

    PS: la parte molto interessante (quanto meno come discorso in generale) è l'introduzione, poi i vari capitoli portano ad una sorta di "messa in pratica" del concetto generale.

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