Perchè i cognitivo comportamentali o i sistemici (per usare bieche semplificazioniOriginariamente postato da Accadueo
Un po per racconti, un po per colleghi che ho conosciuto mi è parso che ci sia la tendenza da parte degli appassionati del profondo, che lavorano in strutture pubbliche, ad essere istruttivi e direttivi nella relazione con l' utenza. Che questo modo di operare... sia scattato proprio per la mancanza di tempo?) non sono "istruttivi o direttivi"? (e poi bisognerebbe vedere cosa si intende appunto per istruttivi e direttivi!). Ogni terapia ha la sua dose di suggestione e induzione e ciò dipende anche da svariati fattori: personalità del terapeuta/paziente, obiettivi della terapia, tempo a disposizione, setting ecc.
Inoltre credo che ogni "metapsicologia" induca nel paziente una visione del sintomo, della risposta alla sofferenza, (delle tentate soluzioni) differente e caratteristica dell'approccio utilizzato dallo psychoterapeuta![]()
Per esempio mi pare che Hillman abbia rilevato che chi fa un'analisi freudiana fa sogni freudiani, chi va da uno junghiano fa sogni inerenti l'Ombra e via dicendo
Se io mi concentro sull'analisi del modello di attaccamento, piuttosto che sull'analisi dell'Edipo o delle relazioni familiari non è già indurre una causalità psicologica precisa nel paziente?
Che poi l'essere istruttivi e direttivi è proprio un paradosso visto che gli analisti sono noti per il supposto "lassismo terapeutico"ovvero interventi rari, libere associazioni, emersione libera dei contenuti...addirittura Bion parlava di analista "senza desideri e senza memoria!"
Insomma poi ognuno interpreta la terapia come crede, questi analisti che conosci avranno la loro griglia di comprensione su cui non voglio entrare.
L'importante è l'utilità del percorso terapeutico per il paziente, no?
Per Rasputin: un mio supervisore in Asl è lacaniano...ho seguito qualche seminario ma a dirti la verità non ci sono entrata molto nella sua teoria...però è vero e interessante il discorso sulla brevità. Magari se ti va puoi spiegarcelo a noi profani!
ciao!!!![]()







) non sono "istruttivi o direttivi"? (e poi bisognerebbe vedere cosa si intende appunto per istruttivi e direttivi!). Ogni terapia ha la sua dose di suggestione e induzione e ciò dipende anche da svariati fattori: personalità del terapeuta/paziente, obiettivi della terapia, tempo a disposizione, setting ecc.


....."MORBOSOooo"
Rispondi citando
lo sapevo che lo dicevi
(come sono logorroica oggi!
solo ke era "un pò narcisista"....cmq epistemologicamente cerco di spegartelo in poche parole: l'inconscio è strutturato come un linguaggio, e quindi può essere colto nel linguaggio (lapsus, libere associaz., sintomo,...), dovunque vi sia la "parola vera". La terapia non mira alla guarigione, ma alla verità, che si colloca al di là della relazione immaginaria che il soggetto ha con il mondo. Per Lacan infatti la relazione col mondo è immaginaria, dal momento che l'Io (JE) si struttura a partire dalla fase dello specchio, quando il bambino vede la sua immagine allo specchio e la assume x vincere l'angoscia di frammentazione. Il vero io (MOI) è nell'inconsico, che non è immaginario, ma simbolico, e si forma grazie al Padre che separa la coppia narcisistica madre-bambino, davorendo l'individuazione del bambino.
