Ciao Larowsky...sai, mi ha colpito molto quello che hai scritto perchè mi sembra sia la conferma dell'esistenza davvero di quel famoso "orologio biologico" delle donne.
Credo, purtroppo, che gli uomini non sempre riescano a cogliere, come noi, la sensazione del tempo che passa relativamente alla possibilità di avere figli...del resto, è naturale che sia così...ma non deve neanche divenire una spada di Damocle sulla nostra testa...
Nel mio caso, questa preoccupazione è inferiore a quella della mia autonomia...un domani potrò sempre dire a me stessa che se non avrò avuto dei bambini, la ragione va ricercata rispetto al momento che stavo vivendo...un momento di grande instabilità, soprattutto economica.
E una madre insoddisfatta non so fino a che punto può trasmettere stabilità emotiva ed amore ad un figlio. Può darsi che una madre insoddisfatta di se stessa sia anche così brava da non far mancare nulla (a livello affettivo) ad un figlio ma perchè bisogna pensare che la cultura del sacrificio sia così saggia da essere seguita a tutti i costi?
Davvero non credo sia solo una questione che noi trentenni di oggi non sappiamo fare delle rinunce ma piuttosto che non ci sia niente di egoistico nel pensare che dopo la bellezza di 5 anni di studi universitari, più uno per l'esame di stato, più 4 di scuola di specializzazione si desideri di avere un lavoro più appropriato e retribuito e soddisfacente che non sia il call center o la baby sitter o l'operatore sfruttato di cooperative....
Cerchiamo di essere un pò ottimiste...è dura per tutte davvero...







forse si....Schiritemi le idee...
e mi sembra anche normale avere il desiderio di sentirsi realizzate...l'università ha dei tempi abbastanza lunghi ed io sono demoralizzata perchè il desiderio di relizzarmi è troppo grande...e se penso che con la laurea nemmeno avrò finito...

io??? Saggia??
Alta?
cioè mi sollevo da terra....