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Discussione: sono senza parole....

  1. #31
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    01-02-2005
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    Yez, scusami, io non credo che sia recente "la pedofilia", però nel corso dei miei 25 anni, mai ho sentito cosi tante notizie..o forse mai ne ho prestata cosi tanta attenzione...
    fatto sta che dire "c'è sempre stata", secondo me, è una risposta che non apre alcun rimedio o spunto di riflessione...
    poi, ammettendo che la pedofilia, esista da tempo...credo che è anche bene non dimenticare anche di come questa si poggi su internet, che negli ultimi tempi sta dando molte piu' occasioni di sviluppo del fenomeno, per non parlare dei soldi che ci si guadagna sopra...poi ovviamente contradicetemi se dico cose insensate...

  2. #32
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Originariamente postato da cucciola
    perchè purtroppo, mi sa, e forse mi sbaglierò..o non lo so, ma questa questione dei pedofili sta diventando una vera moda...
    tra un pò di tempo..che faremo?? una guida per diventare pedofili???
    Sai, perchè Lisa, ti rispondo cosi, perchè ho visto nell'arco della mia vita, che in genere, quando accade una certa situazione spiacevole, la si allarga a tal punto sino a che questa perda di significato...
    ad esempio, io credo che la pubblicizzazione di questo gruppo di pedofili nn sia consderata come uno spunto per poter agire di controparte, ma solo uno spunto su cui fare notizia....anzi io mi auguro davvero che sia come dici tu....
    spero che tu mi abbia capita!
    ma veramente nessuno pubblicizza la rete di pedofili: i quali da soli, x quasi 30 anni sono andati avanti indisturbati a crescere, senza che nessuno dicesse appunto nulla.
    e poi nn capisco che c'entri la guida per diventare pedofili come già detto, non è che parlandone automaticamente si approvi o si giustifichi quello che propongono o fanno. Anzi, esattamente l'opposto: siamo stati zitti per anni e non mi pare abbia funzionato granchè...

    è vero che la pedofilia esiste da sempre e che ce ne siamo accorti da poco: ma in fondo fino a circa 100 anni fa l'infanzia non era quella che abbiamo in mente noi, un periodo della vita speciale e unico da tutelare, in cui l'individuo si forma,... ma solo un periodo in cui si era piccoli e si veniva usati dai grandi intorno come + era comodo.

    Per Yes: non capisco che ci azzecchi il corriere (che cmq nn è stato l'unico a riportare la notizia, anche le varie agenzie), i PACS, la politica... anzi, mi pare pure un po' offensivo mettere insieme pedofili e chi convive, a meno che tu non abbia una base scientifica che ci azzecchino qualcosa. e poi, ma quando mai a noi importa che fa l'Olanda?!...

  3. #33
    Super Postatore Spaziale L'avatar di Lepre*marzolina
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    nei peggiori bar di caracas...
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    :" in olanda stanno legalizzando la pedofilia quindi è lecito in italia leggalizzare le coppie di fatto!"
    senza offesa...ma mi pare che il ragionamento non abbia molto senso..... al massimo , se proprio vogliamo tirarla per i piedi, una notizia del genere puo' portare a ragionamenti contrari del tipo " ah bene...a furia di legalizzare tutto si arriva ad eccessi del genere...gli olandesi sono tutti pedofili!!" <---tipico ragionamento da anziano nella corriera...
    cmq sul discorso generale penso che per troppo tempo abbiamo (come esseri umani) trascurato i bambini ed i loro diritti e l'indignazione (giustificatissima) che questa cosa provoca puo' servire da motore per incrementare la tutela dei bambini...
    dove c'è gusto non c'è perdenza

    ho sempre amato il mio prossimo...finchè era poco....



    Questo è il mio pesciolino numero 641 in una vita costellata di pesciolini rossi. I miei genitori mi comprarono il primo per insegnarmi cosa significasse amare e prendersi cura di una creatura vivente del Signore. 640 pesci dopo, l'unica cosa che ho imparato è che tutto quello che ami morirà
    C.P.



    E' cosi' difficile divertirsi di questi tempi, anche sorridere fa male alla faccia

  4. #34
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    07-02-2005
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    Dal sito del Centro Studi Hansel e Gretel:

    La tendenza ad usare il potenziale d’eccitazione del corpo del bambino, del preadolescente o dell’adolescente, senza curarsi del fatto che in quel corpo abita una persona, coinvolge sicuramente un numero di individui di gran lunga superiore a quello dei pedofili, intesi in senso specifico come soggetti che hanno una ben precisa preferenza sessuale che li porta a tenersi lontano dalla donna e dell’uomo adulto, per privilegiare come oggetto erotico un soggetto non sviluppato. Mancano ovviamente studi quantitativi rigorosi ed attendibili di un fenomeno che tende a risultare assolutamente rimosso e a sottrarsi a qualsiasi adeguata rappresentazione sociale e scientifica. L’abuso sessuale ai danni dell’infanzia come fenomeno articolato ed esteso potrebbe riguardare un numero di soggetti adulti almeno venti o trenta volte superiore a quello dei cosiddetti pedofili.

    In questa componente più ampia di soggetti abusanti, ci stanno persone che hanno rapporti con donne adulte e nel contempo sono capaci, episodicamente o periodicamente, di trasformare in vari modi, in giocattolo erotico la persona o la personcina di un soggetto in età evolutiva. In questa componente ci stanno i genitori, i fratelli, gli zii, i nonni incestuosi, ci stanno gli individui che programmano o decidono improvvisamente di trasformare un viaggio in paese del terzo mondo in un’avventura sessuale, ci stanno gli uomini che ricorrono alla prostituzione e non esitano a ricercare e a comprare le prestazioni sessuali di ragazzine che mostrano, spesso chiaramente e nettamente, di essere minorenni.

    Non si tratta complessivamente di un gruppo isolato o marginale di individui, si tratta di una massa di adulti maschi, quantificabile almeno nell’ordine delle centinaia di migliaia di individui. Se questa massa esprimesse un partito politico, a cui dare il voto alle elezioni, potrebbe esprimere un drappello di parlamentari!

    Che gli abusanti non siano pochi individui lo si può dedurre dalle ricerche USA che convergono nell’individuare una popolazione femminile pari al 15% e maschile pari al 6% che avrebbe avuto esperienza di abuso prima della maggiore età. Anche dalle ricerche italiane risulta che il 10% della popolazione femminile e il 5,9% di quella maschile avrebbe subito forme di vittimizzazione prima dei 18 anni (la differenza potrebbe essere spiegata dal fatto che le ricerche Usa comprendono nell’abuso anche le interazioni sessualizzate adulto-minore senza contatto fisico, non comprese invece nelle ricerche italiane)[2].



    IL PARTITO DELL’ABUSO



    Il partito degli abusanti sessuali dei bambini è composto da una folla di individui per lo più perbene, cittadini insospettabili spesso con una visione della donna carica di svalutazione e disprezzo, individui capaci di mostrare un’immagine sociale e familiare talvolta addirittura irreprensibile, pronti in via abituale o eccezionale a concedersi il piacere di eccitarsi e di godere con una baby (in senso letterale o quasi letterale), pronti ovviamente ad autogiustificarsi ed autoassolversi con le più varie argomentazioni: “è mia figlia e ne posso fare quel che voglio”, “a lei piace, è lei che mi cerca”, “in fondo le insegno a fare del sesso”, “sono bambini poveri si li pago per un po’ di sesso, almeno non muoiono di fame”, “una puttana è una puttana e questo è il suo lavoro”, ecc…

    Gli adulti che ricorrono a rapporti sessuali di tipo incestuoso sono una schiera di padri di famiglia o di parenti insospettabili che nella privacy delle pareti domestiche abusano di figlie, sorelle e nipoti approfittando dell’isolamento e scarsa protezione di queste bambine e ragazze, ricattandole, minacciandole, avvolgendole con la mescolanza confusiva di affettività e pulsione, di seduzione e dominio. I clienti che in Italia o nei viaggi all’estero diventano clienti di minorenni, ridotti in schiavitù da organizzazioni mafiose che li costringono a prostituirsi, possono essere ottimi cittadini e lavoratori. Brava gente. Perversi magari senza consapevolezza, ma non senza colpa. La colpa è quella di alimentare il racket e di diventare complici della riduzione in schiavitù di tanti essere umani che non hanno mai vissuto la possibilità e la dignità di autodeterminarsi.

    In altri termini per ogni pedofilo, in senso stretto, ci sono almeno venti o trenta adulti, che hanno rapporti sessuali con donne adulte e nel contempo sono ben disponibili ad un uso occasionale o continuativo del corpo sessuato dei minori. A queste persone potrebbe paradossalmente far piacere l’enfatizzazione periodica e drammatizzante del fenomeno della Pedofilia, per continuare ad agire nell’ombra i propri comportamenti sessuali di adulti pronti a farsi i bambini o le bambine, i preadolescenti e gli adolescenti, magari alternando questi comportamenti con quelli coniugali.

    L’attenzione mediatica alla Pedofilia rischia di far pensare ad un fenomeno che colpisce i bambini al di fuori dell’ambito familiare. In realtà è proprio all’interno delle pareti domestiche, all’interno della famiglia che si consumano più frequentemente i crimini sessuali ai danni dei bambini. Una ricerca molto seria [3] ha dimostrato che su 50 abusi uno soltanto è compiuto da una persona del tutto sconosciuta al bambino. Gli autori delle violenze sono per lo più genitori, fratelli, parenti, amici di famiglia, educatori, allenatori sportivi o, comunque, figure familiari al bambino. I crimini sessuali intrafamiliari ai danni dei bambini non sono soltanto i più diffusi, sono anche i più dannosi e i più impuniti. Sono i più dannosi, perché la violenza ai danni di un bambino è tanto più distruttiva quanto più proviene da una persona cara. Sono i più impuniti, perché le violenze in famiglia sono coperte facilmente dal segreto, dal silenzio e dal ricatto affettivo. Si sente dire spesso: “Non prendete le caramelle dagli sconosciuti!”. Bisognerebbe dire ai bambini: “Non accettate le caramelle dai conosciuti, se queste caramelle t’impongono sesso o strumentalizzazione!”





    COMPLICITA’ E RESPONSABILITA’



    Il partito degli abusanti sessuali è molto forte e radicato nella comunità sociale. Tende a difendersi, nascondendosi dietro il perbenismo e attraverso le scissioni di personalità. Per sopravvivere è pronto addirittura ad usare la stessa indignazione sociale contro la Pedofilia. Per certi versi è potenziato da alcuni motori della società contemporanea: l’isolamento dei nuclei familiari e il loro crescente distanziamento da forme di controllo sociale, il relativismo e il permissivismo etico emerso con la crisi della morale sessuale tradizionale (“Con mia figlia? Con un bambino? E perché no?”), la crescita del benessere economico e l’estensione della ricerca del piacere nel tempo libero, la rete telematica con le possibilità di commercializzazione dell’erotismo, le tendenze della moda e della pubblicità che portano ad adultizzare e ad erotizzare il bambino…



    D’altra parte l’abuso ai minori, se si compie una considerazione storico-culturale di lungo periodo, va visto come un fenomeno antico ed universale, espressione delle componenti perverse della mente umana, un fenomeno che solo negli ultimi decenni comincia ad uscire dal silenzio che lo avvolgeva e dalle evocazioni sublimate della fiaba, da sempre popolata di orchi e di streghe che si appropriano di bambini e bambine.

    Il partito degli abusanti sessuali dispone di inconfessate simpatie nell’immaginario erotico maschile, dove compaiono ampiamente la ricerca sessuale della carne fresca e la conquista spregiudicata dell’oggetto sessuale, senza tener conto della sua immaturità e fragilità, o meglio tenendone conto al solo fine di realizzare con efficacia la propria dominanza sessuale.

    Sul piano pratico, sgonfiato rapidamente il clamore massmediologico sulla Pedofilia, transitata l’opinione pubblica dalla Grande Indignazione al Grande Silenzio sul tema [4], pedofili gentili e sadici, consumatori della pornografia su Internet, genitori incestuosi, clienti di prostitute e prostituti minorenni sul piano nazionale ed internazionale - soprattutto se appartengono a ceti economicamente garantiti e capaci di negoziazione sociale e politica - tornano tranquillamente a disporre di solidarietà diffuse e di validi alleati: avvocati pronti a dimostrare che l’abuso non può essere provato, psicologi pronti a sostenere che l’abuso è una fantasia inconscia delle bambine, giudici pronti a concludere che un padre di famiglia così perbene non può essere incriminato, insegnanti, educatori e pediatri che rifiutano di segnalare indicatori evidenti di abuso sessuale, intellettuali pronti a teorizzare che la pedofilia, se è gentile ed altruistica, va depenalizzata, politici pronti ad affermare che i clienti delle prostitute non si toccano, tour operator che colludono con la promozione di avventure turistico-sessuali, ecc…

    Il partito degli abusanti produce cultura: non solo la cultura della perversione, non solo la letteratura o la pubblicistica pedofila, ma anche e soprattutto la perversione della cultura, fondata sui meccanismi difensivi di negazione, distacco emotivo e razionalizzazione nei confronti della sofferenza delle piccole vittime[5]. In diffuse correnti radicali, in molte teorie psicologiche, educative e sociali di tipo adultocentrico, che vanno per la maggiora, in una diffusa cultura giuridica garantista per gli adulti e non per i bambini, il partito degli abusanti trova sostegni preziosi.
    Ancor oggi in moltissimi casi nei tribunali italiani le piccole vittime di abuso e coloro che le prendono sul serio si trovano di fronte ad atteggiamenti istituzionali e culturali nei fatti collusivi con la perversione e con l’abuso. Tutti dunque sono capaci a dichiararsi contro la pedofilia, molto più difficile è impegnarsi concretamente per garantire una risposta di riparazione e di giustizia alle piccole vittime di abuso o per segnalare, individuare e perseguire le organizzazioni criminali che lucrano sullo sfruttamento sessuale dei minori.

    Ma per quanto potente, socialmente e mentalmente diffuso, per quanto garantisca ancora l’impunità a tantissimi suoi componenti, il partito degli abusanti sessuali oggi non è più incontrastato. “La storia dell’infanzia, ha scritto Ida Magli, è stata in Europa una storia tremenda di sopraffazione, di sofferenza, di sfruttamento, di violenza di tutti i genere: quella sessuale ne faceva parte normalmente, così come ha sempre fatto parte della storia di tutti gli oppressi, delle donne e degli schiavi.”

    Oggi non è più così. E lo sarà sempre di meno nella misura in cui si svilupperà una cultura della denuncia e della consapevolezza del problema, il cui motorino d’avviamento è ormai acceso. Nella misura in cui si diffonderà una cultura dell’ascolto del bambino e una cultura della responsabilità tra gli adulti, in tutti i ruoli sociali ed istituzionali. Sarà il lavoro del prossimo millennio!

  5. #35
    L'avatar di Duccio
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    Non ho letto tutto il thread... sono rimasto colpito dalla notizia ma e' troppo facile puntare il dito sul sistema olandese, queste sette e associazioni esistono anche nella puritana america.... c'e' anche una associazione per gli asessuati, una per gli obesi, una per gli amanti dei piedi... ecc ecc..e tutti portano avanti i loro deliri mettendo la parola orgoglio davanti...
    Che la pedofilia sia sempre esistita e' un dato di fatto nell'antica roma tutti gli imperatori e i nobili avevano il ragazzino di compagnia... e non e' che gli raccontavano le favole..... solo che era simbolo di nobilta', di essere una persona in vista.... ed era normale.... i ragazzini avevano in genere 15, 16 anni ma erano anche piu' piccoli.....
    Per il resto credo che questo movimento non avra' molto seguito....

  6. #36
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    grazie luisa....articolo interessante....
    Ad ogni modo,secondo me il problema che merita attenzione, almeno credo, sui partire, e lavorare all'interno di quei luoghi dove gli abusatori agiscono...nell'ombra e nell'omertà....

  7. #37
    Postatore Compulsivo L'avatar di LuisaMiao
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    ma il punto è proprio lì: che non è un luogo (nè fisico nè sociale) l'omertà...
    gli abusatori agiscono in famiglia, nel vicinato, a scuola, nella parrocchia, dal pediatra, dall'amico o dallo zio. e i loro rispettivi femminili. e con essi chi intorno intuisce ma non agisce.

    ed ecco perchè parlarne serve: far passare tutto sotto silenzio non fa altro che aumentare il segreto il che v aa loro vantaggio... parlarne punta l'attenzione e, si spera, faccia crescere la responsabilizzazione (anche se è dura...).
    Não sei o motivo pra ir
    só sei que não posso ficar
    não sei o que vem a seguir
    mas quero procurar.
    (Mafalda Veiga)

    Il mio blog

  8. #38
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    Concordo pienamente con te sulla questione, però c'è da dire anche che credo che parlarne, sia piuttosto difficoltoso, in quanto i rischi sono alti (ad esempio quello di rovinare la famiglia), e per non parlare poi dei sensi di colpa...
    in questo caso, credo che sarebbe opportuno compiere un intervento educativo in merito, agendo non solo sui bambini, ma anche sull'intera famiglia...
    questa forte mancanza, oggi come oggi, a parer mio, dimostra di come la famiglia, sia ancora un valore lontano..o forse..dimenticato....

  9. #39
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    Originariamente postato da cucciola
    Concordo pienamente con te sulla questione, però c'è da dire anche che credo che parlarne, sia piuttosto difficoltoso, in quanto i rischi sono alti (ad esempio quello di rovinare la famiglia), e per non parlare poi dei sensi di colpa...
    in questo caso, credo che sarebbe opportuno compiere un intervento educativo in merito, agendo non solo sui bambini, ma anche sull'intera famiglia...
    questa forte mancanza, oggi come oggi, a parer mio, dimostra di come la famiglia, sia ancora un valore lontano..o forse..dimenticato....
    quando dico di parlarne nn intendevo certo nel senso di fare denunce qui o lì... ma invece intendevo di educare da un lato i bambini (i mostri esistono, ormai lo sanno. meglio attrezzarli, non allarmarli, contro queste evenienze. e sapere che in realtà nn esistono segreti che non possono svelare all'adulto di riferimento, sia la madre, la nonna o la vicina di casa), dall'altro gli adulti che compongono le famiglie. e sulle loro responsabilità, nei confronti dei bambini.

  10. #40
    L'avatar di Duccio
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    Dato che il tema era questo...mi piaceva segnalare questa cosa

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    LA BOTTEGA DELL’ORCO.
    Nella giornata in cui (giustamente) ci indigniamo per la nascita in Olanda di un partito di pedofili, le cronache nere italiane, quelle per essere chiaro fatte con i nostri figli come tristi protagonisti, ci regalano l’ennesimo esempio di tragica follia legato al mondo della pedofilia.
    Il prossimo sabato 03 giugno in una ridente località di villeggiatura, fuori dai confini bergamaschi, verrà inaugurato alle ore 10,00 un nuovo grande negozio di videogiochi: facile prevedere la presenza di moltissimi bambini, dato anche che il negozio medesimo si troverà nelle vicinanze di un Istituto scolastico parificato, che riunisce scuole elementari, medie e superiori.
    Fin qui nulla di strano. Quale posto migliore, d’altro canto, se non quello, per aprire un negozio di questo tipo? Quale vetrina migliore per attirare i bambini “clienti”, se non quella colorata e piena di giochi che si affaccia su una strada percorsa da decine di studenti?!
    Se non che, a gestire tale attività troviamo il sig. P. X., poco meno che quarantenne, che ha già chiuso un processo per pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico, patteggiando la condanna con una pena di un anno e dieci mesi.
    Durante il processo il sig. P. aveva promesso al Giudice di non aprire più un negozio con articoli rivolti al mondo dei bambini, promessa naufragata, non appena raggiunta l’uscita dal Tribunale.
    Continuiamo ad indignarci per notizie, per ora folkloristiche, provenienti dall’estero, ma continuiamo a restare inerti quando la sicurezza dei nostri piccoli è messa a dura prova.
    Permettendo addirittura a pedofili accertati di aprire attività che li lascino a contatto con i bambini senza realmente preoccuparci.
    Penso che accetterò l’invito fattomi da un comitato di mamme, giustamente spaventate, a raggiungerle il giorno che andranno a manifestare fuori dal negozio.
    In attesa che la Legge, e chi la applica, si renda conto di quanto urgente sia un intervento in tal senso, prima che ancora una volta sia troppo tardi e non vinca l’errato, ma umano, desiderio, di cercare da soli la giustizia.
    Massimiliano Frassi
    Presidente Associazione Prometeo

    www.associazioneprometeo.it

    Nota: non vengono riportati - per ora - né il nome del soggetto né il luogo, semplicemente perché in questi giorni si chiude l’ennesimo processo contro di lui e si vuole evitare di dare ai suoi legali un qualcosa a cui attaccarsi.
    D’altro canto chi come me ha un cane, sa come le zecche si attacchino ovunque, senza alcuna preferenza nella loro disturbante scelta…… .

  11. #41
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    Credo che questa sia l'ennesima dimostrazione di un sistema che non funziona!!!!
    Scusate, ma veramnete mi infervoro se penso che oggi come oggi i bambini sono esposti senza alcuna tutela:
    le famiglie spesso invece di essere luogo di protezione, diventano la zona "alto rischio"
    la legge, d'altro canto, nè tutela, nè protegge
    oggi, non è ieri, la pedofilia è sempre esistita ( va bene ), ma oggi non stiamo nel 1900, stiamo nel 2006...
    e la cosa imbarazzante, è che si rischia la galera per una macchina in doppia fila, mentre invece si rischia ben poco per le violenze sui minori....
    i pedofli, meritano il carcere e un percorso rieducativo (uso questo termine perchè è il primo che mi viene in mente), e non è la buona condotta, un merito che dovrebbe favorire "l'uscita", ma ben altro.....
    Ed è per questo che dico che bisogna incominciare a "PRENDERE ATTO" della pedofilia, e non a considerarli da molto lontano.....

  12. #42
    Johnny
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    Originariamente postato da Anandamyde
    mi sembrerebbeuna cosa interessante cercare di sviluppare un confronto tra "vittima e carnefice" per trovare una possibile soluzione...
    è ancora il carnefice che va in cerca della sua vittima o è anche la vittima che in un certo qual modo si "propone" al carnefice?

    i bambini fanno parte della categoria di vittime "totalmente innocenti"

  13. #43
    Partecipante Esperto L'avatar di fanare80
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    Originariamente postato da HellSt0rm
    Ho già risposto alla discussione in merito allo stesso argomento in un altro forum. Lo farò anche qui, più o meno allo stesso modo.

    Questi tizi che tanto parlano di libertà, non si rendono conto che così facendo non fanno altro che oscurare la libertà dei bambini arrogandosi diritti che non stanno nè in cielo e nè in terra, ma quello che penso è che fino a quando hanno voglia di sprecare fiato che lo facciano, ma quando cominceranno a far del male ai bambini, allora dovrà essere fatta giustizia, ma quella seria, con ogni mezzo a disposizione.
    quoto tutto anche se anche il fatto che questi personaggi parlino con tutta questa tranquillita di questi abomini non lo trovo molto "tranquillo". Quoto in toto la giustizia con ogni mezzo... direi quasi repressione dura
    Rather than surrender a millimetre of my throne, I lay everything waste. There is someone don't want to bow to my passing, but when I'll burnt everithing, they'll understand who is fire and who is roast.

  14. #44
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Rasputin scrive:
    bambini fanno parte della categoria di vittime "totalmente innocenti"
    Provo a sollevare una questione difficile. E la sessualità infantile, che posto ha in tutto questo?

    Sia chiaro. Non mi interessa minimamente difendere la pedofilia, né i pedofili. Sono perfettamente convinto che la pedofilia sia un comportamento da condannare. Sono convinto però, anche, che ricorrere alle categorie di "vittima" e "colpevole" ha un senso sul piano giuridico, ma non su quello psicologico.

    Qualche idea in merito?

    Buona vita

    Guglielmo
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  15. #45
    Partecipante Affezionato L'avatar di cucciola
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    La sessualità infantile, è un percorso che proprio nell'essere denominata "infantile", deve avere il suo decorso nella sua piena accezione, e cioè con spontaneità e libertà, ed i pedofili spezzano questo spazio....
    per quanto riguarda vittima/colpevole, credo che dal punto di vista psicologico, entrino in gioco ben latre dinamiche....che un solo termine nn riuscirebbe mai a racchiudere....

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