sono molto d'accordo con te!!!![]()
sono molto d'accordo con te!!!![]()
"e vivo di poche parole, di poche pretese, di mille altre cose.. fuori dal mondo.. la testa fra le nuvole" J.B.
ti straquoto!Originariamente postato da psicosarix
e penso che, al solito la responsabilità sia soprattutto nostra. non abbiamo saputo comprendere chi siamo. la maggior parte di coloro che è si è laureata in psicologia si è specializzata in psicoterapia (e continuiamo a farlo).
così la psicologia nell'immaginario comune (ma anche di chi si iscrive ... accade spessissimo) è quella che si è sovrapposta alla psichiatria. così non siamo cresciuti in nessun altro settore se non in quello clinico/psicoterapeutico, dove ovviamente il linguaggio della categoria più forte, quella medica/psichiatrica ha preso il sopravvento, con la sua mole di termini e sintomi e malattie ...
penso ad esempio all'indirizzo quinquennale (v.o) di "psicologia clinica e di comunità". i programmi erano fortemente sbilanciati a favore della clinica, ma non erano sufficienti, nemmeno nel campo clinico, a conferire quella preparazione e quegli strumenti che ti permettessero di avere una salda e consistente identità professionale ... e allora tutti a scuola di psicoterapia.
secondo me con la riforma (rigettando il 3+2, che, per me, ha creato solo più parcellizzazione e disagio) avremmo potuto pensare nuovi indirizzi solo di psicologia ... ad esempio, correggetemi se sbaglio, a Padova, dove ho studiato, la parola comunità (nelle specialistiche) è addirittura svanita! e ci sono ben 2 percorsi di clinica!!!!
invece, per me, nella psicologia di comunità avrebbero potuto trovare spazio tutte le materie a favore della comunità: la psicologia della salute, quella dell'emergenza, la psicologia gerontologica, dello sport, del benessere, ecc. studiando percorsi che permettessero di costruire una figura competente e completa in un ambito psicologico ... invece occasione persa! io non sono incline a pensar "male", ma a mio aprere gli psicologi fanno gli interessi di tutto/i forchè della psicologia.
detto questo cosa fare in concreto?quello che si può!
io la specializzazione in psicoterapia non la prendo, non per partito preso, ma perchè non è quello che desidero.
e se per lavorare ci vuole solo quella allora cambio lavoro, perchè non farei comunque ciò che desidero.
cercherò come potrò di crearmi delle competenze su ciò che mi piace ... tanto il lavoro ce lo dobbiamo inventare no???? almeno me ne invento uno che mi piace!![]()
sono solo una goccia ... lo so ... ma il mare è fatto di gocce![]()
![]()
![]()
valy
Io concordo sempre quando si parla di risorse personali e prima fra tutte la capacità d'iniziativa...
l'analisi dei bisogni credo debba nascere prima da noi...nel senso che non dobbiamo cambiare orientamento esclusivamente per poter lavorare, non nego che ci voglia una certa flessibilità..ma sostengo al contempo una ferma coerenza con i propri ideali ed obiettivi.
Riguardo alla specializzazione in psicoterapia credo che al di là di tanti ma proprio tanti soldini ci voglia molta dedizione cosa che deve esser coltivata e maturata perchè frutto di una scelta consapevole...non mi farebbe piacere pensare alla psicoterapia come ad una nuova "area di parcheggio" per disoccupati con una laurea in attivo..
La psicoterapia è un'altra professione che per lo psy non deve essere vista esclusivamente come un valore aggiunto..piuttosto lo deve richiamare a riflettere con maggior coscienza su quello che vuole fare "da grande"...etica..
Però allo stesso tempo e non prendetela come una generalizzazione, credo che anche le scuole di psicoterap potrebbero rinnovarsi negli obiettivi e fornire degli strumenti più adeguati alle esigenze della nuova società..
Penso che anche in questo il nostro apporto non è mai vano..non dovremmo mai stancarci di chiedere, ma anche proporre..per non posticipare troppo questo "da grandi"...
Concordo pienamente, mi dispiace sia andata persa la risposta che avevo scritto prima, ma era troppo lunga anche perchè ripercorrevo la mia storia con la psicologia dagli undici ai miei attuali trentadue anni. Ritengo sia importante prendersi a cuore il proprio progetto lavorativo anche se le condizioni esterne sono molto sfavorevoli. Purtroppo certi ambiti della psicologia sono abbozzati in questo momento anche se molto necessari e gli psicologi, se già non li vogliono nelle Asl e nelle AO, figuratevi per il resto. A volte mi sento sola in questi problemi, mi viene un pò da ripiegarmi nel mio privato, ma poi mi dico che non è giusto ci sono in gioco questioni importanti per me e per la collettività.
beatrice
Musicalmente, ti quoto e ti dico che io di studenti di scuole di counsellor ne conosco ben cinque (2 lauree in scienze politiche e tre diplomi in non so che cosa): "Dai, facciamo lo stesso mestiere...c'è posto per tutti al mondo!". "Mi impresti il tuo Rorschach che imparo anch'io a farlo?"
Non sono riuscita a sapere che scuola frequentano, so solo che è biennale. Il test non lo ho dato.
Sto diventando cattiva?
ti straquoto! è quello che penso io! la psicoterapia non può essere l'unico (o quasi) sbocco di specializzazione di psicologia. penso che ci siano, invece, altre aree della psicologia che vorrei poter conoscere più approfonditamente e in cui vorrei lavorare. ma non posso approfondire perchè non ci sono scuole o corsi adatti. e allora vai con quello che puoi.Originariamente postato da audrey3
[...] La psicoterapia è un'altra professione che per lo psy non deve essere vista esclusivamente come un valore aggiunto..piuttosto lo deve richiamare a riflettere con maggior coscienza su quello che vuole fare "da grande" [...]
infatti potrebbero istituire master e/o corsi di perfezionamento in altri settori psicologici, invece di fare i corsi di counseling da cui escono persone convinte di fare un lavoro concorrente a quello dello psicologo! e in più l'università potrebbe aumentare le specilizzazioni in psicologia.[...] le scuole di psicoterap potrebbero rinnovarsi negli obiettivi e fornire degli strumenti più adeguati alle esigenze della nuova società..
[...]
ed infine anche noi dobbiamo fare la nostra parte! se continuiamo supinamente ad iscriverci alle scuole di specializzazione solo per lavorare allora loro non faranno mai niente di diverso ...
![]()
la colpa è dell'universtà che non ti da gli strumenti per lavorare. studiando solo la memoria, il linguaggio, il pensiero o al massimo cenni del dsm4, che lavoro andiamo a fare!!!! le scuole di specializzazione approfittano della nostra incompetenza dandoci la speranza che li, finalmente impareremo a lavorare, a fare un colloquio, una diagnosi, un trattamento cosa che all'uscita dall'università nessuno sa e può fare. in pratica o fai l'educatore (cosa che peraltro non sappiamo nemmeno fare bene) o ti iscrivi ad una scuola di specialità sperando che magari DOPO finalmente sarei in grado di svolgere la professione per la quale ai studiato.
tigrabianca
Ma l'anno di tirocinio, purtroppo dopo l'università, non dovrebbe servire ad acquisire quelle capacità pratiche che l'università non ci può o vuole aiutare ad acquisire??? E poi se uno fa la specializzazione si iscrive per fare lo psicoterapeuta, se nn si sente sicuro della propria professionalità (cosa che penso accada a tutti) non sarebbe meglio ipotizzare un qualche tipo di empowerment per la professione di psicologo rivolto a neo-laureati??? Se uno vuol fare lo psicoterapeuta è un'altra questione ma secondo me occorre tenere presente che forse l'università non può fornire tali competenze in un corso di laurea a giovani di 20-23 anni...
l'anno di tirocinio purtroppo lo si fa un po' dove capita e poi spesso non si incontrano delle persone disposte a regalare una professionalità acquisita in anni di studio e di sudato lavoro. così va a finire che le tirocinanti imparano a fare le fotocopie!
nelle AO e nelle ASL sono quasi tutti psicoterapeuti e anche volendo aprire uno studio privato devi essere psicoterapeuta! uno psicologo NON PUO' fare terapia e questo riduce enormemente il suo campo d'azione, anche se ha fatto un corso di empowerment!
in fin dei conti anche i medici si specializzano, chi andrebbe da un laureato in medicina non specializzato!!!! anche se molto sicuro della sua professionalità!
IL PROBLEMA STA NELL'ELEVATO COSTO DELLE SCUOLE DI SPECIALITA'
tigrabianca
sono d'accordo.Originariamente postato da Painkiller79
[...] E poi se uno fa la specializzazione si iscrive per fare lo psicoterapeuta [...]
il punto, a mio parere, è che un laureato in psicologia dovrebbe scegliere di fare la specializzazione per fare lo psicolterapeuta e non per fare lo psicologo. il problema è quì.
secondo me se in 5 anni non si riescono ad acquisire le conoscenze e la sicurezza per fare il nostro lavoro è solo perchè è una materia complessa che richiede una specializzazione. ma non necessariamente quella in psicoterapia. ci sono altre specilizzaizoni, ad esempio quelle universitarie, solo che sono pochissime e con pochi posti!
comunque penso che sia necessario comunque fornire più pratica nel corso di studi di psicologia, se uno non vuole specilizzarsi deve poter lavorare con la alurea ... se no dovrebbero dirlo appena ti iscrivi che dovrai continuare ... come in altre facoltà che sanno che il percorso richiede una specializzaizone.
![]()
Io per psicologo non intendo solo quello che lavora nell'ambito clinico, se poi questa è la rappresentazione sociale che abbiamo nel nostro paese tra i giovani che si iscrivono a psicologia e tra chi continua a studiarla fino alla laurea e oltre (naturalmente con passione) è tutto un altro paio di maniche. Occorre comunque pensare che questo mercato della psicologia clinica come è oggi è saturo (con tutti i problemi riguardanti il fatto che la psicologia non è considerata come scienza, ecc...). A mio parere le cose da fare in Italia e che riguardano soprattutto l'iniziativa individuale e collettiva sono due, o creare "nuovi mercati" oppure cambiare la tipologia del mercato attuale. Certamente l'unico cambiamento con il trend attuale (con quasi tutti che vedono la psicologia come una "cura" con le parole) sarà, e forse lo è già, il collasso professionale e lavorativo degli psicologi....speriamo bene![]()
Originariamente postato da psicosarix
e penso che, al solito la responsabilità sia soprattutto nostra. non abbiamo saputo comprendere chi siamo. la maggior parte di coloro che è si è laureata in psicologia si è specializzata in psicoterapia (e continuiamo a farlo).
così la psicologia nell'immaginario comune (ma anche di chi si iscrive ... accade spessissimo) è quella che si è sovrapposta alla psichiatria. così non siamo cresciuti in nessun altro settore se non in quello clinico/psicoterapeutico, dove ovviamente il linguaggio della categoria più forte, quella medica/psichiatrica ha preso il sopravvento, con la sua mole di termini e sintomi e malattie ...
penso ad esempio all'indirizzo quinquennale (v.o) di "psicologia clinica e di comunità". i programmi erano fortemente sbilanciati a favore della clinica, ma non erano sufficienti, nemmeno nel campo clinico, a conferire quella preparazione e quegli strumenti che ti permettessero di avere una salda e consistente identità professionale ... e allora tutti a scuola di psicoterapia.
secondo me con la riforma (rigettando il 3+2, che, per me, ha creato solo più parcellizzazione e disagio) avremmo potuto pensare nuovi indirizzi solo di psicologia ... ad esempio, correggetemi se sbaglio, a Padova, dove ho studiato, la parola comunità (nelle specialistiche) è addirittura svanita! e ci sono ben 2 percorsi di clinica!!!!
invece, per me, nella psicologia di comunità avrebbero potuto trovare spazio tutte le materie a favore della comunità: la psicologia della salute, quella dell'emergenza, la psicologia gerontologica, dello sport, del benessere, ecc. studiando percorsi che permettessero di costruire una figura competente e completa in un ambito psicologico ... invece occasione persa! io non sono incline a pensar "male", ma a mio aprere gli psicologi fanno gli interessi di tutto/i forchè della psicologia.
detto questo cosa fare in concreto?quello che si può!
io la specializzazione in psicoterapia non la prendo, non per partito preso, ma perchè non è quello che desidero.
e se per lavorare ci vuole solo quella allora cambio lavoro, perchè non farei comunque ciò che desidero.
cercherò come potrò di crearmi delle competenze su ciò che mi piace ... tanto il lavoro ce lo dobbiamo inventare no???? almeno me ne invento uno che mi piace!![]()
sono solo una goccia ... lo so ... ma il mare è fatto di gocce![]()
![]()
Settimana scorsa sono andata a trovare la mia tutor del tirocinio e, sentendomi raccontare della situazione attuale) mi ha detto che noi psicologi dobbiamo reinventarci la professione: dobbiamo crearci delle competenze, (mi ha parlato di diritto del lavoro e di diritto di famiglia -significa studiare ancora come se non bastasse quello che abbiamo fatto fino ad ora) e inserirci dapprima come volontari e fare esperienza che ci permetta di poter dimostrare che abbiamo confidenza con un particolare ambito piuttosto che con un altro...
Bisogna sapersi vendere (testuali parole della mia tutor)!!!
Forza e coraggio a tutti,![]()
Parole sante!! La tutor ti ha raccontato la verità!!Originariamente postato da nebelexe
Settimana scorsa sono andata a trovare la mia tutor del tirocinio e, sentendomi raccontare della situazione attuale) mi ha detto che noi psicologi dobbiamo reinventarci la professione: dobbiamo crearci delle competenze, (mi ha parlato di diritto del lavoro e di diritto di famiglia -significa studiare ancora come se non bastasse quello che abbiamo fatto fino ad ora) e inserirci dapprima come volontari e fare esperienza che ci permetta di poter dimostrare che abbiamo confidenza con un particolare ambito piuttosto che con un altro...
Bisogna sapersi vendere (testuali parole della mia tutor)!!!
Forza e coraggio a tutti,![]()
Finita la teoria universitaria, ogni cosa è bellissima nella misura in cui c'è qualcuno che la compra!
Sono d'accordo anche sul volontariato, circoscritto e limitato, come chiave di volta.
30 anni fa era uguale, facevi volontariato nelle strutture pubbliche per strappare un incarico di tre mesi rinnovabile. Ed erano tempi in cui la sanità spendeva. Figuriamoci oggi.
Avevo già provato a lanciare un brainstorming che riguardava gli interventi sul sociale, nessuno a risposto. Perché vale lo stesso discorso delle coop, se nessuno ci prende a fare volontariato, costituiamo qualcosa in cui ognuno di noi mette a disposizione un giorno alla settimana, per cui si riescono ad erogare servizi per l'intera settimana. Così si entra nel mercato e penso che un giorno alla settimana ce lo possiamo permettere in tanti. Se non c'è compatibilità geografica, fortuna abbiamo il forum che ci consente comunque di fare braistorming.
Lancio un'ipotesi: nella homepage è appena entrata la notizia di una ricerca tra gli omosessuali a rischio suicidio. Sicuramente sono una categoria abbandonata e con mille problemi, più diffusa di quanto pensiamo e che in genere si arrangia, con difficoltà anche a fare gruppo. Non mi risulta che, almeno nella mia zona, il volontariato se ne occupi. La ricerca è in corso di svolgimento presso l'Università di padova.
Cosa facciamo?
anche io mi sono sentita fare questo discorso, ma non sono d'accordo.Originariamente postato da nebelexe
Settimana scorsa sono andata a trovare la mia tutor del tirocinio e, sentendomi raccontare della situazione attuale) mi ha detto che noi psicologi dobbiamo reinventarci la professione [...]
secondo me i tutor parlano di "reinventare" perchè si riferiscono ad un modo vecchio di pensare la psicologia, cioè spesso per loro la psicologia è la psicologia clinica e la psicoterapia. e poi molti non sono proprio aggiornati su quello che la psicologia è oggi!
parlo così perchè durante il tirocinio mi sono resa conto che il mio tutor (e tutti i suoi colleghi) quando parlano di psicologia intendono solo al clinica e la psicoterapia.
invece la psicologia è una materia vastissima!!! e a me pare che solo in Italia non ce ne accorgiamo ... sbaglio?!
se navigate un po' trovate un sacco di aree psicologiche ... io nememno sapevo, quando frequentavo l'università, che esistevano la psicologia militare, la psicologia delle emergenze, la psicolgia viaria, la psicologia delle religioni !!!!, ecc , ecc, ecc, (conoscevo solo gli ambiti classici: clinico, lavoro, sviluppo, sperimentale). non ho mai studiato nè la psicologia dell'emergenza, nè quella viaria ... ecc.
ora come sono messe le cose?
forse prima di consigliarci di "reinventarcela la professione " dovrebbero aiutarci a conoscerla meglio e sapere ciò che offre!!!
e intanto far progredire questi settori, prima di "reinventare" qualcosa
... chepoi, scusatemi ... forse sono io che non sono all'altezza ... ma voi sareste in grado di "reinventare"?!?![]()
![]()
![]()
![]()
qualcuno comunque una mano cerca di darla, vi metto un link, a me è stato utile!![]()
http://www.ordpsicologier.it/macro.php?id=8
![]()
Ultima modifica di psicosarix : 27-07-2006 alle ore 01.47.50
Non ho il tempo di leggere tutti i commenti, ma sinceramente trovo eccessivo lo sfogo iniziale della collega.Non credo sia il caso di generalizzare, vi saranno laureati in Psicologia che si sono iscritti per motivi sbagliati, ma arrivare a dire che nella maggior parte dei casi si sceglie questa Facolta' perchè Medicina è ritenuta troppo lunga e Scienze dell' Educazione troppo facile(E poi chi l' ha detto?Le cose cambiano da Universita' a Universita')francamente mi sembra eccessivo.Inoltre non trovo cosi' strano che alcune persone intraprendano questa strada per capir meglio se stesse ed i loro problemi, a mio parere la cosa veramente importante è che siano consapevoli di cio' anche al fine di non ''agire''conflitti interiori irrisolti quando esercitano la Professione.