Aimi_summers: io so solo, appunto, che per esempio un triennalista può fare testistica (anche nelle Asl) avendo però alle spalle un senior.
Cmq guarda che discutere tranquillamente anche qui, pur andando un pò fuori topic, può essere costruttivo.
Aimi_summers: io so solo, appunto, che per esempio un triennalista può fare testistica (anche nelle Asl) avendo però alle spalle un senior.
Cmq guarda che discutere tranquillamente anche qui, pur andando un pò fuori topic, può essere costruttivo.
Ma infatti discutere è bello e costruttivo, ti dò ragione, solo che per esperienza su questo forum posso dirti che le discussioni vecchio VS nuovo difficilmente riescono a trovare un punto di accordo tra le parti, per questo consigliavo di rimanere in topicOriginariamente postato da dott.ssaConfusa
Aimi_summers: io so solo, appunto, che per esempio un triennalista può fare testistica (anche nelle Asl) avendo però alle spalle un senior.
Cmq guarda che discutere tranquillamente anche qui, pur andando un pò fuori topic, può essere costruttivo.![]()
Premesso che mi sono laureata con il vecchio ordinamento e quindi non conosco bene il nuovo (ma sono d'accordo con chi diceva che ogni università e ogni docente è diverso: con alcuni docenti i programmi si saranno ridotti, con altri forse no, quindi è inutile scannarsi su chi ha studiato di più, anche perchè a parità di programma c'è sempre chi studia in modo serio e chi "copia" o fa la dispensa: tante volte leggo anche sul forum richieste di studenti per avere dritte sull'esame più facile o il libro più breve....), conosco comunque il mondo del lavoro, almeno per quanto riguarda l'età evolutiva (e anche qui: è più psicologia la psicologia clinica? O la ricerca? O semplicemente fare bene il proprio lavoro, in modo "psicologico"? Perchè puoi essere uno psicologo clinico ma comunque non saper fare lo psicologo...).
Per un triennalista mi verrebbero in mente per esempio mansioni all'interno della scuola: stesura di progetti per la promozione del benessere (educazione all'emozioni), screening per la prevenzione dei disturbi di apprendimento (forse un Rorschach il triennalista non lo può somministrare, anche se ci sono quinquennalisti che potrebbero farlo a rigore di legge e comunque non lo sanno fare, ma prove di lettura e WISC credo di sì), somministrazione e correzione di questionari di personalità, prove di orientamento, formazione agli insegnanti su argomenti di didattica o di prevenzione....
Docente nelle scuole superiori per la materia psicologia, conduzione di gruppi pre-parto insieme all'ostetrica (spesso c'è solo l'ostetrica che fa anche un pò di parte psicologica), servizio di accoglienza e primo colloquio nei consultori, sportelli-genitori per problematiche pedagogiche (per capire quando si tratta di capricci e quando è il caso di consigliare un invio), coordinatore in nidi, comunità e altro (spesso sono necessarie anche competenze burocratiche ma c'è anche tutta una parte di interfaccia con il pubblico),...
Colloqui clinici, somministrazione di test proiettivi, diagnosi, sostegni psicologici (diversi da quelli psicoeducativi), valutazioni per adozioni, affidamenti, separazioni... forse è meglio lasciarli a chi ha compiuto un percorso di studi più approfondito e ha anche un pò di pratica.
Quanto poi debba essere approfondito questo percorso credo che sia piuttosto individuale: c'è chi sarà in grado di farlo dopo 5 anni e il tirocinio, chi necessiterà di un master, chi farà una specializzazione ma senza grandi risultati...
In questo lavoro non si può misurare la bravura in base al numero di pagine studiate (anche se più studi meglio è, per chi ti sta intorno ma anche per te che non ti ritrovi alle prese con vissuti di panico e incapacità), conta l'esperienza e la pratica.
Ci sono specializzandi ormai già al 4° anno che lavorano come segretarie e vedono pazienti solo al tirocinio per 3 ore alla settimana, ci sono psicologi non specializzati ma che lavorano come psicologi da anni e si sono fatti una grande esperienza...
Sinceramente non saprei dire chi possa essere più bravo... eventualmente lo lascerei dire al cliente
Vimae
ti quoto, ti straquoto e ti faccio pure una standing ovation!Originariamente postato da Vimae
Premesso che mi sono laureata con il vecchio ordinamento e quindi non conosco bene il nuovo (ma sono d'accordo con chi diceva che ogni università e ogni docente è diverso: con alcuni docenti i programmi si saranno ridotti, con altri forse no, quindi è inutile scannarsi su chi ha studiato di più, anche perchè a parità di programma c'è sempre chi studia in modo serio e chi "copia" o fa la dispensa: tante volte leggo anche sul forum richieste di studenti per avere dritte sull'esame più facile o il libro più breve....), conosco comunque il mondo del lavoro, almeno per quanto riguarda l'età evolutiva (e anche qui: è più psicologia la psicologia clinica? O la ricerca? O semplicemente fare bene il proprio lavoro, in modo "psicologico"? Perchè puoi essere uno psicologo clinico ma comunque non saper fare lo psicologo...).
Per un triennalista mi verrebbero in mente per esempio mansioni all'interno della scuola: stesura di progetti per la promozione del benessere (educazione all'emozioni), screening per la prevenzione dei disturbi di apprendimento (forse un Rorschach il triennalista non lo può somministrare, anche se ci sono quinquennalisti che potrebbero farlo a rigore di legge e comunque non lo sanno fare, ma prove di lettura e WISC credo di sì), somministrazione e correzione di questionari di personalità, prove di orientamento, formazione agli insegnanti su argomenti di didattica o di prevenzione....
Docente nelle scuole superiori per la materia psicologia, conduzione di gruppi pre-parto insieme all'ostetrica (spesso c'è solo l'ostetrica che fa anche un pò di parte psicologica), servizio di accoglienza e primo colloquio nei consultori, sportelli-genitori per problematiche pedagogiche (per capire quando si tratta di capricci e quando è il caso di consigliare un invio), coordinatore in nidi, comunità e altro (spesso sono necessarie anche competenze burocratiche ma c'è anche tutta una parte di interfaccia con il pubblico),...
Colloqui clinici, somministrazione di test proiettivi, diagnosi, sostegni psicologici (diversi da quelli psicoeducativi), valutazioni per adozioni, affidamenti, separazioni... forse è meglio lasciarli a chi ha compiuto un percorso di studi più approfondito e ha anche un pò di pratica.
Quanto poi debba essere approfondito questo percorso credo che sia piuttosto individuale: c'è chi sarà in grado di farlo dopo 5 anni e il tirocinio, chi necessiterà di un master, chi farà una specializzazione ma senza grandi risultati...
In questo lavoro non si può misurare la bravura in base al numero di pagine studiate (anche se più studi meglio è, per chi ti sta intorno ma anche per te che non ti ritrovi alle prese con vissuti di panico e incapacità), conta l'esperienza e la pratica.
Ci sono specializzandi ormai già al 4° anno che lavorano come segretarie e vedono pazienti solo al tirocinio per 3 ore alla settimana, ci sono psicologi non specializzati ma che lavorano come psicologi da anni e si sono fatti una grande esperienza...
Sinceramente non saprei dire chi possa essere più bravo... eventualmente lo lascerei dire al cliente
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Vimae, hai proposto molte mansioni, ma ti assicuro che diverse sfociano nell'abuso della professione secondo l'ordine, se il triennalista non ha un tutor senior. Test come Wisc o proiettivi non credo possano essere somministrati liberamente dai triennalisti, e per quanto riguarda l'insegnamento di materie psicologiche alle superiori, beh, anche lì ho dei dubbi...E cmq ricordatevi che per insegnare ci vogliono 2 esami in 4 aree precise: sociologia, pedagogia, filosofia e psicologia. Ci sono regole ben precise che ti sanno dire nei CSA.
Per quanto ne so io spesso psicologia alle superiori è fatta da laureati in filosofia... e comunque per insegnare psicologia non è nemmeno richiesta l'iscrizione all'albo.
Ti ho citato quasi tutte cose che nella realtà fanno perlopiù non psicologi (sai quanti insegnanti fanno educazione affettiva nelle scuole?).
In quanto ai test ho detto che i proiettivi li lascerei ai quinquennali proprio per la loro complessità, ma ci sono molti test che possono essere somministrati dai triennalisti (con supervisione dove necessario) e addirittura da non psicologi: le prove per valutare la dislessia possono essere acquistate e somministrate da insegnanti...
Per la WISC hai ragione: è l'unico test intellettivo (insieme a WAIS e WPPSI) per il quale viene richiesta la laura quinquennale o in medicina, per tutti gli altri test intellettivi basta quella triennale...
Eppure a me la WISC ha sempre dato l'idea di un test abbastanza semplice sia nella somministrazione, molto meccanica, sia nella lettura.
Al massimo si poteva prevedere la supervisione di un tutor quinquennale per la lettura clinica (che comunque pochissimi fanno..)
Vimae
Ti do ragione sulla Wisc: non si potrebbe (o meglio, lo fanno tutti ma non si deve sapere), ma io durante il tirocinio ne ho somministrate alcune, con la mia tutor presente, e ne ho corrette a iosa...Il meccanismo è veramente meccanico.
Forse altri test possono essere somministrati da triennalisti, ma ti dico che nella mia Asl, per esempio, devono assolutamente essere alle dipendenze, diciamo, di uno psicologo senior che si assuma la responsabilità. In caso contrario non permettono loro di fare alcunchè di clinico.
Poi ovviamente varia da posto a posto, e dal grado di serietà delle strutture...In fondo in Italia succede anche che esista gente che lavora per anni come dentista e poi si scopra per caso che non ha nemmeno il diploma di maturità!![]()
Ah, e per quanto riguarda l'insegnamento, i laureati in filosofia possono insegnare psicologia a patto che abbiano superato 2 esami di sociologia, 2 di pedagogia, 2 di psicologia e 2 di filosofia. La stessa cosa che viene chiesta a noi psicologi (io che per esempio ho sostenuto solo un esame di pedagogia, per poter insegnare dovrei provvedere a sostenerne un altro).
shiningwitch: una domanda: fino a che punto conosci il nuovo ordinamento? intendo i programmi di studio, la quesione dei cfu, che ne devi accumularre 180, che hai anche un tot di cfu a scelta da fare e che un esame di cfu a scelta ti vale 2 miseri cfu?
mi sono laureata con il vecchio ordinamento in economia aziendale, non c'è paragone, con il nuovo ordinamento è tutto molto più laborioso.
per carità, per me è stato un piacere, mi appassiona la psicologia, la studierei anche se mi dicessero che è proibito!! però ti assicuro che con il n.o. si complica ed articola il percorso di studi , fino ad essere quasi raddoppiato.
tu il paragone tra vo/no lo fai per esperienza o per sentito dire?
x dott.ssaConfusa: mi psiego meglio. nella specialistica bisogna fare x esempio l'esame di tecniche dei test che non è altro che, paragonando i programmi, non è altro che la ripetizione di psicometria II, con alcuni capitoli in più, se non sbaglio aggiungono l'analisi dei trend e poco altro.
Ciò significa che fai psicometria II, passano due o tre anni, dimentichi tutto o quasi e ricominci d'accapo!! Carino no?
Questo, per esempio, è un esame che non mi conferirà maggior valore aggiunto rispetto alla mia conoscenza sui test psicodignostici. Rimarrò allo stesso livello di conoscenze della triennale.
i due testi del Solomon li ho studiati e portati entrambi per 1 esame orale di biologia. 1450 pagine di morbidezza, fatte in piena estate con il sol leone che picchiava forte, tanto quanto il prof bocciava!
poi scrivi...
"Dici poi che spesso il triennalista lavora agli ordini di un altro psicologo: guarda che questo lo prevede l'ordine degli psicologi!!!"
io invece...
dicevo che spesso gli pscologi junior si trovano a collaborare GRATIS per lo psicologo senior.
hai saltata quella parola nella lettura. il senso della frase cambia se togli i pezzi.
Sarebbe carino un gorno lavorare con te, come triennalista e prendere ordini da te. Per come simpatizzi per i triennalisti mi faresti svuotare solo i cestini!!!!
Dai, sto scherzando, non te la prendere....
continuo a rimanere dell'idea che il triennalista può e deve cercare un inserimento lavorativo nell'ambito che gli è concesso.
questa discussione doveva essere propositiva.
rinnovo la domanda: cosa il triennalista PUO' fare?
Vimae ci ha dato ottimi spunti e suggerimenti per esempio.
Se si continua in questa direzione il narciso di noi triennalisti ne esce meglio, anche se poi, lo sapete, stiamo cmq a sgobbare sui libri.
dott.ssa Confusa, magari un giorno ti affidano un lavoro in una clinica, con il compito di fare psicodiagnostica. poi ti danno dei collaboratori triennalisti. cosa affideresti o delegheresti loro?
se tu fossi la direttice di una scuola te la sentiresti di affidare 15 giorni di supplenza in un istituto magistrale,per spiegare le varie correnti di pensiero in campo psicologico ad un laureato triennalista oppure esigeresti la quinquennale?
Ah, mi piacerebbe avere la vostra opinione sul fatto che gli psicologi junior iscritti all'albo B posso eseguire perizie psicologiche di parte, come ctp. Che ne pensate? Può essere un ambito adatto? una strada percorribile?
Per le perizie credo che ci voglia un'esperienza concreta che pochi hanno, oltre che una serie di conoscenze in più campi: evolutivo, familiare, psicodiagnostico, psicopatologico...
Credo che sia un ambito a cui arrivare dopo una serie di esperienze nei campi precedenti e una specifica formazione...
Secondo me le perizie non dovrebbero essere affidate a persone non qualificate, compresi quinquennalisti senza esperienza e adeguati percorsi formativi.
So che alcuni tribunali, infatti, per la ctu richiedono un'anzianità di iscrizione all'albo proprio per evitare che persone poco esperte si "candidino" a tale lavoro....
Vimae
Airamanna, ti rispondo anche se il tuo "tono" ironico misto a polemico misto a provocatore non mi piace molto. Soprassediamo.
Allora, per quanto riguarda la parola gratis che, orrore, ho saltato, perdonami, ma mi sono trovata a rispondere a 3 messaggi lunghissimi e qualcosa ho perso. Se ti consola anche uno psicologo del vecchio ordinamento il più delle volte inizia a lavorare collaborando gratis, magari restando nei luoghi in cui ha svolto il tirocinio come psicologo volontario. Perciò fidati, non è un'esclusiva che avete voi!
Se io fossi il tuo tutor, ti farei somministrare test, all'inizio li rincontrollerei per essere più sicura, poi un pò alla volta imparerei a fidarmi e ti lascerei fare da sola. Sperando che tu non combini guai, perchè in tal caso ne risponderei anche io.
Se fossi la direttrice di una scuola assumerei personale che possibilmente è in graduatoria al CSA, e che cmq ha i requisiti richiesti per insegnare. Stop.
Per quanto riguarda le perizie, non ho sottomano le regole richieste, magari le può fare anche un triennalista, ma di sicuro non può farlo dalla sera alla mattina. Ci sono regole diverse da regione a regione, chi chiede che tu sia iscritta all'albo almeno da 3 anni, chi da 5, chi ti prende solo se hai alle spalle un master o un corso sull'argomento, e cmq è richiesta una formazione continua in questo ambito.
Ho risposto a tutto?
Ho trovato questo nel sito dell'ordine degli psicologi del Veneto:
Requisiti minimi per la buona prassi in Psicologia Giuridica e Forense
La formazione per gli psicologi che intendono intraprendere la professione in ambito giuridico e l'aggiornamento di quanti già lavorano in tale ambito sono stati da più parti caldeggiati, anche in considerazione del fatto che il numero degli psicologi impegnati in attività di collaborazione con i Tribunali Ordinari e con il Tribunale per i Minorenni è ormai consistente ed in continuo aumento.
A tale scopo il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi, con deliberazione del 20 settembre 2003, ha indicato alcuni requisiti minimi per l'inserimento negli elenchi degli esperti e degli ausiliari dei giudici presso i Tribunali, invitando i Consigli Regionali:
• Ad accogliere tali linee guida con propri atti deliberativi, rappresentando gli stessi ai Tribunali competenti;
• A sensibilizzare i propri iscritti sulla necessità di sviluppare conoscenze e competenze in tale ambito.
Il Consiglio dell'Ordine degli Psicologi del Veneto ha accolto tale istanza e, nella seduta del 26 marzo 2004, ha stabilito i seguenti requisiti minimi per l'inserimento dei propri iscritti negli elenchi degli esperti o degli ausiliari dei Giudici presso i Tribunali:
• anzianità di iscrizione alla sezione A dell'Albo degli Psicologi di almeno tre anni ;
• specifico percorso formativo post laurea in ambito di Psicologia Giuridica e Forense, di almeno 100 ore , frequentato:
a) dopo il conseguimento della laurea in psicologia regolata secondo l'ordinamento previgente alla riforma di cui al decreto del Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica 3 novembre 1999, n. 509 e relativi decreti attuativi;
b) dopo il conseguimento della laurea specialistica nella classe 58/S - Psicologia.
• specifiche competenze relative alle aree di svolgimento dell'attività (clinica, psicodiagnostica, del lavoro e delle organizzazioni, ecc.). Per operare nell'area dell'età minorile sono necessarie inoltre particolari competenze relative alla Psicologia dello Sviluppo e alle dinamiche della coppia e della famiglia.
Il Consiglio ha previsto inoltre che, in deroga a quanto previsto dai punti 1, 2 e 3, si considera che gli Psicologi già iscritti agli elenchi degli esperti e degli ausiliari dei Giudici presso i Tribunali hanno già assolto quanto previsto in tali punti e, inoltre, che gli Psicologi già iscritti sono tenuti all'aggiornamento in Psicologia Giuridica e Forense o in materie attinenti.
Io, ai punti a e b capisco che possono accedervi i laureati con l'ordinamento previgente alla riforma (cioè i 5 anni) oppure i laureati che hanno ottenuto la laurea specialistica.
Ora ditemi voi se ho capito bene oppure se, per l'ennesima volta mi accanisco contro i triennalisti.
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Ho trovato pure questo:
Nella seduta del 15 dicembre 2003 il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi del Veneto ha deliberato l’istituzione delle sezioni A e B dell’albo.
Pubblichiamo di seguito il dispositivo di tale deliberazione che prevede, fra l’altro, i requisiti per l’iscrizione alle due sezioni e le rispettive competenze professionali degli iscritti:
1) è istituita la sezione A nell’albo professionale dell’Ordine degli psicologi del Veneto;
2) agli iscritti nella sezione A spetta il titolo professionale di psicologo;
3) qualora gli iscritti nella sezione A abbiano conseguito la specializzazione in psicoterapia, l’esercizio dell’attività di psicoterapeuta è annotato nell’Albo;
4) ai sensi dell’art. 1 comma 2 D.P.R. 328/2001 gli iscritti nella sezione A svolgono le competenze di cui alla L. 56/89, all’art. 3, comma 1 quinquies L. 170/2003, nonché alla normativa, nazionale e regionale, che si applica allo psicologo e, in particolare, ai sensi dell’art. 51, comma 1, D.P.R. 328/2001:
a) l’uso di strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione, riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità;
b) le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito;
c) il coordinamento e la supervisione delle attività degli iscritti nella sezione B.
5) gli attuali appartenenti all’Ordine degli psicologi sono iscritti d’ufficio, mantenendo l’anzianità di iscrizione, nella sezione A dell’Albo dell’Ordine degli psicologi del Veneto;
6) coloro i quali sono in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione di psicologo alla data di entrata in vigore del D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328, ossia al 18 agosto 2001, possono iscriversi nella sezione A dell’Albo dell’Ordine degli psicologi del Veneto, così come coloro che hanno conseguito o conseguiranno tale abilitazione in data successiva secondo l’ordinamento previgente al D.P.R. 5 giugno 2001, n. 328 in quanto possessori di laurea in psicologia regolata dall’ordinamento previgente alla riforma di cui al D.M. 3 novembre 1999, n. 509 e ai relativi decreti attuativi;
7) alla sezione A si accede previo esame di Stato di cui all’art. 52 D.P.R. 328/2001, per l’ammissione al quale è richiesto il possesso della laurea specialistica nella classe 58/S - Psicologia, oltre a un tirocinio della durata di un anno;
8) è istituita la sezione B nell’albo professionale dell’Ordine degli psicologi del Veneto;
9) nell’ambito della sezione B dell’albo sono individuati i seguenti settori: a) settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro; b) settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità;
10) agli iscritti nei settori di cui al punto 9) spettano, rispettivamente, i titoli professionali di “dottore in tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro” e di “dottore in tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità”;
11) le attività professionali degli iscritti nella sezione B sono individuate nel modo seguente:
Per il settore delle tecniche psicologiche per i contesti sociali, organizzativi e del lavoro:
- realizzazione di progetti formativi diretti a promuovere lo sviluppo delle potenzialità di crescita individuale e di integrazione sociale, a facilitare i processi di comunicazione, a migliorare la gestione dello stress e la qualità della vita;
- applicazione di protocolli per l’orientamento professionale, per l’analisi dei bisogni formativi, per la selezione e la valorizzazione delle risorse umane;
- applicazione di conoscenze ergonomiche alla progettazione di tecnologie e al miglioramento dell’interazione fra individui e specifici contesti di attività;
- esecuzione di progetti di prevenzione e formazione sulle tematiche del rischio e della sicurezza;
- utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
- elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
- collaborazione con lo psicologo della costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
- attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.
Per il settore delle tecniche psicologiche per i servizi alla persona e alla comunità:
- partecipazione all’èquipe multidisciplinare nella stesura del bilancio delle disabilità, delle risorse, dei bisogni e delle aspettative del soggetto, nonché delle richieste e delle risorse dell’ambiente;
- attuazione di interventi per la riabilitazione, rieducazione funzionale e integrazione sociale di soggetti con disabilità pratiche, con deficit neuropsicologici, con disturbi psichiatrici o con dipendenza da sostanze;
- collaborazione con lo psicologo nella realizzazione di interventi diretti a sostenere la relazione genitore-figlio, a ridurre il carico familiare, a sviluppare reti di sostegno e di aiuto nelle situazioni di disabilità;
- collaborazione con lo psicologo negli interventi psico-educativi e nelle attività di promozione della salute, di modifica dei comportamenti a rischio, di inserimento e partecipazione sociale;
- utilizzo di test e di altri strumenti standardizzati per l’analisi del comportamento, dei processi cognitivi, delle opinioni e degli atteggiamenti, dei bisogni e delle motivazioni, dell’interazione sociale, dell’idoneità psicologica a specifici compiti e condizioni;
- elaborazione di dati per la sintesi psicodiagnostica prodotta dallo psicologo;
- collaborazione con lo psicologo nella costruzione, adattamento e standardizzazione di strumenti di indagine psicologica;
- attività didattica nell’ambito delle specifiche competenze caratterizzanti il settore.
12) l’iscrizione a ciascun settore della sezione B è subordinata al superamento dello specifico esame di Stato di cui all’art. 53 D.P.R. 328/2001, per l’ammissione al quale è richiesto il possesso della laurea nella classe 34 - Scienze e tecniche psicologiche, oltre a un tirocinio della durata di sei mesi;
Dott.ssa Confusa complimenti!
E meno male che sei confusa![]()
Standing ovation anche questa volta!!
Rispetto a questa interminabile discussione vo/no mi astengo dal continuarla, non porterà a nulla e quindi lascio cadere ogni provocazione.
L'ho detto, sono confusa su certe cose, ma non su altre.
Peccato però perchè ora nel forum diventerò famosa come la schiavista dei triennalisti!![]()
Alla fine si scherza, siamo tutti sulla stessa barchetta traballante, ahimè. E quasi quasi mi viene da pensare che la riforma sia stata concepita proprio con questo scopo ultimo: farci litigare tra noi in modo da distrarci dalle problematiche che ci circondano, compreso lo sfruttamento e i salari da fame...