ammetto che non ho letto i post precedenti....ho letto solo il primo x sapere qual'è l'argomento e poter dire anch'io la mia opinione
io continuo ad essere dell'idea ke nella pratica privata con i pazienti, è bene ke sappiano meno cose possibile sul proprio terapeuta, compreso la sua religione,..come dice proprio Freud "bisogna essere opachi come una lastra di specchio", xke al centro dell'interesse ci deve essere il paziente, non il terapeuta.
Se dire al paziente di essere di una certa religoine può aiutarlo a sentirsi compreso.ecc., allora ok.
Altrimenti trovo "difensivo" da parte del terapeuta influenzare con la religione la pratica con i pazienti, xke mi risulta ke quando si fa una terapia bisogna attenersi a dei modelli ben precisi![]()








però nn mi permetto di venire a dire niente su qualcosa in cui milioni di persone credono. Non è giusto. Tu sei libero di pensarla come ti pare ma non hai il diritto di venire a catechizzare altri sulla non fede (come d'altronde uno dev'essere libero di NON crederci)
